Nonostante la Seconda Guerra Mondiale sia finita da
più di sessant'anni, i discorsi sul Nazismo e su Hitler non
hanno mai perso d'interesse nell'opinione pubblica. Ancor oggi non
esiste praticamente tv che non abbia nei suoi palinsesti documentari
che trattano del tema della Seconda Guerra Mondiale e dei misteri
ad essa connessi, dall'Olocausto alla salita al potere di Adolf Hitler
nel 1933 e alla sua palese ossessione per l'esoterismo. E ancora i
misteri della fine del regime nazista, dalle armi segrete che avrebbero
potuto cambiare le sorti della guerra fino alla presunta morte dello
stesso Fürher, sono alla base di congetture assai variegate,
da quelle di tipo politico a quelle più prettamente fantascientifiche.
Sono molti infatti gli ufologi che parlano apertamente dei dischi
volanti nazisti: velivoli a propulsione magnetica denominati Haunebu,
o anche chiamati Vril o V-7, in grado di volare a migliaia di km orari
e capaci perfino di volo spaziale. Ma sebbene affascinanti, purtroppo
gli Haunebu non possono sostenere le prove storiche che gli ufologi,
ignoranti di aviazione, dimenticano di addurre. La realtà cruda
è che Hitler e i suoi seguaci, per quanto geniali nell'arte
ingegneristica, non ebbero mai le capacità tecnologiche di
costruire oggetti discoidali simili agli Ufo odierni. Gli studi scientifici
invece puntavano su invenzioni attuali come il motore a reazione,
i missili e l'ala a freccia, altro che dischi volanti! E a queste
scoperte i nazisti diedero la massima importanza, come testimoniano
i progetti reali scoperti dagli Alleati a guerra finita, nel 1945.
Anzi, fu proprio il saccheggio di aerei, sommergibili, missili e relativi
scienziati progettatori da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica
(con i nomi in codice di Operazione Paperclip per gli americani e
Ovaskim per i russi) a porre le basi tanto per il Programma Spaziale
tanto per la Guerra Fredda e le invenzioni ad essa connesse, prima
fra tutte Internet.
Quindi, l'ipotesi che i Nazisti avessero avuto contatti
con gli abitanti della Terra Cava oppure
con extraterrestri, i mitici Foo-Fighters,
è assolutamente inattendibile: nessun disco volante, nessun prototipo
segreto di tecnologia aliena, nessun Ufo con le svastiche…
Ma altri temi legati alle realizzazioni segrete naziste potrebbero
essere veritieri. E' il caso della Bomba Atomica tedesca, che secondo
alcuni testimoni sarebbe stata sperimentata in due occasioni, ma
senza giungere allo stadio operativo; oppure, è il caso della Base
Antartica 211, chiamata a volte Neuschwabenland, a volte Neuberlin.
Perché, a nostro parere, tali scoperte possono essere verosimili?
Sulla Bomba A tedesca si discute ancora; mentre per la base antartica,
forse oggi disponiamo di sufficienti prove per capire quanto di
vero ci può essere in questa teoria. Una teoria plausibile, per
le prove che porteremo a sostegno.
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Ma innanzitutto,
facciamo un salto nel 1938 quando, in un clima di tensione generalizzata
per l'annessione tedesca della regione dei Sudeti, il governo
nazista organizzò una spedizione scientifica in Antartide.
