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Genesi
28,10: Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.
Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole
era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale
e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava
sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco
gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco il
Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio
di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale
tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua
discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai
a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E
saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni
della terra. Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu
andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti
abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto". |
Allora
Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo
luogo e io non lo sapevo". Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile
questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la Porta
del Cielo". Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra
che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò
olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima
di allora la città si chiamava Luz. Giacobbe fece questo voto: "Se
Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo
e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano
e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa
pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto
mi darai io ti offrirò la decima". La storia
di Giacobbe poi continua con il protagonista che raggiunge la casa
di Làbalo, fratello di sua madre: qui soggiorna un mese e conosce
le sue cugine, Lia (dallo sguardo smorto) e la bellissima Rachele,
di cui si innamora perdutamente… Lavorerà per lo zio sette
anni, Giacobbe, per avere Rachele in sposa. Peccato che al momento
delle nozze Làbalo gli darà in sposa la brutta Lia, e che per avere
Rachele Giacobbe dovrà lavorare altri sette anni… Leggendola
così, la Bibbia lascia sconcertati.
| Ma
come, uno dei passi più importanti del sacro testo di cristiani
ed ebrei viene inframmezzato con storielle sentimentali degne
della peggiore puntata di Beautiful? Ma in effetti, l'incontro
di Giacobbe con Bethel è fondamentale, perché rappresenta il
primo incontro documentato (per quanto ammantato di leggenda)
con una Porta Coeli, un portale celeste che mette in congiunzione
la Terra, il mondo umano e materiale, con le dimensioni superiori
popolate da esseri più evoluti. Il significato occulto è evidente:
se per il Cristianesimo (ed ogni altra religione) la chiesa
o il tempio sono sempre la "casa di Dio", è chiaro che un luogo
che mostra la scritta in questione è qualcosa di diverso dalla
norma: è come se il posto fosse più sacro dei templi o chiese
normali. Un posto speciale, in cui le
energie terrestri e quelle del cielo sono in congiunzione, in
modo simile a quanto accadeva con le Piramidi egizie. Nel nostro
articolo sulle Energie della Grande
Piramide abbiamo affermato come il Pilastro
Zed nascosto all'interno del colossale monumento fosse composto
da monoliti in granito pesanti duecento tonnellate l'uno e,
poiché contenenti quarzo, in grado di condurre energia attraverso
il meccanismo fisico della piezoelettricità. La Piramide così
diveniva un gigantesco accumulatore che forse serviva ad alimentare
uno strumento tecnologico come poteva essere l'Arca
dell'Alleanza, con tutta probabilità custodita all'interno
del cosiddetto Sarcofago, nella Camera del Re. In pratica la
Piramide di Cheope, lungi dall'essere una tomba, era un'immensa
centrale energetica, forse connessa ad un network di stazioni
energetiche in grado di rifornire tutto l'Egitto e forse il
Medio Oriente intero di energia gratuita e illimitata. |
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| (Sopra)
La Scala di Giacobbe, la Porta Coeli di Bethel, vista in un'incisione
tedesca di fine '800. |
In un certo senso anche le Cattedrali Gotiche, come
quella di Chartres, sono state costruite
per convogliare le energie del campo magnetico terrestre, portarle
in superficie e connetterle alle energie stellari captate dalle guglie
e dai campanili, in modo non dissimile da ciò che faceva la
grande Piramide attraverso lo Zed. In sostanza esisterebbe una relazione
tra le correnti magnetiche terrestri e le radiazioni cosmiche: frutto
dell'unione (che in tutto e per tutto ricalca il mito egizio di Iside
ed Osiride) sarebbe l'essere umano illuminato, risvegliato nella sua
coscienza da questa "doccia" di energia positiva e sacra,
che unisce la materialità del nostro pianeta e l'infinita potenza
delle stelle del cosmo… Il figlio che nasce appunto dall'unione
di Iside (Madre Terra) e Osiride (Dio del Duat, dell'oltretomba situato
nelle regioni celesti limitrofe alla Costellazione di Orione) è
appunto Horus, il predestinato sovrano del mondo, e non è difficile
capire come il concetto di "divenire Horus" può riguardare
qualsiasi essere umano dotato di cuore puro.
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E'
questo forse il segreto professato dai Templari, è forse per
questo che esistono luoghi più sacri di altri? Luoghi in cui
cielo e terra, Osiride e Iside, si uniscono? La Porta Coeli
diventa quindi il luogo di concepimento potenziale dell'Horus,
il luogo in cui tutti noi esseri umani possiamo ricevere l'illuminazione
mistica, esattamente come accadde a Giacobbe. Ma occorre subiro
ricordare che nel mondo, di Portae Coeli, ce ne sono parecchie:
una di queste l'abbiamo ritrovata a Barcellona ed è alla base
della nostra scoperta relativa
al culto di Orione nella capitale catalana… Per
la precisione, a Barcellona di scritte "Domus Dei et Porta Coeli"
ce ne sono ben tre, una sulla Cattedrale di Santa Eulalia, una
sulla chiesa orionica di Sant Just i Pastor e una terza sulla
Casa dei Templari (guarda caso), la sede barcellonese dei Cavalieri
del Tempio situata in Carrer Ataulf. Tre Portae Coeli che fanno
il paio con le due Triplici
Cinte (altro simbolo di collegamento tra cielo e terra)
che appaiono su delle colonne di epoca romana, nel vicino Museu
de la Historia de la Ciutat… Indubbiamente, come
abbiamo già sottolineato, è il segno che la metropoli catalana
è un gigantesco catalizzatore di energie stellari e non a caso
Barcellona è una città estremamente liberale, aperta, tollerante,
culturalmente viva e vitale, patria di scienziati e letterati.
