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Orizzonte Editrice
Simbolismo
CONCHIGLIA
La conchiglia è un simbolo antichissimo, tra i primi utilizzati dall'essere umano per una lunga serie di motivi. Innanzitutto, tra gli alimenti base dei nostri progenitori c'erano i molluschi e le conchiglie erano una preda facile e nutriente. Per millenni gli Uomini hanno avuto nei molluschi una fonte primaria di vitamine e di proteine nobili, al punto che in taluni posti in cui si praticava la pesca ancestralmente vi è ancora l'abitudine di consumarli crudi direttamente sul mare. La conchiglia era il residuo del pranzo, un oggetto utile per mille scopi: se forato emetteva un suono come un flauto, si potevano realizzare nacchere e sonagli o a prescindere dall'aspetto musicale l'armonia dei guschi erano perfetti per fabbricare monili e collane. In particolare una specie di conchiglia, la Capasanta (nome volgare del mollusco bivalve della specie Pecten Maximus), per via della sua forma a ventaglio simile ai raggi del Sole, divenne un simbolo diffuso e amato.
Il senso della capasanta è quello affermato dal nome stesso: come un'aureola distingue la persona in armonia con l'Universo, ha un connotato di protezione della vita (anche dopo la morte) e quindi un forte legame con il Femminino. In tempi antichi era associata alla Dea Venere, che si diceva fosse nata da una conchiglia fecondata dalla spuma del mare al largo di Cipro, e Botticelli nel Rinascimento dipinse una versione di questo mito in un capolavoro assoluto. La Venere di Botticelli è infatti forse il più bell'esempio di quest'armonia, perché il quadro tiene conto del Numero Aureo e della Sequenza di Fibonacci che si rinviene spesso negli strati di accrescimento dei gusci delle conchiglie. Ma in assoluto il posto più legato al significato mistico della conchiglia è Santiago di Compostela: questo luogo in cui si ritiene sepolto il corpo decapitato di San Giacomo (secondo molti esoteristi fratello di Gesù ed egli stesso vero Messia esseno) è posto ai margini estremi del continente europeo, in una Spagna galiziana che è bagnata dall'Oceano Atlantico oltre il quale, a cinquemila km di distanza, sorgono le coste dell'America del Nord. Un luogo in cui il Sole muore, un tramonto assoluto che assume una valenza di morte e di resurrezione. La conchiglia infatti preannuncia la sua rinascita nei pellegrini che compiono il lungo e difficile pellegrinaggio a piedi, in una terra antichissima e ricca di suggestioni. Arrivare al "Campo della Stella" (questo è il nome originale del luogo in cui sorge il santuario di Santiago) significa riscoprire in sé il "sole interiore", la luce del bene a cui dobbiamo sempre tendere: una purificazione attraverso il sacrificio del cammino a piedi e il premio finale delle coste oceaniche. Anticamente i pellegrini andavano sulla spiaggia e raccoglievano una capasanta per poi portarla a casa in ricordo dell'impresa: un simbolo dell'armonia raggiunta, della perfezione a cui possiamo ambire.
(A sinistra) La Venere di Botticelli rappresenta un esempio unico dell'importanza della conchiglia della specie Pecten Maximus nella simbologia e nell'arte. La forma a ventaglio ricorda i raggi solari ed è per tale motivo che questo mollusco bivalve è divenuto il simbolo del pellegrinaggio a Santiago di Compostela. (A lato) Un cartello segnaletico mostra infatti il senso solare della simbologia, da interpretare come la ricerca di un "sole interiore" a cui tendono i pellegrini. Si tratta però di un simbolo antichissimo e fortemente pagano: curioso notare come una conchiglia simile sia presente nello stemma del papa Benedetto XVI.

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