Il Pentacolo astronomico del pianeta Venere
L'Astro del Mattino e della Sera è indissolubilmente legato al simbolo della stella a cinque punte, emblema dell'essere umano, del Femminino Sacro, della Vita e della Fecondità
Venere è un pianeta assai importante per la cultura umana. Al di là delle peculiari connotazioni astronomiche, si tratta di un corpo celeste che ha diretta influenza nell'ambito quotidiano, sia per motivi astrologici non spiegabili scientificamente che per particolari influssi culturali che hanno reso questo pianeta un simbolo essenziale di tutte le società terrestri. Analizzando e studiando nel dettaglio, per motivi professionali, i miti antichi e le credenze che risalgono alla Preistoria, mi sono infatti accorta come il riferimento a Venere sia costante e univoco in qualsiasi epoca. I segni che lo rappresentano, le tradizioni popolari, fino alle infamie attribuitegli dal Cristianesimo: tutto fa pensare a un astro essenziale per la vita stessa, al punto che alcuni popoli, come ad esempio i Maya, basarono il loro calendario religioso sui moti di Venere. Il perché di questo interessamento è semplice e risale a quei simboli archetipici che sono ancestrali nella memoria collettiva e che fanno parte del bagaglio culturale inconscio di ognuno di noi. Abbiamo scritto, nella rubrica "Simbolismo", che il pentacolo, ovvero la stella a a cinque punte, è decisamente un simbolo positivo, di vita, di fecondità, associato nell'Antico Egitto alle inondazioni annuali del Nilo associate alla levata eliaca di Sirio. Analizzando anche simboli relativamente orripilanti come il Bafometto, ci si rende conto che essi sono la rappresentazione di forze naturali legate alla vita e alla prosperità. Se il Pentacolo rappresenta un essere umano disposto a braccia aperte e a gambe divaricate, con gli arti e la testa a formare le cinque punte, il pentacolo rovesciato, con la punta all'ingiù, diventa il simbolo stesso della gravidanza, della vita che nasce dentro la vita.
(Sopra) Il Pentacolo viene considerato un emblema dell'Umano, in quanto negli arti e nella testa sono ravvisabili le cinque punte della stella. Ma nella stella è presente anche la simbologia dell'anima divina e della natura superiore a livello spirituale della specie umana.
Il Bafometto infatti rappresenta da un lato l'Androgino Assoluto, simbolo della perfezione divina di cui anche noi uomini siamo portatori; e dall'altro, la fecondità dataci dalle ovaie femminili, che con l'utero e le tube di Fallopio assume una forma assolutamente peculiare. Questa forma è tipica di alcune strutture del cosmo: la spirale, il numero aureo, la sequenza di Fibonacci. In natura la si rinviene nell'animale che allo stato selvatico era alla base del nutrimento degli uomini preistorici, ovvero la capra. Tutti hanno in mente l'iconografia terribile e spaventosa del Satana cristiano: un essere dalla testa di caprone, peloso, orribile. Peccato che questa rappresentazione sia solo il costrutto dei teologi dell'Inquisizione, una finzione, un'ideazione filosofica e visuale tesa a sradicare dalle campagne l'antica religione pagana che è antica di trentacinquemila anni (ma con ogni probabilità anche di 80mila!). Il caprone satanico non esiste e non è mai esistito se non nella fantasia malata e misogina degli inquisitori medievali e controriformisti, nella loro brama di potere e di schiavizzazione ideologico-religiosa delle masse. Infatti le divinità malvagie nelle varie religioni non assumono aspetti di animali terrestri, ma di entità astratte: basti pensare al Dio egizio Seth, raffigurato con la testa di una specie di formichiere, in realtà un animale non esistente perché rappresentante concetti di sterilità di assenza di vita riassunti dalle sabbie desertiche. Altri Dei maligni, come il norreno Loki, invece venivano associati al gelo dei ghiacci, anch'esso portatore di sterilità e morte. Tifone, avversario di Zeus, invece incarnava le tempeste distruttive, i cicloni, gli uragani, al pari del messicano Hurracan da cui questi fenomeni prendono il nome. Il senso è che il Male non è piccolo, ma qualcosa di globale, come possono esserlo le dune del Sahara che cercano di insabbiare e distruggere i fertili campi della Valle del Nilo. Gli