Orizzonte Editrice
La Stregoneria: da Iside alla Wicca (parte 1)
La Magia esiste? I tanti aspetti dell'essere strega, tra incantesimi e falsità, costarono 9 milioni di morti

Parlare dell'esistenza della Stregoneria nel XXI Secolo sembra alquanto illogico, eppure tra i tanti adepti moderni di culti e filosofie New Age c'è anche chi decide per scelta di praticare la Magia. La Magia vera, quella per la quale si finiva sul rogo secoli fa e che oggi è stata spazzata via dallo scientismo razionalista. Ma è possibile parlare davvero di forze occulte in grado di cambiare la realtà materiale? E cosa nasconde la persecuzione che per millenni ha sterminato chi, soprattutto donne, ha seguito questo culto parallelo e segreto? Che la Magia possa esistere a noi di Sator ws pare fuori di dubbio. Un'affermazione strana e controcorrente: chi abbia letto fin qui tutti i nostri articoli non ci può tacciare di accettare pedissequamente ogni teoria o mistero, per qualsiasi fatto noi non riveliamo dogmi ma altresì possibilità. E' possibile che l'Antro della Sibilla abbia un'origine atlantidea? Che la Terra sia cava? Che degli alieni siano precipitati in Brasile nel 1996? Forse che sì, forse che no. Il nostro scopo è solo quello di esporre un dubbio, poi chi vuole convincersi si convinca, chi non crede continuerà a non credere. Libertà di scelta, libertà umana. Ma sulla Stregoneria a parere nostro non c'è da fare un discorso di dubbio, anche perché 9 milioni di morti sui roghi non possono essere il frutto di fatalità o incomprensioni.La Chiesa Cattolica sapeva perfettamente che quelle donne e uomini che bruciava avevano un potere, un potere che ai nostri occhi moderni e tecnologici oggi può sembrare filosofia, meditazione, ipnosi…

(Sopra) Una strega tradizionale, con bacchetta e calderone, intenta a preparare pozioni magiche e incantesimi. In realtà, una figura positiva e benefica: oggi la storia ha riabilitato queste donne anticonformiste.
In poche parole, a nostro avviso le streghe avevano in sé una scienza pericolosa e potentissima e occorreva estirparla pena la stessa sopravvivenza del modo di pensare cristiano e dunque occidentale.
Ma la Magia altro non è che la conoscenza e il possesso dei fenomeni naturali. Nulla più. Una strega conosce erbe, pietre, cristalli, eventi atmosferici, le fasi lunari e il potere della parola e della mente umana: non diversamente da come può fare Scientology, il potere della visualizzazione e della preghiera si focalizza su un obiettivo e lo fa realizzare. Pensiamo a un calciatore che deve battere un rigore: se va sul dischetto con la paura di sbagliare, lo sbaglierà senz'altro. Se sarà sicuro di segnare, anche il miglior portiere non potrà ingannarlo. In pratica, il rigore è un gol già fatto: sta soltanto a chi lo batte decidere se mettere dentro quella palla o meno. E lo stesso può dirsi dei fatti reali. La convinzione psicologica, la mentalità vincente sono tutti aspetti di questa positività mentale nell'ottenere questo o quel successo. Tutte le tecniche di meditazione orientale, Yoga, Zen, persino il Reiki vertono su questo. E nel mondo moderno, oltre a Scientology, anche tecniche decisamente non religiose come il Training Autogeno o la fantastica Programmazione Neurolinguistica (PNL) raggiungono lo stesso scopo. "Io posso vincere", "Io posso guadagnare di più", "Io posso trovar lavoro" sono solo formule autoipnotiche di convincimento. Ergo, formule di positività contro la negatività. Ergo, esorcismi contro il malocchio. La strega altro non è che un mediatore culturale che analizza la situazione di una data persona e la positivizza, rendendo la stessa consapevole del suo potere e della sua forza interiore. E così, non è la strega a far andare bene un raccolto: è il contadino stesso con la sua forza di volontà!
