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Novità
In questa sezione ci occupiamo delle novità a tematica misteriosa che coinvolgono musica, cinema, televisione, letteratura e fumetti: tutto ciò che non è saggistica ma divertimento e finzione.

Agora

Non vogliamo fare le solite trionfaliste, ma anche grazie a noi e alla campagna di stampa a cui abbiamo partecipato Agora è finalmente distribuito, a partire dal 23 aprile, nei cinema italiani. Ma ricapitoliamo la storia per chi non ne fosse rimasto al corrente. Agora è un film spagnolo del 2009 diretto da Alejandro Amenábar. Il film, in inglese, è uscito il 9 ottobre 2009 in Spagna. È stato presentato con buoni giudizi di critica tanto al Festival di Cannes 2009 come film fuori concorso quanto al Festival internazionale del film di Toronto. Il film, che è costato 50 milioni di euro, racconta la storia della filosofa alessandrina pagana Ipazia, trucidata dai fanatici cristiani nel 415 CE, nella nativa Alessandria d'Egitto, città ove insegnava ed era una stimata figura culturale. In quegli anni il Cristianesimo, persa la sacralità e i simboli antichi delle sue origini, stava divenendo una religione di potere e la fede dell'Impero Romano: a fare le spese della sua espansione nel nome dell'ignoranza e della purificazione contro ogni forma di sapere furono moltissimi scienziati e filosofi pagani, la cui unica colpa era quella di far parte di un sistema di idee antico e pacifico. I Cristiani che massacrarono Ipazia, straziandone il corpo in maniera barbara, a nostro avviso non hanno nulla a che vedere né con l'insegnamento evangelico né con il comportamento dei veri esponenti della fede, che dimostrarono nel rispetto del prossimo, delle sue idee e soprattutto nella volontà di fare del bene la loro evoluzione interiore. I fanatici parabolani che uccisero Ipazia, invece, fanno parte di quegli estremismi che hanno sempre la stessa faccia: violenza, sopraffazione, infelicità e sopruso.

Si tratta infatti sempre degli stessi comportamenti: non è un'ideologia o una religione ad essere malvagia o violenta, lo sono gli individui, la loro stupidità, la loro piccolezza interiore. Persone che agognano il potere per bramosità, per avarizia, per poter disporre di un dominio in nome di una vacuità di aspirazioni sconcertante, ma che è la stessa in tutte le epoche e in tutte le culture. Dopo la mancata distribuzione di Agora in Italia, si erano levate le voci che il potere politico italiano, su richiesta di quello religioso, avesse bloccato l'uscita del film. A noi non interessano le beghe politiche, interessa che la mobilitazione delle persone di cultura abbia portato alla fine il film nelle sale e questo ci basta. La Mikado ha distribuito il film, ottenendo il secondo posto nella classifica dei titoli più visti nel mese di aprile 2010. Teniamo particolarmente a questo film, sia per il messaggio a favore di tutte le culture, contro i totalitarismi di qualsiasi specie, ma anche perché abbiamo parlato a lungo di Ipazia in un nostro articolo e questa è un personaggio essenziale per comprendere la vera storia dell'Umanità. Per informazioni, vedere il sito web del film o quello della casa di distribuzione.

