| Se pensiamo
alle piramidi, vengono subito in mente le colossali costruzioni
egizie; un pensiero va anche alle
piramidi tolteche e maya del Messico, così come alle
strutture similari come le ziggurat della Mesopotamia. Un esame
più attento ci fa ricordare che piramidi esistono anche
in Nubia; gli esperti poi dissertano delle piramidi alle Canarie,
di quelle sparse nelle isole della Polinesia, nell'Oceano Pacifico,
i più informati conoscono persino piramidi in Cina e
Tibet, per tacere dei resti di quelle peruviane (e di quelle
marziane). Ma in Europa, finora, di piramidi non se ne erano
mai trovate… Ma è davvero così? Molti sardi
considerano il tempio di Monte d'Accoddi come una piramide sul
modello di quelle mediorientali, mentre strutture strane, sebbene
più piccole rispetto all'idea di piramide, sono presenti
in Sicilia, Calabria, persino Grecia. Per tacere della Piramide
Cestia a Roma, costruita certo in tempi recenti ma ultima superstite
di una folta schiera di tombe in stile egizio con questa forma
che adornavano la Città Eterna. Mettendola così,
la scoperta effettuata per caso nel 2005 delle piramidi di Bosnia
sembrerebbe un fatto quasi scontato, in quanto, a detta dei
cosiddetti "esperti", la forma a piramide è
quella più consona nella realizzazione di un tempio,
perché solida e robusta nonché facile da costruire.
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| (Sopra)
Il profilo di Visocica Hill, a Visoko, in Bosnia. La forma innaturale
e il ritrovamento di un rivestimento, unita alla presenza di
gallerie interne e a strutture similari nei dintorni hanno fatto
affermare a numerosi scienziati che si tratti di una montagna
modificata artificialmente per assumere la forma di una piramide. |
Secondo questi soloni, tutti i popoli della Terra conoscevano
l'architettura a piramide perché è presente naturalmente
nel pensiero umano… Ma quando ci si accorge delle dimensioni
colossali della più grande piramide del pianeta, la Sunca Pyramid
di Visoko, ci si rende conto che chi la costruì pensava in
modo non umano, perlomeno non nei canoni a cui siamo abituati oggi.
Le Piramidi di Bosnia infatti rappresentano una di quelle rivoluzioni
epocali in grado di demolire teorie stupide e obsolete come quelle
che contraddistinguono l'Archeologia moderna. Sì, perché
l'idea che uomini primitivi possano aver edificato simili opere è
impensabile per l'Uomo di Scienza, troppo teso a non screditare il
suo nome in tesi pericolose perché disturbanti l'ordine precostituito,
o anche solo l'idea religiosa del passato dell'Umanità. Eppure,
le piramidi di Bosnia, situate nella zona di Visoko, una città
di 46mila abitanti a 30 km a sud di Sarajevo, sono vere e secondo
studi effettuati con il Carbonio 14, risalenti alla più remota
preistoria: 35mila anni fa! Secondo Samir Osmanagic, l'archeologo
bosniaco trapiantato negli Usa che ha effettuato la scoperta, probabilmente
le costruzioni sono più recenti, 14000 BCE, in linea con quanto
affermato da noi di Sator ws per i monoliti italiani del Monte
San Martino, a Piacenza. Ma il problema della costruzione di tali
piramidi assume un connotato importante quando si osserva come sono
fatte. Innanzitutto, parliamo della prima Piramide, detta appunto
Sunca, del Sole, oppure Visocica Hill: una vera montagna alta 220
metri e con i quattro lati che ne misurano 365, inclinati con angoli
a 45°. Osmanagic, un ex dissidente del regime di Tito emigrato
a Houston, negli Stati Uniti, ma nativo della zona, la scoprì
ufficialmente come detto nell'agosto 2005, sebbene da anni, assieme
al padre, avesse elaborato questa teoria. Teoria che ufficialmente
nasce in verità nel 1982, quando uno storico jugoslavo, il
prof. Senad Hodovich, teorizzò per la prima volta che quella
strana collina che sovrastava Visoko avrebbe potuto essere una piramide,
vista la forma peculiare non naturale: gli angoli a 45° sono presenti
solo in artefatti umani oppure nei vulcani e Visocica Hill non è
certo un vulcano! Il regime jugoslavo, al potere a quei tempi, negò
la divulgazione della teoria, e si dovette attendere quasi un quarto
di secolo per la conferma di questa possibilità.
