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Simbolismo
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UROBORO
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| L'Uroboros
è nell'accezione più semplice un serpente che si morde la coda.
Lo si può trovare oggi in qualsiasi mercatino di artigianato
e bigiotteria: braccialetti di questa forma e orecchini sono
visibili spesso addosso a donne di ogni età… Del resto
il fascino del serpente, animale positivo e non negativo come
invece viene dipinto dal Cristianesimo, è difficile da respingere
per il richiamo alle forze ancestrali che emana. Infatti il
serpente raffigura l'eterno divenire che segue un percorso ciclico,
così come la galassia ruota su se stessa e racchiude, da un
punto di vista terrestre, tutto il cielo. Il senso è quello
dei serpenti taoisti rappresentati da Yin e Yang, simboleggianti
la natura dualistica di tutte le cose. Ovvio che tale emblema
abbia un significato legato al concetto di morte e rinascita,
di reincarnazione e di ciclicità della vita al pari del divenire
delle stagioni e si trova in quasi tutte le culture umane, incluse
quelle precolombiane americane che mostrano analogie inequivocabili
con le raffigurazioni del Vecchio Continente, come i bassorilievi
Maya rivelano sorprendentemente. |
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Come il pianeta
Terra "muore" ad ogni inverno e rinasce in primavera, allo
stesso modo gli esseri viventi devono intendere la loro esistenza,
anche e soprattutto spirituale, in questo modo. L'uroboro
quindi è l'uovo cosmico; è l'androgino; è il tempo; è l'evoluzione
del tutto che ritorna unità. Un concetto sicuramente stupendo
che è stato ovviamente assorbito e fatto proprio dall'Alchimia
medievale e nei primi secoli dell'Era Corrente anche dalle
correnti filosofico-ermetiche neoplatoniche e dallo Gnosticismo
di derivazione cristiana. Proprio nel Cristianesimo più eterodosso
il serpente assunse nuovi significati, giungendo a fondersi
con il concetto di consapevolezza interiore dell'eterno ritorno
dell'anima, in accordo con le prime concezioni protocristiane
che avevano fatte proprie le tendenze di reincarnazione dello
spirito assorbite dalle filosofie indo-buddhiste.
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| (A destra) L'incredibile
Uroboro scolpito sul cippo funerario di Giacomo Leopardi presso
il Parco Virgiliano
di Posillipo, a Napoli. In uno scenario megalitico, il poeta
ottocentesco fu sepolto assieme a croci patenti e a questo eccezionale
simbolismo, che unisce al serpente che si morde la coda anche
il fuoco della Sophia e la civetta, emblema di Athena e del
sapere. |
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