Tunguska: un enigma ancora irrisolto

Cosa realmente accadde nel 1908 nella taiga siberiana per far tremare la terra in tutta la Siberia e rischiarare a giorno il cielo notturno in mezzo mondo? Un asteroide, una cometa, o cos'altro?

Il 30 giugno del 1908, alle ore 7.14 qualcosa di misterioso esplose nella taiga siberiana nella zona vicino al fiume Tunguska. Qualcosa pari a 15 megatoni (una potenza pari a circa mille bombe atomiche analoghe a quella sganciata su Hiroshima) si disintegrò nell'aria, abbattendo migliaia di alberi fino a una distanza di 1300 km. Qualcosa la cui onda d'urto fu avvertita in molte parti del mondo, il boato fu udito fino a mille km di distanza, la Transiberiana, che transitava 900 km più a sud, quasi deragliò, mentre la polvere alzatasi nella stratosfera illuminò a giorno molte città d'Europa, ancora immerse nelle tenebre che precedono l'alba. Milioni infatti furono i testimoni all'epoca di questo strano bagliore color porpora nei cieli. La prima ipotesi, formulata nelle ore seguenti il fenomeno dagli astronomi, fu quella della caduta di un piccolo asteroide o di una cometa di circa 30 metri di diametro: una teoria che ancora oggi agli scienziati risulta la più accreditata. Ma data l'assenza assoluta di un cratere, riscontrata fin dalle prime allarmate testimonianze degli ufficiali militari presenti in Siberia, si pensò che l'esplosione avvenne a circa otto km di altezza, all'impatto con l'atmosfera terrestre. Era l'inizio del Secolo, il Positivismo decantava le lodi della tecnologia. Ma di lì a poco sarebbe scoppiata la Prima Guerra Mondiale e nel 1917 la Rivoluzione d'Ottobre avrebbe messo al potere in Russia i Bolscevichi di Lenin. Quindi la Russia (divenuta Unione Sovietica) ebbe faccende più importanti da sbrigare prima di inviare una spedizione alla ricerca del presunto meteorite. Dalle quattro spedizioni scientifiche fatte dal minerologo russo Leonid Kulik a partire dal 1928 (oltre vent'anni dopo l'incidente), non si cavò come si suol dire un ragno dal buco.
Non si trovò come si pensava alcun cratere di impatto e quel che è più sorprendente non furono nemmeno rinvenute tracce di detriti dell'eventuale asteroide, le uniche prove che Kulik fornì furono le fotografie di alberi bruciati e abbattuti tutti in un'unica direzione, evidentemente in seguito a una forza immane. Queste comunque non furono ritenute prove sufficientemente valide a provare l'impatto con un oggetto cosmico. Un oggetto che orbita attorno al Sole, anche se di piccole dimensioni, è dotato di una velocità notevole che fa sì che il piccolo asteroide bruci come una stella cadente se troppo piccolo oppure che giunga sul terreno causando una voragine se sufficientemente pesante. Dunque, non essendoci un cratere, di che si trattava? Tra le altre numerose spedizioni fatte negli anni a seguire, il professor A.V. Zolotov nel 1960 trovò tracce di Iridio e Nichel, ma anche queste non furono ritenute valide dal momento che in zone di antico vulcanismo come quella siberiana centrale se ne possono trovare ovunque. Alcune misteriose anomalie però furono riscontrate nella zona: si trattava di strane sferule vetrose del diametro di un millimetro trovate tra le ceneri e la sabbia dei tronchi bruciati che stranamente si sono fuse e vetrificate assieme, mentre ancora più strani erano alcuni alberi sul luogo ricresciuti incredibilmente veloci e con mostruose deformazioni, come se esposti a radioattività. Per inciso, lo stesso fenomeno fu registrato a Chernobyl dopo il drammatico incidente del 1986. Queste anomalie di certo ci fanno pensare più ad un'esplosione atomica che a un impatto meteorico, perché solo una fortissima fonte di calore di circa 15000° C avrebbe potuto fondere e vetrificare il terreno. Uno strano evento comunque si verificò prima dell'impatto: secondo le testimonianze della gente che vive nella zona e i racconti tramandati ancor oggi dagli sciamani, tutte le renne e gli animali che si trovavano in zona "sparirono", forse scapparono via come se avessero "saputo" cosa stava per succedere. Anche le persone furono "avvertite" (ma da chi?) con sogni e visioni di tipo allucinatorio e abbandonarono le loro capanne, le yurte fatte di pelle di yak. I pochi che non diedero retta alle visioni si ritrovarono poi a miglia e miglia di distanza dalla loro casa senza sapere come vi fossero finiti.
(Sopra a sinistra) Nell'area della misteriosa esplosione il cielo divenne porpora, lasciando il posto poi a un azzurro innaturale... (Ricostruzione). (Al centro) Ancor oggi Tunguska mostra alberi abbattuti sui suoi rilievi: gli stessi del 1908? (A destra) Le prime spedizioni mostrarono un paesaggio spettrale, anche se senza traccia alcuna di crateri di impatto o detriti.