Avatar

L'inverno 2009 sarà estremamente importante dal punto di vista dei film misteriosi per moltissimi film a contenuto esoterico, primo fra tutti il kolossal catastrofico "2012" di Roland "Godzilla" Emmerich che racconterà la fatidica data che dovrebbe in teoria segnare la Fine del Mondo. Ma al di là di questi presagi, il vero film evento dovrebbe senza dubbio essere Avatar, un mega-kolossal in 3D che segna il ritorno alla regia di James Cameron, dodici anni dopo i successi planetari di Titanic. Cameron, papà di film cult di fantascienza come Terminator, Aliens e Abyss, stavolta racconta la trama intricatissima di un pianeta popolato da esseri giganti. Siamo nel XXII Secolo e l'umanità non riesce a vivere su questo mondo particolare, chiamato Pandora: si tratta di un pianeta dall'aria irrespirabile per gli umani, in cui la fauna è gigantesca e la flora è caratterizzata da una giungla pluviale con alberi alti trecento metri. La razza intelligente è costituita da umanoidi alti tre metri e con la pelle blu, chiamati Na'Vi: questi sono stati "replicati" dagli umani per costruire degli ibridi senza coscienza, chiamati avatar. Gli avatar si collegano mentalmente con gli umani e questi riescono a vivere su Pandora in maniera naturale, benché di fatto il vero corpo di questi uomini sia situato sulle astronavi in orbita attorno a Pandora.
Da queste premesse si sviluppa la trama, che vede da un lato gli umani-avatar cercare di prendere il controllo del pianeta e dall'altro i nativi Na'Vi cercare di mantenere la loro indipendenza. Un film strano, originale, curioso ma soprattutto carico di conseguenze eccezionali: sembra che James Cameron, come aveva già fatto con Abyss, voglia raccontare la storia segreta del mondo ed è facile vedere in Pandora la Terra del Pleistocene, con creature gigantesce, uomini alti tre metri, megaliti e Megafauna a gogò. Secondo un'altra interpretazione, Pandora in realtà sarebbe Marte, in cui le immagini censurate dalla Nasa mostrerebbero a tutti gli effetti alberi alti centinaia (se non migliaia) di metri. Il discorso del trasferimento della coscienza dagli esseri umani agli avatar invece è un riferimento eccezionalmente neoplatonico e si rifà ad alcune concezioni gnostiche che affondano le loro radici perfino nella tradizione esoterica egizia. Secondo queste tesi filosofiche, l'uomo vivrebbe sulla Terra non la sua vera esistenza, ma "un'immagine" di essa: la sua vera essenza e il suo corpo (fatto di energia) non sono sulla Terra, ma qui vivrebbe solo un'esistenza bloccata in un materialismo fine a se stesso. Molte concezioni filosofiche e religiose, come anche quelle attuali predominanti della Chiesa Cattolica, vedono nell'esistenza sulla Terra un errore, un incidente: come se la coscienza dell'umano il cui corpo vive reale in orbita si fosse bloccato, per amnesia, nel suo avatar su questo pianeta. In tal senso il film di Cameron è un'immensa, incredibile metafora di queste concezioni esoteriche estreme e come tale andrebbe visto seguendo due livelli di narrazione. Un film dunque assolutamente imperdibile.

2012

Finalmente l'attesa è finita. Il 13 novembre esce nelle sale il film "2012", catastrofica pellicola del devastante (in tutti i sensi) cineasta tedesco Roland Emmerich. Il papà di Godzilla e degli alieni di Indipendence Day si lancia all'assalto della Terra con l'apocalisse prevista per il 2012 dai Maya e lo fa con un film preciso, decisamente cospirazionista ma ben documentato e scientificamente plausibile (se può essere plausibile parlare di apocalisse per quel fatidico anno). Infatti Emmerich pare aver studiato perfettamente tutti i richiami sensazionalistici che da anni imperversano sul web e che narrano di come tra tre anni vi saranno una serie di coincidenze astronomiche e mitologiche: la fine del Calendario Maya e la prevista distruzione di questo mondo teorizzata dal popolo centroamericano si accompagna a fatti incontestabili da un punto di vista scientifico come il massimo di attività solare e un preoccupante calo del campo magnetico terrestre.

