Perperikon: il Tempio inciso nella roccia
In Bulgaria un'incredibile montagna scavata dall'Uomo venne usata fin dalla Preistoria come santuario megalitico: il segno di una comune ancestrale cultura balcanica stanno emergendo poco a poco dal remoto passato
La regione Balcanica da un po' di tempo a questa parte si sta rivelando uno dei luoghi in Europa più ricchi di stupefacenti ritrovamenti archeologici megalitici risalenti alla preistoria. Lo abbiamo già visto con la recente scoperta dell'immenso complesso piramidale di Visoko in Bosnia; ma chissà per quale motivo (anche se lo immaginiamo) tutto questo viene volutamente ignorato dalla Scienza, soprattutto quella occidentale, e molto spesso attaccato con ferocia dagli archeologi. Non vi è ormai più alcuna ombra di dubbio che le piramidi di Visoko siano una colossale opera artificiale, questo grazie anche ai numerosi ritrovamenti di manufatti che ancora oggi stanno venendo alla luce dalle gallerie sottostanti ai monumenti.
Sempre nella regione balcanica esiste un altro luogo, in Bulgaria, conosciuto da tempo ma mai neanche accennato dall'archeologia ufficiale; questo luogo è Perperikon, conosciuto anche come Hyperperakion, situato a est della catena montuosa del Rhodopi a circa 15 chilometri dalla cittadina di Kurdzhali, vicina al fiume Perperishka. Si tratta di un ritrovamento archeologico, secondo le stime di origine Tracia, di notevoli dimensioni, il più vasto finora trovato nei balcani, posto su una collina rocciosa a 470 metri di altezza. Il sito megalitico di Perperikon è interamente scavato nella roccia della montagnola, dove è possibile vedere centinaia di coppelle, vasche, grotte, sedili intagliati nelle pareti, poggi, un impressionante altare tondo di quasi due metri di diametro e perfino scalinate. I massi sono ricoperti di pitture e graffiti di corpi umani, e figure geometriche simboliche. Ovviamente pensiamo che si tratti di un luogo sacro, di un antico santuario megalitico. Le prime tracce umane documentate dall'Archeologia ufficiale in quest'area risalgono a settemila anni fa in piena epoca preistorica, ma certamente i megaliti sono risalenti al Pleistocene. E vedendo i ritrovamenti di vari oggetti, utensili e di lavorazione delle pietre, non sembra affatto di trovarsi di fronte a gente primitiva come abbiamo spesso fermamente affermato riguardo a opere colossali, ma piuttosto a persone con grandi capacità intellettive in grado di intagliare una montagna! Tra gli archeologi c'è chi afferma allora che le prime tracce di civiltà che operarono sulla collina risalgano all'Eta del Bronzo, mentre altri pensano che siano molto più recenti, cioè all'Età del Ferro, perché secondo gli studiosi non può esistere nulla di evoluto prima del 2000 BCE. Di certo non potrebbe essere possibile scalfire la roccia con strumenti di bronzo, questi si piegherebbero sotto i primi colpi di scalpello.
(Sopra) Una vista della cima della collina di Perperikon, che rivela la parte più antica del santuario, con coppelle, massi megalitici e intagli nella roccia. I blocchi più piccoli sono più recenti. (Sotto) Vista dall'alto dell'acropoli.
Ma anche col ferro non si arriverebbe molto lontano se pensiamo a quanto enormi siano le parti scavate e i tagli che talvolta attraversano per decine di metri la collina. Se si ha la fortuna di trovarsi sul luogo a visitare il complesso si possono chiaramente notare i tagli netti di alcune nicchie, come se fossero stati "segati" a colpi di modernissime ed imponenti seghe a motore con punte diamantate; lo stesso vale per le pareti perfettamente levigate come da una fresa attuale, ma l'idea di gente evoluta nel passato provoca sempre una rabbiosa reazione da parte dell'archeologia accademica. Ci si ostina a credere che prima dei Romani il mondo quasi non esisteva e a considerare i nostri antenati che innalzarono pietre colossali come orribili esseri animaleschi e privi di intelligenza, ma oggi sappiamo che sicuramente non è cosi. Allora si arriva solitamente a trarre la conclusione che monumenti di questo tipo non siano più vecchi di due o tremila anni al massimo. Comunque sia anche se fossero vecchi meno di mille anni i megaliti e le coppelle di tutto il mondo non avrebbero potuto essere stati lavorati con scalpellini a forza di braccia. Pensiamo dunque che, probabilmente, le antiche conoscenze furono poi tramandate ai popoli successivi: allora certamente possiamo credere che anche in epoche posteriori si è potuto continuare a portare avanti quel sapere poi dimenticato con l'avvento del potere del Patriarcato che portò all'oscurantismo. Un sapere che si è ritrovato ad esempio nell'edificazione delle Cattedrali Gotiche. Questi uomini primigeni conoscevano alla perfezione anche l'Astronomia, le leggi matematiche che regolano il moto dei pianeti e delle stelle. Grazie a tutto ciò riuscivano a sapere quando seminare o a prevedere eventi naturali, perché legati fortemente alla terra e quindi ancora una volta connessi al culto ancestrale della Dea Madre Terra. Le evidenze archeologiche di tale culto, oltre ad essere quello legato a rituali legati alla terra sono ancora una volta il simbolo del Trapezio. Ciò che più impressiona osservando il sito di Perperikon, oltre al santuario megalitico, sono infatti le miriadi di nicchie tutte della stessa misura, di forma trapezoidale intagliate perfettamente sulle pareti verticali della montagna a picco a circa 400 metri di altezza!
