Orizzonte Editrice
Stregoneria: Magi, Befana e Stregheria (Parte 3)
Partendo dall'allegoria dell'Epifania, lentamente il Cristianesimo accettò il concetto dell'esistenza di una Magia benefica: attraverso il culto della Befana e della Stregheria, il sapere pagano arrivò ai nostri giorni

Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 - Approvazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - art. 122: "È vietato il mestiere di ciarlatano. Sotto la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività diretta a speculare sull'altrui credulità o a sfruttare od alimentare l'altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi o millantano o affettano in pubblico grande valentia nella propria arte o professione o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose..."

Nel nostro lungo viaggio nella Stregoneria, non potevamo omettere la citazione di questa legge italiana che, in epoca fascista ma applicata ancor oggi, si cura di vietare, tra gli altri, anche il mestiere di mago o di strega, definendoli come attività truffaldine e dunque inesistenti. Eppure, la Stregoneria attuale deve pressoché tutto all'Italia. Una storia forse sorprendente… Ma facciamo un passo indietro, alla visione positiva dell'unica strega "buona" che la tradizione cristiana considerasse come tale: la Befana, la cosiddetta Epifania e di conseguenza dei Re Magi che assistettero a tale epifania, i Magi che andarono a recare omaggio al Bambin Gesù appena nato. Tralasciando le note esoteriche di derivazione egizia (che potete leggere qui), è chiaro che la tradizione dei Re Magi è fortemente pagana e in qualche modo fu inserita nel canone cristiano solo in seguito alla riscrittura dei Vangeli ad opera dell'imperatore Costantino nel IV Secolo CE In verità, l'unico a parlare della visita "di alcuni Magi provenienti da Oriente" è Matteo. Il passo è importante perché i Magi si presentarono dapprima al Re Erode informandolo che erano giunti per adorare il "re che era appena nato" e che lo avevano trovato seguendo una grande stella. Qui nacque la decisione di Erode di far uccidere tutti i bambini sotto i due anni, la celebre "Strage degli innocenti"…
Ma tale avvenimento non ebbe mai luogo, così come è difficile stabilire quale fosse la stella che i Magi dicevano di aver seguito.

(Sopra) I Re Magi, che sono tre secondo una tradizione che però non appare del tutto fondata, in un dipinto di Giotto. (Sotto) La celebre Befana, unica "strega buona" della tradizione, il 6 Gennaio vola di casa in casa con la scopa a portare doni ai bimbi che hanno appeso la calza al camino.

