 |
"Io
sono una strega. Quando mi faccio valere per me stessa e le
mie idee, mi chiamano Strega. Quando mi faccio valere per
coloro che amo, mi chiamano Strega. Quando parlo apertamente,
mi creo delle opinioni, faccio le cose a modo mio, mi chiamano
Strega. […] Essere una Strega significa che non farò
compromessi con ciò che ho nel cuore. Significa che amo la
vita a modo Mio. Significa che non permetterò a nessuno di
ferirmi. Quando mi rifiuto di tollerare l'ingiustizia e mi
ribello, sono definita una Strega. […] Sono orgogliosa
di essere una Strega! Significa avere il coraggio e la forza
di permettere a me stessa di essere quella che realmente sono
e non diventare l'idea degli altri di ciò che dovrei essere.
So parlare, ho carattere e sono determinata. Per la Dea, voglio
ciò che voglio e non c'è nulla di male in questo. Quindi provate
a fermarmi, provate a spegnere la mia fiamma interiore, provate
a reprimere ogni pizzico di bellezza che ho dentro. Non
ce la farete. E se questo mi rende una Strega, così sia. Abbraccio
volentieri il nome e la carica e sono fiera di portarla. Io
amo tutto ciò, e posso chiamarmi una Strega adesso."(dal
sito www.lastregadellemele.it)
|
Ufficialmente l'Inquisizione
nacque nel 1184 su iniziativa di papa Lucio III, ma dopo una prima
estensione dei poteri nel 1209, nel 1231 ebbe la sua forma definitiva,
che perdura ancor oggi: Gregorio IX istituì la Congregazione del
Santo Uffizio, con a simbolo una croce nodosa, con una spada e una
pianta d'olivo ai lati. Il motto era semplice e terribile al tempo
stesso, tratto dal salmo 73: "Exurge Domine et judica causam tuam".
Ma dopo un uso iniziale contro le eresie, specialmente quella catara
di cui abbiamo dato ampie notizie qui,
l'attenzione degli inquisitori domenicani si rivolse contro una
speciale categoria di persone: chi non rientrava nei canoni sociali,
chi seguitava a professare l'antica religione pagana, chi si arrogava
il diritto a curare e a guarire, a benedire e a confortare l'anima
della gente di campagna: le streghe. Dal 1300 in poi la Chiesa definisce
eretici non soltanto chi professa una religione diversa da quella
fissata dai canoni cattolici, ma anche chi attraverso pratiche definite
"diaboliche" acquista conoscenze magiche ed esoteriche. Vengono
considerate pratiche eretiche l'invocazione di divinità agresti
e legate alla fertilità, l'uso di erbe curative ed addirittura danzare
e suonare in mezzo ai campi. Dal 1320 al 1420 solo in Europa vengono
scritti tredici trattati sulla stregoneria, che elaborano (anzi,
inventano distorcendo in maniera clamorosa le antiche tradizioni)
gli attributi "diabolici" delle streghe come la metamorfosi, il
volo sulla scopa e il Sabba rituale, termini che entreranno nell'immaginario
collettivo come sinonimi di maleficio e negatività. Le prime vittime
di questa follia - indegna di una specie che si definisce intelligente
- furono i gatti. Bruciati a milioni, i mici finirono per estingersi
dal continente europeo. I gatti europei ai tempi infatti derivavano
dal Mau egiziano che i Romani avevano portato in tutto il Vecchio
Continente: pochissimi sopravvissero, solo quelli di razza certosina
nelle abbazie, al punto che il gatto europeo moderno si chiama "soriano",
dal nome del quartiere ebreo di Bagdad, Sorian. Da qui i gatti furono
reintrodotti in Europa dopo il 1350, dopo la devastante Peste Nera
che fece 20 milioni di morti, causata dalle pulci dei ratti che
senza nemici naturali proliferarono a dismisura.
 |
 |
 |
| (Sopra
a sinistra) Una pozza naturale usata dalle streghe come calderone,
nella Francia meridionale. Il culto dei boschi è sopravvissuto
fino all'inizio del '900 e da qui è stato codificato nella Wicca.