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| (Sopra,
a sinistra) La Visocica Hill, ribattezzata "Sunca Pyramid",
Piramide del Sole, domina la cittadina di Visoko e non è difficile
pensare come la struttura potesse avere una funzione di culto
per gli antichi abitanti della regione. Visoko si trova in una
regione della Bosnia da sempre strategica, crocevia di traffici
commerciali fin dalla più remota antichità. (Al centro) La Sunca
Pyramid mostra lati ed angoli retti impensabili in natura, specialmente
in un'area fortemente temperata e soggetta a piogge e nevicate
e dunque ad una forte erosione. (A destra) Anche nel passato
la collina di Visocica era stata valutata come una montagna
modellata a piramide, ma il regime comunista aveva impedito
ulteriori studi. |
La particolarità
della Sunca Pyramid è la forma: è una struttura costruita sopra
la collina cottostante ed è sovrapponibile in scala all'analoga
Piramide del Sole di Teotihuacan in Messico. A ciò si aggiunga una
vetta piatta, quasi un santuario, e una serie di gallerie interne.
Le altre due, quella della Luna e quella del Dragone, sono di poco
più piccole, comunque più imponenti di quelle egizie (la Piramide
di Cheope raggiunge i 149 metri,
superata di poco da quella di Chefren che però è strutturalmente
più piccola e posta su un rilievo che la posiziona più in alto).
Le tre piramidi sono alte da lati con angoli a 60°, il che indica
che sono i vertici di un triangolo equilatero. Ma a quanto pare,
da rilievi satellitari si deduce che esistono altre due strutture
all'interno di questo triangolo e quindi emerge un complesso sacrale
con funzioni magico-religiose. In teoria, complessivamente Visocica
Hill è alta 650 metri, un'altezza paragonabile alle piramidi marziane!
Ma appunto la particolarità di Visoko è che le sue piramidi sono
solo parzialmente montagne, sono un'estensione delle montagne di
cui costituiscono una modellazione. In pratica, forse i costruttori
del luogo modellarono le colline intorno a Visoko dando a esse,
in cima, un aspetto piramidale. Così le piramidi di Bosnia sono
in realtà colline naturali probabilmente scavate sui quattro lati,
orientati perfettamente secondo un asse nord-sud ed est-ovest. Gli
uomini che le idearono scavarono le parti in eccesso delle montagne,
ricoprendo le parti concave di massi di arenaria e rivestendo gli
ultimi duecento metri verso la vetta di blocchi di calcare delle
dimensioni di circa 2,5 metri x 2. I blocchi sono uniti tra loro
da uno strano cemento di sabbia e argilla già ritrovato in altre
località e che sembra avere delle similitudini, a detta degli esperti
egiziani inviati sul posto, con il cemento estremamente fine ritrovato
tra i blocchi di calcare della Piramide di Cheope e in altre costruzioni
coeve. Si tratta quindi di un complesso naturale modificato dall'Uomo,
secondo uno schema già visto in altre pseudo-piramidi artificiali
italiane, come quelle di Montevecchia, in provincia di Lecco, e
a Pontassieve, vicino a Firenze. In queste località si possono ammirare
strutture disposte in modo simile ai monumenti di Giza, posizionate
secondo l'allineamento con le stelle della Cintura di Orione (o
della Costellazione del Cigno). La
mano dell'Uomo è presente nella lavorazione dei lati, modellati
analogamente a Visoko per riprodurre una forma piramidale, ma a
quando sembra senza una concreta traccia di rivestimento, se si
eccettuano alcuni massi monolitici presenti su uno dei tre rilievi
di Montevecchia. Ma in assenza di scavi archeologici e di studi
ufficiali, non si può confermare la similitudine, anzi è
assai probabile la naturalità delle colline. Invece in Bosnia
si percepisce chiaramente la traccia artificiale, in quanto centinaia
e centinaia di blocchi megalitici, pesanti ciascuno oltre 30 tonnellate,
sono stati ordinatamente disposti lungo le pendici del monte a protezione
del luogo. In aggiunta ai ritrovamenti archeologici, il satellite
Aster della Nasa ha effettuato uno scanner nella banda dell'infrarosso
della zona, scoprendo che il terreno non è compatto ma presenta
numerosi cunicoli e massi di origine certamente artificiale.