In merito, alcuni astronomi, anche in tempi recenti, hanno attribuito il fenomeno celestre alla Cometa di Halley (che passò nelle vicinanze della Terra il 7 BCE), altri a una Supernova esplosa in quei tempi, altri all'allineamento planetario, la cosiddetta congiunzione, tra Giove e Saturno avvenuto il 4 BCE. In verità, sempre più esegeti hanno attribuito al passo di Matteo un significato allegorico: sarebbe una "retroproiezione", una novella teologica che anticipa le future sofferenze del Messia. Nell'allegoria Matteo inserisce i Magi che portano tre doni, oro, incenso e mirra: per la tradizione dunque i Magi divennero tre, ma il loro numero è imprecisato. Probabilmente sono molti: Mago è il termine greco che descrive i sacerdoti-astrologi del culto di Zoroastro in Persia. Lo Zoroastrismo era una corrente manichea legata ad alcune frange dell'Ebraismo legato alla Cabala, con cui vennero in contatto durante gli anni della Cattività Babilonese. Dunque c'è qualcosa di vero nel racconto di Matteo? Sicuramente l'evangelista intendeva attribuire al nascente culto cristiano la consacrazione da parte delle altre religioni ad essa imparentate. I Magi divennero tre, i classici Gaspare, Melchiorre e Baldassarre: uno proveniva dall'Egitto, uno dalla Persia e uno dal Regno di Saba, a sottolineare la multirazzialità. Fatto sta che erano certamente pagani, o quantomeno non-ebrei e questo significò che, quando il Cristianesimo divenne religione obbligatoria dell'Impero Romano, l'unico paganesimo concesso era proprio quello dei Magi. La fortuna volle che nel racconto fu inserito anche il passo della vecchina a cui i Magi chiesero la strada per Betlemme: quella vecchina divenne la tanto amata Befana, forse l'unica strega "vestita da strega" che sia considerata benigna e non sia mandata sul rogo dall'Inquisizione! La Befana in realtà anticamente sul rogo ci finiva, ma volontariamente: rappresentava la Triplice Dea alla fine della sua vita, quando ha partorito il figlio Yule, ovvero il nuovo anno, il nuovo ciclo vitale. Presto nasceranno nuove piante, i semi germoglieranno, la vita ritornerà. Così, la vecchia madre terra si rinnova con il fuoco, in modo che le sue ceneri fertilizzino il terreno e la vita rinasca da se stessa… Un concetto affine a quello dell'Araba Fenice. Ma in fondo, è quando affermavano millenni prima gli Egiziani con lo scarabeo Khepri e che attraverso Iside era il fulcro stesso dell'idea di rinascita, di rigenerazione che portavano avanti, nei loro riti al riparo delle foreste, le italiche sacerdotesse di Diana della Stregheria.
Parata di figure "stregonesche". Da sinistra: Zoroastro, profeta persiano modello dei Re Magi; la dea Ecate dalla triplice faccia; Turan, divinità della Magia presso gli Etruschi, che reca alcuni simboli tipici delle streghe come la bacchetta e la pianta di saggina (dal retro del celebre Specchio di Vulci); la celebre Diana Greco-Romana; infine Cernunnos, il Cacciatore Cornuto dei Celti.
La Stregheria, o Vecchia Religione delle Streghe, è la pratica magica che attraverso queste pieghe tutte italiane tra diritto e repressione è sopravvissuta intatta fino alla fine dell'800. In un'epoca in cui le streghe non costituivano più alcun pericolo, la Stregheria potè essere codificata e... Ma andiamo per ordine. Nel primo articolo del nostro viaggio nella Stregoneria, abbiamo visto che la Magia sviluppatasi in Egitto con il culto della dea Iside sia poi emigrata in tutto il Mediterraneo. In Grecia e in Italia i riti magici, effettuati da donne iniziate ai segreti occulti dell'Antica Religione sciamanica, si diffusero attraverso le immagini della dea Diana e del dio Pan: divinità terrestri e agresti, che potevano qua e là cambiare nome e attributi. Chi adorava Cerere e chi Ecate, chi la dea etrusca Turan e chi la celtica Kerridwen, chi Morrigan e chi Aradia: tutto si rifaceva ad una dea madre terrestre e lunare al tempo stesso, una triplice dea simboleggiata dal disco solare e da due dischi lunari simboleggianti le fasi, assai simile al copricapo di Iside. In Italia i centri di diffusione di questo sapere erano Benevento, Terni, Napoli, l'Appennino emiliano, la già citata Liguria, le Alpi in generale e alcune zone del Molise, della Calabria e della Sicilia... Enclave pagane che svilupparono una religione paganeggiante che si rifaceva ad Aradia, la dea strega figlia di Diana. La trasmissione del sapere attraverso le congreghe, la benevolenza accordata alla Befana e ai Magi e il diffondersi per gradi di un'idea di ribellione laico-borghese al potere cattolico consentirono a queste concezioni di sopravvivere alle persecuzioni e di arrivare al 1890, quando l'antropologo (nonché occultista e massone) inglese Charles Godfrey Leland pubblicò il libro "Aradia, il Vangelo delle streghe italiane". Leland è figlio del positivismo ma anche del tardo romanticismo e seguendo un metodo di pensiero che diverrà tipico della psicanalisi, giudica in modo distorto la stregoneria rurale italiana, sottolineando specificatamente l'aspetto "romantico" e di rottura dei riti notturni chiamati "tregende" o "sabba", organizzati per celebrare la Luna piena e una decina di altri appuntamenti stagionali. Leland, tra un certo voyeurismo e la voglia di "étonner les bourgeois", accentua il carattere pagano del folclore stregonesco, spiegando come le adepte celebrino con un'eucarestia la comunione con le divinità, mediante banchetti a base di dolci e vino e poi con il canto, la danza e accoppiamenti promiscui per onorare e fecondare la terra. La genesi di quest'opera importantissima risalgono al 1886, un'epoca segnata dalla laicità dell'appena nato stato italiano e dalla lotta tra papato e Savoia in merito alla territorialità di Roma (la celebre Breccia di Porta Pia si era verificata appena quindici anni prima). In questo contesto le forze anticattoliche riuscirono ad alzare la testa