| In questi
mesi Sator ws ha affrontato spesso il tema delle Madonne Nere
e dell'esistenza di un'antico culto risalente all'Egitto faraonico
e perdurato con fasi alterne fino all'inizio del XX Secolo.
Un culto che si rifà al concetto egizio della Dea Iside,
madre del "salvatore" Horus, un concetto che ha pesantemente
condizionato la religione cristiana e che ha influenzato, in
epoca medioevale tanto l'opera dell'Ordine dei Templari quanto
i costruttori delle stupende cattedrali gotiche. La Madonna
Nera dunque non sarebbe Maria madre di Gesù, ma Iside
(anzi, per l'esattezza la sua personificazione Hathor) con in
braccio il bambino solare, Horus. Non a caso Gesù viene
sempre ritratto nei dipinti medievali con un'aureola crociata,
una croce patente solare che in Egitto e successivamente nell'Impero
Romano fu associata alla figura del dio con la testa di falco,
affine al dio solare per eccellenza, Ra. Croce che simboleggiava
i punti fondamentali dell'orbita della Terra attorno al Sole:
gli equinozi e i solstizi, perpendicolari tra loro. Dunque,
il senso potrebbe essere questo: come Horus diviene la nuova
luce, il nuovo sole dell'Umanità, allo stesso modo Cristo
rappresenta la saggezza, la luce, la nuova speranza, il perno
e il cardine di un nuovo ordine. Tutto questo però ovviamente
non è accettato dai canoni cristiani. Assieme al sapere
gnostico, superò i secoli di persecuzione occultato in
testi eretici fino al momento in cui al mondo ci fu una forza
in grado di portare avanti questa filosofia salvifica: i Templari,
appunto. |
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Non è un caso se nel momento di vita dell'Ordine,
che perdurò da circa il 1130 fino al 1307 fiorirono le già
citate cattedrali gotiche e in molti luoghi sacri si costruirono santuari
spettacolosi per un certo tipo di statue lignee che da almeno quattro
secoli venivano trovate qua e là… Già, perché
le statue delle Madonne Nere più o meno sono tutte simili:
di fattezze romaniche o altomedievali, alte circa un metro e venti,
con faccia e mani nere, così come il bambino che portano in
braccio… Le Madonne siedono in trono (trono è il significato
del geroglifico di Iside, ma simboleggia anche la "Sedes Sapietiae"),
sono solitamente coronate, hanno abiti dorati e con mantelli azzurri
e in mano portano un globo sormontato da una croce, sono sorridenti
e il bambino è nell'atto di benedire. Spesso anch'egli porta
in mano una sfera o una pigna. Abbiamo analizzato nel dettaglio qui
e qui il significato della Madonna Nera
di Montserrat, Catalogna: ora andiamo a scrutare da vicino le caratteristiche
della Patrona delle Alpi, la Vergine di Oropa, che ha una caratteristica
pressoché unica nell'iconografia cristiana: è incinta!
| (Sopra, a sinistra) La Madonna Nera di Oropa è chiaramente
incinta, come mostra questa foto ravvicinata. Notare il simbolo
Nefert nelle mani della Vergine e il piccolo uccellino che il
Bambino tiene in mano: ricordiamo che Horus aveva testa di falco...
(A lato) Dal piazzale di Oropa si estende, tra la nebbia, la
Pianura Padana. (Al centro) La roccia blu in cui fu trovata
nell'800 CE la statua della Madonna: la Basilica Vecchia fu
costruita sopra. (A destra) La Basilica Nuova è perpendicolare
a quella più antica e fu voluta, secondo canoni templari,
dai Savoia. Ma al momento dell'inaugurazione, non si riuscì
a spostare la statuetta di legno, divenuta pesantissima. Così
il nuovo santuario è rimasto vuoto. |
Di per sé, ogni esperto di esoterismo non troverebbe
questo fatto strano. E' risaputo che Maria di Nazareth, madre appunto
di Gesù, ebbe altri sette od otto figli: lo dicono i Vangeli
gnostici, lo dicono anche quelli sinottici in alcuni passi sovente
tralasciati dai nostri solerti preti. Però per il Vaticano,
infallibile ed ineffabile come stabilisce il Dogma (emanato da umani
fallibili, però), la Madonna è vergine prima, durante
e dopo il parto; e a nostro dire, Iside ha avuto un solo figlio, Horus
appunto. E allora, chi è la Vergine di Oropa? In realtà
dobbiamo guardare al simbolismo insito nell'immagine e capire il contesto
in cui si colloca la Madonna di Oropa. Innanzitutto, le coordinate:
ci troviamo in un santuario a 1200 metri d'altezza, alle prime propaggini
alpine nei pressi della città piemontese di Biella. Qui, intorno
al IV Secolo, fu trovata una statua della Madonna che il vescovo di
Biella Sant'Eusebio trovò tra le rovine di Gerusalemme, da
pochi decenni distrutta dai Romani. Ovviamente non si tratta dell'attuale
statua, che i fedeli credono scolpita da San Luca evangelista (al
pari delle altre Madonne Nere) ma di un'altra antica, chissà,
forse con fattezze egizie? La storia prosegue quando intorno all'IX
Secolo si iniziò la costruzione di un sacello e poi, a partire
dal 1100, di un santuario che attirava via via sempre più fedeli.