La zona prescelta, per scopi geografici ma prima ancora militari,
fu la Terra della Regina Maud, un'area scoperta nel 1931 dai
norvegesi ma mai occupata o studiata a fondo. Una buona occasione
per rivendicare politicamente quel territorio e, a nostro parere
utilizzarlo per scopi militari. Comunque sia, per non acuire
le tensioni internazionali i tedeschi prepararono una spedizione
civile: a bordo del mercantile modificato Schwabenland, comandato
dal capitano Alfred Ritscher e con la collaborazione della compagnia
di bandiera Lufthansa, centinaia di uomini tra biologi, cartografi,
geologi, ingegneri e idrologi della Società Tedesca per
la Ricerca Polare, con l'ausilio di due idrovolanti, partirono
alla volta del continente antartico. In teoria a bordo avrebbe
dovuto esserci anche l'esploratore e conquistatore del Polo
Sud Richard Byrd, ma poco prima della partenza l'americano aveva
declinato l'offerta. Il via si ebbe il 17 dicembre 1938: i tedeschi
toccarono la banchisa polare il 20 gennaio 1939. I due idrovolanti
della missione effettuarono missioni di esplorazione, coprendo
tra i 300mila e i 600mila kmq, scattando 11mila fotografie;
ci fu un generale beneficio, in quanto la missione consentì
un notevole salto di qualità nella precisione delle mappe
geografiche e delle misurazioni magnetiche del polo sud. I tedeschi
effettuarono poi scoperte sorprendenti: aree libere dai ghiacci
per la presenza di sorgenti calde e attività idrogeologica,
scoperta dei venti antartici ad alta quota, analisi degli uccelli
marini che si spingevano, inspiegabilmente, per oltre cento
km all'interno del continente per nidificare. Il tutto in una
regione che, come abbiamo visto qui, viene considerata dagli
antichi la vera sede della mitica Atlantide… insomma, c'era
di che stupirsi dalle scoperte tedesche, quasi che il Polo Sud
non fosse stato quell'inferno di freddo e di ghiaccio che tutti
si aspettavano. |
| (Sopra) L'equipaggio della nave Schwabenland,
con a capo il comandante Alfred Ritscher. (Sotto) La Neuschwabenland
è un'area situata nell'attuale Terra della Regina Maud,
in Antartide. |
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La missione della Schwabenland terminò a metà
febbraio '39, quando l'estate antartica stava finendo. Ma
l'interesse nazista verso quel territorio che in onore della nave
venne ribattezzato Neuschwabenland non cessò, anzi crebbe a
dismisura. Hitler ordinò nel 1940 la costruzione di installazioni
di appoggio per le operazioni dei sottomarini da guerra U-Boot nella
regione delle Montagne di Muhlig-Hoffman, sempre nella Neuschwabenland.
Queste installazioni di supporto forse erano dei semplici bacini di
rifornimento di carburante e siluri: comunque sia, denota una crescente
colonizzazione nazista dell'area.
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| (Sopra,
a sinistra) Il francobollo commemorativo del Paraguay che ricorda
la missione tedesca della Schwabenland in Antartide. (Al centro)
La Neuschwabenland era una terra solo parzialmente esplorata
dai norvegesi e qui i tedeschi trovarono tracce di attività
geotermica, con aree libere dai ghiacci. (A destra) Una foto
che mostra gli uomini della spedizione sventolare la bandiera
nazista. Oggi i ghiacci in via di scioglimento rivelano sempre
più spesso bandiere degli Anni '30 lasciate in memoria della
missione. |
Voci sostengono che i tedeschi scoprirono sotto i ghiacci
un canale sottomarino, una vera spaccatura che tagliava in due il
continente antartico consentendo ai sommergibili di utilizzare rotte
alternative in grado di collegare il Sudamerica alla Nuova Zelanda
e quindi di raggiungere il Giappone senza incappare nelle cacciatorpediniere
alleate. Il fatto potrebbe essere plausibile, perché per tutta
la guerra vi fu un collegamento stabile via sottomarini tra la Germania
e il Giappone, mai interrotto nonostante gli sforzi di americani e
inglesi. Sempre le voci ben informate, ma qua siamo nel campo delle
ipotesi, sostengono che questo canale, che taglia in due il continente
antartico, in più punti emerge oltre a superficie del mare,
costituendo in pratica un gigantesco sistema di grotte sotto la crosta
ghiacciata. Qualcuno azzarda persino le dimensioni della più
grande, che si estenderebbe per 50 km al di sotto della calotta polare
e che al suo interno custodirebbe un lago di acqua allo stato liquido.
