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Prete
Gianni per grazia di Dio re potentissimo su tutti i re cristiani.
Salutiamo il Vescovo di Roma sovrano dei Cristiani, Federico
imperatore di Roma e del mondo e il gentile signore e re di
Costantinopoli Emanuele. Vi facciamo sapere di noi, del nostro
stato e del governo della nostra terra. Vale a dire delle nostre
genti e delle nostre specie di bestie. Noi vi facciamo sapere
che adoriamo e crediamo il Padre, il Figlio e il Santo Spirito,
che sono tre persone in una deità e un vero Dio soltanto.
E vi accertiamo e informiamo per mezzo delle nostre lettere
sigillate col nostro sigillo circa lo stato e la condotta della
nostra terra e delle nostre genti. E se volete qualcosa che
possiamo fare informatecene perché lo faremo assai volentieri.
E se voi volete venire per di qua nella nostra terra, per il
bene che di voi abbiamo udito dire noi vi faremo signore dopo
di noi, e vi doneremo grandi terre, signorie ed abitazioni.
Sappiate che noi abbiamo la più alta corona che sia in
tutto il mondo. Così come oro, argento e pietre preziose.
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| (Sopra)
Raffigurazione medievale di Presbiter Johannes, misterioso re
asiatico che con una lettera si proponeva nel XII Secolo come
difensore della Cristianità. Ma la sua identità rimase ignota
e molti storici pensano a un falso. |
E buone fattorie, villaggi, città,
castelli e borghi. sappiate anche che noi abbiamo sotto il nostro
comando quarantadue re, potentissimi e buoni cristiani. Sappiate che
noi sostentiamo con le nostre elemosine tutti i poveri che sono nella
nostra terra, siano essi nostri concittadini o stranieri, per l'amore
e l'onore di Gesù Cristo. Sappiate che noi abbiamo promesso
e giurato nella nostra buona fede di conquistare il sepolcro di Nostro
Signore e tutta la terra promessa. E se voi volete noi l'avremo, se
Dio vuole, purché abbiate in voi grande e buon ardimento, così
come ci è stato riferito che avete buon coraggio, vero e leale...
Sappiate che vicino a quella regione vi è una fontana tale
che chi può berne dell'acqua tre volte a digiuno non avrà
malattie per 30 anni, e che quando ne avrà bevuto gli sembrerà
d'aver mangiato tutte le migliori vivande e spezie del mondo; ed è
tutta piena della grazia del Santo Spirito. E chi può bagnarsi
nella fontana, se ha l'età di cent'anni o di mille, torna all'età
di trentadue anni. E sappiate che noi nascemmo e fummo santificati
nel ventre di nostra madre, e così abbiamo trascorso 562 anni
e ci siamo bagnati nella fontana sei volte. sappiate che nessun re
cristiano ha tante ricchezze quante ne abbiamo noi, in quanto nessun
uomo che voglia guadagnare può nella nostra terra essere povero...
Se voi volete da noi qualcosa che sia in nostro potere, fatecelo sapere,
ché noi lo faremo molto volentieri. E vi preghiamo che teniate
a mente il ricordo della santa crociata, e che ciò sia presto,
ed abbiate buon cuore, grande ardimento in voi, e vi preghiamo che
ci inviate risposta tramite il latore di queste lettere di presentazione.
Pregando Nostro Signore che vi conceda di perseverare nella grazia
del Santo Spirito. Amen. Steso nel nostro santo palazzo, l'anno cinquecentosette
della nostra natività. Qui finiscono le singolarità
degli uomini, delle bestie e degli uccelli che sono nella terra del
Prete Gianni.