(Sopra, da sinistra) Innumerevoli nicchie a forma di trapezio, dal simbolismo legato in modo inequivocabile alla Dea Madre, si stagliano sulle pareti verticali della montagna sacra. Notare la difficoltà di realizzazione sulle pareti a strapiombo. (A destra) Anche la miniera di Gasak mostra la forma inconfondibile del trapezio e potrebbe essere originariamente una galleria votiva sullo stile dell'Antro della Sibilla di Cuma: solo in epoca romana fu usata per l'estrazione di minerali. (Sotto) La profondità ridotta delle nicchie ne impedirebbe un uso funebre: resta quindi il mistero sulla loro funzione, anche in virtù del loro allineamento.
Certamente osservandole, la prima domanda che viene in mente è: come sono riusciti gli antichi a letteralmente tagliare la roccia su uno strapiombo a picco? Come riuscivano ad arrampicarsi fin lassù e soprattutto a quale scopo? Probabilmente si tratta di tombe, ma è strano che siano poste in verticale e a tale altezza. Proprio come ad esempio i pozzi sacri in Sardegna e a Cuma nell'Antro della Sibilla, i riti di fertilità e di purificazione vi si svolgevano regolarmente oltre che a trasmettere ai partecipanti quelle energie legate a questi luoghi geomagnetici, connessi anche alla "forza" delle stelle; in questi siti i popoli antichi riuscivano a percepire le correnti magnetiche terrestri e a edificare megaliti anche a scopi curativi e non a commettere sacrifici come stupidamente si afferma da sempre solo per gettare fango su una civiltà forse un po' troppo scomoda per gli accademici più conservatori. La forma del Trapezio inoltre rappresentava l'anatomia sessuale femminile da cui nasce la vita, e quindi ecco perché come si vede se si guarda dall'alto soprattutto la geometria dei pozzi di Sardegna, il disegno in generale riproduce l'organo riproduttivo femminile nella sua interezza. La Madre Terra così veniva vista come la nostra madre, colei che ci nutre e da cui siamo nati. La donna quindi veniva onorata e rispettata in tutti i sensi, pari a una dea, la quale molto spesso era il capofamiglia in una società civilizzata già migliaia di anni fa.
(Sopra) Una delle vasche presenti sul sito di Perperikon, che contiene dell'acqua piovana. E' molto probabile che si trattasse di vasche legate ai riti di fertilità o di purificazione, usate in epoca romana come tombe. (A destra) La forma peculiare delle vasche è infatti originariamente concepita per trattenere l'acqua e ciò escluderebbe un loro utilizzo funerario.
Da qui si capisce il perché della distruzione di questi popoli e del loro culto da parte di civiltà guerriere che portavano avanti il Patriarcato, e dell'ostinazione che ancora oggi persiste, tentando di nascondere, calunniare e sopprimere la vera storia.
Certamente questa non è solo una nostra affermazione o una nostra personale teoria, oggi esistono tanti ricercatori seri di mente aperta che alla luce di nuovi ritrovamenti e nuovi studi che sono arrivati alla stessa conclusione. Uno di questi è Paul Gendrop, professore di ricerche di architettura dell'Università Nazionale di Città del Messico e docente di arte e archeologia dell'Università di Parigi, nonché autore di diversi libri sulle culture antiche mesoamericane. Il Professor Gendrop asserisce che alcuni autori identificano anche nella cultura Olmeca e in altre antiche popolazioni mesoamericane "…Si riconoscono in alcune figure gli attributi della Dea Madre divinità della terra associate al culto delle grotte" - culto come visto professato ovunque esistano grotte scavate con megaliti - "e luoghi sacri che simbolizzano bocche aperte attraverso le quali si accede nel mondo sotterraneo…". Anche per quanto riguarda le capacita costruttive degli antichi egli parla delle loro "...straordinarie imprese, persino capaci di mutar forma alla vetta delle montagne, costruendo gigantesche spianate artificiali ed erigendo edifici colossali in pietra!"