Qui i nazisti avrebero costruito la più impenetrabile base
in loro possesso, la straordinaria Base 211 o "Nuova Berlino".
Una vera città sotto il ghiaccio, alimentata in parte con l'energia
geotermica, avrebbe costituito l'ultimo, estremo baluardo nazista
contro l'invasione alleata… Le testimonianze indicano che la
Base 211 sarebbe stata iniziata nel 1942 mediante il trasporto di
viveri e materiali ad opera di speciali U-Boot capitanati da ufficiali
avvezzi alla navigazione polare, come quelli che prestarono servizio
al largo della Norvegia.
| Questi
uomini, utilizzando come punto di appoggio l'Argentina, avrebbero
costruito la base in due anni, al punto che nel 1944 era in
atto un graduale invio di materiale riservato tramite finanziamenti
(effettivamente stanziati) da parte delle potenti SS. Perché
Himmler e i suoi scagnozzi avrebbero sprecato tanto denaro per
inviare materiale nel nulla antartico? Evidentemente, qualcosa
ci doveva essere… Secondo alcuni studiosi di misteri,
tra gli oggetti che Himmler fece trasportare a Neuberlin ci
fu l'originale della Heilige Lance, la Lancia
di Longino. E tra gli oggetti che dovrebbero essere ancora
presenti, vi sono i tanti tesori d'arte trafugati dai soldati
tedeschi durante l'invasione di mezza Europa, tra cui la celebre
Sala d'Ambra di San Pietroburgo, mai ritrovata. Ma
perché darsi tanta pena per questo trasferimento? Cosa nasconde
in realtà il ghiaccio antartico? In teoria, Nuova Berlino rappresenterebbe
il senso di quel Reich millenario teorizzato da Hitler e mai
realizzato. Un regno tra fuoco e ghiaccio, molto wagneriano
e valchiriesco, che avrebbe ospitato i veri rappresentanti della
razza ariana, protetti dal mondo in attesa di riconquistarlo.
Un'idea in linea con le folli teorie hitleriane e perfettamente
in linea con il nichilismo nazista, a metà tra il sadismo più
atroce e il masochismo più deleterio. La Base 211 nella Neuschwabenland
avrebbe potuto essere anche l'ultimo rifugio per tanti gerarchi
nazisti sfuggiti alla cattura al termine della guerra e tra
questi il loro capo, Adolf Hitler. Le teorie sulla sua morte
sono almeno tre e nessuna di esse è convincente: la probabilità
che l'ideatore del nazismo (e di tanti suoi maestri occulti
che non compaiono nei libri di storia) possa essere sopravvissuto
all'assalto sovietico al suo bunker a Berlino sono molte, basti
pensare quanti sono i gerarchi scappati in Argentina con in
beneplacito degli Alleati. Ma il concetto di una base nazista
che abbia ospitato un Hitler redivivo e che sia ancor oggi esistente
in Antartide contrasta con l'idea che abbiamo oggi del mondo
completamente esplorato: e se così non fosse, verrebbe da chiedersi
perché nessuno si sia preso la briga di stanare questi nazisti
superstiti, ammesso che siano esistiti. Ma la realtà è che forse
tale operazione sia avvenuta realmente sotto mentite spoglie… |
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| (Sopra) Una foto degli Anni '40 che
dimostrerebbe l'attività degli U-Boot tedeschi nella
Neuschwabenland. (Sotto) Uno dei presunti ingressi a Neuberlin:
della base segreta esisterebbero anche documenti e piani costruttivi. |
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Ma prima di narrare le gesta dell'Operazione High