(Sintesi della traduzione dal francese antico di Dario Chioli, reperibile
dal sito www.superzeko.net)
| Questo è il testo della lettera che
nel 1165 giunse a Federico Barbarossa, papa Alessandro III e
Emanuele Comneno imperatore di Costantinopoli. Una lettera seria,
firmata Presbiter Johannes, scritta in latino utilizzando parole
colte e facendo riferimento alla situazione politica del tempo,
anche se unita ad un'incredibile elenco di esagerazioni tratte
dai bestiari medievali. Pomposo, con il chiaro intento di stupire
il volgo semplice del tempo… Difficile pensare a un falso,
chi ai tempi avrebbe potuto osare tanto? La realtà politica
del momento infatti era assai complicata. Il 1100 al contrario
di quel che si può pensare fu un'epoca piuttosto prospera
da un punto di vista economico. Le Crociate avevano aperto nuove
rotte commerciali e i regni cristiani in Terrasanta fornivano
materie prime e spezie a tutto il Vechio Continente. Da un punto
di vista locale, nel XII Secolo si ebbe un'espansione del Diritto
e della Giurisprudenza che favorì nuove forme di contratti:
in un certo senso si superò il Feudalesimo per vedere
la nascita di quella che sarebbe diventata la piccola e grande
Borghesia commerciale. Questo a livello particolare si tradusse
con una via via susseguente indipendenza di città e territori,
pensiamo ai comuni in Italia settentrionale e anche alla Lega
Anseatica in Germania… Questo a scapito del potere temporale
del Sacro Romano Impero, di fatto un'entità fantoccio
con un territorio effettivo proprio assai più limitato
di quello nominale che comprendeva tutta l'Europa. Invece, i
regni normanni in Inghilterra, in Scandinavia, in Normandia
e nel Meridione d'Italia rendevano di per sé l'Impero
solo un'ombra. Ma non solo: anche il regno di Francia, il regno
Aragonese in Spagna e il potere sempre più crescente
degli ordini cavallereschi, Templari e Ospitalieri in testa,
minavano il prestigio di Federico. L'idea di perdere i comuni
italiani non poteva essere accettata da un uomo orgoglioso come
il Barbarossa e da qui l'idea di una campagna di riconquista
del settentrione italiano, con susseguente invasione e difesa
conseguente da parte delle città padane con la celebre
Lega Lombarda appoggiata dal papa Alessandro III (lo stesso
a cui fu dedicata la neonata città di Alessandria in
Piemonte). In Medio Oriente la situazione non era migliore:
la perdita di Edessa nel 1144 da parte dei Cristiani a vantaggio
dei Saraceni aveva chiuso una delle rotte sulla Via della Seta,
quella settentrionale che passava attraverso la Siria. Così,
oscuri presagi di disfatta pendevano sul capo dei Crociati che
si erano spartiti la Terrasanta… Ancora vent'anni e Gerusalemme
sarebbe tornata musulmana, quindi i timori erano fondati. Tuttavia
se fosse intervenuto qualcuno alle spalle dei musulmani, qualcuno
che fosse accorso con forze fresche e un esercito simile a quello
descritto, allora la Cristianità avrebbe trionfato…
Per tale motivo la notizia della lettera inviata da questo misterioso
Prete Gianni portò un'ondata generale di entusiasmo. |
| Eppure,
storicamente poi come sappiamo nessun re di un reame ricchissimo
che vantava uomini con un piede solo e fortezze a migliaia e
uccelli capaci di trasportare elefanti sul campo di battaglia
venne in soccorso dei regni cristiani in Palestina. Persa Gerusalemme
ad opera del Saladino, passò un altro secolo prima che
l'Occidente perdette l'ultimo caposaldo in Terrasanta: San Giovanni
d'Acri, nel 1291. In mezzo, l'invasione terribile dei Mongoli
che terrorizzò gli stessi Saraceni… Al punto che
viene da pensare che il caro Prete Gianni non fosse divenuto
in seguito l'immagine distorta di un invasore assai ben più
celebre, Gengis Khan. Ma chi costruì a tavolino questa
inesistente figura? E in fondo in fondo era davvero inesistente?
A non credere troppo alla faccenda c'era sicuramente papa Alessandro.
Innanzitutto se era vero che esisteva un re cristiano e pure
sacerdote al di là del Caucaso, era anche un eterico:
un nestoriano, per l'esattezza. Quindi inviò una lettera
da affidarsi a mercanti destinata a Prete Gianni in cui brevemente
il papa sollecitava il re misterioso a fornirgli più
particolari sull'ubicazione del regno, ottenuti i quali avrebbe
inviato come ambasciatore l'arcivescovo di Venezia Filippo con
il ruolo anche di indottrinarlo ai fondamenti del cattolicesimo.