La Madonna Nera di Oropa produceva infatti miracoli: l'acqua di sorgente
che vi scaturiva sanava le ferite e si diceva prevenisse la peste.
L'attuale statua visibile nella basilica vecchia di Oropa risale,
da un punto di vista artistico, all'area di Aosta, intorno al 1295.
Epoca templare, vien da dire: pochi anni prima i nostri Cavalieri
del Tempio erano stati scacciati da San Giovanni d'Acri e stavano
pesantemente investendo in opere d'arte e chiese sul territorio europeo.
Un gesto, questo, che forse costò loro l'accusa di eresia e
la loro soppressione… La chiesa di Oropa si sviluppò secondo
precisi canoni templari: non rispettava l'asse est-ovest ma era inclinata,
al pari delle cattedrali di Barcellona, secondo un asse nord-ovest
e sud-est. Inoltre, mostrava la classica croce patente, come moltissime
altre chiese del mistero, e un simbolo apparentemente innocuo, il
Monogramma Mariano. "MA" in effetti è presente in
molti luoghi, tuttavia il suo simbolismo egizio non può essere
frutto del caso. MA significa "Ave Maria", "Maria Addolorata",
Maria Annunziata" e altri epiteti religiosi; ma anche, come vogliamo
sottolineare in questa sede, un significato ben noto ai nostri Templari,
ossia Meri-Amon, "Amata da Amon". Amon-Ra è il dio
dell'universo nel pantheon egizio, è il dio sole Ra che viene
visto attraverso la lente precessionale degli equinozi come dio Ariete,
Amon appunto. L'era di riferimento è quella dell'Ariete, la
precedente l'attuale dei Pesci che simboleggia la posizione del Sole
nel segno zodiacale corrispondente al momento dell'equinozio di primavera.
"Amato da Amon", Meri-Amon, era un appellativo diffuso presso
i faraoni e le divinità egizie. Significava far parte dell'equilibrio
universale, essere in sintonia con il Creato. Meri-Amon divenne presso
gli ebrei Miriam e Miriam era il nome originario di Maria… Maria,
la madre di Gesù. Meri-Amon, la madre del Salvatore… Il
simbolo è presente in molti luoghi del mistero. L'immancabile
Rennes-le-Château mostra una chiara MA compenetrata in un'invocazione
alla Madonna; altri monogrammi celebri sono presenti presso la chiesa
di Santa Barbara dei Librai e Santa Maria alla Minerva a Roma, la
Colleggiata di Santo Stefano ad Anguillara, sul lago di Bolsena, la
chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, il Tempio Espiatorio della
Sagrada Familia di Barcellona e anche, inquietantissima, sulla facciata
della chiesa del Sagrat Cor sempre a Barcellona… Qui al MA si
affiancano una G e una D, per un "MAGD" che sa tanto di
Maria Maddalena, la tanto celebrata presunta moglie di Gesù!
In realtà, Magdala è anche il nome di una località
palestinese che forse ospitava una comunità essenica…
Ma torniamo al nostro monogramma. Lo si trova presso due celebri vergini
nere: quella di Viggiano, in Calabria e quella famosissima di Loreto.
Proprio la Vergine Lauretana è la più significativa:
porta il Monogramma sulla veste dalmaziana che la ricopre, poco sopra
di una croce patente solare!
Coincidenze? Può darsi. In fin dei conti, un
cristiano può sempre credere che MA significhi "Ave Maria"…
Ma se è vero che la Madonna Nera è il simbolo di Iside,
se il Bambin Gesù è Horus bambino, allora MA vuol dire
Meri-Amon e Iside incinta non può che voler dire che la dea
è in attesa di generare un nuovo salvatore, un nuovo Horus!
