Un uomo può
vivere più del limite biologico di 120 anni? E se sì,
può conservare un'apparente giovinezza per decine di anni al
punto di sbalordire i Contemporanei? In effetti, la ricerca dell'immortalità
è sempre stata una prerogativa dell'uomo. Se Noè e Matusalemme
vivevano senza problemi 900 anni come racconta la Bibbia, è
chiaro che le leggende di immortali a zonzo per la Terra sono antiche
quanto la civiltà, da Aasvero, l'Ebreo Errante, fino al cinematografico
Highlander. Ma un uomo, un solo uomo può fregiarsi forse pubblicamente
del titolo di immortale: si tratta del celeberrimo (o famigerato)
Conte di Saint Germain, un vero divo del XVIII Secolo che sbalordiva
con le sue azioni le corti di tutta Europa. Un uomo bizzarro, enigmatico,
affascinante: più famoso di un attore o di un calciatore moderno,
era al tempo idolo delle donne di ogni estrazione sociale e bersaglio
degli strali di altri alchinisti-playboy, Casanova in testa. Sì,
perché Saint Germain era un alchimista, o almeno la spiegazione
più logica sul suo operato è quella che fosse a conoscenza
di tanti, tantissimi segreti arcani…
|
La storia
ufficiale dice che il Conte nacque dalla ex regina di Spagna,
Marie Annie di Neuburg che era rimasta vedova e un nobile dignitario,
l'Amirante di Castilla. Nacque in un castello vicino ad Asti
e dunque era italiano, anche se di genitori spagnoli e di rango
regale: ciò gli consentì una vita all'insegna
della costante ricchezza e gli interessi esoterici naturali
del giovane Conte, di cui non si sa il nome di battesimo, poterono
così essere soddisfatti. Il problema è che questa
nascita è tutto fuorché certa, in quanto saltarono
fuori, durante un'inchiesta del XIX Secolo di cui parleremo
in seguito, che il Conte possedeva altri certificati di nascita
che usava a suo piacimento. Per alcuni studiosi era portoghese
e di famiglia ebraica; in Francia si dava buono il fatto che
fosse nato nel 1710 a Saint Germain, da cui prese il nome e
il titolo; per l'occultista ottocentesco Eliphas Levi, era nato
a Lentmeritz in Boemia, figlio di un nobile decaduto che apparteneva
alla Rosacroce e che prima di morire lo iniziò ai segreti
della setta. Altri ancora lo identificano con lo stesso Christian
Rosenkreuz, il presundo fondatore dell'ordine che precedette
forse la Massoneria. Chi può dire quale sia la verità?
Certa è solo la sua grande esperienza in ambito esoterico
e già nel 1713 si può ammirare la sua opera alchemica
presso le corti fra Prussia e Boemia, al punto da diventare
discepolo di un altro celebre alchimista, Johann Fredrich Böttger,
l'inventore (o per meglio dire reinventore) della porcellana.
In Prussia negli anni '30 del XVIII Secolo Saint Germain si
faceva chiamare Lascaris, era un apprezzato alchimista esperto
in tinture e trasmutazione di metalli, al punto da divertirsi
a trasformare il rame in oro sotto gli occhi dei cortigiani.
Ma Lascaris ebbe l'accortezza di fuggire da quelle regioni quando
il terreno iniziò "a scottargli sotto i piedi".
Se Böttger fu imprigionato dal principe Augusto il Forte
e costretto a realizzare pubblicamente la pietra filosofale,
(e dal cui fallimento oggi abbiamo la porcellana), Saint Germain
invece vi riuscì privatamente e segretamente, in quanto
arrivò a far perdere le sue tracce "morendo"
nel Landgraviato di Hesse intorno al 1735. |
| (Sopra)
L'unico ritratto del Conte di Saint Germain, dipinto a San Pietroburgo
nel 1760 dall'italiano Pietro Rotari e donato alla Marchesa
d'Urfé, che a Parigi era rinomata per il suo salotto mondano
ed esoterico. Esiste anche un'incisione a bulino presa da questo
ritratto, effettuata nel 1783 da N. Thomas. |
Invece ricomparve bello e sano, in perfetta forma,
nel 1743 a Londra, ad appoggiare la rivolta dei Giacobiti che sostenevano
il re di Scozia Giacomo II Stuart. Saint Germain evidentemente lavorava
per conto dei francesi, che avevano tutto interesse a mettere il re
Stuart sul trono inglese. Ma dopo la battaglia di Culloden le cose
andarono storte per i seguaci dello scozzese e i Giacobiti furono
arrestati in massa. Anche Saint Germain lo fu: e sotto il torchio
delle autorità inglesi, per la prima volta il Conte sudò
freddo. Non volle ammettere il suo vero nome, si seppe solo che Saint
Germain era il nome francesizzato di San Germano, una Contea del Tirolo
italiano della quale aveva comprato dal papato il titolo nobiliare.
