Il caso Ummo
La faccenda degli Alieni umanoidi che comunicano per posta è una delle pagine più sconcertanti dell'Ufologia, in cui la più incredibile cronaca fantascientifica si mescola a dati reali. Ma chi c'è dietro l'"Affaire Ummo"?
Parlare del Caso Ummo è difficile anche per l'ufologo più convinto e fanatico: perché se raccontare casi di rapimenti finalizzati alla creazione di ibridi umano-alieni può essere facile, vista la notevole documentazione sull'argomento (pur con le infinite incongruenze del caso), ben diverso è il caso di alieni che raccontano, nelle lettere cartacee inviate a scienziati ed esperti, la storia del loro pianeta, del loro mondo, i progetti di studio sulla Terra e i rapporti con le altre razze aliene. Proprio così, attraverso la posta: fra tutti gli extraterrestri che hanno improbabilmente raggiunto il nostro pianeta, questi alieni sono certamente i più strani (o forse, soltanto i più originali). Certo è che questa vicenda non viene presa sul serio quasi da nessuno: troppo assurda per essere vera nella sua assoluta inverosimiglianza. Per quanto ci riguarda, conosciamo il caso Ummo dal 1991 e sinceramente i dubbi che nutrono tutti i ricercatori hanno motivo di sussistere, ma al tempo stesso se di messa in scena si tratta possiede caratteristiche importanti e certamente da analizzare con scrupolo, in quanto c'è da capire chi e perché mise in opera questa colossale truffa durata oltre trent'anni e basata su 160mila missive spedite in tutto il mondo, oltre ad alcuni "incontri ravvicinati" realizzati ad arte negli Anni '60, quando il fenomeno veniva preso ancora sul serio. Comunque sia, in maniera concisa si può raccontare la storia di questi Ummiti, abitanti simili agli esseri umani che vivono a detta loro su un pianeta situato a 14 anni-luce da noi. Si tratta di uomini a tutti gli effetti, che hanno sangue nelle vene, cinque dita, si riproducono come noi e così via: la uniche differenze concernono la mancanza dell'epiglottide, che impedisce a questi Ummiti di parlare, e un leggero ritardo per la menarca nelle ragazze di quel pianeta, che avviene intorno ai 16 anni. Anche le mani sono diverse, a dire il vero: più sensibili e delicate, possiedono sul polpastrello al posto delle impronte digitali il tipico simbolo di una croce a tre braccia arrotondate, " )+( " emblema di questo popolo.
(Sopra) Un clamoroso disco volante fotografato nel 1967 in Spagna mostra il simbolo del pianeta Ummo. Si tratta però di un falso ottimamente organizzato.
La fisiologia alimentare, secondo i racconti, è ovviamente diversa dalla nostra (mangiano principalmente grossi mammiferi simili ai bisonti) perché diverso è il pianeta in cui vivono: si tratta di un mondo con una densa atmosfera che protegge dai raggi cosmici in maniera migliore della nostra ma soggetta a forti aurore boreali (segno di un potente campo magnetico) e a tempeste di fulmini spaventose. La geologia di quel mondo prevede un solo grande continente circondato da un oceano planetario. Le montagne sono molto erose ma esistono vulcani attivi che emettono metano, pentano e ossigeno che illuminano in modo drammatico le notti ummite, altrimenti molto buie e stellate perché non vi sono satelliti naturali. La stella attorno a cui il pianeta orbita, Wolf 424, è meno luminosa e calda del Sole e questo comporta temperature più basse rispetto alla Terra, soprattutto di notte (questo è un particolare che è in grado di svelare la veridicità di questi racconti, ma ne parleremo in seguito). Le case di questi uomini sono retrattili: una specie di fungo che durante le tempeste si ritira nel sottosuolo. In aggiunta sono isolate, esistono città o agglomerati urbani. In compenso dormono su letti monouso realizzati in una specie di poliuretano espanso fluttuante magneticamente nell'aria e vivono il sonno come un momento importante per lo sviluppo del loro autocontrollo, in quanto si tratta di una civiltà tecnocratica in cui il potere è detenuto dalle menti più intelligenti scelte fra tutti gli abitanti.
