| Il Rosso
è un colore estremamente particolare. Chi dipinge sa
come esso sia molto delicato, poco coprente e troppo sgargiante,
da non usare mai puro. Chi lo indossa sa che attirerà
l'attenzione di tutti e anche un particolare estetico, come
unghie rosse e il rossetto di questo colore, sono un segnale
sessuale molto potente. La lingerie rossa poi è associata
alla prostituzione e alla perversione e in generale è
cattivo gusto regalare fiori rossi a una persona che non si
ama. Perché è notorio il Rosso è il colore
della passione ma anche degli istinti più bassi: è
il colore del sangue e perciò della morte. In realtà
questa concezione deriva, come spesso accade, dagli Egiziani,
che vedevano nel Desheret, la terra rossa del Deserto del Sahara,
un simbolo di sterilità e di privazione di vita associato
al Dio del Male Seth. Contrapposta alla terra rossa era la Terra
Nera, la Kemet, conosciuta anche con il nome di Tameri, Terra
Amata: la Kemet era il regno egiziano, la Valle del Nilo resa
fertile dal potere vivicante del grande fiume. E in effetti
se si guarda dal satellite l'Egitto, colpisce quella stetta
fascia color verde scuro abitata e coltivata contrapposta al
giallo rossiccio della sabbia che la circonda. Chiaramente l'Egitto
è una terra particolare, culla della più antica
civiltà moderna, discendente di quelle comunità
preistoriche che popolarono il mondo riempiendolo di megaliti.
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| (Sopra)
Una foto provocante dell'attrice Laetitia Casta mostra come
il colore rosso sia oggi associato alla sessualità, al piacere
carnale, alla provocazione. In realtà il significato originario
di questo colore è legato al Femminino sacro, alla procreazione
e alla vita. |
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Ma il
Rosso, proprio in Egitto, è anche il colore simbolo del
Dio più importante, creatore di tutto l'Universo. Ra
infatti è rappresentato come un Dio androgino dalla testa
di falco, sormontato da un disco solare rosso intenso. Il Rosso
in questo contesto non ha un significato di morte e sterilità,
ma di vita: è il colore del sangue inteso come fluido
vitale, inteso come sangue mestruale emblema della fertilità
sessuale, della capacità di procreare. Tutti le femmine
dei mammiferi possiedono un ciclo e nel caso delle donne umane
è mensile, sintonizzato sulla rivoluzione della Luna
attorno al nostro pianeta. E non è un caso che proprio
la figlia di Ra, la Dea Madre Hathor (alter-ego di Iside, che
di Ra è la nipote) raffigurata anche con le corna di
mucca, possieda il disco solare rosso in mezzo alle due mezzelune.
E' questo il senso della Triplice Dea, termine questo di derivazione
indoeuropea e associato a moltissime divinità femminili,
tutte accomunate dalla sacralità del colore rosso e dal
suo significato di vita e fertilità. Fin dal Paleolitico
infatti il colore associato ai defunti è il color ocra,
un giallo rossiccio caratteristico delle sepolture e che richiama
l'alternarsi vita-morte e il ciclo delle reincarnazioni. Questo
perché in Egitto e nei popoli culturalmente affini protoceltici
europei il Rosso era un colore positivo, di vita, di ciclicità
della natura, assimilabile in questo senso al concetto dell'Ank
e della Croce Celtica. La matrice comune sono le culture matriarcali
della Preistoria di derivazione Cro-Magnon, che si estesero
in tutto il mondo conosciuto prima di essere combattute e in
molti casi vinte da popoli patriarcali dediti alla guerra, al
saccheggio, alla devastazione. Tutti i popoli patrarcali derivano
da un gruppo di invasori parimenti di stirpe indoeuropea ma
seguaci di un Dio padre che non lasciava spazio al Femminino
Sacro. Questi invasori si sovrapposero ai popoli Cro-Magnon
e Semiti originari, pacifici e seguaci di rituali di vita ancestrali
e di economie ecosostenibili: al contrario i patriarcali iniziarono
uno sfruttamento senza freni della madre terra, imponendo con
la forza la tirannide e una nuova organizzazione statale centralizzata
basata sul concetto di sovrano che ha diritto di vita e di morte
sui sudditi deboli e incapaci di ribellarsi. La cultura greca,
quella latino-romana, gli Hyksos in Egitto e gli Assiri in Mesopotamia
sono un esempio di queste invasioni patriarcali. |
| (Sopra)
La Dea egizia Hathor portava sul capo il disco rosso di Ra,
simbolo del potere del Sole e della vita che scaturisce da lui.
Il Rosso era associato nell'antichità al sangue mestruale femminile,
prova della fertilità della donna. |
Il Rosso divenne così il colore della morte,
del sesso estremo, delle passioni violente e degli istinti più
brutali. Non a caso i Romani avevano scudi dipinti di rosso, non a
caso i centurioni indossavano mantelli rossi, simbolo del guerriero,
del Dio Marte, associato all'omonimo pianeta rosso a causa dell'enorme
quantità di ossido di ferro presente sulla sua superficie.
Da questo particolare viene un inquietante interrogativo. E se gli
Egizi, parlando del Desheret, si fossero riferiti a questo pianeta
affine alla Terra e vicinissimo? Viste le similtudini tra le strutture
piramidali e le molte sfingi colossali presenti su Marte, nonché
alle evidenti tracce di vita vegetale, verrebbe da pensare che le
scene della "Guerra dei Mondi" immaginate da H.G. Wells
alla fine del XIX Secolo non siano poi così distanti dalla
realtà.
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| (Sopra,
a sinistra) La Piana di Giza, nei pressi del Cairo in Egitto,
mostra chiaramente la linea di demarcazione tra il deserto rosso
e la valle del Nilo verde e fertile.Si tratta di una dicotomia
tra vita e morte, tra bene e male che è essenziale per comprendere
la religione egizia. Curioso notare come il nome del Cairo significhi
"Marte" e proprio il pianeta Marte (al centro) è caratterizzato
da una superficie coperta di ossido di ferro rosso. sembrerebbe
il segno di una catasfrofe globale avvenuta millenni fa, in
cui il rosso distruttore ha cancellato ogni forma di vita. (A
destra) Questo simbolismo del rosso portatore di morte e di
spargimento di sangue caratterizza tutti i popoli guerrieri
patriarcali, primi fra tutti i Romani: i legionari infatti portavano
scudi e abiti di questo colore. |
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