Tutto regolare, a quei tempi la nobiltà si comprava… Ma
qual era la vera orgine dell'uomo? Lo storico Horace Walpol lo incontrò
e annotò la cosa nei suoi diari. Il 9 dicembre 1745 si legge:
"L'altro giorno è stato arrestato un individuo che si
fa chiamare Conte di Saint Germain. Vive qui da due anni, ma non vuole
dire chi è né da dove viene. Dichiara che Saint Germain
non è il suo vero nome. Canta e suona il violino meravigliosamente:
ma è sicuramente pazzo". Pazzo o no, fu scarcerato ed
espulso dalla Gran Bretagna come persona sgradita. Il Conte Warnstedt
disse di lui che era un "ciarlatano, fanfarone, truffatore della
peggior specie". Saint Germain trovò rifugio a Versailles,
presso la corte di Luigi XV. Qui iniziò a sbalordire gli astanti:
creava diamanti dal nulla, trasformava il rame in oro, inventò
un sistema per far aumentare di volume le perle e addirittura riuscì
a "smacchiare" un diamante del re, che aumentò di
valore passando da 6mila a 10mila franchi! Tutto ciò ci viene
raccontato minuziosamente nei diari di Madame Pompadour, la favorita
di Luigi XV, che ne era letteralmente abbagliata. Saint Germain "resuscitò"
un'amica della stessa Pompadour; guarì istantaneamente con
un'energia misteriosa (il Reiki?) il maresciallo di Belle-Isle e risolse
telepaticamente il caso della scomparsa dell'alchimista Mastro Dumas
che risaliva al 1700 (guadagnandosi la totale riconoscenza dello stesso
re); era capace di andare in trance e di rimanere in uno stato di
animazione sospesa per 45 ore; era capace di scrivere con due mani
e di ripetere a memoria, a distanza di giorni, un foglio letto distrattamente.
Ancora, parlava Inglese, Italiano, Francese Spagnolo, Portoghese,
Tedesco, Russo, Svedese, Danese, Serbo, Polacco e forse anche il Sanscrito;
era poi un eccellente artista sia in campo musicale che figurativo,
con sonate stampate a Londra dall'editore Waish tra il 1748 e il 1760
ed apprezzate sia da Mozart che da Gluck. "Saint Germain rivaleggiava
con lo stesso Paganini" disse di lui nel 1835 un belga ottantenne;
"È Saint Germain resuscitato che suona il violino nel
corpo di uno scheletro italiano", sostenne un barone lituano.
Entrambi i testimoni avevano udito i due personaggi suonare dal vivo…
|
|
|
|
| (Sopra)
Personaggi chiave del XVIII Secolo, fortemente influenzati da
Saint Germain: da sinistra Luigi XV re di Francia, la sua favorita
Madame Pompadour (che dimostrò per il Conte una profonda ammirazione)
e l'alchimista-scienziato J.F. Böttger, inventore della porcellana,
che di Saint Germain fu maestro. |
Cosa strana ancor di più, Saint Germain non
accettava mai denaro e non mangiava in presenza di esseri umani: non
prendeva mai nemmeno un bicchiere d'acqua. Detto questo, ce ne sarebbe
da scrivere un romanzo, ma le sorprese non finiscono certo qui. Madame
de Vergy, nobildonna del seguito di Madame Pompadour, lo riconobbe
nel 1758 come l'uomo che vide da piccola a Venezia intorno al 1715:
pensò inizialmente che ne fosse il figlio, ma poi, davanti
al minuzioso ricordo dell'incontro, si convinse che Saint Germain
era lo stesso individuo. Qui iniziarono a circolare le voci della
sua presunta immortalità e lo stesso Conte non faceva mistero
di avere migliaia di anni. Diceva di essere nato in Caldea, di essere
stato amico di Gesù, confidente di Giulio Cesare e citava persino
il menu delle Nozze di Cana, assieme a tanti e tali avvenimenti con
un tale livello di dettaglio che nessuno storico trovò mancanze
nelle sue osservazioni. Ovviamente, questo non significa nulla. Poteva
essere benissimo un iniziato che aveva avuto accesso a documenti segreti,
o un adepto della Massoneria, dato che sicuramente era alchimista
e dunque conosceva segreti arcani. Di questo era sicuro Casanova,