Se oggi la psicologia, la psicanalisi e la psichiatria hanno sondato ogni anfratto della psiche umana, c'è un ultimo indispensabile elemento a cui fare riferimento relativamente alla nostra teoria che la Magia esiste. Non è scienza, ovviamente, è fede. L'anima: ovvio che per ottenere la realizzazione di un incantesimo, qualunque esso sia, comporta la convinzione di avere in sé un potere unico e speciale, un'energia divina che ci possa connettere col divino che sta nell'Universo. Ciò che ha salvato migliaia di streghe dal rogo è stato proprio il pensiero razionalista che da Cartesio ha sviluppato un'eliminazione della visione animica dell'Uomo. Eliminando il principale nemico delle streghe, ma eliminando anche il sub-strato di credenze ancestrali che ebbero origine nella notte dell'umanità.
(Sopra, da sinistra) Carrellata di dee madri: una classica Venere preistorica; una "dea uccello" parimenti preistorica; una Madre Terra, forse Ecate, di rigine minoica; la dea triforme Morrigan, legata alla Luna, del pantheon celtico; la dea egizia Iside, patrona della Magia e della vita, archetipo della dea madre benefica e positiva; infine un Esbat, il rito che celebra la Luna piena, celebrato all'aperto da streghe che fino ai nostri giorni hanno portato avanti il culto della Dea.
La Magia nacque da un punto di vista archeologico intorno al IX Millennio BCE, immediatamente dopo lo scioglimento dei ghiacci dell'ultima glaciazione. Tracce di riti magici effettuati da sciamani e sciamane furono la prima forma di culto post-Diluvio: un culto imperniato sulla Grande Madre, la Madre Terra che assume il Triplice Aspetto di dea universale, simboleggiata dalle fasi lunari (Luna crescente, piena e calante) e dalle tre età della donna, bambina, madre, vecchia. Un culto ovviamente antico di centinaia di migliaia di anni, tracce di questa adorazione della Grande Madre risalgono a 180mila anni fa. Però soltanto intorno all'8-7000 BCE si trovano nelle grotte del Medio Oriente e della Siberia tracce di riti magici in tutto simili ai moderni. Certamente però la Magia come la intendiamo oggi nacque alcuni millenni dopo in Egitto. L'Egitto misterioso iniziò ad ospitare una civiltà avanzata e perfettamente strutturata a partire dal 3100 BCE e il culto della dea Iside fu immediatamente adottato e sovrapposto a quello, già esistente, della dea Hathor, che veniva associato a quello dei bovini. Iside e il mito della morte di Osiride e della nascita del figlio Horus è splendido da leggere ancor oggi ed esistono centinaia di papiri che narrano la leggenda. La peculiarità dei Neteru (questo è il nome delle divinità egizie) era la sovrapponibilità, nel senso che ogni dio è una personificazione di un aspetto della realtà. A ben guardare, non si tratta di un vero politeismo ma piuttosto di un panteismo in cui ogni dio rappresenta una parte della Natura.E Iside certamente rappresenza l'energia generante femminile, che è contraltare del potere generante maschile dato dal marito Osiride. Una donna che per amore usa la magia al punto di cambiare il destino stesso, al punto di sfidare la morte per resuscitare lo sposo fatto a pezzi e concepire da lui un figlio… Siamo nella piena fantascienza oppure il racconto nasconde una verità occulta ma fondamentale? Nel Dossier sulla Barcellona Arcana abbiamo affrontato a lungo il vero significato di questo mito, un significato quasi commovente. Ma nella pratica il mito lasciò presto il posto alla pratica fornita dal potere della parola, ossia dei geroglifici. Questa scrittura, leggendariamente attribuita al dio Thot, aveva la capacità di fornire a chi la usava correttamente la possibilità di spostare montagne, mari, persino le stelle… Esistono papiri che affermano che le piramidi furono costruite con la magia.
