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L'Ank (o Ankh)
è uno dei simboli più importanti e frequenti nell'antico Egitto,
è chiamato la croce della vita, chiave della vita o croce
ansata. Questo simbolo è anche un geroglifico che significa
il concetto di vita, infatti è anche simbolo della creazione
e viene rappresentato spesso in mano a tutte le divinità egizie.
E' anche un importante amuleto che rappresenta il benessere
e l'immortalità (dell'anima), infatti, come lo scarabeo,
anch'esso veniva posto tra le bende delle mummie stando a
significare la reincarnazione. Molti sono i significati che
gli sono stati attribuiti dagli studiosi. Alcuni affermano
che rappresenti il grembo materno della dea Iside, altri che
si tratta del laccio delle antiche calzature egiziane che
circondava le caviglie, mentre la parte verticale la suola,
altri a una rappresentazione stilizzata degli organi genitali
in atto di unione, l'ansa il femminile e la parte verticale
maschile o addirittura l'unione tra cielo e terra. In realtà
l'Ank è un'evoluzione e una stilizzazione estrema dei
simboli preistorici paleolitici della Dea Madre. Dalle Veneri
Steatopigie legate alla fecondità, il culto ancestrale
dei nostri antenati percepì la presenza di una Dea
Uccello maggiormente legata alle energie naturali. La Dea
Uccello preistorica non è solo divinità di vita,
ma anche di guarigione, magia, morte: la donna non è
solo madre, ma anche una persona dotata di sensibilità
e determinazione, coraggio e capacità di trasformazione,
di morte persino. Qui nacque l'idea della donna divina, quella
che sarebbe poi millenni dopo stata identificata come strega:
e la Dea Madre fu concepita non solo come mamma ma come un
tramite con l'Universo, in grado di veicolare energie cosmiche
in chi praticava i riti in suo onore. Esempio per eccellenza
di questa evoluzione è la Dea Iside, raffigurata non
a caso alata. L'Ank influenzò anche la mitologia greco-romana,
rappresenta infatti il simbolo di Venere e anche del sesso
femminile. Con l'avvento del Cristianesimo, questo simbolo
fu assimilato dalla religione copta e più tardi a quella cattolica
vista la somiglianza con la croce, ma ovviamente non hanno
lo stesso significato dal momento che l'Ank simboleggia la
vita, mentre sappiamo che la croce simboleggia uno strumento
di tortura degli antichi romani e quindi sono due cose totalmente
separate. Molto probabilmente però, questo oggetto è lo stesso
che è posto in mano alle madonne nere che di fatti sono la
versione occidentale della dea Iside. E' raffigurato da una
sorta di palla con una croce sovrastante simile all'Ank ma
capovolto, che allo stesso tempo assume anche il significato
di buona o bella perché si trasforma nel geroglifico NEFER,
rappresentato da un cuore con sopra la trachea che significa
proprio buono o bello. Anche questa immagine alla fine è stata
assorbita dal cristianesimo trasformandola in Madonna con
in mano il cuore immacolato.
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(A
lato, da sinistra) La Dea Hathor, personificazione di
Iside, porge l'Ank alla bocca al faraone Thutmosis IV;
la Dea Maat, caratterizzata dalla piuma posta sul capo,
tiene in mano il simbolo dell'Ank (tutti gli Dei egizi,
ad eccezione del Dio del Male Seth, portano in mano questo
simbolo); una statuetta della Dea Uccello proveniente
da Creta; la Dea Madre della Sardegna, prototipo della
forma dell'Ank. Infine, il simbolo cristiano del Cuore
Immacolato di Maria, evoluzione finale dell'Ank. |
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