animali, nessuno di essi, viene considerato dalle religioni più antiche malvagio e impuro, perché gli animali sono i fratelli dell'uomo, ci sfamano, ci aiutano. Le religioni che impediscono il consumo di certi alimenti lo fanno per motivazioni igienico-sanitarie, come nel caso dell'afta epizootica per i maiali in Medioriente. E allora, perché un animale utile, importante e benefico come la capra, che era alla base dell'alimentazione dei nostri antenati fin dal più remoto Pleistocene, venne trasformato in un simbolo del Male, del Diavolo, dell'Avversario del Bene? Ovviamente se questo animale è il simbolo della Vita, della sacralità delle forze naturali, della fecondità del Sole e dei raggi solari connessi alla Madre Terra che partorisce gli esseri umani evoluti, è chiaro che quel simbolo diviene, agli occhi di una religione che si vuole imporre con la forza, un emblema da estirpare ad ogni costo. Ecco allora che le corna della capra, dello stambecco, del muflone, del toro divengono simboli della malvagità: una malvagità che in quanto tale non esiste, non può esistere in quella forma. Perché noi esseri umani, almeno di quelli di sesso femminile, possediamo all'interno del nostro corpo esattamente della divina proporzione spiraliforme che è l'essenza dell'armonia stessa delle galassie. Le ovaie, le tube, l'utero: sono stilisticamente raffigurabili come le corna di una capra o di un altro ovino, e da un punto di vista geometrico si possono disegnare inscritte a un pentacolo rovesciato. Tutto torna!
(Sopra) Venere è il secondo pianeta del Sistema Solare, si tratta di un pianeta molto simile alla Terra come dimensioni e gravità. (Sotto) Il simbolo del pentacolo rovesciato è identificato spesso col Bafometto, che a dispetto delle credenze non è associato alla negatività bensì alla Vita e alla Fecondità.
(Sopra, a sinistra) Le corna, sia di ovini che bovini, sono associate con il Dio Padre celeste, con la Madre Terra fecondata datrice di vita e con la fertilità. Il perché è semplice: le corna dell'Ariete ricalcano la forma delle tube di Fallopio femminili, che uniscono le ovaie all'utero (al centro). Qui nasce la vita umana, qui l'embrione si forma. Ecco allora spiegato il senso del pentacolo rovesciato (a destra): la stella con la punta verso il basso ne contiene al suo interno un'altra, perfetta raffigurazione della donna gravida che porta in grembo il suo bambino. Un concetto sacro e legato all'intima sopravvivenza della nostra specie.
Ci sarebbe molto da dire sulle motivazioni effettive di questa letterale demonizzazione del più sacro dei simboli, qualcosa che è connesso con la già citata misoginia (ma sarebbe più corretto parlare di desiderio di annicchilimento del femminino da parte di un maschile effemminato desideroso di prenderne il posto): quello che ci preme indagare in questa sede è come sia possibile che Venere, il pianeta più vicino alla Terra, il più simile dimensionalmente a essa, possa avere tanto influsso nelle religioni e nell'esoterismo, un influsso che non cessa fin dai tempi in cui i primi umani iniziarono ad osservare il cielo. Il perché di tanta importanza potrebbe essere legato alla luminosità del pianeta stesso, che è senz'altro la "stella" più visibile in cielo a causa della sua vicinanza. Tuttavia non è solo la sua particolare luminosità, o anche il fatto che a causa della maggiore vicinanza al Sole Venere appaia sempre prima dell'alba e dopo il tramonto. Il fatto è che la Terra ha davanti a sé, prima della nostra stella, solo tre corpi celesti: la Luna, il nostro satellite naturale, Venere e Mercurio. Ma Mercurio è un mondo piccolo e a causa della vicinanza al Sole anche difficilmente osservabile. I due principali allora restano la Luna e Venere, curiosamente entrambi associati alla Dea Madre, al Femminile. Il perché sta nel fatto che entrambi mostrano le fasi, ossia una sottile falce che può essere facilmente associata al già citato simbolo delle corna.
(Sopra) Venere, essendo più vicino al Sole rispetto alla Terra, mostra le fasi esattamente come la Luna. Il simbolismo della falce lunare si ricollega al concetto di Triplice Dea e parimenti Venere assume un ruolo di "seconda Terra" perfettamente conosciuto dai popoli più antichi.