Nel 1172, anche l'imperatore d'Oriente rispose alla missiva
ma i suoi ambasciatori morirono in una tempesta di sabbia nei
territori dell'odierno Irak. Il ricordo di Prete Gianni rimase
sospeso per innumerevoli anni, come una sorta di deus ex machina
che sarebbe presto intervenuto a favore dei cristiani: intorno
al 1185 un monaco in Siria raccontò di aver visitato
il regno, che situava dopo la Persia ma prima dell'India. |
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| (Sopra)
"Dopo la Persia, ma prima dell'India": la descrizione dei testimoni
dell'epoca non era molto precisa nella collocazione del regno
di Prete Gianni. |
Giovanni del Pian dei Carpini, ambasciatore del papa
presso la corte mongola che aveva conquistato la Cina, raccontò
come il figlio di Gengis Khan fosse stato sconfitto da un re cristiano
che egli considerava etiopico. Ma l'Etiopia era in Africa… A
questa tesi in tempi successivi, alla fine del '400, sembrò
credere re Giovanni di Portogallo, che inviò un'ambasceria
presso il regno etiopico scoprendo che effettivamente vi era un sovrano
cristiano, il Negus. In effetti l'Etiopia è l'unico stato storicamente
cristiano in tutta l'Africa, anche se la religione professata è
quella copta. Era il re etiopico il celebre Prete Gianni? Marco Polo
nel '300 parlò a lungo di questa figura, ma si sa come le ricostruzioni
del viaggiatore veneziano possano peccare di inesattezze. Secondo
lui, Prete Gianni era sovrano di un regno che si estendeva in Siberia
e Tibet e i cui sudditi si chiamavano tartari. Fu sconfitto da Gengis
Khan e di lui non si seppe più nulla. In Occidente si diceva
appunto come già accennato che lo stesso imperatore mongolo
fosse cristiano, in nome delle sue conquiste. Chi affermò di
aver visto coi propri occhi quel regno fu l'inglese John de Mandeville,
un esploratore (ma sarebbe più corretto definirlo mistificatore)
che intorno al 1350 andava per l'Europa raccontando le mirabolanti
imprese del suo soggiorno… Mandeville è certamente un
uomo di fantasia e la sua opera sarebbe anche carina da leggersi se
non si affrontasse questo mistero da un punto di vista storico.
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| (A
sinistra) Gengis Khan assunse nell'immaginario collettivo europeo
il ruolo di un imperatore universale, onnipotente ma giusto
(benché fosse pagano). (Al centro) La regione pakistana a ridosso
del deserto del Taklamakan,
al confine con la Cina: è qui che si estendeva il regno
di Uighur. (A destra) Cavalieri Teutonici, alleati di Federico
II, attaccano avanguardie mongole nel XIII Secolo. Il pericolo
per la Cristianità proveniva anche dall'apparentemente amico
Prete Gianni, che sicuramente secondo il Vaticano era un eretico
nestoriano. |
E secondo noi le
possibilità di soluzione sono soltanto due. La prima è quella accettata
dagli storici come più probabile: il regno del Prete Gianni sarebbe
in realtà il regno di Uighur, un vasto
territorio che originariamente era situato nel Sinkiang, a ovest
del deserto di Gobi, in Cina; e che nel periodo di massima espansione
andava dal lago d'Aral alla Manciuria. Gli Uighur erano una stirpe
mongolo-tartara di religione buddhista che secondo alcuni studiosi
ad un certo punto si convertì al cristianesimo nestoriano, esattamente
come papa Alessandro III sospettava professasse il Prete Gianni.
I nestoriani sono in realtà la chiesa assira autonoma sviluppatasi
in un'area che andava dall'Irak alla Persia e dunque avrebbe potuto
benissimo entrare in contatto con la cultura Uighur: per cui il
Prete Gianni era senza dubbio il sovrano Uighur dell'epoca corrispondente,
ossia Yeliutashi, che governò dal 1126 al 1144. Foneticamente Yeliutashi
è abbastanza simile a Johannes, e dunque il problema pare essersi
risolto da solo… Ma ciò non toglie rilevanza alle motivazioni
interne europee che avrebbero portato all'invio di tale lettera
alle tre figure più potenti del XII Secolo. Motivazioni che solo
un ordine, che del mistero fa la sua bandiera, avrebbe potuto realizzare…
Ci riferiamo ai Templari,
con cui sicuramente gli Uighur ebbero contatti commerciali in Terrasanta.