Ma se andiamo a vedere ove sono poste le altre Portae Coeli,
scopriremo che gli altri luoghi non sono da meno. In Italia,
l'elenco dei "Terribilis est locus iste" è assai lungo e nondimeno
fortemente incompleto. L'Italia è una terra strana, sacra e
antica benché violentata da politici corrotti e malavita: così
capita di trovare chiese e santuari con la celebre scritta pressoché
ovunque nella penisola, anche se senza la più assoluta e totale
forma di pubblicità. |
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| (Sopra)
Le tre "Portae Coeli" di Barcellona. Dall'alto, l'iscrizione
della chiesa di Sant Just i Pastor, quella della Casa dei Templari
e quella della Cattedrale di Santa Eulalia. |
Così, nessuno sa
che una Porta Coeli esiste in un'antichissima cittadina in provincia
di La Spezia, Arcola, presso la Pieve di Santo Stefano e Santa Margherita:
cittadina del popolo dei Liguri, fondata secondo la legenda da Ercole,
esattamente come Barcellona. Un'altra Porta Coeli è situata sul
portale della chiesa di San Domenico a Gravina di Puglia, in provincia
di Bari, un paese che è salito alle cronache per la tragica morte
dei fratellini Pappalardi, ma che era una delle sedi della corte
di Federico II. Un Terribilis che è situato in un territorio sacro
alla Dea Madre, fortemente legato ai boschi e alle foreste e al
tema della Stregoneria intesa come
legame tra Uomo e Divino (l'antico nome di Gravina è Silvium, silvestre),
analogamente a quanto accade nella chiesa di San Martino a Graffignano,
in provincia di Viterbo, in cui alla Porta Coeli si affianca anche
una fonte sacra di acqua curativa. Territori sacri legati al culto
della Madre Terra sono anche quelli di alcuni paesi sparsi per l'Italia,
come il Terribilis che appare sulla chiesa di San Michele Arcangelo
di Patù, in provincia di Lecce (ove nei pressi sorge il sito megalitico
di Centopietre) o quello celeberrimo del Santuario della Madonna
Nera di Loreto, vicino ad Ancona. La Madonna di Loreto, nera in
quanto raffigurazione della Dea Iside, era in origine l'"Ala Ea
Retae", l'alata dea madre del popolo celtico dei Rezi, secondo la
felice definizione romana. "Alaureta" e quindi Loreto… Alata
come Iside, Dea Madre come Iside (non a caso la Madonna di Loreto
è patrona degli aviatori). E' chiaro dunque che tutte le Porte Coeli
sono luoghi legati al nostro pianeta e al suo aspetto più intimo,
di Terra intesa come madre dell'essere umano, madre che come Iside-Hathor
ci cura e ci nutre, ci allatta e qualche volta ci sculaccia. Altre
Portae Coeli sono situate in città importanti e colte: un Terribilis
è situato sulla facciata della chiesa di Sant'Angelo a Nilo, a Napoli;
un altro presso la chiesa di Santa Maria del Soccorso, a Prato;
presso la chiesa di San Giovanni Fossola, a Carrara; infine, il
Terribilis stampato sul portale dell'Abbazia
di San Colombano a Bobbio, ove fortissima si sente, nella cripta
che ospita il sarcofago del santo irlandese, la presenza delle correnti
magnetiche terrestri. Si tratta di città peculiari, fortemente caratterizzate
dalla cultura, da una forma di politica anticonformista (vedi Carrara)
o liberale, in contrasto con il clericalismo conservatore e maschilista.
Bobbio era un monastero irlandese in Italia e diede un contributo
fondamentale alla rinascita del sapere classico distrutto dalle
invasioni barbariche: un sapere classico ma visto con gli occhi
"femministi" della cultura celtica...
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| (Sopra,
da sinistra) L'eremo di Roccamorice sulla Maiella reca sul portale
un grammaticamente errato "Porta Celi". Il Santuario della Madonna
Nera di Loreto mostra nella cappella di San Luca la celebre
frase. Altri Terribilis: il Santuario di San Michele a Gargano
fu edificato sopra un tempio del Dio egizio Amon-Ra, poi divenuto
un Mitreo. Poi la chiesa della Madonna della Civita a Itri,
vicino a Latina: come a Loreto, la statua della Madonna è bruna.