Se le corna sono l'emblema delle ovaie, allora questi corpi celesti sono legati al Femminile, e per la Luna questo legame esiste ed è scientificamente dimostrabile, fosse solo per la mensilità del ciclo mestruale. Ma per Venere? In aiuto ci vengono gli astronomi medievali i quali, infischiandosene degli strali dell'Inquisizione, continuarono a studiare il pianeta tenendo conto delle indicazioni presenti nei miti antichi.
Cominciamo analizzando il simbolo con cui ancor oggi viene rappresentato, un cerchio con un "+" sotto. Definito impropriamente "specchio di Venere", in realtà è chiaramente una trasformazione nemmeno troppo radicale del simbolo dell'Ankh. Abbiamo visto come in Egitto questo segno sia legato alla Dea Madre e ai suoi poteri di vita e procreazione: in ambito alchemico, l'Ankh raffigura l'unione della Terra femminile raffigurata dalla linea orizzontale con i raggi del Padre Sole, fecondanti e generanti la vegetazione, identificati con la linea verticale. Il cerchio sovrastante, l'ansa dell'Ankh, rappresenta l'uovo cosmico, il completamento: ritorna il concetto di Androgino Assoluto. Venere quindi in un certo senso è femminile, ma la sua vicinanza al Sole la rende tramite con il Dio Padre, con la sua fertilità. In questo senso si comprende come gli Egizi identificassero una Dea terrestre per eccellenza come Hathor con il pianeta Venere, come se fosse una seconda madre, una seconda Terra. Questo concetto è stato rielaborato da Pitagora intorno al V Secolo BCE: per il filosofo greco, Venere è il Sol Alter, "l'Altro Sole", quello spirituale, legato a concetti salvifici. Perché in ambito esoterico "solo la donna salva", e quindi attraverso Venere, che sta tra Terra e Sole, è possibile tornare al Padre, alla Sorgente. E non è un caso che moltissimi Dei o profeti provengano o siano legati a Venere: Mitra, Dioniso, Orfeo, fino addirittura a Mosé.
(Sopra) Il simbolo di Venere è anche quello del sesso femminile: trae origine dall'Ankh egizio.
Questa interdipendenza tra uomo e donna, tra umano e planetario, ha la sua spiegazione nelle congiunzioni che Venere traccia assieme alla Terra. Infatti un ciclo di cinque orbite di Venere equivalgono a otto orbite terrestri (il rapporto di 5:8 è phi, corrispondente 1,1618, cioè il rapporto esistente nella sequenza di Fibonacci): otto orbite sono otto anni terrestri, corrispondenti a 2920 giorni. Ossia, ogni 2920 giorni Venere torna nella posizione iniziale rispetto alla Terra. Lo stesso numero, e non casualmente, torna per quanto riguarda le orbite lunari, i cosiddetti mesi. Ogni 2920 giorni ci sono infatti 99 cicli lunari: i Greci utilizzarono questo complesso calcolo per elaborare un calendario chiamato Ottaedro basato sulla connessione femminile Terra-Luna-Venere, ogni metà del quale si celebravano riti sportivi sacri conosciuti come Olimpiadi! Se Venere torna al punto di partenza ogni otto anni, se la Luna in quello stesso lasso di tempo compie 99 rivoluzioni attorno alla Terra, la Terra in compenso ha cinque congiunzioni con Venere in questo lasso di tempo: ecco dunque formarsi nello spazio un incredibile pentacolo cosmico disegnato dalla Terra e da Venere, con al centro il Sole.
(ASopra, a sinistra) Il bellissimo e stupefacente pentacolo prodotto dalle congiunzioni Terra-Venere è provocato dalla risonanza di 5/8 fra le due orbite. Si tratta di un numero equivalente a quello del rapporto aureo e della Sequenza di Fibonacci, che si rinviene anche nella spirale delle galassie e nelle corna di ariete. (A destra) Un disegno tratto dal libro dell'astronomo inglese James Ferguson "Astronomy Explained Upon Sir Isaac Newton's Principles" del 1799 mostra il percorso "a stella" dell'orbita di Venere vista dalla Terra.