Il risultato dovrebbe essere nella migliore delle ipotesi una serie di tempeste solari che distruggeranno la rete di distribuzione dell'energia elettrica sulla Terra, lasciandoci senza corrente, senza riscaldamento, senza comunicazioni. La fonte di queste previsioni è la Nasa - e di certo non si può tacciare l'ente spaziale americano di faciloneria o di esoterico sensazionalismo. Per i cultori di teorie new age e ufologiche, il 2012 porterà tra gli altri cambi dimensionali, invasioni aliene, mutazioni genetiche e quant'altro... Non commentiamo queste ipotesi, peraltro degne di essere analizzate. Quel che accadrà può essere un disastro così come un mutamento delle coscienze della popolazione umana, che smetterà finalmente di essere "pecorona" per prendersi le giuste responsabilità di preservare il pianeta dall'inquinamento e dalla distruzione di animali e foreste che stanno lentamente compromettendo l'ecosistema mondiale. Al di là di queste considerazioni il film di Emmerich ha il pregio di dare qualche schiaffo al pubblico. Perché al di là delle conclusioni positivistiche dei suoi precedenti film (incluso il per certi versi simile "Day after tomorrow") in questo si denunciano le falsità dei nostri governanti, presi a tutelare i propri interessi piuttosto che quelli di tutta la nostra civiltà. Al di là della trama quello che ci attende nei prossimi anni è un'attenzione diversa, più attenta ai bisogni sociali, meno imperniata su falsi credi e filosofie deleterie ma concentrata sui bisogni effettivi dell'Uomo, in attesa di una sua evoluzione psicologica e di pensiero. E il questo senso la lotta per la sopravvivenza e la corsa contro il tempo per salvarsi che vivono i protagonisti del film è una bella metafora di come l'essere umano medio sia lasciato a se stesso, consumatore idiota di beni voluttuari per chi detiene il potere ma in realtà una persona che è sempre dotata di diritti umani inalienabili e che ambisce a conoscere la Verità. Negarci questa possibilità potrebbe portare a conseguenze ben peggiori di una fine del mondo...
(Sopra) Due immagini del kolossal "2012" costato 200 milioni di dollari.

Dorian Gray

Uno dei romanzi gotici più belli dell'Ottocento, capolavoro di Oscar Wilde. descrivere "Il ritratto di Dorian Gray" significa raccontare una letteratura splendida, ricca di spessore e di contenuti. Il film del 1945 rese splendidamente l'atmosfera da Londra oscura e maledetta che faceva da retroscena alle vicende del protagonista che non invecchia mai per vivere una vita di piaceri e di edonismo. Oggi Oliver Parker dirige un remake di quel capolavoro del cinema di un tempo, (ri)portando sul grande schermo un Dorian Gray un po' diverso dal romanzo. Il ragazzo, interpretato da un bravo ed efebico Ben Barnes, è un ingenuo idealista che nella Londra vittoriana si lascia trascinare nei piaceri della vita mondana dal nobile Henry Wotton, interpretato da Colin Firth. Nel momento in cui un amico pittore dipingerà un ritratto di Dorian, questo smetterà di invecchiare, ma non per un patto col Diavolo come nella storia tradizionale, ma in base a una sua volontà, un giuramento futile e insignificante. Chiaro il senso del cambiamento del sentimento sociale: non vi è più bisogno di figure mitologiche malefiche e caricaturali, il Diavolo di per sé non esiste (e il Satana cristiano è una costruzione teologica medievale, inesistente da un punto di vista religioso). Oggi si è consapevoli che il Male, ossia l'egoismo, il compromesso, l'ipocrisia, sono dentro di noi, siamo noi stessi che scegliamo di essere fedeli o meno ai nostri principi. La metafora del "nuovo" Dorian Gray è che l'Umanità ha perso da tempo la sua innocenza, e che i privilegi e i piaceri della nostra condizione ci allontanano sempre più da un percorso di crescita interiore, che non significa vivere come eremiti o peggio come asceti, ma significa amare se stessi, essere fedeli a se stessi, alla propria natura, ai propri desideri, in una parola alla propria anima. Il film uscirà nelle sale italiane il 27 novembre.