Un nuovo Messia? Un nuovo Gesù? Niente affatto. Il messaggio
che noi di Sator ws avevamo colto a Barcellona era che ognuno di noi
può essere un Messia: in ognuno di noi è nascosto Horus,
così come Iside lo nascose tra le canne di Sais per sottrarlo
alla furia degli scagnozzi di Set. Lo ricordiamo, Horus è il
Dio del Bene che combatte contro lo zio malvagio Set, signore del
caos e della sterilità. Set aveva ucciso a tradimento Osiride,
sposo di Iside e sovrano della Terra. La sua uccisione portò
ovunque distruzione e sterilità e fu solo grazie all'impegno
e alla dedizione offerti da Iside se fu possibile resuscitare per
pochi attimi Osiride per consentirgli di generare un figlio, un salvatore
in grado di vendicare la sua morte e ristabilire la pace e il bene
su questo pianeta. Horus crebbe tra mille pericoli e mille problemi:
per distrarre i seguaci di Set che volevano ucciderla, Iside stessa
fu costretta a sdoppiarsi, diventando un tutt'uno con la vacca sacra
Hathor che avrebbe nutrito e allattato il bambino finché non
sarebbe divenuto il grande Horus con la testa di falco che è
raffigurato in molti templi egizi. La battaglia con Set durò
80 anni e vide Horus e i suoi alleati comportarsi con valore e onestà,
mentre Set fece ricorso ai trucchi più biechi. Ma alla fine
Thoth, il giudice della contesa, attribuì la vittoria a Horus:
questi offrì la corona del mondo a Iside che la rifiutò
e così l'eroe divenne il legittimo sovrano del pianeta…
La storia dunque ha un lieto fine, nonostante le soffferenze e le
privazioni, nonostante il gioco sporco di Set e i salti mortali compiuti
dalla dea madre egizia. Ma ci viene da chiedere: e se il mito non
raccontasse di una storia avvenuta eoni fa ma si trattasse di un fatto
non ancora verificatosi? E se Horus bambino fosse simbolicamente davvero
il Gesù Cristo nato da una vergine in una grotta, al pari del
solare Mitra? Allora il messaggio di Oropa e delle altre vergini nere
sarebbe sempre più chiaro: il fedele che visita il santuario,
il credente umile e puro che si espone alle energie stellari e telluriche
incanalate nel santuario grazie alla sua particolare inclinazione,
diventa egli stesso un Horus, un Cristo: Cristo significa etimologicamente
"essere legato al cristallo", "essere cristallino".
E il cristallo di rocca è il simbolo del dio Horus… La
Madonna di Oropa è incinta di noi, della nostra volontà
di divenire esseri solari, paladini della luce e del bene, difensori
del sapere e della vita!
Oropa continuò a
stupire ben dopo la caduta in disgrazia dei Templari. Nel XVII Secolo
la statua protesse la città di Biella dalla peste e per sdebitarsi
la comunità ricostruì la basilica ormai cadente. Successivamente
il regno sabaudo investì pesantemente sul santuario: sorsero 19
cappelle (12 più 7, simbologia legata ai giorni e ai mesi) presso
il sovrastante Sacro Monte di Oropa; quindi, i Savoia decisero di
costruire, dopo l'Unità d'Italia, una basilica nuova assai più grande
della vecchia. Le proporzioni dell'edificio sono colossali e basate
su un simbolismo templare a
noi già noto: una pianta ottagonale sormontata da una cupola
di 80 metri di diametro, e una parte più piccola circolare, secondo
uno schema presente già nel Santo Sepolcro di Gerusalemme. Però,
ultimo dei misteri legati a questa statuetta, al momento di inaugurare
la basilica nuova, nel 1960, la Madonna Nera e il Black Child non
si mossero di un millimetro. Erano diventati pesantissimi, inspiegabilmente!
Al punto da essere esposti ancor oggi nella basilica vecchia. Si
dice che quando la cosa fu messa all'orecchio del papa, che allora
era il "buono" (ed esoterico) Giovanni XXIII, questo si sia messo
a ridere affermando tra sé e sé: "La Madonna ancora una volta ce
l'ha fatta"…
Lorena Bianchi
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(Sopra, a sinistra) La Vergine di Oropa come fu rinvenuta,
in una nicchia della roccia ancora esistente. (Al centro)
Una Triplice Cinta posta proprio all'ingresso del Santuario.
(A destra) L'altare della Basilica Vecchia: notare, a sinistra
della Madonna Nera, un affresco decisamente interessante che
raffigura la Madonna che allatta a seno nudo; sotto la colonna
di destra, invece un altro monogramma, OR (Oropae Regina oppure
Horus?) (A sinistra) La Madonna di Oropa ripresa da vicino in compagnia
di un Orb. (A lato) La Madonna di Loreto,
estremamente affine a quella alpina, abito a parte. (Al centro)
Una splendida lapide tombale con simboli massonici e croce
templare esposta all'ingresso della Basilica Vecchia. (A destra)
Il Santuario è posizionato secondo un asse nord-est
e sud-ovest.
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