Come giudicare queste affermazioni? Ricordiamo che per quanto sia passato un secolo dall'incidente di Tunguska, la memoria del fatto è ancora viva per gli abitanti di tutta la Siberia. Non molto distante da Tunguska c'è poi il Lago Baikal, che è notoriamente sacro e circondato da comunità sciamaniche che hanno tradizioni orali molto sviluppate. Negli Anni '70, in piena febbre ufologica, ci fu qualche studioso del mistero che ipotizzò addirittura la caduta di un Ufo come responsabile del fenomeno. Questo perché si pensava in qualche modo che non esistesse sulla Terra negli Anni '10 una fonte di energia simile a quella nucleare atta a provocare l'esplosione. La scienza tradizionale reagì "dando la colpa" a un fulmine che colpì un deposito affiorante di metano dando il via a una reazione di esplosioni a catena. Non sappiamo quale delle due teorie sia più assurda... A proposito di incredibili teorie, nel 1973 due fisici americani, A.A. Jackson e M.P. Ryan, dell'Università del Texas, proposero la tesi secondo cui a "cadere" fu un mini buco nero. Come abbia fatto a cadere, non lo sappiamo! (Ma non avrebbe dovuto risucchiare la Terra, il Sole e i pianeti al suo interno?) Più realistica invece la tesi di C. Cowan e H. Craneel, assieme a C.R. Atluri e W.F. Libby, sempre fisici americani, che ipotizzarono la caduta di un frammento di Antimateria: anche solo una particella infinitesima avrebbe potuto causare questo disastro. Negli Anni '80 si ipotizzò che l'esplosione fu causata da un ordigno atomico ante-litteram costruito da una piccola comunità di scienziati-alchimisti che nell'800 erano stati deportati dallo Zar in Siberia. Il tentativo di controllare quell'energia fu la causa dello scoppio, che uccise gli abitanti e cancellò le abitazioni della comunità. L'attenzione su Tunguska scemò rapidamente sul finire del XX Secolo fino a quando a sorpresa, alcuni anni fa, la rivista Nexus intervistò un russo, Valery Uvarov, il quale affermava che l'esplosione non era dovuta ad un asteroide o una cometa, ma a qualcosa di artificiale. Uvarov, capo-dipartimento dell'Accademia Nazionale di Sicurezza di San Pietroburgo, parlò dell'esistenza di un'antichissima installazione sotterranea a circa cento km da Tunguska. Questa installazione secondo lui non era di origine terrestre ma avrebbe difeso il pianeta da un pericolo celeste. Risvegliatasi alcuni mesi prima quel 30 giugno 1908, avrebbe sparato una specie di missili al plasma (definiti da Uvarov "Terminator") che avrebbero distrutto un enorme meteorite nell'atmosfera a pochi km dal suolo. Questo oggetto cosmico avrebbe colpito di sicuro la Terra con effetti catastrofici globali: quindi, i missili di plasma avrebbero salvato la vita a tutti gli abitanti del pianeta. Questa installazione si troverebbe in una zona non lontana dal lago Baikal e sarebbe estesa circa un centinaio di migliaia di km quadrati. Sempre secondo lo studioso questa specie di "cannone laser" sarebbe opera degli abitanti di un fantomatico Pianeta X: forse il Dodicesimo Pianeta, il Nibiru popolato dagli dei Anunnaki descritto dai Sumeri?
(Sopra) Altra foto originale di come appariva Tunguska negli Anni '30. (A lato) Gli sciamani siberiani mostrano di possedere una grande memoria storica di quel che avvenne, narrando di sogni premonitori e visioni che avvertirono la popolazione e gli animali. (A destra) Leonid Kulik, il primo studioso a visitare Tunguska nel '28, e Valery Uvarov: sua è la tesi di un cannone laser di origine aliena antichissima che salvò la Terra da un impatto catastrofico con un asteroide.
Gli abitanti di questo pianeta avrebbero costruito questa base allo scopo di proteggere il nostro pianeta da eventuali attacchi di bolidi dal cosmo; Uvarov sostiene che già 12500 anni fa la Terra fu colpita da un asteroide il quale ne sconvolse l'asse di rotazione e la distanza dal Sole. Sosteneva che tutto ciò lo trovò scritto in alcuni manoscritti antichi di 4mila anni. Secondo alcuni studiosi fautori di questo racconto, il discorso di Uvarov andrebbe precisato: semmai ci fosse un'installazione sotterranea antica "salva-Terra", potrebbe essere attribuita al regno di Agharti che ha la sua sede principale, Shamballah, non distante dalla Siberia, sotto il Deserto di Gobi. Sono molteplici comunque le ipotesi formulate sul mistero Tunguska, ma molte altre sono però le speculazioni fatte: l'ultima in ordine di tempo, effettuata dai ricercatori dell'Università di Bologna, afferma che invece un cratere d'impatto c'è ed è situato dentro il Lago Cheko, distante 8 km da uno degli epicentri. Sì, perché pare che il meteorite o cometa o frammento di Antimateria si sia frantumato in più punti... Non possiamo ancora sapere cosa realmente accadde in quel luogo, se sia stata una causa naturale o no a creare tutto quello sconquasso. Chissà se esistono ulteriori teorie in merito... Noi possiamo solo augurarci che le ricerche continuino e che un giorno venga fatta luce. Nel frattempo, Tunguska rimane un enigma ancora senza risposte.

 

(A sinistra) Il disegno ricostruisce la caduta di un vero meteorite, che esplose nell'atmosfera e si schiantò in 18mila frammenti nel 1947 nella Siberia orientale, non distante da Vladivostock, devastando ettari ed ettari di foresta (al centro): Sikhote-Alin, questo il nome della meteora, pesava oltre 23 tonnellate ed era composta di ferro e nichel, ma precipitando non produsse assolutamente gli effetti di Tunguska.

 

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