che in cuor suo lo odiava ma in un certo senso ne rimaneva anch'egli
affascinato. Il veneziano Giacomo infatti annota nei suoi diari nel
1760 che Saint Germain era un uomo straordinario, ma anche "re
degli impostori e dei ciarlatani", uno che diceva di avere trecento
anni e che considerava un gioco da ragazzi fabbricare diamanti, al
punto da usarli come bottoni. "ma nonostante le sue fanfaronate,
le sue spudorate menzogne e le sue stravaganze, non posso dire tuttavia
che fosse sgradevole. Benché sapessi con chi avevo a che fare
e nonostante i sentimenti di astio che nutrivo per lui, lo trovavo
interessante". Tuttavia proprio in quest'occasione, a La Haye,
Saint Germain si ficcò nei guai. Finché richiamava l'odio
di Casanova, geloso in quanto a sua volta alchimista, non succedeva
nulla di male, a parte forse qualche scazzottata. Ma quando i suoi
giochi oscuri attirarono le attenzioni del Duca di Choiseul, ministro
degli esteri e abilissimo politico e diplomatico, il Conte cadde in
disgrazia. Al duca fu chiaro che Saint Germain era un doppiogiochista
che con le sue moine al re portava in realtà avanti un piano
segreto a vantaggio della Prussia. E non dimentichiamo che Lascaris
soggiornò a lungo in Prussia… Accusato di alto tradimento
e cospirazione ai danni di Luigi XV, Saint Germain dovette scappare
di tutta fretta. Andò col falso nome di Conte di Saint Surmont
a Londra e poi in Olanda; qui costruì un laboratorio alchemico
in cui fabbricò centomila fiorini d'oro, dileguandosi pochi
attimi prima dell'irruzione della polizia che trovò alambicchi
e provette e una parte dell'oro. Rifugiò in Belgio, dove operò
come Conte di Monferrat. Arricchitosi ulteriormente, riacquistò
la sua dignità e nel 1768 fu chiamato alla corte di Caterina
II di Russia. La zarina doveva molto a lui in quando le sue predizioni
da chiaroveggente l'aiutarono non poco a prendere il potere, o almeno
così si disse al tempo. Il generale delle armate imperiali
Orloff, amico di Saint Germain e a sua volta alchimista, lo nominò
generale col titolo di Conte di Welldone. Vinti i Turchi in una battaglia,
nel 1770 si trasferì a Norimberga, andando a fare l'alchimista
per Carlo Alessandro di Brandeburgo e poi addirittura per l'imperatore
Federico il Grande di Prussia.
|
|
|
|
|
| (Sopra,
da sinistra) Giacomo Casanova fu un acerrimo rivale di Saint
Germain; il duca César di Choiseul, ministro degli esteri francese,
intuì il doppio gioco del Conte e lo fece esiliare; il generale
russo Orloff fu invece un grande amico di Saint Germain, al
pari della zarina Caterina II (a destra). |
La fama del Conte era ai massimi livelli, anche se
appariva chiaro ai francesi che davvero si trattava di una spia: ciò
non gli impedì di avere una fitta corrispondenza con Maria
Antonietta, predicendole l'imminente Rivoluzione. Dopo la morte della
regina si trovò annotato nei diari della stessa che si rammaricava
di non aver dato retta ai consigli del Conte. Comunque sia, nel 1779
il nostro si era stabilito a Eckernförde, in Prussia; dimostrava
una settantina d'anni e con questo aspetto lo troviamo alla sua morte,
dovuta a polmonite, avvenuta il 27 febbraio 1784 nel castello tedesco
di Schleswig-Holstein. Una settimana dopo il funerale però
iniziarono i dubbi. Il padrone del castello in cui morì, il
principe Carlo di Assia, tornato da un lungo viaggio appositamente
per rendere l'ultimo saluto all'amico, fece aprire il sepolcro ma
del cadavere di Saint Germain non vi era traccia. Nel 1789 il mistero
ricomincia: Saint Germain riapparve alla corte del re Gustavo III
di Svezia e qui fece visita a una nobile francese scappata dalla Rivoluzione,
la Contessa d'Adhemar. Le avrebbe confidato: "Tutti i miei sforzi
per salvare la monarchia francese sono stati vani".
