Il Mitraismo, Cristianesimo persiano

Mitra fu un grande uomo-dio venerato da ottanta milioni di cittadini dell'Impero Romano
Nei numeri scorsi di Satorws abbiamo parlato ampiamente di come il Cristianesimo abbia copiato molti attributi della dea egizia Iside per inserirli nel culto della Madonna, Maria madre di Gesù. Negli articoli presenti nel nostro Dossier sui segreti della Barcellona arcana, abbiamo svelato come la città catalana fosse un'incredibile santuario egizio. Il culto di Iside, diffuso dall'Egitto anche nell'Impero Romano, è stato segretamente tramandato attraverso le raffigurazioni della Madonna Nera di Montserrat e sviluppato nel Medioevo grazie alle cattedrali templari. Forse un'eredità dell'antichissima religione è presente ancor oggi, nelle enigmatiche sculture della Sagrada Familia…
Tutto ciò non deve far dimenticare l'opera di modificazione di antichi culti, che in termini scientifici si dice "sincretismo", che la nascente religione cristiana ha effettuato alle origini. Ma facciamo un passo indietro.
Mentre in Europa e Asia Minore i culti pagani primordiali prendevano una forma molto ben delineata, raggiungendo livelli di finezza sublimi attraverso la religione dei Neteru egizi, delle divinità celesti babilonesi e degli Olimpici greco-romani, in Oriente si sviluppava una credenza assai diversa. Con influenze indubbie sia induiste che buddhiste e forse anche taoiste, in Persia, intorno al 600 BCE, nacque una nuova religione messianica che è venerata ancor oggi. Mythra era il nome di un antichissimo dio del più arcaico pantheon indo-iranico: nella seconda metà del I Millennio BCE queste credenze furono espanse in Occidente proprio dall'Impero Persiano che attaccava Grecia, Egitto, Fenicia e Palestina; e anche il contrattacco occidentale con Alessandro Magno sdoganò ampiamente il culto nelle regioni di confine fino ad essere, al tempo dei Romani, la religione più seguita dell'Impero. Nella diaspora persiana che seguì la caduta dell'Impero Achemenide per mano di Alessandro, il culto dell'iranico Mitra si innestò sui culti di origine misterica, che rappresentavano da tempo presso i pagani una significativa espressione di spiritualità. Modificati e sostituiti gli dei persiani con i corrispettivi olimpici, il concetto cardine e vera chiave di accesso alla venerazione delle masse era la salvezza nell'incedere delle reincarnazioni, che prometteva un destino migliore nella successiva vita dando all'uomo la speranza di poter ascendere dopo la morte a stadi dimensionali superiori.

(A sinistra) Mitra ha l'aspetto di un giovane ed è sempre raffigurato mentre sconfigge ed uccide un toro. Simili a lui sono le raffigurazioni degli dei Attis, Adone e Dioniso.

(A destra) Quel che resta dei Mitrei è un insieme di pietre ed altari molto vicini come disposizione alle prime catacombe cristiane. Erano realizzati in grotte o in costruzioni similia grotte, pur mantenendo una pianta a croce.