Questo perché gli Ummo sono una società di ricercatori-esploratori, spiritualmente evoluti in senso pacifista ma anche estremamente legati al positivismo scientifico, al punto da non conoscere alcuna forma espressiva artistica. I loro rapporti sentimentali sono anch'essi rigidamente controllati e questo fatto rende molto simili gli Ummo a una popolazione dell'Universo fantascientifico di Star Trek: quei Vulcaniani che hanno nel Signor Spock il più famoso rappresentante. In effetti, anche questa somiglianza appare quantomeno curiosa. Ma proseguendo il racconto sulla storia di Ummo, il tono si fa drammatico quando questi presunti visitatori raccontano delle epoce oscure, in cui morirono milioni di cittadini ad opera di una specie di infantocrazia detenuta da una piccola bambina prodigio che aveva preso il potere con un colpo di stato. In effetti, ci verrebbe voglia di fare un film, tanto è meticolosa la descrizione di quel periodo di massacri e tirannide. Ma come accade sempre nelle storielle cristiane, ecco che spunta il santo di turno: e i nostri amici Ummo narrano l'arrivo di una specie di Messia, che dopo aver combattuto pacificamente, con le armi della non violenza la figlia della prima dittatrice-bambina prodigio, morì durante una tortura, svanendo con il suo corpo nel nulla. Si tratta di un elemento interessante per noi "miseri" umani e forse anche esplicabile in termini scientifici, ma stranamente non per gli evoluti Ummiti, che non sanno spiegare questo miracolo. Fatto strano, perché alle continue dichiarazioni di pace e fratellanza questi alieni alternano messaggi di critica, di denigrazione verso la società umana, che considerano palesemente inferiore e impura. Pur senza bigottismo, si tratta di una posizione di superiorità morale che a nostro avviso non ha senso in una popolazione di viaggiatori stellari avanzatissimi - ma del resto anche i Vulcaniani di Star Trek consideravano gli umani esseri rozzi e primitivi.
(Sopra) Una ricostruzione dell'aspetto di un uomo Ummita: estremamente simile a noi, con fattezze vagamente nordiche.
In realtà la tecnologia ummita dovrebbe essere davvero avanzata, per consentire viaggi Terra-Ummo in circa 9 mesi attraverso veicoli spaziali discoidali, alcuni dei quali si sono mostrati al pubblico in un annunciato avvistamento del 1967 a San José de Valderas, in Spagna. In quell'occasione i visitatori lasciarono anche oggetti della loro tecnologia: un semiasse in nichel purissimo e una pellicola plastica di composizione sconosciuta. Non era quella la loro prima visita: secondo i racconti, essi scoprirono la Terra in circostanze curiose. Nel 1948 il sistema di rilevamento automatico di segnali extraterrestri installato sul pianeta segnalò un debole fascio di onde radio sulla frequenza di 413,44 megacicli al secondo proveniente dalla zona di cielo occupata dal Sistema Solare. Sapendo, da bravi scienziati, che in quella zona esisteva una stella nana gialla dotata di pianeti, gli Ummiti pensarono a un messaggio di contatto, rimanendo sconcertati: malgrado i tentativi, quel segnale costituito da punti e linee, da loro interpretato come codice binario, non sembrava avere significato. In realtà il messaggio terrestre era solo una trasmissione in codice Morse di una nave norvegese diretta verso Terranova che stava eseguendo esperimenti di rifrazione nella ionosfera delle onde radio. Per puro caso, quel segnale valicò l'atmosfera e finì per essere captato 14 anni dopo dagli Ummiti: il messaggio infatti risaliva al 5 febbraio 1934. Ignorando la lingua del Morse, l'ipotesi più logica sembrò tuttavia quella che il messaggio contenesse un'equazione legata alla geometria del quadrato: e così il consiglio supremo di Ummo decise di inviare un'astronave con l'equipaggio composto da sei persone per studiare quello strano pianeta.
(Sopra, a sinistra) Gli Ummo, a detta dei racconti, arrivarono sulla Terra nel 1950 dopo aver intercettato un messaggio radio partito da una nave norvegese nel 1934. Le loro astronavi sarebbero dei mezzi mossi a energia magnetica e rotanti sul loro asse come una trottola (al centro): una tesi sostenuta ampiamente dagli ufologi ma che ha un sapore troppo banale e fantascientifico, in quanto anche la nostra tecnologia è in grado di realizzare simili mezzi, non economicamente produttivi. (A destra) Una foto originale degli Ummiti: come sempre nei casi di ufologia, si tratta di un'immagine sgranata e inintelleggibile, assolutamente di pessima qualità che non consente di raccogliere informazioni di alcun tipo e come tale va considerata un inutile falso.