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| (Sopra)
I lati della Visocica Hill sono completamente rivestiti di lastroni
in calcare e arenaria per circa duecento metri a partire dalla
vetta. Si tratta di massi di due-tre metri di lunghezza e del
peso di 30-40 tonnellate: veri megaliti che pongono inquetanti
domande su come siano stati collocati sul posto, in mancanza
di attrezzature e macchinari moderni. (Sotto, a sinistra) Oltre
ai lastroni sulla Sunca Pyramid sono state rinvenute altre strutture,
come nicchie e gradoni (al centro) che fanno pensare a una possibile
similitudine con le piramidi precolombiane. (A destra) Alcuni
lastroni sono realizzati in un'ardesia particolare dal colore
ocra. Da sottolineare come l'ardesia abbia un notevole peso,
superiore al calcare, che rende questi massi ancor più difficili
da sollevare dei corrispettivi egizi. |
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Oggi le piramidi
di Visoko appaiono come colline, coperte come sono da alberti e
vegetazione. Tuttavia lo strato di terreno che le ricopre è profondo
appena dai 15 ai 50 cm e la flora presente non ha grandi apparati
radicali, ma solo radici superficiali, essendo il terriccio sottostante
"bloccato" dalla presenza del rivestimento. Semir Osmanagic è certo
della sua teoria: la posizione legata ai punti cardinali e l'allineamento
particolare con alcune stelle e costellazioni tipiche (Sirio, il
Cigno, Cassiopea,
l'Orsa Maggiore, tanto per fare alcuni nomi) sono indizio che Visoko
era un luogo sacro, sede di un'area di culto di quell'Antica Religione
che ormai troviamo un po' dappertutto. Analisi effettuate con sensori
sensibili alle variazioni magnetiche hanno rivelato un'intensissima
attività, tipica di tanti luoghi sacri che sembrano catalizzare
l'energia sotterranea del pianeta. A Visoko queste energie sono
estremamente forti, in grado di provocare mal di testa e svenimenti
ai ricercatori. Simili sensazioni, lo ricordiamo, sono percepibili
spesso nelle Porte Coeli disseminate
in alcune chiese di origine templare. Queste considerazioni sono
costate care all'archeologo bosniaco, in quanto la comunità scientifica,
estremamente ostile a qualsiasi scoperta che esca dalla sua ortodossa
sicurezza, ha tacciato Osmanagic di essere un adepto New Age più
che un ricercatore. Dal canto nostro possiamo confermare che un
enorme numero di siti megalitici presenza fenomeni magnetici strani
e che tutte le apparizioni mariane, gli Ufo e le visioni di entità
sovrannaturali possono essere ricondotte alle Earth
Lights, le sfere di luce emesse dalla crosta terrestre in punti
particolari del campo magnetico terrestre. In pratica, il luogo
in cui si manifestano queste energie è veramente sacro, perché tali
energie hanno effetti benefici e curativi sull'essere umano (ad
esempio sulla fertilità). Semir comunque non pare curarsi delle
critiche feroci e gratuite che vengono dalla comunità accademica
e anzi nel 2006 ha effettuato anche la scoperta dei cunicoli interni
sotto la Sunca Pyramid, che confermano definitivamente la mano umana
nella realizzazione di questo complesso. L'esplorazione di queste
gallerie artificiali scavate nel ventre della montagna sono ancora
in corso, tuttavia quel che si può affermare con certezza è che
si tratta di una forma di scavo assai simile a quella da noi notata
nell'area degli scavi archeologici di Cuma, nel famoso Antro
della Sibilla. Le pareti di arenaria sembrano raschiate da uno
strano apparato, evidentemente i costruttori non utilizzarono picconi
e scalpelli per forare la montagna ma impiegarono qualche altro
dispositivo ancora non identificato. Lo schema delle gallerie è
ancora provvisorio, comunque si estende senza dubbio per centinaia
di metri all'interno del sottosuolo. Si tratta di gallerie perfettamente
areate, in quanto anche sul fondo dei pozzi è possibile trovare
aria fresca. Evidentemente vi deve essere un sistema di ricambio
dell'aria basato su pozzi di aerazione sul modello di quelli della
Piramide di Cheope, e il fatto desta ancor più stupore. Ma a noi
di Sator ws, abituati a vedere tracce di porte trapezoidali un po'
ovunque nel mondo, stupisce ancor di più scoprire come la sezione
della galleria non sia circolare ma di questa forma peculiare a
trapezio così importante nell'Antichità.