(Al centro) I gatti neri furono sterminati a milioni fino a
tutto il '700 e ancor oggi sono oggetto di stupide superstizioni.
In realtà il massacro di tutti gatti europei fu la principale
causa della Peste Nera del 1350. (A destra) Il "Sabba" di Goya
è un quadro famosissimo che raccontava in chiave visionaria
gli incontri reali delle congreghe delle streghe, seguaci del
dio Pan e non di Satana. |
Ma il nostro viaggio nell'origine della Stregoneria
ci porta, dopo la stupidità trecentesca, nel terribile Rinascimento.
Se qui si ebbe una rinascita di arti e cultura, anche la Chiesa si
diede da fare a modo suo e le sue reazioni "scientifiche"
alle minacce esterne crebbero inauditamente. Ufficialmente, la Caccia
alle Streghe fu iniziata da Giovan Battista Cybo, alias papa Innocenzo
VIII, il 5 dicembre 1484, con la bolla "Summis desiderantes affectibus"
(Desiderandolo con tutta la volontà) per "punire, incarcerare
e correggere" le persone affette dalla "perversione eretica",
e di dare nuovi e più ampi poteri all'Inquisizione. Il documento
che forse più di tutti riflette questo nuovo modo di affrontare
la stregoneria è il "Malleus Maleficarum" del 1486.
Pubblicato ahinoi dal pur bravo Gutemberg, "Il Martello delle
streghe" dei tedeschi Heinrich Kramer e Jakob Sprenger affermava
senza mezzi termini il pericolo sociale e la cospirazione delle streghe
ai danni della società, dipingendole come agenti di Satana
dediti alla distruzione del Bene. Invenzioni, ovviamente: assurde
e criminali invenzioni, ormai nelle città la stregoneria non
si praticava più, sostituita dalla pratica dell'Alchimia presso
gli uomini più colti. L'uso di erbe e pietre, fonti magiche
e alberi sacri perdurava nelle campagne e sui monti, specialmente
nelle regioni delle Alpi e sulle parti più impervie di Appennini
e Pirenei.
| In Italia
si aveva un grande sviluppo di queste pratiche ma la mancanza
di un potere centrale forte rendeva questa anarchia più
protetta che altrove. Invece in Francia, in Svizzera, in Germania
e soprattutto nella terribile Spagna le streghe venivano perseguitate
senza scampo. In Gran Bretagna la situazione era assai diversa:
la magia era retaggio della religione celtica dei druidi e se
nel meridione si assistette a una lotta senza quartiere, in
Scozia e Irlanda, ancora indipendenti, ci fu una reminiscenza
di queste pratiche pagane. Ma il Malleus
Maleficarum era inesorabile ovunque la religione cattolica (e
protestante, dalla metà del Cinquecento) esigesse ortodossia
e obbedienza. Kramer e Sprenger sostenevano che le streghe erano
meretrici di Satana, allo stesso modo in cui tutte le donne
erano disgustose meretrici."Tutta la stregoneria proviene
dalla lussuria della carne, che nelle donne è notoriamente
insaziabile. [...] La donna è più amara della
morte. E' una trappola. Il suo cuore è una rete e le
sue braccia catene. [...] Le donne non devono parlare. Le loro
labbra portano lo stigma di Eva, che ha tolto agli uomini l'Eden".
Una misoginia comprensibile per un clero in cui il disprezzo
per la donna era pari solo all'amore per la sodomia... "Le
streghe sono causa di impotenza; hanno la mente perennemente
rivolta al male, sono tentatrici e lussuriose e uccidono i bambini"
[...] "Poichè la stregoneria é alto tradimento
contro la maestà di Dio, esse debbono essere messe alla
tortura per farle confessare. Qualsiasi persona di ogni rango
e posizione, per un'accusa simile può essere messa alla
tortura. E colui che viene riconosciuto colpevole, anche se
confessa il suo delitto, che sia tormentato, che soffra tutte
le torture prescritte dalla legge allo scopo di punirlo in proporzione
alla sua colpa. Per questo è necessario l'uso della corda
e di altri strumenti di tortura. Se confessano immediatamente,
è prescritto l'uso del fuoco; altrimenti, si continui
la tortura finché non rivelino le loro orrende trame".