Il racconto, gustosissimo nella dovizia di particolari e nel sostanziale realismo descrittivo degno di un bravissimo scrittore di fantascienza, continua raccontando come l'astronave atterrò il 28 marzo 1950 nella Francia meridionale, a La Javie, nei pressi di Digne. Immediatamente il disco volante ummita cercò riparo: si decise di scavare con una specie di laser una caverna artificiale nel fianco di una montagna e di stabilirvi lì la prima base operativa. La necessità assoluta era quella di analizzare la popolazione umana, in quanto dallo spazio gli Ummiti avevano notato con orrore che dalle case e dalle fabbriche terrestri usciva un gas carico di monossido di carbonio e altri prodotti della combustione, al pari delle auto e di altri mezzi di trsporto. Gli alieni interpretarono quei gas come prodotti della respirazione umana e ipotizzarono una fisiologia completamente differente. Il sospetto di una sostanziale diversità biologica fu confermato quando videro strani cilindri bianchi che gli umani tenevano in bocca e da cui respiravano! Non conoscendo le sigarette e il piacere che si prova nel fumarle, era l'unica forse spiegazione possibile. Questo portò a un contatto vero e proprio con gli esseri umani.
I sei alieni penetrarono in una casa isolata alla periferia di Digne e ne anestetizzarono gli abitanti, una tipica famiglia con genitori e figli. Il racconto continua narrando in modo poeticamente naif la loro incapacità, apparentemente assurda, di distinguere i sessi degli inquilini narcotizzati: dopo aver compreso alcuni aspetti della nostra fisiologia ebbero la sorpresa (che li rese letteralmente euforici) di scoprire il contatore dell'energia elettrica a corrente alternata e altre sciocchezze a noi comuni. Rubarono parecchio denaro, vestiti ed effetti personali e tornarono alla loro astronave nascosta nella montagna… La prassi di mescolarsi a noi era facilitata dal fatto che essi, a parte la necessità di un sintetizzatore vocale computerizzato, potevano mischiarsi alla razza umana senza difficoltà, apparendo come persone di nazionalità nordica, finlandesi o svedesi per via dei capelli chiari. Questo fatto diede loro, sempre secondo l'ipotetica veridicità del racconto, una grande capacità di azione, che portò anche ad incidenti gravissimi che renderebbero questa specie, se veramente esistente, irresponsabilmente idiota. Nel 1952 gli Ummiti si trasferirono nella Spagna governata dalla dittatura di Franco (una scelta inspiegabile e pericolosa, che analizzeremo fra poco). Due di loro scelsero Albacete, ai tempi una piccola città rurale poco frequentata da militari e qui affittarono una casa da una donna, Margarita Ruiz de Lihory, presentandosi a lei come dottori norvegesi. Nella casa della donna in maniera folle eseguirono degli esperimenti di vivisezione, contagiando animali terrestri con virus di Ummo. A detta loro, i vicini protestarono per via del rumore provocato dai lamenti delle vittime dell'esperimento e la signora Margarita andò a controllare, rimanendo contagiata da un virus che la uccise in poche ore. La donna fu trasportata in ospedale e quindi in obitorio: qui dovettero intervenire gli Ummiti, letteralmente sezionando il cadavere e asportando le parti colpite dal virus. I medici poi constatarono la mancanza di un occhio, del fegato e di altri organi senza capire chi potesse averli sottratti! Ma non è il solo caso in cui questi amici spaziali sembrano infischiarsene delle nostre vite: come nella pseudominaccia di avere armi di coercizione molto potenti in grado di conquistare il pianeta e il piano di intervento in caso di guerra nucleare, che porterebbe a un letterale colpo di stato alieno in caso di catastrofe.
(Sopra) l'area di Digne, nella Francia meridionale, fu scelta dagli Ummo per il presunto atterraggio sulla Terra. (Sotto) Albacete, in Spagna, è una piccola e bellissima città: a quanto affermano, qui nel 1952 gli Ummo rischiarono di scatenare un'epidemia mortale.
Detto così, suona abbastanza sinistro e per dirla alla Star trek non in linea con le direttive di non intervento in pianeti ospitanti civiltà primitive che anche gli alieni veri sembrano aver adottato!
Occorre dire che questa vicenda ha contorni anche inquietanti, non fosse altro che la complessità del mondo creato ad arte in tutte le sue forme (storia, geologia, antropologia, tecnologia ecc.) deve aver richiesto la consulenza di centinaia di persone per redigere una storia semi-plausibile. Sono moltissimi gli studiosi, gli psicologi e i semplici appassionati, di cui non vogliamo fare il nome ma reperibili facilmente in internet, che si sono interessati alla Affaire Ummo fin dagli Anni '50, anche se il fenomeno sembra aver avuto origine dopo il famoso avvistamento del 1967 in cui non mancò un'abbondante (ma tecnicamente errata, dal punto di vista fotografico) documentazione. Dagli Ummiti nacque anche una religione, da alcuni anni infatti una setta in Bolivia segue gli insegnamenti alieni come dogma.