Tra il I ed il III secolo Era Corrente, il Mitraismo si diffuse da un capo all'altro dell'Impero Romano in tutte le provincie, dal Danubio alla Spagna, dall'Africa alla Britannia. Sotto il nome di Sol Invictus, divenne anche il culto di numerosi imperatori, non ultimo il celebre Costantino il Grande che con l'Editto di Milano concesse la libertà di culto ai Cristiani nel 313.
Ma ecco le caratteristiche di Mitra:
· e' stato partorito da una vergine in una grotta il 25 Dicembre
· fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro
· aveva dodici compagni o discepoli
· ha fatto molti miracoli
· è stato sepolto in una tomba
· dopo tre giorni e' risorto
· l'evento della sua resurrezione veniva celebrato ogni anno
· era chiamato il pastore di dio
· fu considerato come la via, la verita' e la luce, il redentore, il salvatore, il messia
· la sua figura fu assimilata a quella del leone e dell'agnello
· il suo giorno consacrato era la domenica, detta "il giorno del signore"
· la sua religione prevedeva l'eucaristia intesa come "ultima cena"
· come forma di rispetto i credenti si genuflettevano
· i sacerdoti facevano recitare le preghiere nell'atto delle mani giunte
· esisteva una confessione delle colpe con penitenze
· il sacerdote praticava ai giovani l'unzione con olio santo della fronte
· vi era esposizione dell'ostia sull'altare, intesa come "disco solare"
· il sacerdozio era solo maschile
· vi era la credenza nei premi e nelle pene nell'aldilà
· le anime buone raggiungevano il paradiso (parola che in persiano ancor oggi vuol dire "giardino")
· le anime malvage erano destinate all'inferno con fuoco e fiamme a tormentarle
· al momento della fine del mondo vi sarebbe stata la resurrezione di tutti i morti
· l'altare era posto davanti all'abside
· non vi erano sacrifici ma il corpo e il sangue di Mitra diventavano salvifici
· il copricapo dei sacerdoti (oggi dei vescovi) si chiamava (e si chiama ancora) mitria
· vi era l'uso dell'incenso e delle candele davanti all'altare
· la forma delle chiese (sotterranee, simili a catacombe) era a croce latina, simbolo solare

(Sopra, a sinistra) L'ingresso dei Mitrei assomiglia in maniera impressionante alla tipica raffigurazione della tomba di Gesù sul Golgota, inclusa la pietra circolare.

(A destra) I templi di Mitra superstiti, come questo ad Hatra, in Turchia, mostrano esternamente notevoli somiglianze con le prime chiese.