e in quel momento Charles Leland entrò in contatto con una strega toscana chiamata Maddalena, che gli fornì una copia e l'interpretazione del Vangelo delle Streghe. In quegli stessi anni un altro autore inglese, J.B. Andrews, spiegò che nel beneventano e nel napoletano esistevano una religione e un governo occulti: si trattava di Stregheria e Camorra. "Molte persone si dedicano ad una o all'altra. Come accade occasionalmente in casi simili, la Camorra teme e rende omaggio alle streghe, il potere temporale si inchina allo spirituale", dice Andrews nel suo libro "La Stregheria"... Insomma, la tanto bistrattata Italia rimase indenne all'estirpazione della magia che avvenne nel resto del continente. E questa sopravvivenza fu studiata da una straordinaria antropologa inglese, Margaret Murray, che nel 1921 pubblicò "Il Dio delle Streghe", un testo in cui tra l'altro di può rinvenire la base di molte correnti new-age. Gli elementi chiave del libro della Murray erano che esisteva in passato, ed esiste ancora, una religione antichissima basata sul culto animista dei fenomeni celesti e di quelli terrestri, che crede in una triplice dea solare-lunare e un dio cacciatore che vive nei boschi. Questa religione si basa sulla trasmissione delle conoscenze attraverso delle coven o congreghe di adepte (e nel 20% dei casi di adepti) che celebrano otto riti stagionali e una dozzina di lune piene l'anno: i Sabbat e gli Esbat. Questi riti prevedono danze e un banchetto rituale e sono legati ai cicli della terra, facendo uso di piante e cristalli specifici per ogni momento dell'anno. Partendo da queste basi, non fu difficile per Gerald Brosseau Gardner nel 1953 pubblicare il testo chiave della Stregoneria moderna: la Wicca nasce da questo mix di Stregoneria italiana derivata da Leland e Andrews e lo studio scientifico di un antichissimo culto pagano recuperato dal lavoro della Murray. Gardner, controverso personaggio, in realtà era un figlio di un commerciante inglese che fin dalla nascita, nel 1884, ebbe la fortuna di viaggiare in Estremo Oriente e India, accompagnato da una tata irlandese. I racconti di questa tata dal taglio tipicamente celtico si fusero con le tradizioni buddiste e confuciane con cui il giovane Gardner entrò in contatto in tenera età: non stupisce che l'inglese aderì alle società teosofiche di inizio Novecento e che si interessò di occultismo. Fu così che negli Anni '50 diede vita a un movimento neopagano tra i più importanti al mondo, che vanta milioni di seguaci in tutto l'Occidente. Ma sebbene ufficialmente frutto di un'antica congrega di streghe inglesi che lo iniziarono ai loro segreti nel 1939, l'opera di Gardner è palesemente affine alla stregoneria italiana.
(Da sinistra) "Aradia, il Vangelo delle Streghe", fu il primo testo ufficiale della Stregoneria moderna; Charles Leland, simpatico studioso inglese di occultismo, autore di detto libro; Margaret Murray, eccezionale antropologa; infine, il volto alquanto "luciferino" di Gerald Gardner, fondatore della Wicca.
Tutto quello che il culto Wicca prevede oggi in realtà è la rielaborazione di quanto era previsto nel Vangelo delle Streghe di Aradia. Il coltello rituale Athame, che non deve essere usato per tagliare; la bacchetta magica; l'incensiere, le candele posizionate ai quattro punti cardinali, e poi ancora la coppa, il calderone, le pietre e i cristalli, le erbe magiche, fino al simbolo stesso della Wicca, la stella a cinque punte, il pentacolo. Già, il pentacolo che NON E' simbolo satanico ma assolutamente un simbolo positivo, di vita ed evoluzione. Rappresenta il corpo umano con gli arti e la testa; ma anche i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco con l'aggiunta del quinto elemento, l'Akashi, lo spirito. Indica la direzione in cui dobbiamo andare se ci vogliamo evolvere, verso l'alto, verso le stelle... E se pensiamo al culto della dea Iside e al suo sposo Osiride che sta in cielo, nella costellazione di Orione, non possiamo non pensare che il significato del pentacolo sia meraviglioso. Oggi la Wicca è un vero mercato parallelo che attrae centinaia di migliaia di persone in tutto l'Occidente ex-cristianizzato: per ribellione o per insoddisfazione, in molti stanno passando a questa nuova visione, certo un po' commercializzata dal buon Gardner ma che dal nostro punto di vista ha consentito a tutti di conoscere la magia e il significato di riti praticati dai nostri antenati.
L'uso delle erbe ormai è comune e accettato, anche nelle farmacie viene venduto il propoli contro il raffreddore che invece per l'Inquisizione denotava un legame con Satana... Anche le norme morali di Gardner non sono così negative: la legge del tre dice che se si fa del male, tornerà indietro triplicato e così il bene; mentre il Rede, l'unica regola di questo culto, afferma che "se non fa male a nessuno, puoi fare ciò che vuoi". Ma non tutti seguono queste regole: la Wicca infatti dopo la morte di Gardner si è frammentata in tante diverse ideologie e così oltre alla Gardneriana oggi c'è la Wicca Alexandriana, la Dianica, la Celtica, la Reclaiming, la Tamera... In realtà possiamo ritrovare un contenitore di culti, così come tante erano le dee adorate dalle streghe del passato. Ma a nostro avviso il positivo di questa frammentazione così umana nella sua ricerca di identità è la libertà che viene concessa a chi la pratica. Il Dio, la Dea, gli Dei sono ovunque li vediamo: ognuno può trovare la sua strada, siamo abbastanza maturi come Umanità per credere in chi vogliamo senza che nessuno ci imponga quel che è giusto e sbagliato. Certo di comportamenti insensati ce ne sono ancora molti, ma in un periodo come l'attuale in cui si preannunciano grandi mutamenti sociali e spirituali un nucleo di "risvegliati" ha percepito il divino che è in sé e ha deciso di utilizzarlo. Per se stessi, per chi si ama, per le proprie esigenze...