Che significava: o confessi e muori sul rogo, o non confessi
e ti torturiamo finché non confessi... Ed è sconcertante
leggere come da anni ormai sia in corso un revisionismo storico
operato dallo stesso Santo Uffizio (o "Congregazione per
la Dottrina della Fede", il nome attuale della Santa Inquisizione),
con cui si dubita tanto l'uso giuridico del Malleus Maleficarum
quanto degli altri testi similari, documentando come una filosofia
"garantista" radicalmente opposta fosse presente nei
tribunali ecclesiastici fin dalla seconda metà del 1500.
|
|
|
(Sopra) Innocenzo VIII, regista della
Caccia alle Streghe. (Sotto) Il Malleus Maleficarum di Kramer
e Sprenger, vero manuale di tortura. |
|
|
|
Ah, sì? Eppure un testo successivo, la "Demonolatria",
scritto nel 1585 dal domenicano Nicholas Remy, fu responsabile da
solo di circa 3000 condanne al rogo. Nonostante questi fatti, moltissimi
storici filocattolici oggi stanno riabilitando la caccia alle streghe,
affermando che si trattava di una "leggenda nera": ragionando
criticamente, non dobbiamo infatti pensare all'inquisitore come a
un uomo rozzo e ignorante ma un dotto giurista che applicava con rigore
e criterio professionale le normative canoniche in vigore. Anzi (e
questo è vero) molto spesso gli inquisitori erano tra i pochi
a rispettare i principi del diritto romano pervenuti in quello canonico
elaborato dalla stessa Chiesa: garanzie a favore dell'imputato, avvocato
difensore, lettura delle accuse ecc., tutti elementi presenti anche
in un processo moderno. E se è vero che le condanne a morte
furono milioni, è pur vero che si era, teoricamente, nell'ambito
della legalità, di quello che il comune sentire, oggi diremmo
l'opinione pubblica, riteneva "giusto". Molti teologi contro
contestano l'operato di questi storici revisionisti, tra cui il bravo
(e scomunicato) Hans Kung. Dal canto nostro, occorre ricordare come
l'attuale papa Benedetto XVI sia stato l'ultimo grande inquisitore,
essendo stato a lungo capo della Congregazione per la Dottrina della
Fede prima di essere eletto al soglio pontificio. Un uomo, papa Ratzinger,
che non si può definire tranquillo, sempre pronto com'è
a scagliarsi contro omosessuali, femministe, perfino altre religioni
(salvo pentirsi dopo la minaccia di marciare sul Vaticano...). Ma
questo è il segno di quel potere ecclesiastico che portò
a morte nove milioni di persone. Che siano poi quattro milioni e mezzo
o tre o diciassette o solamente trecentomila vittime, non cambia la
questione. Se è vero, e lo è, che l'Inquisizione agiva
per nome e conto della legge cristiana, resta senza dubbio una delle
espressioni più infami e grottesche della storia umana. Come
è stato detto, l'Inquisizione, non era soltanto "un tribunale
della fede, ma anche della ragione: imponendo giuridicamente la credenza
stessa nella Magia Nera (la sua negazione era eresia), senza ammettere
dubbi, tentennamenti ne' tantomeno ironia (eresia essa stessa, punibile
col rogo). Chi avrebbe potuto permettersi il lusso di ridere quando
a Basilea, nel 1749, un gallo fu accusato di stregoneria e condannato
al rogo per aver tentato di covare un uovo?".