(Sopra) Durante una delle loro apparizioni, gli Ummo lasciarono cadere dalle loro "astronavi" alcuni oggetti sul suolo terrestre. (A sinistra) Una sbarra in nichel purissimo sembra ricalcare la forma di un semiasse di automobile. (Al centro) Lo "sconosciuto materiale plastico" con il simbolo di Ummo sarebbe in realtà una lamina di Tedlar, un composto vinilico sottilissimo prodotto negli Stati Uniti e al tempo non importato in Spagna, luogo del ritrovamento. (A destra) La lingua ummita presenta caratteristiche interessanti, in quanto sarebbe stata realizzata a tavolino secondo schemi matematici avanzati e potrebbe essere il frutto di un esperimento linguistico estremamente complesso: forse l'unico elemento veramente interessante di tutto il fenomeno Ummo.
La questione della complessità della cultura di Ummo non è di poco conto, perché la lingua stessa che gli Ummiti ci hanno insegnato sembra avere, dopo studi recenti e accurati, una connotazione unica non paragonabile ad alcuna lingua terrestre. Ciò non toglie che non possa essere il risultato di uno sforzo creativo umano, teso alla redazione di una potenziale lingua aliena: ma certamente non può essere frutto di una piccola truffa o di un'esperimento sociologico andato a male, come è stato scritto. Gli Ummiti nelle loro teorie raccontano un sacco di frottole, prima fra tutte la distanza di Ummo dalla Terra, originariamente misurata in 3,68 anni luce in base ai calcoli effettuati nel 1938 e poi portata a 14,2 dopo accurati studi della Nasa nel 1965. Ma Ummo in teoria non potrebbe esistere nemmeno, in quanto la stella di cui parlano gli alieni visitatori, Wolf 424, è una stella doppia: due nane rosse molto deboli, situate nella Costellazione della Vergine, chiamate 424A e 424B, talmente piccole da avere la massa 0,050 volte quella del Sole (in questi casi si usano le masse planetarie: rispettivamente 63 e 52 volte il nostro Giove). Stelle così piccole si dubita possano riuscire ad avere pianeti atti alla vita, perché troppo fredde. E inoltre il sistema binario presenterebbe un alternarsi nel cielo delle due stelle di cui non vi è traccia nei racconti ummiti - ben strano per un popolo di astronomi, non trovate? Nonostante la piccola massa, la 424B poi presenta fenomeni di eruzioni solari violente, che colpirebbero pianeti ospitanti forme di vita in maniera distruttiva, eliminando per sempre l'idea che questo sistema possa essere abitato da esseri intelligenti di questo tipo. Unica curiosità relativamente clamorosa, tra 7700 anni, a causa del moto indipendente delle stelle, le due Wolf 424 giungeranno alla distanza di un anno luce dalla Terra, diventando le stelle più vicine a noi e forse anche molto visibili, cambiando sostanzialmente l'aspetto del Cielo così come noi lo conosciamo. Un evento importante, che avrà conseguenze gravitazionali per il pianeta Terra e che consentirà agli uomini di esplorare quel sistema così chiacchierato.
(Sopra, a sinistra) Una serie di tre foto scattate dai telescopi della coppia di nane rosse Wolf 424, situate a 14 anni luce nella Costellazione della Vergine. Si tratta di due stelle molto deboli in avvicinamento alla Terra: tra poche migliaia di anni diverranno le stelle più vicine a noi. Ma si tratta di astri che non consentono la presenza di pianeti abitabili e soprattutto appare strano che gli Ummo, che asseriscono di abitarvi, non abbiano descritto la binarietà del sistema (a destra, nella ricostruzione). Si tratta di un dato sconosciuto all'epoca delle prime missive e scoperto dagli astronomi umani in tempi recenti: una prova inequivocabile della totale inverosimiglianza del fenomeno.