Pregare Iside o Diana o la Madonna in sostanza è la stessa cosa, diverso è solo il grado di consapevolezza che si raggiunge nella decisione di scegliere a chi rivolgere la propria devozione (sempre che non si sia atei). Forse è questa la paura di tutti i papi da Lucio III a Benedetto XVI: perdere il controllo di questa massa di individui, perdere la capacità di indirizzarli e farli crescere senza che si autodistruggano. Ma forse, come i padri maneschi di una volta, la violenza non ha fatto che acuire la voglia di libertà e così i neopagani "sono scappati di casa" e vivono la loro vita, certamente più difficile di chi invece rimane tra le mura domestiche ma senza dubbio anche più appagante.

Lorena Bianchi

(Sopra, a sinistra) Un celebre "albero delle streghe": il Noce di Benevento, qui in una stampa mentre viene tagliato dal santo di turno. L'area di Benevento (al centro, in una ricostruzione di come appariva in epoca preistorica) era notoriamente sacra alle forze della Natura e neppure l'Inquisizione riuscì a sradicare il Culto della Dea Madre, al punto che da qui e altri luoghi similari d'Italia partì la "riscossa" ideologica della Stregoneria. (A destra) Dopo Wicca e pratiche New Age, la Magia ha conquistato il grande pubblico grazie ai romanzi di J.K. Rowling incentrati sulla figura del mago-ragazzo Harry Potter. Ben documentati e forniti di un background culturale magico-alchemico, i romanzi (per ora sette) della scrittrice inglese sono uno dei più grandi successi letterari di tutti i tempi: non da meno i film tratti dai libri, l'ultimo dei quali, "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", è uscito nel 2007.

 

Disclaimer - Note legali - Dichiarazione ai sensi della legge nr. 62 del 7 marzo 2001

Mappa del Sito

Copyright © Sator ws by Lory & Anto 2008. All right reserved.
La copia dei testi e dei materiali presenti in questa pagina è consentita solo se esplicitamente autorizzata dalle autrici dopo richiesta scritta. In caso di inosservanza si provvederà ad adire alle vie legali più opportune.