L'altezza di tre metri circa poi è un indizio di una certa facilità
di realizzazione, quando appunto un popolo primitivo, alle prese
con attrezzi in pietra nonché con carenze alimentari e di manodopera,
si sarebbe limitato a innalzare il soffitto ad un'altezza di due
metri, ovvero l'altezza standard delle porte e delle gallerie attuali.
Che senso avrebbe avuto farle alte tre metri?
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| (Sopra,
a sinistra) La scoperta di tunnel e gallerie scavati dall'uomo
preistorico sono una scoperta recente a Visoko. Si tratta di
canali artificiali che raggiungono i tre metri di altezza e
che si diramano all'interno della montagna. Similarmente a quello
che si trova nella Piramide di Cheope a Giza, anche qui ci sono
canali di aerazione (al centro) e una forma che abbiamo trovato
in altri luoghi nel mondo: la sezione a trapezio. (A destra)
nella mappa dei cunicoli, si può vedere come questa forma caratterizzi
praticamente tutte le parti delle gallerie. Una "firma" dei
costruttori? |
Questa complessità
generale della lavorazione delle gallerie e dei rivestimenti ci
fa riflettere. Sicuramente il luogo è megalitico e rientra appieno
nei santuari dedicati alla Dea Madre e al suo Sposo Celeste, una
coppia modellata sull'archetipo della Dea Iside e del Dio Osiride
dell'Antico Egitto. Ma chi abitò queste zone? E perché Osmanagic
e gli altri ricercatori ipotizzano una data di realizzazione tanto
arretrata? Sul chi costruì queste strutture, è stato avanzato il
nome degli Illiri, che popolarono gran parte della penisola balcanica.
Gli Illiri, strenui avversari di Roma, sono una popolazione di origine
indoeuropea ma non celtica che si stanziò nella penisola balcanica
a partire dal 1000 BCE. Sebbene Osmanagic in un primo momento pensò
che fossero questi i costruttori di Visocica Hill, è chiaro che
non si può trattare di un popolo emigrato dalle steppe asiatiche,
ma di una popolazione di probabile origine pre-indoeuropea (almeno
da un punto di vista culturale) che ha lasciato tracce in tutto
il bacino del Mediterraneo in un'epoca antecedente l'ultimo scioglimento
dei ghiacci. Le analisi dei geologi dell'Università di Tuzla e degli
specialisti in sedimentologia, mineralogia e petrografia di molte
altre università nel mondo, hanno infatti messo in rilievo il fatto
che le rocce presentano le tracce di un periodo di immersione nell'acqua;
per tale motivo questi studiosi ritengono che la Piramide del Sole
non possa essere più recente del 12000 BCE. Sulle altre due strutture
i dati sono più incerti, ma il complesso non può essere stato edificato
in tempi successivi.