|
Sempre alla Contessa
Saint Germain predisse che si sarebbero incontrati altre cinque
volte, l'ultima delle quali fu nel 1822, con il Conte sempre
splendido quarantenne… Mentre avrebbe dovuto avere almeno
112 anni! Tanto per dire, Saint Germain intorno al 1790 fece
un viaggio in America; nel 1798 era a Vienna; nel 1835 fece
ritorno a Parigi e si confidò con un tale Oettinger; alcuni
anni dopo si faceva chiamare marchese di Kergouet e viveva
di rendita. Nel 1870 Napoleone III volle chiarire la vera
natura di questo uomo e fece effettuare delle ricerche a tappeto
in tutta la Francia. I documenti conclusivi dell'inchiesta
andarono però distrutti nell'incendio doloso dell'Hotel de
Ville, il municipio di Parigi, nel 1871. Tutto ciò che riguardava
il Conte da un punto di vista burocratico andò perduto. Dunque
sul finire del XIX Secolo le tracce dell'alchimista immortale
si perdono nel nulla. Iniziò così la leggenda. Chi era davvero
questo enigmatico personaggio? Le tracce che lasciò dietro
di sé furono tantissime, al pari delle testimonianze. Voltaire
disse che era un "Conte da barzelletta", per Cagliostro una
guida spirituale, per Mesmer un collega in contatto con l'aldilà…
Per l'ermetista Claude de Saint Martin, così come per la Società
Teosofica di Helena Blavatsky, era un gran maestro, uno degli
uomini illuminati che hanno fatto la storia dell'umanità,
In pratica Saint Germain era una specie di sciamano, forse
un adepto dei culti misterici, un maestro Reiki, e chissà
quant'altro. Logicamente, ci pare che la diceria secondo cui
avesse trovato l'elisir di lunga vita e la Pietra Filosofale
possa avere credito.
|
| (Sopra)
Anche Maria Antonietta era amica del Conte e teneva con lui
una fitta corrispondenza. |
Immaginate un uomo che riesca a tramutare il rame o
il piombo in oro: la cosiddetta Grande Opera. Ebbene, le spese e la
"bella vita" non consetirebbero di avere un tenore di vita
costante se non provvedesse periodicamente a rimpinguare il portafoglio
di nuove ricchezze. Ecco il senso delle sue sparizioni; e anche la
giovinezza, si dice che l'alchimia possa ringiovanire di 20-30 anni
e non di fornire l'immortalità. Dunque, i conti apparentemente
tornano… Saint Germain era un alchimista particolarmente bravo
e grazie alla sua bravura riuscì a fare l'avventuriero per
130 anni. O forse le cose non andarono così? In effetti, per
alcuni studiosi il Conte era in realtà un altro grande alchimista
del passato, Nicolas Flamel. E oggi sarebbe ancora vivo col nome di
Fulcanelli: un alchimista moderno, autore nel '26 e nel '30 di due
libri fondamentali per i cultori di esoterismo, "I segreti delle
cattedrali" e "Le dimore filosofali", in cui si narrano
fatti e conoscenze simbolici profondamente legati al pensiero alchimistico,
quasi che dietro vi sia una conoscenza antica di millenni. Per anni
questi due testi furono la bibbia di ogni bravo aspirante esoterista.
| Alcuni
anni fa, ne 1999, si annunciò però la pubblicazione
di una terza opera di Fulcanelli, "Finis Gloriae Mundi",
riedizione di un'opera analoga bruciata dallo stesso autore
negli Anni '30 e riscritta ai nostri giorni. Se questo discorso
ha provocato polemiche a non finire sull'autenticità
dell'opera (che è stata ricevuta da un editore francese
via e-mail da una fonte sconosciuta), le possibilità
a nostro dire sono due: o è davvero Saint Germain-Flamel-Fulcanelli
redivivo oppure dietro questi signori si nasconde qualcuno,
forse un'organizzazione segreta, che porta avanti da secoli
un progetto oscuro che per il momento non ci viene rivelato.
