I misteriosi Teschi di Cristallo
Secondo una leggenda Maya esistono al mondo 13 teschi di cristallo dotati di strani poteri, che rappresentavano una misteriosa divinità. Qual è il loro vero significato?
Inizi del '900. Durante l'esplorazione del Sud America, un noto archeologo ed esploratore inglese, F.A. Mitchell-Hedges, detto "Mike", appassionato di civiltà precolombiane e alla ricerca di tracce sull'esistenza di Atlantide, incontrò una ragazzina francese orfana di nome Ann le Guillon che adottò e portò con sé. Giunto in Honduras, nel 1923 l'esploratore si trovò di fronte a delle antiche rovine di una città Maya chiamata Labaantum. Quattro anni dopo, nel 1927, la ragazza ormai ventenne festeggiava il compleanno e durante una passeggiata nella zona dove si svolgevano gli scavi, fu attratta da un particolare luccichìo che spuntava dal terreno, davanti ad un altare di pietra. Ann, spinta da enorme curiosità, si mise a scavare portando alla luce un meraviglioso teschio di puro cristallo di rocca trasparente, ricavato da un unico blocco perfettamente levigato, dal peso di 5 chili circa, largo e alto 13 cm e lungo 18.
Le dimensioni erano simili a un cranio umano, solo che mancava la mandibola. Questa fu trovata alcuni mesi dopo, setacciando tutta la zona dello scavo. Quando il dottor Mitchell-Hedges decise di consegnare il reperto agli indigeni del posto, questi affermarono che si trattava dell'immagine di un'antica divinità dal volto di teschio appunto che aveva il potere di guarire le malattie ma allo stesso tempo di uccidere. Terminati gli scavi in Honduras, l'archeologo decise di ripartire con la figlia e come segno d'amicizia gli indigeni donarono loro il teschio di cristallo. Agli archeologi sembrò strano che gli indigeni avessero regalato al ricercatore un oggetto di così grande importanza per loro, ma purtroppo a questa domanda nessuno dei due aveva mai risposto. Solo anni dopo, in una sua biografia nel 1954, l'archeologo accennò qualcosa riguardo la faccenda: "…Portammo con noi anche il sinistro teschio del destino, su cui molto è stato scritto. Ho delle buone ragioni per non rivelare come quest'oggetto venne in mio possesso…". Lo stesso Mike affermava che il teschio dava un senso di inquietudine, affermò che era stato descritto come rappresentazione del male e non aveva alcuna intenzione di spiegarne il perché. Al contrario la figlia ne era totalmente affascinata tanto da trasmetterle gioia e protezione; più o meno quello che gli indigeni affermarono. Ancora oggi Ann, centenaria, è in possesso del teschio che le era stato lasciato dal padre alla sua morte nel 1959. Secondo una leggenda Maya raccontata dal Popol Vuh, "...Al mondo esistono 13 teschi di cristallo, quando questi saranno tutti scoperti e riuniti, trasmetteranno agli uomini tutta la loro conoscenza. Ma solo quando gli uomini saranno sufficientemente evoluti…"
Ancora oggi, quando e come siano stati fatti resta un mistero. Nell'esaminarli, all'inizio gli scienziati affermarono che probabilmente risalivano a 3600 anni fa e che nel lavorarli gli artigiani avrebbero impiegato almeno trecento anni. Questo è il tempo massimo che avrebbero richiesto, data la durezza del materiale e gli strumenti che avevano a disposizione all'epoca; si pensa che per levigarlo così perfettamente, senza lasciare neanche un graffio visibile perfino al microscopio, l'artigiano l'avrebbe modellato con un paziente lavoro con la sabbia. Rimane comunque per i ricercatori stessi misteriosa la vera origine dell'oggetto e come realmente sia stato creato. Oltre al teschio di Mitchell-Hedges, ne esiste un altro simile esposto al British Museum di Londra, ma a differenza del primo, questo ha la mandibola fissa. Le dimensioni e il peso sono le stesse, solo qualche particolare meno preciso. Probabilmente è di origine azteca, forse del XV secolo, ma comunque non se ne conosce l'età. Fu portato in Europa dal Messico da un ufficiale spagnolo, da lì dopo tanto peregrinare arrivò a Londra dove alla fine venne esposto. Si dice che probabilmente questo sia un falso, solo perchè la lavorazione è molto precisa e per il tipo di quarzo che non è presente in quella zona del Messico; è possibile comunque che i costruttori abbiano importato i minerali dal Brasile che ha miniere di quarzo vastissime. Sono altri cinque i teschi di cristallo esaminati, ma solo due si dice che siano autentici. Uno di questi è esposto allo Smithsonian Museum di Washington, è conosciuto come "Max" ed è di quarzo bianco latte. Quest'ultimo appartiene ad un'americana di Houston (Texas) di nome Joann Parks, la quale afferma che le è stato dato da un tibetano. A detta di chiunque ha avuto modo di vedere i teschi da vicino, tutti hanno più o meno le stesse qualità: si racconta che i guardiani del British Museum avvertissero uno strano senso di disagio nello stare vicino agli artefatti, mentre qualcuno ha addirittura affermato di vedere delle strane figure muoversi dentro gli occhi intagliati a prisma dei crani. Per questo tanti tra i custodi del museo si rifiutano di vigilare dove sono conservati i reperti. Perfino la stessa Ann che custodisce il teschio da anni lo copre per non fissarlo.