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A
venire in aiuto dei ricercatori vi è un frammento di legno rinvenuto
in fondo a una delle gallerie sotterranee. Queste gallerie furono
scoperte per la prima volta dai soldati bosniaci durante la
Guerra Civile del 1993-1995 e utilizzate come deposito di armi,
senza comprenderne l'importanza storica. Immediatamente dopo
la guerra furono dimenticate, fino alla riscoperta da parte
del team di studio di Osmanagic. Vi fu quindi una contaminazione
dall'esterno da parte dei soldati, ma è possibile verificare
attraverso il Carbonio 14 quali tracce siano antiche e quali
contemporanee. Il frammento di legno ritrovato
da Osmanagic, secondo quando rivelato in una conferenza internazionale
tenutasi a Visoko nell'agosto 2008, mostrano la strabiliante
data del 35000 BCE e la cosa forse non stupisce chi è studioso
di miti e leggende antiche, in quanto corrispondente alla datazione
descritta dallo storico egizio Manetone nel III Secolo BCE relativa
alla fondazione del regno egiziano. Secondo Manetone, a quel
periodo risale la fondazione del Governo degli Dei iniziato
secondo i documenti egizi 36525 anni fa. Gli Dei governarono
per 13900 anni, seguiti da Semidei e Spiriti dei Morti che governarono
per altri 11025 anni, per un totale di 24925 anni, quasi un
intero ciclo di precessione degli equinozi. Inoltre a 30mila
anni fa risale l'estinzione dell'Uomo di Neanderthal
e la contemporanea ascesa del Homo Sapiens Sapiens versione
Crô-Magnon, ovvero il prototipo dei popoli pre-indoeuropei più
antichi. La questione delle Piramidi di Bosnia comunque rimane
in gran parte oscura. Un apposito ente, la "Bosnian Pyramid
of the Sun Research Foundation", è stato creato per tutelare
e studiare questo sito archeologico, mentre l'Unesco, la Commissione
Europea per i Beni Culturali e il Fondo Mondiale per la Protezione
dei Monumenti si stanno interessando ad un'eventuale intervento
di salvaguardia di questo patrimonio culturale che arricchisce
ogni persona presente sulla Terra. Come abbiamo visto la Scienza
ufficiale si scaglia ferocemente contro Osmanagic e se da un
lato il Governo Bosniaco, attraverso il Ministero del Turismo,
è entusiasticamente possibilista in merito all'artificialità
delle colline, dall'altro un gruppo di 21 scienziati bosniaci
si è detto fortemente contrario agli studi nella regione di
Visoko, accusando Osmanagic di aver riciclato le lastre tombali
di una necropoli medievale come lastroni di rivestimento della
piramide. |
| (Sopra)
Una scoperta recentissima e importante: il vertice di un modellino
di piramide, coperto di iscrizioni e datato intorno al 5000
BCE. (Sotto) All'interno delle gallerie sono state trovate queste
scritte graffite su una parete. Assomigliano a delle lettere
runiche: si leggono una laguz, una tiwaz e una fehu. Un'altra
tiwaz è posta inferiormente. |
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Dal canto nostro possiamo dire che queste critiche
sono immotivate e facilmente confutabili in un confronto dialettico,
che guarda caso gli scienziati tradizionalisti sembrano sempre paventare.
Le Piramidi di Bosnia non sono un unicum, ma esistono, anche sotto
i nostri occhi probabilmente, decine e decine di piramidi coperte
di alberi e cespugli che aspettano di essere riportate alla luce.
L'esempio dei templi maya del Messico, sepolti dalla giungla equatoriale,
sono emblematici di quanto ancora il nostro pianeta ci nasconde.
Lorena Bianchi
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| (Sopra,
a sinistra) La Sunca Pyramid vigila da millenni su Visoko: oggi
la montagna artificiale è diventata una star, simbolo del nuovo
Stato Bosniaco e l'Unesco sta pensando di dichiararla Patrimonio
dell'Umanità. (Al centro) Semir Osmanagic, lo scopritore delle
piramidi di Bosnia, è divenuto a sua volta un importante conferenziere
e ricercatore indipendente, pur se subisca quotidianamente furiosi
attacchi da parte della comunità scientifica più oscurantista.
(A destra) La Piramide della Luna è molto meno clamorosa e studiata
del complesso di Visoko, per tacere di quella del Dragone che
manca perfino di foto di qualità. Ma la ricerca di questo sito
archeologico è appena agli inizi e nuove scoperte non traderanno
a giungere. |
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