|
|
|
|
| Scene
quotidiane di roghi e torture. (Sopra a sinistra) La classica
immagine della pira con il fuoco acceso, con tanto di strega
vestita di bianco (per farla "sposare" a Dio) e crocifisso telescopico
anti-ustioni per l'inquisitore. (Al centro) Altro crocifisso
telescopico: quello di Giovanna d'Arco, arsa come strega ma
in seguito riabilitata e canonizzata nel 1920. (A destra) Un
"tranquillo" tribunale dell'Inquisizione, con tanto di accusati
appesi alle pareti e streghe incatenate agonizzanti. Pur nella
follia, la Chiesa era solita mantenere un contegno giuridico
e questi accusati erano forniti persino di avvocato difensore! |
Vero è che in Italia si punì meno che
altrove: la mancanza già sottolineata di un potere centrale
forte, leggi uno stato unitario, fece sì che il potere temporale
non consentisse alla Chiesa di mettere a morte i suoi cittadini. Come
nel caso di Triora, in Liguria: un caso che tratteremo nel dettaglio
in un prossimo articolo ma che così riassumiamo. Nel 1587 una
terribile carestia costrinse alla fame gli abitanti del piccolo borgo
di Triora, in provincia di Imperia. Siamo in un luogo a confine tra
le Alpi Marittime e l'Appennino ligure, magico e impervio, segnato
dalle vicine eresie catare e valdesi... In questo posto apparentemente
idilliaco ma in realtà aspro e selvaggio l'antica religione
pagana era sopravvissuta e con essa i riti magici legati alla terra.
Il consiglio degli anziani di Triora, assieme col Podestà,
pensarono che la carestia era dovuta a qualche maleficio e chiesero
l'intervento del vescovo di Albenga e dell'inquisitore di Genova.
I religiosi giunsero ben presto a Triora, felici di far giustizia:
si imprigionarono subito diciotto donne, e dopo poco un'altra trentina.
L'uso della tortura fu immediato e se da un lato alcune donne non
resistettero e confessarono di essere "herbarie", altre
invece resistettero. Come la povera signora Isotta Stella, di settant'anni,
torturata nonostante l'età perché "di mole robusta"
(al punto che morì sotto quegli strumenti di tortura degni
di un campo di sterminio)! Alla fine, a Triora l'inquisitore genovese
arrestò e sottopose a tortura oltre ottanta donne dai tredici
ai settant'anni: su un totale di circa duecento persone residenti,
era un bel record. Ma le cose andarono troppo oltre. Gli anziani scrissero
ai dogi genovesi lamentando l'operato degli ecclesiastici e alla fine
questi furono bruscamente richiamati alle loro sedi. Tutte le donne
incriminate vennero assolte, a parte le poverette (una decina) morte
durante gli interrogatori. Anche se poi in seguito tutta la Liguria
fu assolutamente perseguitata da questi inquisitori così zelanti,
senza dubbio la vicenda segnò la vittoria del potere civile
"saggio" rispetto al giudicamente ineccepibile ma a volte
delirante potere religioso. Summum ius, summa injuria, dicevano
i latini... E in Italia questo era senz'altro vero. Fatto sta che
nel nostro paese si sviluppò un movimento protofemminista di
difesa degli ideali pagani, un movimento forte specialmente al sud
e che incredibilmente arriva ai nostri giorni attraverso la Wicca.
Un'assurdità? No, e seguite il nostro filo logico che svilupperemo
nel prossimo articolo.
Lorena Bianchi
 |
 |
 |
 |
| (Sopra
a sinistra) Triora, sulle pendici attorno a Imperia, vide un
clamoroso processo di massa nel 1587 contro un'ottantina di
donne accusate di stregonera. Le torture e la futilità delle
accuse le fecero prosciogliere tutte quante, ad eccezione di
quelle morte durante gli interrogatori. (Al centro, nel ritratto)
Anna Bolena fu accusata di stregoneria dal marito Enrico VIII
re d'Inghilterra e decapitata. La stregoneria era l'accusa standard
per sbarazzarsi di una donna scomoda. (Sopra a figura intera)
Caterina de' Medici regina di Francia fu sospettata e accusata
di pratiche magiche e stregonesche, ma la sua posizione le consentì
di evitare qualunque processo. (A destra) Incisione che mostra
un rogo, con i demoni che escono dalle fiamme che consumano
il corpo di una sventurata. |
Libri consigliati:
Triora Anno Domini 1587,
Ippolito Edmondo Ferrario Ordina
da Macrolibrarsi
Accusa: Stregoneria!, Teresilla
Gatto Chanu Ordina
da Macrolibrarsi
Storia della Caccia alle Streghe,
P.G. Maxwell-Stuart Ordina
da Macrolibrarsi
Il Libro Nero del Medioevo,
Paolo Cortesi Ordina
da Macrolibrarsi
|