Sul popolo tartaro-cristiano i monaci guerrieri potrebbero aver
innestato ad arte una storia arcana ben più complessa, allo scopo
di inviare un "messaggio" alla cristianità. La nostra tesi pone
l'accento sulle meraviglie presenti nel lungo elenco vantato da
Prete Gianni in prima persona e in particolare alla fonte della
giovinezza che ha fatto sognare tanti esploratori che invano l'hanno
cercata per i quattro angoli del globo, dall'Australia al Borneo
allo Yemen fino alla Florida…
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La fonte della
giovinezza descritta nella missiva giannea appare come un
preciso riferimento a quello che in epoca medievale si ascriveva
alla Pietra Filosofale. In realtà, l'immortalità sarebbe soltanto
simbolica: la "fonte", la "pietra" sono archetipi di un messaggio
di iniziazione il cui scopo, come nella massoneria moderna,
è l'illuminazione dell'alchimista. Un uomo che da materia
grezza e senza luce appunto si illumina di sapienza, di coscienza
di sé e dell'universo e automaticamente accresce la sua spiritualità
fino a diventare un uomo-dio. Un divino umano superiore a
cui tutti possiamo arrivare, così come tutti i viaggiatori
che raggiungono il regno di Prete Gianni possono bere a quella
fonte di giovinezza… Ma la strada è lunga e difficile,
a nostro avviso questo regno è una metafora del reame sotterraneo
di Agharti, ossia l'origine, la
fonte prima della carne e della sapienza!
Vista in questa ottica, Prete Gianni è come il Re del Mondo,
un re sacerdote che dispone di un potere fisico-temporale
e un potere spirituale assai più grande di quello stesso del
papa. Lo sprezzo con cui Alessandro III rispose alla lettera
non lascia adito a dubbi: il Vescovo di Roma vedeva la questione
su un piano prettamente materiale, utilitaristico e anche
pratico-ereticale (i nestoriali da convertire), dimostrando
di non cogliere il significato iniziatico del testo. Come
spesso avviene per i testi di iniziazione massonici, come
ad esempio "Il Flauto magico" di Mozart, il messaggio è diviso
su due livelli: un primo per il popolo ignorante, con una
storiella che lo stupisca e lo faccia divertire; un secondo,
occulto, per l'uomo colto in grado di comprendere il significato
appunto esoterico, nascosto, celato. Un significato potenzialmente
pericoloso, perfino eversivo. E in quel particolare contesto
storico qualcuno, forse i Templari, osò dire all'Europa "Cari
signori, la Terrasanta è perduta se non ritroviamo la via
della vera spiritualità, dell'immortalità vera, quella animica".
Il senso dell'Alchimia è lo stesso: ritrovare l'uomo e rimetterlo
al centro dell'universo, non per superbia, bensì perché quello
è il suo ruolo, perché l'illuminazione è il suo dovere.
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| (Sopra)
La Fonte della Giovinezza, meraviglia di Prete Gianni cercata
per tutta l'antichità e che potrebbe essere una metafora del
Santo Graal o della Pietra Filosofale. |
Negli articoli sulla Stregoneria
abbiamo sottolineato come la strega medievale che pratica magie e
benedizioni metta in pericolo il monopolio alla spiritualità
della Chiesa cristiana: ebbene, chi ha scritto la missiva di Prete
Gianni era consapevole di quella stessa grande forza interiore degli
uomini che consente a loro, a tutti loro, di benedire acqua e sale
senza mediatori nominati da istituzioni che si spacciano per sante
ma che fondamentalmente sono un'opera dell'uomo… Questo significava
il Prete Gianni: ma come sappiamo, nessuno diede troppo credito alla
faccenda. I pochi ambasciatori inviati morirono di stenti nel deserto:
e su quel regno, vero o metaforico, di meraviglie calò per
sempre il silenzio.
Lorena Bianchi
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(In
alto a sinistra) Una moderna ragazza Uighur: l'etnia Uighur
conta 12 milioni di persone e lingua e scrittura sono in teoria
tutelate nell'odierna Cina. Ma non mancano le discriminazioni
e le rivendicazioni indipendentiste (Sopra) Una chiesa etiope
a Tana: scavata nella roccia, è di forma cruciforme. L'Etiopia
rimase sempre cristiana-copta e in molti identificarono il regno
etiopico come quello di Prete Gianni. Tra questi, ci fu senz'altro
il negus Selassié (a destra) che durante la guerra coloniale
con l'Italia si definiva come il novello Johannes. (Sotto a
destra) L'attribuzione africana del regno è visibile anche in
questa incisione rinascimentale. (Qui a sinistra) Umberto Eco
nel romanzo Baudolino fa della ricerca del regno di "Prete Giovanni"
lo scopo del protagonista. In questo libro però Eco demonizza
pesantemente l'operato dei Templari, ridicolizzando anche l'epica
del Graal, come del resto aveva fatto nel precedente "Pendolo
di Foucault". |
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