(Sotto) A Roccaromana,
in provincia di Caserta, presenta in due chiese differenti,
quella di San Cataldo (a sinistra e al centro) e in quella di
Santa Margherita di Antiochia due splendidi e visibilissimi
Terribilis. |
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Uscendo dall'Italia,
troviamo delle sorprendenti Portae Coeli in Repubblica Ceca, nel
Monastero di Podhorácké, vicino a Brno, fondato da Costanza d'Altavilla,
madre di Federico II (l'imperatore è frequentemente associato a
temi del mistero, e qualcuno afferma che un Terribilis sia scolpito
quasi invisibile sul portale d'ingresso di Castel del Monte, ma
non abbiamo la certezza di ciò). Una Porta Coeli, associata a una
Triplice Cinta e a un quadrato magico del Sator, compare nel Santuario
di Santiago di Compostela, in Spagna, vero luogo di illuminazione
mistica; ma forse, più di tutto il senso dell'occulto si avverte
nelle Portae Coeli francesi, come quella eccezionalmente sorprendente
di Parigi, nella Basilica di Saint Germain de Près associata tanto
ai Templari quanto al culto di Iside (qui sorgeva in epoca romana
l'Iseo di Iside di Faro che diede il nome alla Ville Lumière, Phar-Isis
= Paris). Un Terribilis oggi irrimediabilmente rovinato dal tempo
e dalla Rivoluzione Francese, ma il cui significato in un certo
senso chiude il cerchio e ci dimostra una volta di più che queste
chiese sono dei luoghi di collegamento tra cielo e terra, metaforicamente
rappresentano il luogo di concepimento di Horus, frutto dell'amore
di Iside e di Osiride, tra energie terrestri e stellari. Ma vogliamo
chiudere con un ultimo luogo che fa del mistero la sua pressoché
unica attitudine: Rennes-le-Château, sui Pirenei, vede sull'architrave
del portone d'ingresso della chiesa dedicata alla Maria Maddalena
il Terribilis, accompagnato da un secondo scolpito all'ingresso
della Tour Magdala, parimenti dedicata alla Maddalena, fatta costruire
alla fine del XIX Secolo da un personaggio oltremodo misterioso
come il parroco Berengere Saunière. Perché il misterioso eretico
ordinò di scolpire quella scritta? Su Rennes-le-Château si è scritto
di tutto, da testi validi alla spazzatura più becera, associando
il paesino pirenaico ai Catari, ai Visigoti, ai Templari, perfino
a Gesù e alla sua consorte Maddalena (al punto che quasi tutti gli
abitanti del paesino oggi possono vantare una discendenza da Cristo,
secondo certi pseudo-documenti di epoca merovingia). Dal canto nostro,
non accettando simili fantasie, non possiamo che sottolineare come
Rennes-le-Château sia allineata geograficamente con Barcellona e
con Parigi… E che è lampante come esista un legame tra le
Portae Coeli, i Templari,
il concepimento e la nascita di Horus e
il percorso di evoluzione spirituale dell'Umanità. Alla luce delle
nostre conoscenze più recenti di tipo astrofisico, unite a una sintesi
delle tradizioni religiose, appare certo che la nostra realtà materiale
è solo una delle molteplici dimensioni spazio-temporali esistenti.
Secondo la Teoria delle Stringhe, in grado di unire la Meccanica
Quantistica alla Teoria della Relatività di Einstein, la materia
di cui siamo composti non sarebbe altro che una specie di energia
decaduta: filamenti minuscoli, infinitamente sottili e in oscillazione
continua chiamati "string", o stringhe. Sono fili di energia, liberi
oppure con gli estremi chiusi ad anelli, lunghi 10-34 metri, un
milione di miliardi di miliardi più piccoli di un atomo. Tutto il
creato è realizzato dalle vibrazioni di queste corde; sia materia
che energia sono generate dalle varie frequenze vibrazionali e intorno
a noi esistono altre dimensioni che non possiamo né vedere né raggiungere.
E se fosse che, nella nostra evoluzione di specie vivente, non fossimo
ancora abbastanza evoluti per raggiungere questi mondi paralleli?
E se le Portae Coeli non fossero altro quel che la parola dice,
ossia dei varchi dimensionali verso nuovi, straordinari universi?
Lorena Bianchi
| (Sopra,
da sinistra) La chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli ha sul
portale la fatidica scritta; il Duomo di Bobbio invece non mostra
il Terribilis, che è presente sull'abbazia di San Colombano
(visibile qui), ma fu
edificato dai Templari ed è ricco di riferimenti alla Porta
Coeli; la chiesa di Saint Germain de Près a Parigi mostra la
frase consunta dal tempo; nel Santuario di Santiago di Compostela,
uno dei centri di irradiazione mondiale della spiritualità,
il Terribilis si accompagna ad un Sator e ad una Triplice Cinta;
il portale della chiesa della Maddalena a Rennes-le-Château
mostra chiaramente il Terribilis (visibile qui sotto a destra).
Altre Portae Coeli: il Santuario di Podhorácké in Repubblica
Ceca e la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Sempre a
Roma un altro Terribilis sta sul portale della chiesa di San
Carlo al Corso. |
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