Perperikon è uno di questi esempi, un luogo davvero straordinario nelle sue dimensioni e nella sua bellezza, ma dubitiamo che sia di origine tracia dal momento che secondo gli studi la civiltà dei Traci risale solo al 500 BCE.
(Sopra, a sinistra) Le scale intagliate nella roccia che salgono a Perperikon sono molto erose e denotano una notevole antichità. (Al centro) Notare le coppelle orizzontali che delimitano il bordo della scala, forse utilizzate come illuminazione del percorso. (A destra) Le rovine greche sono molto più recenti e si distinguono nettamente da quelle più antiche megalitiche. (Sotto, a sinistra) Una bellissima vasca quadrangolare in cui, attraverso l'acqua versatavi, si rifletteva il cielo. (Al centro) Massi megalitici tagliati da misteriose spaccature, realizzate secondo la tradizione popolare dalla spada del paladino Orlando. (A destra) Un'altra vasca circolare, di minori dimensioni rispetto alla precedente: anche qui si pensa servisse per "portare il cielo sulla terra".
Ovviamente quelle che si vedono sono costruzioni preistoriche; anche se i Traci sono anch'essi di stirpe Indoeuropea come il popolo che li precedette a Perperikon, è quasi sicuro che chi eresse il santuario megalitico fosse di stirpe Cro-Magnon, probabilmente imparentato con i Liburni che popolarono certamente l'Istria e la Dalmazia. Si pensa che l'oracolo che si trova in cima alla montagna sacra sia dedicato alla divinità tracia Zagrey, l'equivalente al Dioniso dei Greci e al dacio Zalmoxis, Dio di resurrezione, morte e vita, connesso al cielo. Comunque il sito fu utilizzato come tempio sacro per millenni, fin dentro l'epoca classica. A Perperikon si notano infatti al di sopra dei massi ciclopici, altre costruzioni in mattoni di dimensione notevolmente inferiori e dunque più recenti, proprio come accadde a Machu Picchu in Perù, dove le capanne costruite con piccoli sassi dagli indios sono poste sopra gli enormi massi edificati dalla cultura che li precedette millenni prima. E' evidente la ragguardevole similitudine di lavorazione tra culture apparentemente diverse e lontane tra loro, ma che entrambe fanno pensare a opere e caratteristiche non convenzionali e appartenenti a culture conosciute. Successivamente molti altri popoli invasero la zona tra cui i soliti Romani, costruendo una fortezza intorno alla collina, all'interno della quale trovano posto templi e quartieri residenziali.
Esattamente ai piedi della collina rocciosa invece, c'è il villaggio di Gorna Krepost, in bulgaro "castello in cima"; non è un caso il nome del luogo, così come il significato. Di solito da ciò che si è potuto verificare in luoghi simili a questo, è la presenza sul monte stesso o di uno adiacente, di una fortificazione alto-medievale sulla sommità. La presenza di tali fortezze presenti in posti simili a questo, indica che nel Medioevo "qualcuno" era a conoscenza o per meglio dire portava avanti questo sapere antico ed eretto in questi siti simili roccaforti. Questo significa che certamente la zona è ricca di energie telluriche e magnetiche, anche a causa della presenza di rocce ricche di quarzite come l'arenaria, come ad esempio la montagna in arenaria di Montserrat in Catalogna, sede del santuario della Madonna Nera, conosciuta come "La Moreneta". Ciò significa che questi particolari rilievi furono scelti dagli antichi come luoghi sacri, proprio grazie alle particolarità e alle proprietà delle rocce; cioè queste emanavano energie naturali, che ancora oggi sono fortemente percepibili anche con l'ausilio di magnetometri. Queste si manifestavano anche visivamente soprattutto in particolari condizioni climatiche, attraverso sfere di energia o di luce come ad esempio quelle che conosciamo come "Foo Fighters" o fulmini globulari, che di solito sono di forma sferica o ellittica. Si tratta di forme di energia magnetica, forse plasma, che grazie alle proprietà piezoelettriche del quarzo contenuto nella roccia, scaturiscono da questa e dal suolo, a volte volando via linearmente, altre volte schizzando in modo irregolare. Queste si identificano con le cosiddette apparizioni mariane o per qualcun'altro di avvistamenti Ufo. La sacralità di questi monti è arrivata fino ai giorni nostri, ed è per questo che nel Medioevo stesso furono in seguito costruite chiese su luoghi già sacri e precedenti santuari, pensando che tali fenomeni fossero di origine divina, e per sostituire il vecchio culto con il nuovo nel tentativo di sradicarlo.