(Sopra) Ann Mitchell-Hedges, con il suo teschio del destino trovato nel 1927. (Sotto) Il padre di Ann, l'esploratore F.A. "Mike" Michell-Hedges.
Molti esperti che hanno avuto modo di esaminare tutti i teschi affermando comunque che si tratta di falsi, mentre alcuni non hanno voluto che si conoscessero i risultati delle analisi. Ogni volta che ci troviamo di fronte ad oggetti strani provenienti dal passato che hanno a che fare con tecnologie sconosciute, si tende sempre dalla parte degli scienziati a screditarli bollandoli come falsi, o di nascondere i risultati delle analisi. Questo perché o non riescono ad arrivare a conclusioni o perché possono risultare scomodi per la scienza stessa. Resta il fatto che queste opere di alta ingegneria ci sono arrivate direttamente dal passato, portate fin qui da antichi esploratori, quindi è per questo che non si può pensare a tutti i costi che gli antichi non avessero avanzate tecnologie per produrre oggetti del genere: pensiamo a tutti gli Ooparts trovati nel mondo. Ma qual era la ragione per cui è stato impiegato il quarzo per creare questi oggetti? E a cosa servivano? Come avevano detto gli indigeni all'esploratore Mitchell-Hedges, venivano usati per guarire dalle malattie: infatti oggi sono ben conosciute anche dalla parte della scienza le proprietà fisiche e curative dei cristalli di quarzo. Queste pietre resistono bene al calore e conducono energia pura, infatti anche oggi li usiamo nella cristalloterapia per i malanni fisici e psichici. Lo scoprì nell'ottocento Marie Curie: sollecitando forti pressioni su di essi si generava elettricità. Questo lo spiegava anche il "solito" Platone parlando di Atlantide. Affermava che furono usati i cristalli per produrre grandi quantita di energia , probabilmente la stessa che veniva usata tra molti popoli antichi come difatti i Maya o gli Egizi; e per questo considerati sacri. Per quanto riguarda la divinità che gli indigeni dissero rappresentare, essi affermarono che si trattava di un'antichissima Dea della Morte dal volto di scheletro, proveniente da Venere. Nei pressi di Oaxaca in Messico ci sono dei templi dove vi è raffigurata proprio questa divinità; nel sito di Monte Alban sono stati ritrovati oggetti d'oro a forma di divinità dal volto di teschio e con sopra incisi strani simboli e geroglifici, che forse indicherebbero una data. Qui esiste un tempio megalitico a forma di piramide conosciuto come Tempio delle Tigri dove sono incisi tanti teschi di profilo. Questo sarebbe stato costruito sulla cima di una montagna alla quale è stata tagliata la cima! Riguardo a questo, anche l'archeologo americano Hyatt Verrill non riesce a capacitarsi come sia stata eseguita tale impresa, di certo secondo lui, non con semplici schiavi che secondo l'archeologia ufficiale non conoscevano neanche gli arnesi da lavoro. Come abbiamo prima accennato, di teschi ne esisterebbero 13, e sembra che oltre a quelli di Ann, del British Museum, e quello bianco detto "Max", ne sarebbero stati trovati altri. Uno di questi è in puro ametista, anch'esso lavorato da un unico blocco: fu rinvenuto nel 1915 tra alcuni reperti Maya nello Yucatan. Prima di questo se ne trovò un altro nel 1906 in una proprietà in Costa Rica; nel 1912, un altro ancora simile in quarzo trasparente. Altri ancora: sempre in quarzo ialino nel '42 con incisi simboli Maya; uno invece è in quarzo fumé (con mandibola appuntita, denominato "ET"), mentre ne esiste un altro in quarzo rosa trovato in Honduras. Come abbiamo detto tutti questi sono stati considerati dei falsi dagli scienziati perchè si notavano a livello microscopico tracce di "arnesi rotanti", quindi secondo i grandi esperti non potevano assolutamente esistere all'epoca! Comunque sia, è probabile che qualcuno di questi teschi certamente non sia originale, data la provenienza non accertabile, ma resta il fatto che gli altri sono stati riportati alla luce da scavi eseguiti tra antiche rovine maya e precolombiane, quindi, è innegabile l'autenticità, come nel caso del teschio Mitchell-Hedges.