Ma nel frattempo dobbiamo basarci sulle nostre forze per comprendere il perché di quella che appare come una messa in scena. C'è chi afferma che il materiale plastico sconosciuto lasciato cadere a terra dal disco volante del 1967 fosse Tedlar, una fibra in vinile speciale estremamente sottile e resistente inventata negli Stati Uniti da pochi mesi e assolutamente sconosciuta in Spagna. Chi poteva aver accesso a un materiale innovativo e destinato a usi militari e spacciarlo per una fibra ipertecnologica extraterrestre? Tra le teorie che vogliono far luce su questo falso c'è quella che narra di una guerra psicologica tra Usa e Urss tesa a provocare reazioni e tensioni tra le due Superpotenze al fine di saggiare le difese militari e sociali a un'invasione. Gli Stati Uniti potrebbero aver architettato tutto ciò allo scopo di indebolire il loro nemico - anche se non spiega la divulgazione di alcuni dettagli tecnologici che avrebbero dovuto rimanere segretissimi, come la propulsione magnetoidrodinamica che secondo alcuni ingegneri muoverebbe i dischi volanti ummiti e che oggi trova grande applicazione reale nella propulsione dei sottomarini nucleari oppure la descrizione, negli Anni '60, dei motori a ioni oggi installati a bordo delle sonde spaziali. Certamente il messaggio buonista pacifico degli Ummiti non è piaciuto a quegli ufologi che considerano gli alieni dei mostri invasori (ma incapaci di un attacco militare diretto - chissà poi perché); e c'è anche da dire che i concetti religiosi di base espressi dalle lettere aliene sono banali e scontati, anche meno di quelli di certi contattati. Il modus operandi degli Ummiti, se fossero veri i loro pur affascinanti resoconti, è assolutamente illogico e folle, indegno di qualsiasi razza definitasi superiore, come nel caso della donna contagiata dal virus alieno o anche del primo contatto in Francia nel 1950. Per tacere della descrizione degli altri alieni visitatori del nostro pianeta, un concentrato di banalità che sembra uscire da un libro di xenobiologia degli Anni '70 e che non tiene lontanamente conto nemmeno delle razze extratterrestri presenti nei ricordi degli addotti, un fenomeno certamente mistificato ma in cui la coesione degli ufologi dovrebbe essere d'obbligo. Una teoria di spiegazione molto suggestiva collegata alla scelta di utilizzare come base operativa principalmente la Spagna afferma che gli Ummiti in realtà sarebbero un gruppo di anarchici perseguitati dal regime di Francisco Franco ed esiliati in Francia, che attraverso il racconto di una spedizione aliena in corso d'opera avrebbero mantenuto contatti efficacissimi con altre frange del movimento, descrivendo le loro azioni e la loro situazione logistica attraverso la metafora ufologico-fantascientifica. L'espediente funzionò, ma la caduta del regime in seguito alla morte di Franco nel 1975 pose fine alla necessità di dissimulare l'attività politica. Fu così che gli Ummo continuarono a scrivere le loro lettere ma senza la poesia e l'efficacia narrativa dei primi tempi, giungendo a dire colossali fandonie (come la certezza che la Seconda Guerra del Golfo del 1991 si sarebbe trasformata in un conflitto mondiale).
Visto così, viene a cadere la magia di sapere che non siamo soli nell'Universo. Ma si aprono moltissimi altri interrogativi, ancor più enigmatici e affascinanti. Chi aveva i soldi per pagare i francobolli di 160mila missive? Chi realizzò una stupenda e funzionale lingua aliena? Chi curò la parte storica, così drammatica da sembrare la cronaca del Regime dei Generali in Argentina? Chi divulgò i segreti militari americani relativi a una nuova forma di propulsione? E perché gli scritti di religione sono così simili alla bellissima Teologia della Liberazione? Chiunque sia stato a intavolare il Caso Ummo, comunque sia aveva un'ottima fantasia…

Lorena Bianchi

(A sinistra) Leonard Nimoy è l'indimenticabile interprete di Spock, il vulcaniano protagonista della prima serie di Star Trek. La quasi contemporaneità tra la trasmissione dei primi episodi della serie televisiva e lo scoppio del fenomeno Ummo è sospetta, perché questi ultimi hanno moltissime similitudini con i fantasiosi abitanti di Vulcano. Verrebbe da dire: chi ha copiato chi? (A destra) Un'ipotetica ricostruzione del pianeta Ummo immerso nella debole luce delle due nane rosse. Il racconto dei presunti Ummiti narra un passato travagliato, tra dittature spaventose e l'avvento di un salvatore di stampo fortemente cristiano. Un chiaro messaggio filo-patriarcale che non ci si aspetterebbe da una popolazione evoluta culturalmente e che è l'ennesima prova di come sia il Caso Ummo stato costruito, in maniera assai complessa, qui da noi sulla Terra.

 

Disclaimer - Note legali - Dichiarazione ai sensi della legge nr. 62 del 7 marzo 2001

Mappa del Sito

Copyright © Sator ws by Lory & Anto 2009. All right reserved.
La copia dei testi e dei materiali presenti in questa pagina è consentita solo se esplicitamente autorizzata dalle autrici dopo richiesta scritta. In caso di inosservanza si provvederà ad adire alle vie legali più opportune.