Planet 51

Dalla Spagna invece arriva un piccolo film di animazione in 3D che ribalta spassosamente il genere dell'esplorazione fantascientifica, ridicolizzando nel contempo anche il tema abusato dell'invasione aliena. In "Planet 51" si narrano le vicissitudini del Capitano Charles "Chuck" Baker, astronauta della Nasa sbarcato per sbaglio sul "pianeta 51", un mondo extraterrestre in teoria disabitato ma che in realtà si rivela popolato di alieni verdi che vivono in un'epoca corrispondente ai nostri Anni '50. Come da noi c'era la psicosi dell'invasione aliena e si vedevano dischi volanti da tutte le parti, anche sul pianeta 51 gli abitanti si lasciano andare a isterismi di massa e organizzano la caccia all'alieno-umano che sarà costretto a nascondersi e a chiedere aiuto a un ragazzo, perfetto ribaltamento della storia di ET. Tra citazioni spassose (il cagnetto simil-Alien) e riferimenti caustici alla nostra società, il film scorre verso il lieto fine, anche grazie all'aiuto dell'unico compagno di Chuck, un Rover spaziale diretto discendente dei marziani Spirit e Opportunity. Una smitizzazione degli pseudoeroismi spaziali, incluso lo sbarco sulla Luna tanto osannato e su cui tanti dubbi di veridicità pesano. Insomma un film da non perdere e che dimostra una volta di più il livello tecnico raggiunto dagli artisti di tutto il mondo - ad eccezione forse dell'Italia, indietro anni-luce (è il caso di dirlo) in tema di grafica 3D applicata al cinema...

L'Era Glaciale 3: l'Alba dei Dinosauri

Se un tempo i cartoni erano esclusiva della Disney, da alcuni anni, con l'avvento della Computer Graphic, sono nate molte case di produzione specializzate in capolavori di animazione. Serie come Madagascar e L'Era Glaciale sono diventati classici della comicità, in grado di far divertire grandi e piccoli. E in questa fine estate 2009 giunge sugli schermi dei cinema italiani proprio il terzo capitolo della saga degli animali vissuti nel Pleistocene, durante l'ultima glaciazione. La saga del mammuth Manfred, della tigre dai denti a sciabola Diego e dal bradipo Sid, accompagnati dallo straordinario scoiattolo preistorico (e ghianda-dipendente) Scratch e dalla loro banda di amici, stavolta vedrà i nostri protagonisti alle prese nientemeno che con i dinosauri. A prima vista si tratta di un colossale abbaglio: tutti sanno che il Pleistocene è un'epoca che inizia circa un milione e mezzo di anni fa e termina nel 10000 BCE, mentre i dinosauri sono scomparsi, si sa, ben 65 milioni di anni fa. Come spiegare questa inesattezza clamorosa? In realtà non si tratta di vera inesattezza ma di un riferimento preciso a teorie esoteriche ed eterodosse che si rifanno al concetto della Terra Cava e al mito di Agharti. Gli sceneggiatori Michael Berg e Peter Ackerman, della casa di produzione Blue Sky Studios, infatti hanno utilizzato l'espediente della nicchia ecologica sotterranea creata dalla Terra Cava per "salvare" i dinosauri dall'estinzione, consentendo alla fauna del Cretaceo di interagire con gli animali del Pleistocene.
Certo si tratta di una trovata geniale, apparentemente utilizzata a fini creativi: ma come spesso accade Hollywood nasconde, tra le pieghe dei suoi film, messaggi esoterici neanche troppo velati, in contrasto con la Scienza ortodossa e bigotta chiusa a qualsiasi possibilità "esotica". In un mondo di parrucconi ottusi, la vera libertà di pensiero ci è data da film come L'Era Glaciale 3, che accanto alle risate instilla il dubbio che i dinosauri possano essere sopravvissuti tutto questo tempo.
E' un fatto in teoria plausibile se si considerano tutti i miti di draghi e creature rettiloidi gigantesche presenti nelle culture di tutto il mondo, senza contare le rappresentazioni "impossibili" di dinosauri ed esseri umani presenti sulle Pietre di Ica e su altri manufatti. Il ritrovamento nel Nuovo Messico di fossili di dinosauri in epoca terziaria poi sembrerebbero escludere categoricamente che l'estinzione del Cretaceo sia stata globale e che almeno in alcune parti del mondo i giganteschi abitanti della preistoria possano aver continuato ad abitare il pianeta. Quindi L'Era Glaciale 3 è un film imperdibile per gli amanti del mistero e delle teorie più innovative.
E se proprio non ci si convince della possibilità di esistenza attuale dei dinosauri, si può almeno fare qualche risata.

 



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