(Qui sopra) Il Teschio in Ametista rinvenuto nel 1915. (Al centro) Il teschio conservato al British Museum scoperto intorno al 1890. (A lato) Il teschio denominato "ET" in quarzo fumé, trovato in Messico a inizio '900 e (a destra) il teschio "Max" in quarzo bianco, esposto allo Smithsonian Museum a Washington.
Dal nostro punto di vista, la leggenda dice che esistono 13 teschi e tra quelli probabilmente autentici ci sarebbero anche quello bianco, quello in ametista, il teschio ET e il rosa. Questo reca secondo noi un importante messaggio, perché tra le varietà di cristalli conosciuti, ne esistono tredici di diversi colori! Quindi, se secondo la leggenda ci sono 13 teschi e quelli ritrovati di diversi colori sarebbero già cinque, allora i falsi dovrebbero essere gli altri tre in quarzo ialino. Secondo la nostra teoria ogni teschio sarebbe di un colore diverso dall'altro, sono 13 esattamente come il numero delle varietà di cristalli. Sappiamo che il 13 un numero sacro in moltissime culture, soprattutto matriarcali. Il 13 è il numero delle lune piene in un anno: un legame profondo quindi con le forze naturali cosmiche, che implica la connessione con l'organismo femminile. I segni zodiacali sono effettivamente 13; il tredicesimo personaggio di un gruppo è il maestro o l'iniziato destinato a soccombere e a risorgere (Gesù e gli apostoli, ma anche la Bella Addormentata tradita da una delle dodici fate, i Cavalieri della Tavola Rotonda e Re Artù, ecc.), 12 erano le tavole della legge rappresentative di una tredicesima, 12 sono le dimensioni secondo la Teoria delle Stringhe e la tredicesima rappresenta l'Universo. Ancora, i Babilonesi utilizzavano un sistema matematico a base 12 e il tredici rappresentava cabalisticamente l'Unità e quindi la Divinità. Se così, si spiega allora il significato della sacralità dei cristalli usati e della profezia: "Quando saranno tutti riuniti, trasmetteranno agli uomini la conoscenza..." Cosa intendevano i Maya? Forse, con la loro unione, questi cristalli trasmetteranno (o attiveranno) un'immensa energia.


(Sopra a sinistra) I tredici teschi del destino in un'ipotetica riunione. Appare chiaro come il teschio centrale sia proprio quello in quarzo ialino trovato da Ann Mitchell-Hedges (al centro). I teschi una volta trovati andrebbero posizionati su un altare non ancora rinvenuto e probabilmente qui sarebbero in grado di sprigionare una potente energia allo stato naturale, forse quella stessa Energia Oscura da poco scoperta nell'Universo. (A destra) Le proprietà del quarzo sono straordinarie, in grado di raccogliere energia ed emetterla anche a scopo terapeutico. La Cristalloterapia si basa appunto sull'uso di minerali, specialmente la famiglia dei quarzi, per curare molte affezioni.

(A lato) Il quarto film di Indiana Jones, uscito nel 2008, parla proprio di teschi di cristallo: Indy è impegnato a recuperare uno di questi incredibili manufatti!

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