Altri racconti, sempre custoditi su sacri papiri perfettamente leggibili ancor oggi, narrano di storie assai simili a quella biblica di Mosé che apre il Mar Rosso. Sempre la Bibbia decanta a lungo il potere degli stregoni egizi, considerati negromanti, capaci di resuscitare i morti e di avere il pieno controllo delle forze naturali… Il quadro è chiaro e per secoli ci si riferì all'Egitto come un luogo magico e frequentato da gente pericolosa! Scherzi a parte, il merito del popolo di Kemet ebbe il merito, attraverso lo studio delle sue peculiari divinità, di codificare le formule magiche seguendo gli aspetti della realtà. In altre parti del mondo l'esistenza di una Dea Madre seguiva parallela l'esempio egizio, ma la civilizzazione nell'accezione moderna seguiva le sue strade. E così nell'ordine si sviluppò una magia cerimoniale babilonese; gli Ittiti erano estremamente abili nell'uso delle pratiche magiche, così come i Minoici; i Fenici compravano formule magiche per far avverare questo o quel desiderio direttamente dai maghi egizi a Sais; i Greci iniziavano a temere il potere delle prime streghe che per il rifiuto della vita muliebre prevista da quella società iniziarono a rifugiarsi nei boschi e ad adorare la dea Artemide oppure il suo doppio lunare, Ecate.
(Sopra) Il dio egizio Thot.
Donne che per scelta si allontanavano dalle polis per vivere nei boschi in maniera solitaria oppure assieme a un gruppo di altre donne di simili caratteristiche. Fu in Grecia, culla della civiltà occidentale, che nacquero le streghe come l'Occidente le concepisce; ed erano un nemico temuto al pari delle Amazzoni, di cui seguivano le orme anche se non da un punto di vista militare. I Greci pensavano che le streghe fossero delle Androctnoi, ossia "Androcide": assassine di uomini, di maschi e di quelle donne che dei maschi erano schiave, nonché della loro prole. Dall'Ellade a Roma il passo fu breve e anche nella penisola italiana si diffuse questa paura di donne esperte di un potere magico fatto di riti in comune con altre donne, baci omosessuali e inni alla Luna e alle stagioni. In breve, la strega, rifiutando la civilizzazione greco-romana, diveniva ultima custode di una tradizione ancestrale e matriarcale che effettuava il culto della Dea Madre. Quindi erbe curative, infusi, pozioni, esilir; ma anche pietre, gemme, formule magiche legate al "potere della parola" derivante dai geroglifici egizi. Nel Nord Europa e nelle steppe siberiane, nonché in altre parti semicivilizzate del mondo, la religione ancestrale continuava ad esistere senza tanti problemi; non così però nei paesi in cui il Dio maschile e patriarcale, derivante dall'Aton-Adonai-Yahwé, prese il sopravvento sulla Madre Terra. Qui la magia divenne un terribile flagello da estirpare e anche se in epoca romana non esistevano i roghi, certo è che il potere politico guardava con un certo sospetto ai riti effettuati nel bosco in favore della dea Diana, pur protetti dall'esistenza di analoghi e antichissimi riti prettamente femminili come i Baccanali.
A partire dal 380 CE tuttavia lo "scellerato" Teodosio con opportunistico zelo cristiano finì l'opera iniziata dal suo predecessore Costantino e dichiarò che la sola fede professabile nell'Impero Romano fosse il Cristianesimo. Il paganesimo finì, almeno in Europa e Medio Oriente, e con esso nove millenni di tradizioni e riti dal significato archetipo. Un patrimonio culturale fu cancellato in un sol colpo, ma a intervenire (per una volta dalla parte dei buoni) furono proprio i barbari, che proveniendo da aree geograficamente intoccate dal patriarcato, di lì a qualche secolo con le loro invasioni non ebbero problemi a incoraggiare e in certi casi a proteggere le streghe. In pratica, le nostre divennero, assieme ai tremanti monaci rinchiusi nelle abbazie, le sole depositarie di un sapere antico che divenne peraltro base della medicina medievale… Certo il Cristianesimo non approvava e decreti contro le streghe venivano promulgati all'elezione di ogni papa. Ma il potere temporale certo era consapevole del ruolo sociale delle maghe e perfino un Carlo Magno si permetteva di difenderle pubblicamente, affermando che la magia non era utilizzo di forze soprannaturali ma che anzi era solo la conoscenza di fenomeni naturali.