Nel '700 si disse che di Saint Germain non ce n'era uno ma molteplici:
era un modo per "agitare le acque" e intrufolarsi
subdolamente nell'alta società passando per una specie
di "semi-dio". Su questo aspetto di "mito vivente"
c'è molto da dire, in quanto in tempi moderni Saint Germain
appare deificato letteralmente dalle sette appartenenti alle
correnti metafisiche. Molti riti metafisici sono innegabilmente
interessanti e hanno delle correlazioni con il Reiki: il potere
della parola, il potere del "Io sono" e dei colori
in grado di mutare la realtà circostante. Secondo la
teoria metafisica, che in modo sorprendente coincide con la
teoria fisica delle "Stringhe", l'universo materiale
non esiste, trattandosi invero di una forma corrotta di energia
che vibra a basse frequenze. Ecco perché il corpo fisico
veniva considerato da alcune correnti religiose del passato
(Manichei, Gnostici, Catari) come malvagio e impuro: si tratta
di una corruzione dell'energia originaria ma, possedendo la
consapevolezza della nostra energia interiore - la cosiddetta
anima - è possibile superare i vincoli della materia
e della morte. Per i metafisici quindi Saint Germain è
un dio incarnato, un novello Gesù Cristo che nella sua
vita millenaria ha impersonato tutti i principali maestri e
filosofi dell'antichità, da Pitagora a Cristo fino a
Cristoforo Colombo e Bacone. Per queste sette, Saint Germain
è dunque un nume da invocare per ottenere questa o quella
benevolenza, non troppo diversamente da come veniva considerato
appunto dalla Società Teosofica. Che dire di tutto ciò?
Nel rispetto delle convinzioni di ognuno, non ci esprimiano
su questa deriva religiosa. Storicamente però ci pare
che Saint Germain sia stato un uomo reale, vera superstar assoluta
del '700 e che la sua vita meriti non uno, ma almeno dieci film.
Non capiamo come gli sceneggiatori di Hollywood possano dimenticare
simili personaggi!(Non così per i fumetti e i cartoni
animati, per fortuna. Saint Germain è stato protagonista-antagonista
di innumerevoli titoli). |
|
|
(Sopra) Nicolas Flamel.
(Sotto) Fulcanelli.
|
|
|
Tuttavia i dubbi e le perplessità soprattutto
sulla spacconaggine della persona restano. In fondo nella sua epoca
l'Inquisizione ancora si divertiva a bruciare sul rogo qualsiasi donna
desse la parvenza di essere strega… Scherzare in questo modo
sulla sua immortalità ci pare di dubbio gusto, anche se comunque
non si può rimanere immuni dal fascino del personaggio, come
ben scrisse Casanova. Comunque sia, che ne è del Conte oggi?
Un aviatore americano disse nel 1939 di averlo incontrato in un monastero
tibetano: gli annunciò un imminente ritorno per aiutare l'umanità
in previsione dell'arrivo dell'era atomica. Ai nostri giorni invece
si dice che il Conte passi ogni giorno di Natale nei giardini del
Pincio a Roma, seduto su una panchina.
Chi vuol andare a incontrarlo?
Lorena Bianchi
 |
|
|
|


|
Misteri
legati a Saint Germain. (Sopra a sinistra) I Giardini del Pincio
a Roma, nei pressi di Piazza del Popolo. Qui su una panchina
ogni giorno di Natale si siederebbe il Conte, ancora vivo...
(Al centro) L'incredibile Saint Germain dei Metafisici, novello
Gesù Cristo incarnato. (Sopra a destra) Oggi Saint Germain è
pure un apprezzato filosofo, sempre in ambito metafisico. (Qui
a sinistra, sopra) Nei cartoni animati e nei fumetti Saint Germain
è un personaggio intrigante, anche se a volte malvagio, come
nell'anime Master Mosquiton. (A sinistra, sotto) Per i Teosofi
Saint Germain è un Gran Maestro come Buddha o Mosè, anche se
meno divinizzato rispetto i metafisici. (A destra) L'incredibile
foto autografata di Emma Calvé,
altra superstar del mistero. La cantante lirica, che abbiamo
conosciuto negli articoli del dossier sulla Barcellona
misteriosa, nel 1897 dedica la foto così: "Al signor Conte
di Saint Germain, il grande chiromante, che ha saputo leggermi
delle cose così vere". |
|
|