Jump, dobbiamo menzionare il caso del centinaio di U-Boot scomparsi
senza lasciare traccia e di quanto raccontano nel loro libro "Oltremare
Sud" gli storici Juan Salinas e Carlos De Napoli. Pubblicato
lo scorso ottobre, il libro dei due argentini squarcia il velo su
un convoglio di sottomarini partito il 3 maggio 1945 dalla Norvegia
e diretto in Argentina. Con a bordo oltre cinquanta gerarchi nazisti,
il convoglio, con il tacito consenso dell'Ammiragliato britannico,
avrebbe raggiunto l'Argentina con l'appoggio della locale marina,
dopo una battaglia che costò la perdita di cinque navi e 400
marinai. Perché però gli interrogatori dei marinai tedeschi
furono falsificati dall'intelligence americana e messi sotto la dicitura
Top Secret? Qualcosa di strano successe davvero, nelle acque dell'Atlantico
meridionale, in quel maggio 1945. Se Hitler si era suicidato il 30
aprile, se il 3 maggio il convoglio con a bordo i 50 gerarchi si era
imbarcato per la Norvegia e se la guerra era finita l'8 maggio con
la resa dei tedeschi, perché il sottomarino U-Boot Type VII
C denominato U-977, al comando del capitano Heinz Schaeffer, si immerse
l'alba del 10 maggio da Kristiansand, in Norvegia, per riemergere
in Argentina il 17 agosto? Una navigazione tanto lunga, di 104 giorni
di cui 66 in immersione, per consegnarsi in pieno giorno nel porto
di Buenos Aires ai militari argentini era plausibile? I marinai dell'U-977
erano pazzi, oppure…? Il 10 luglio precedente, sempre in Argentina,
si era arreso il sommergibile Type IX C/40 denominato U-530, capitanato
dal cmd. Otto Wermuth. Un bel po' di tempo, per un mezzo che ufficialmente
era in navigazione al largo di Long Island, dunque nei pressi di New
York… Sempre ufficialmente, l'ultimo sommergibile tedesco ad
arrendersi fu l'U-307, alle isole Spitzbergen, il 4 settembre. Perché
tanto ritardo? Come detto, il numero di sottomarini scomparsi senza
lasciare traccia, senza essere stati distrutti dagli Alleati, affondati
o demoliti, è di circa cento.
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| (Sopra,
a sinistra) L'U-530, arresosi in Argentina il 10 luglio 1945,
dopo una possibile missione a Neuschwabenland. (A lato) Il comandante
dell'U-530, Otto Wermuth. (A destra) L'U-977, arresosi addirittura
il 17 agosto 1945, 104 giorni dopo la resa della Germania e
(a lato) il suo comandante Heinz Schaeffer. |
Ricordiamo inoltre che la Kriegsmarine, la marina tedesca,
mise in servizio nel 1944 i sottomarini classe Type XXI, che rappresentano
una delle meraviglie della tecnica tedesca nonché i progenitori
di tutti i sottomarini attuali. Veri capolavori d'ingegneria, i Type
XXI (che furono consegnati in 119 unità) furono testati alla
profondità di 270 metri, ben oltre le capacità degli
attuali sommergibili nucleari. Veloci e capaci di sfuggire ai sonar,
avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra… Se solo fossero
stati costruiti in un numero congruo di unità. Ma la Germania,
nel 1945, non aveva né manodopera, né carburante, né
equipaggi. Un paese allo stremo, distrutto dalla follia dei suoi dittatori…
A Hitler e alla sua cricca restava soltanto la Neuschwabenland e forse
fu quella la destinazione dei vari U-530, U-977 e U-307, per non parlare
del centinaio di mezzi scampati alla distruzione.