(Sopra da sinistra) Mago Merlino fu per la tradizione l'iniziatore della Magia benefica. Ma ovviamente era un uomo, perché la magia "cattiva" era opera delle donne... La misoginia dei poteri medievali era davvero senza limiti. Infatti alle streghe venivano accusate dei delitti più assurdi, dal mangiare i bambini al volare a cavallo delle scope fino all'avere rapporti col diavolo (a destra). In realtà, il culto della Dea Madre non era in alcun modo satanico, non riconoscendo al male un'origine divina come invece nell'Ebraismo e nel Cristianesimo. La fobia nei confronti delle streghe e il susseguente odio proveniva dal fatto che attraverso molte erbe, tra cui il finocchio, era possibile provocare l'aborto e quindi una forma di controllo delle nascite.
Le streghe continuarono i loro riti indisturbate fino a quando, nel 1216, fu istituita la Santa Inquisizione. Originariamente nata per estirpare l'eresia catara, l'Inquisizione ben presto si investì del ruolo di salvare le anime da Satana: e fu facile per i domenicani inquisitori attribuire al Maligno le magie che le streghe realizzavano. Tutto fu colpevolizzato: il paganesimo, l'omosessualità strisciante, il Sabba senza vestiti, il culto delle pietre e l'uso delle erbe come "veleni". La donna, il culto della donna era punito, in sé e per sé: un atteggiamento che non ha riscontro nella storia umana, su cui sono stati scritti centinaia di libri eppure ai nostri occhi appare così chiaro il motivo di un accanimento che portò nove milioni di persone, prevalentemente donne, a morire sul rogo o anche sotto gli strumenti di tortura. La Chiesa Cattolica si erse a difendere il mondo dal pericolo costituito da un gruppo di donne sataniste nascoste nei boschi… Ma ovviamente nei riti delle streghe non c'era traccia di Satana, grande nemico del Cristianesimo e prima ancora dell'Ebraismo. Anzi, nel culto della Dea non esistono aspetti negativi, il male semplicemente è un aspetto della realtà e chiaramente l'invenzione del Diavolo che si accoppia con le streghe, che le fa danzare attorno al fuoco con un caprone che è una sua personificazione è pura fantasia. Anzi storicamente è stato accertato come fossero spesso gli stessi inquisitori degli accaniti satanisti e che riversassero sulle loro vittime le proprie colpe…
Il vero dramma stava nel monopolio all'uso del potere della benedizione: streghe e sciamani ne erano stati per millenni i depositari, mentre il Cristianesimo assegnava al solo sacerdote il potere di benedire l'acqua e di consacrare i sacramenti (matrimonio, funerale, battesimo…). Una donna che benediva acqua e sale, che accendeva le candele colorate invocando i punti cardinali e una Dea antica di 180mila anni diveniva un pericolo assoluto per una dottrina che affermava che le donne non avevano anima. Un mix di misoginia, machismo latente e ottusità ai limiti del ritardo mentale ottenebrava le menti dei preti medievali e delle gerarchie ecclesiastiche ad essi preposti. Un mix devastante che tolse fino ai nostri giorni alla donna (ma anche ad un uomo, a chiunque) il potere di essere una divinità, il potere di essere in contatto con la Madre Terra e di usare le sue energie e i suoi prodotti per trarne beneficio. In una parola, questo significa avere un'anima…
Ai roghi del '300 seguirono quelli devastanti del '500 e '600. L'ultima strega in Europa fu bruciata in Andalusia nel 1878, alle soglie della modernità. Il revival odierno della Wicca ha in parte recuperato le antiche credenze, tra veri adepti del culto della Dea Iside (o Diana, o Cerridwen ecc.) e persone attirate dalla vaga aria di libertinismo e anarchia contestatrice che ogni congrega (o coven) mantiene…
[continua]

Lorena Bianchi

 

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