Il significato astronomico e religioso di questo fenomeno celeste è immenso. Venere è davvero Lucifero, il portatore della Luce, della Vita, come veniva chiamato dai Romani prima che il Cristianesimo infangasse un nome tanto alto con connotati demoniaci inesistenti in questa forma. Lucifero, ovvero il tramite tra l'Uomo, la Terra, la Materialità, e la Luce, il Sole, l'Energia: Si comprende quindi come Venere, connesso al Femminino, potesse essere rappresentato attraverso il simbolo della colomba in numerose raffigurazioni medievali. Le connessioni con l'umano sono infinite: Venere appare nel cielo per 266 giorni al mattino, poi, per motivi di direzione orbitale, cambia e diviene retrogrado, apparendo per 266 giorni nei cieli serali: Lucifero e Vespero. Ebbene, a quanto ammonta il ciclo di gestazione umana, la gravidanza? Esattamente 266 giorni, 38 settimane… C'è da rimanere stupefatti leggendo queste concordanze. Si tratta di un linguaggio matematico universale, legato alla galassia, al macrocosmo, che si riflette nell'ininitamente piccolo, negli ovuli umani, nell'embrione che si forma. Torna il concetto eterno del "Come il Cielo, così in Terra" e mai riferimenti spaziali furono più chiari.
Per Venere esistono innumerevoli altre connessioni astronomiche, legate ad esempio al numero 40, al 72, al 144, che conducono addirittura al ciclo precessionale terrestre di 25920 anni e al famigerato 2012 tanto in voga su libri e film. Infatti, nel 2012 Venere sarà in congiunzione col Sole e vi sarà un transito del pianeta davanti al disco della nostra stella. Per la cronaca avverrà tra il 5 e il 6 giugno ed è questa la fine dell'Era Maya tanto temuta e prevista erroneamente per il dicembre successivo. Invece, è questo evento particolare che segnerà simbolicamente la fine del calendario del popolo mesoamericano e l'inizio di una nuova epoca spirituale.
Da notare che per motivi astronomici, i transiti di Venere possono avvenire solo a giugno e a dicembre, mesi legati al concetto di vita e morte (e conseguente rinascita del Sole), associati a particolari feste pagane sincretizzate dal Cristianesimo dai due San Giovanni, Battista ed Evangelista, festeggiati il 26 giugno e il 27 dicembre a distanza di sei mesi esatti. Il senso di queste ricorrenze è simbolico: si tratta di figure mitiche associate al Sole, ai suoi aspetti e nascita, crescita, maturità e morte con la successiva rinascita. Venere, Transitando davanti al disco solare, ne determina il destino, continuando ad essere un incredibile tramite religioso.
Dopo aver compreso tutto questo, è impossibile tornare a considerare il pentacolo, sia normale che rovesciato, un simbolo negativo o peggio satanico. Satana, così come comunemente lo si intende, non esiste, è una costruzione umana figlia dell'Inquisizione e chi lo adora fa un doppio errore.
(Sopra) Il transito di Venere sul disco del Sole è un evento relativamente raro, che costituiva per i Maya un momento importante. E' infatti durante il prossimo transito, previsto per il 6-6-2012, che finirà l'attuale era Maya descritta nelle profezie.
Perché il vero Male non può essere la Vita, la Luce, la Fecondità: il male è solo l'avidità, la prevaricazione, la distruzione a cui non segue rigenerazione, il voler imporre perversamente la propria idea senza rispettare quella altrui, la sua dignità, la sua libertà. E di questo gli Antichi, adorando Venere per tutti i suoi significati astronomici, ne erano perfettamente consapevoli.

Lorena Bianchi

(Sopra, a sinistra) Il vero aspetto del suolo di Venere, invisibile dai telescopi a causa delle nubi densissime, fu rivelato da alcune sonde russe, come questa Venera 14 che nel 1982 atterrarono sul pianeta. Sebbene disti dal Sole 107 milioni di km, circa 42 in meno della Terra, Venere è un mondo estremamente caldo, in cui a temperature prossime ai 500°C si accompagnano piogge di acido solforico e una pressione mostruosa. Questo perché a un anno venusiano che dura 225 giorni corrisponde un giorno venusiano pari a 243 giorni terrestri, vale a dire che un anno è più lungo di un giorno. Questo fatto rende Venere un autentico inferno, inadatto alla vita. In compenso, i valori numerici che lo legano alla Terra, al Sole e alla Luna rendono questo pianeta sacro e legato all'uomo, come se vi potesse essere qualche corrispondenza non ancora scoperta con la gravidanza umana. (A destra) Ma alla fine quel che Venere ispira all'immaginario collettivo è un insieme di armonia e di bellezza, come la celebre "Nascita di Venere" del Botticelli, dipinta tra il 1482 e il 1484.

 

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