(Sopra) Le incredibili scale intagliate nella roccia portano simbolicamente al cielo e alle stelle, indicativo del legame che univa i popoli antichi al mondo superiore.
Come accade ad esempio a Lourdes, celebre per l'apparizione della Madonna, oggi si sa che è un luogo fortemente energetico, carico di magnetismo terrestre; qui fin dalla preistoria gli uomini sapevano delle proprietà curative di queste forze telluriche e di consequenza l'acqua che vi sgorgava da quelle rocce cariche di magnetismo, era resa un eccellente mezzo per guarire da ogni tipo di infermità. Pellegrini continuano ad affollare il luogo "sacro" da millenni, ben da prima di quando ebbe luogo la cosiddetta Apparizione Mariana nel XIX Secolo che altro non era che un globo di plasma elettromagnetico scaturito dalle rocce e scambiato per una luminosa immagine sacra. Ovviamente il tutto fu inglobato sincretisticamente ancora una volta nel Cristianesimo, non riuscendo in alcun modo a sradicare il precedente culto della Dea Madre professato fino ad allora dai popoli antichi. Anche la Bulgaria fu nel Medioevo luogo di molteplici apparizioni mariane.
(Sopra, a sinistra) Una ricostruzione di come dovrebbe apparire agli occhi di un testimone la fuoriuscita dal terreno di una Earth Light. (Al centro) Le sfere luminose di Hessdalen, in Norvegia: questi fenomeni naturali, spesso scambiati per Ufo, sono associati invece spesso a luoghi megalitici come Perperikon. (A destra) I picchi di arenaria di Montserrat, in Catalogna, mostrano sovente luci misteriose che si muovono veloci: anche in questo caso si può parlare di Earth Lights.
Ciò che più incuriosisce di Gorna Krepost è sicuramente la presenza di una torre ottagonale che è parte della fortezza medievale, costruita con grandi blocchi di pietra rettangolari. La questione è interessante perché abitualmente costruzioni medievali simili, di pianta ottagonale ricordano la simbologia della cultura dei Cavalieri Templari. I Templari, che erano i custodi dei segreti e delle conoscenze di un lontano passato, portavano avanti le simbologie appartenute ad antichi popoli perduti. Emblema di gente che professava una Religione Primigenia e di cui proprio i Templari furono i custodi e i portatori nel corso dei secoli e per questo sterminati dall'Inquisizione. Infatti non è un caso che i Templari avessero sedi e commanderie in tutte quelle città e regioni caratterizzate da una forte presenza megalitica, legata all'antica religione. Segno della conoscenza da parte dei Cavalieri del Tempio di tradizioni ancestrali connesse alle energie che scorrono all'interno del nostro pianeta. Non è sicuro se i Cavalieri del Tempio operarono anche da queste parti, in quanto l'area era di "appartenenza" dei loro rivali Cavalieri Teutonici, ma vista la sacralità del posto e particolari simbolismi, ci fa pensare che una loro visita ci sia stata.
A Perperikon la presenza di queste energie faceva sì che il luogo fosse sacro per chi lo frequentava, migliaia di anni fa, usandolo sia per scopi astronomici, sia per quelli religiosi e curativi, similmente a come accadeva in altri posti megalitici conosciuti in Europa: Stonehenge, Carnac in Bretagna, il Musiné, la Sardegna ed altri in Italia.
E' importante comunque far conoscere siti come Perperikon e altri presenti in questa parte del mondo della regione balcanica, purtroppo non sono mai stati resi pubblici dall'archeologia occidentale forse un po' anche per razzismo, per invidia o altro, come è già successo per le piramidi di Bosnia, si aggiungerebbe così un altro importantissimo tassello della lunghissima storia occultata del nostro pianeta.

Antonella Verdolino

(Sopra, a sinistra) La veduta dal basso del fianco della montagna di Perperikon mostra, come in altri casi, pareti erose con una moltitudine di grotte e anfratti naturali e artificiali. Notare anche in questa foto la presenza dei trapezi affiancati. (A destra) La vetta di Perperikon mostra ancora analogie con siti similari: si riscontra ancora il simbolismo delle scale scolpite nella roccia che salgono verso il cielo. Un riferimento alle Portae Coeli?

 

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