Fu per questo, forse, che il 2 dicembre 1946 scattò la più
grande esercitazione navale mai compiuta in Antartide. L'Operazione
High Jump, organizzata dalla U.S. Navy americana, era in teoria una
missione esplorativa e in effetti il comando fu affidato simbolicamente
all'ammiraglio nonché esploratore Richard Byrd, lo stesso che
avrebbe dovuto partecipare alla missione tedesca del 1938. Ma in realtà
il vero capo fu l'ammiraglio Richard Cruzen che si mise alla testa
di una task force composta dalla portaerei Philippine Sea, da due
cacciatorpediniere (le USS Brownsen e USS Henderson), due rompighiaccio
(le USCGC Burton Island e USCGC Northwind), quattro navi da supporto
logistico (le USS Yankee, USS Canisted, USS Merrick e USS Capacan),
una nave per comunicazioni (la USS Mount Olympus), un sommergibile
(l'USS Sennet di classe Balao) e due navi per appoggio idrovolanti
(le USS Currituck e USS Pine Island). In tutto, dodici idrovolanti,
sei elicotteri e 4700 marines… Non c'è che dire, un bel
gruppetto di boy scout! La missione avrebbe dovuto durare 18 mesi,
invece ebbe termine dopo sole tre settimane, durante le quali gli
aerei esplorarono un milione e trecentomila kmq di Neuschwabenland.
Durante la missione un idrovolante precipitò, causando la morte
di quattro uomini; anche due elicotteri andarono perduti, senza però
causare vittime tra gli equipaggi. Alla fine di tutto, i dubbi e le
teorie sulla Base 211 rimangono, così come l'Operazione High
Jump rimane a tutt'oggi inspiegabile. Hitler si salvò a bordo
dell'U-977? Si diresse in Argentina? In Giappone (due tavolette d'oro
datate 21 maggio 1945 e firmate dallo stesso Füher furono rinvenute
nel 1984 presso il monastero buddhista di Kyosan, nel Giappone centrale)?
In Polinesia? Oppure nella famigerata Nuova Berlino? I fanatici delle
teorie complottiste, gli stessi che sostengono l'ipotesi degli Haunebu,
affermano che i nazisti controllano segretamente il mondo da qui.
I dischi volanti e le luci che si vedono ogni tanto nei cieli sarebbero
i mezzi ipertecnologici dei nazisti che vivono in Antartide…
Fantasie e anche più, come abbiamo visto. Ma il dubbio dell'esistenza
di quella fantomatica base segreta sotto i ghiacci della Neuschwabenland,
rimane.
Lorena Bianchi
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(Sopra, da sinistra) La portaerei CV-47 Phillipine Sea in
navigazione verso l'Antartide durante l'Operazione Highjump;
l'ammiraglio Richard E. Byrd, comandante (ma solo nominale)
dell'esercitazione; il ponte di volo innevato; un idrovolante
Martin PBM Mariner sorvola i resti di un esemplare similare
precipitato sul pack antartico.
(Sotto, a sinistra) Il sommergibile Sennet cercò di
imitare le imprese degli U-Boot tedeschi durante l'Operazione
Highjump. (Al centro) La portaerei esposta a una tormenta
di neve (la foto però risale al 1950). (A destra) La
missione in Antartide, atipica sotto tutti i punti di vista,
vide l'impiego di mezzi ad alta tecnologia, come l'elicottero.
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| (A
sinistra) Abbiamo voluto chiudere l'articolo con un'immagine
di fantasia: i sommergibili tedeschi in Antartide sorvolati
da un Haunebu, un disco volante tedesco. Per quanto affascinante,
questa diceria secondo cui i tedeschi ebbero in dono da popoli
alieni le tecnologie per la realizzazione di dischi volanti
è assolutamente inattendibile. Per quanto avanzate, le conoscenze
tecniche dei nazisti non furono mai in grado di produrre propulsori
elettromagnetici come sono quelli che ipoteticamente alimenterebbero
gli Ufo odierni. Ma la verità è ancora lontana, per i ricercatori
e gli ufologi. Probabilmente anche gli Ufo attuali non sono
entità materiali ma piuttosto un fenomeno dimensionale energetico,
come ad esempio sono le Earth Light, le luci terrestri citate
nei nostri articoli sui Foo Fighters
e sugli Ufo. |
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