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Tra
i simboli che identificano Gesù Cristo un posto di rilievo lo
ha il pellicano. Questo uccello marino, si sa, pesca i pesci
e poi li trattiene in una sacca che ha sotto il becco. Giunto
al nido, nutre i suoi piccoli con le prede trattenute nel sottogola:
un metodo efficace per trasportare il cibo. Ma gli antici certi
dettagli naturalistici non li conoscevano e sembrava, a prima
vista, che il pellicano nutrisse i pulcini con la sua stessa
carne che si strappava dal petto. Per questo motivo del sacrificio,
in epoca alto- medievale fu associato alla figura di Gesù che
si sacrifica per la salvezza dell'Umanità. |
Tuttavia come sempre
avviene in questi casi, il mito cristiano è la rielaborazione di
un mito più antico. Il Pellicano è in realtà un simbolo antichissimo
perché associato al tema dell'uccello bianco, al pari di cigno
e cicogna. Secondo un autorevole autore, il
pellicano è citato per la prima volta nella storia nei Testi delle
Piramidi egizi, geroglifici risalenti al III Millennio BCE. Qui
si legge come il pellicano faccia uscire dalla sua bocca quotidianamente
il disco del Sole rappresentazione del Dio cosmogonico Atum. Sempre
in questi testi vi è anche la descrizione della fine dei tempi,
quando il pellicano aprirà la bocca e il Sole non uscirà. E' chiara
la similitudine con il cigno che analogamente partorisce il Sole:
si tratta dello stesso mito, forse in una versione antecedente.
Dall'Egitto il mito fu assorbito dallo gnosticismo cristiano ad
Alessandria e da qui entrò nella simbologia
medievale. Il riferimento a Cristo nasce dal fatto che il pellicano
si squarcia il petto per nutrire, con la sua carne e il suo sangue,
i suoi figli: chiarissimo riferimento all'Ultima Cena e al Santo
Graal. Per tale motivo il Pellicano è presente su moltissime
chiese esoteriche.
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