Non vi ricorda qualcuno, questo Mitra? Alcuni autori ipotizzano come la comunità essena in cui la figura di Gesù crebbe fosse in realtà una setta di impostazione persiana; d'altro canto dato che gli unici documenti storici che affermano l'esistenza di codesto "Yoshua ben Yoseph" sono proprio i Rotoli del Mar Morto, ovvero la biblioteca della setta degli Esseni da cui Gesù prese gran parte delle caratteristiche, viene da pensare che forse si tratti di due figure distinte. Due Gesù differenti: uno storico, esseno, e uno romano-cristiano modellato, per far presa nella popolazione dell'impero, su modello del messia orientale. Questa tesi viene propugnata chiaramente nei testi eretici degli Ebioniti, un gruppo ebraico-cristiano delle origini diffuso in Siria e Giudea dalla metà del I secolo CE. Il nome deriva dall'aramaico ebhyonim, cioè poveri: fedeli ai concetti evangelici primordiali, al pari degli Esseni gli Ebioniti praticavano il culto della povertà ed erano strettamente vegetariani (e in questo punto erano assai simili ai pitagorici e ai catari). Gli Ebioniti seguivano un particolare Vangelo che era una rielaborazione di quello di Matteo: ometteva parti significative della vita di Gesù, come la nascita dalla vergine e la resurrezione, ritenute erronee e falsificate, in quanto consideravano Cristo non come un messia ma un profeta straordinario e dotato di poteri eccezionali, come già era avvenuto per Mosé, che consideravano la sua precedente incarnazione. Per tale motivo condannavano San Paolo come un'apostata ed erano ancora in attesa della venuta del Messia. Ebbene, in tali testi scoperti per caso a Nag Hammadi, sullle rive del Mar Morto nel 1947, si descrive allo stesso modo delle credenze ebionitiche un Gesù completamente diverso da quello canonico-evangelico. Se torniamo all'ordine religioso più misterioso di tutti i tempi, i Templari, ci accorgiamo come essi adorassero un Cristo maestro di Giustizia che non ha gli attributi mitraici ma che assomiglia molto alla figura descritta nei testi esseni ed ebionitici. Un Cristo che in realtà è un re-sacerdote, assai simile come figura al Giovanni Battista battezzatore di cui peraltro si diceva che fossero in possesso del cranio e che adorassero come vero Messia! I testi dell'Inquisizione parlano di queste tesi come fatti accertati, anche se dobbiamo pensare che furono estorte agli stessi Cavalieri di Cristo attraverso la tortura negli anni successivi la loro celebre condanna, il 13 aprile 1307. Però appare chiaro un concetto: se a Barcellona, in Francia e in Italia i Templari hanno edificato chiese che osannavano la Madonna Nera-Iside, se adoravano un Gesù che non è il Gesù descritto nei Vangeli ma bensì quello "scoperto" soltanto nel 1947 nei Rotoli del Mar Morto e propagandato ereticamente dagli Ebioniti, è chiaro che essi erano a conoscenza di verità che ancor oggi spaventano... Non ci riferiamo alle tesi contenute in libri come "Il Codice da Vinci", ma qualcosa di più misterioso. Un Gesù persiano? Un Gesù buddhista? Un Gesù induista? Il sincretismo cristiano unì molti culti e a nostro avviso in un certo senso santificò gli attributi di decine di dèi del passato inglobandoli nel Messia. Adorando Cristo non si adora soltanto la figura storica del maestro degli Esseni ma anche divinità pagane, messia persiani, avatar indiani... Forse, nell'ottica cristiana, questa antichità di culti è la summa di tutti i pensieri del passato: un monoteismo che in effetti è un politeismo unificato, ma non ditelo troppo in giro! Secondo noi questa operazione, se da un lato ha cancellato culti e filosofie che hanno fatto la storia dell'uomo, da un altro ha anche preservato particolari visioni dell'antichità che attraverso il tal santo o il tal arcangelo è possibile adorare ancor oggi. Una super-religione che nei fatti accontenta tutti e che forse ha solo nell'assolutismo papale il suo lato negativo. Eliminando questa gerarchia onnisciente, forse ognuno si sentirebbe libero di professare la "sua" religione come gli pare... Ma forse forse non è quel che hanno fatto Martin Lutero e i Protestanti?
(Sopra) Nag Hammadi, sito archeologico sulle rive del Mar Morto, ospitò per 500 anni la setta degli Esseni, fondamentalisti ebraici che furono storicamente i redattori dei Vangeli Apocrifi. (A destra, in lato) Una pagina del Vangelo di Tommaso, in cui sono contenute notizie inedite ma accertate sull vita di Gesù. Questi testi furono anche adottati da molte sette eretiche cristiane come gli Ebioniti. (Qui a destra) La grotta di Qumran in cui furono materialmente ritrovati, custoditi in anfore di terracotta, i rotoli su pergamena e papiro degli Esseni. Attualmente sono in fase di studio a Gerusalemme: lavoro arduo viste le condizioni estremamente frammentate in cui si trovano, ma periodicamente vengono divulgate informazioni, come il recentissimo Vangelo attribuito a Giuda Escariota.
Comunque sia, nel 400 CE, il condottiero persiano Ardashir, della dinastia dei Sassanidi, dopo aver sconfitto i Romani riunificò l'Impero Persiano e lo riportò ai suoi antichi fasti. Immediatamente ristabilito il potere e proclamatosi imperatore, rese il Mitraismo religione di stato: come primo atto, fece riscrivere in 21 libri il testo sacro di Mitra, l'Avesta, che era considerato perduto. Il Mitraismo continuò indisturbato come religione autonoma fino al 700 CE. L'Avesta sarà di esempio anche a Maometto per la stesura del Corano, al punto che il profeta arabo adottò, per la sua nuova religione, la mezzaluna a falce su sfondo verde che da millenni era stata l'insegna delle truppe persiane… Simbolo della falce di Mitra che miete il grano, per i persiani la Luna rappresentava la tappa obbligata del processo di rigenerazione spirituale dell'iniziato mitriaco. Così, assorbito a tradimento dal Cristianesimo, Mitra divenne il modello e il simbolo dei suoi più mortali nemici!

Lorena Bianchi

(Sopra a sinistra) Un moderno altare in un mitreo dei nostri giorni: pur tra alterne vicende, il culto è sopravvissuto nei secoli. Oggi i mitraisti sono svariate migliaia, confinati nelle alture dell'altopiano iranico (a destra) in cui ebbe origine duemilacinquecento anni fa.

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