| Tutti conosciamo gli anime, i cartoni
animati giapponesi: a partire da quel Goldrake datato 1978,
sono divenuti un fenomeno di costume, un simbolo per un'intera
generazione cresciuta a pane, nutella, robottoni e Lady Oscar.
In effetti, alzi la mano chi non ha nei suoi ricordi più
cari un cartone animato proveniente dall'Oriente. Se per i nostri
padri o nonni questi "eroi" erano Topolino o Paperino
o Bugs Bunny o Braccobaldo, per tacere dell'Orso Yoghi, per
i venti-trenta-quarantenni inevitabilmente i favori vanno ai
vari Jeeg-Mazinga-eccetera oppure alla citata Lady Oscar, Candy
Candy, Creamy, Magica Emi e così via, a seconda del sesso
e dei gusti. Però se si chiede a un giovanissimo qual
è stato l'eroe animato della sua infanzia, la risposta
sarà sorprendente: non un eroe ma un'eroina. |
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| Sinceramente, Sailor
Moon non ha molto appeal, almeno a prima vista: una ragazzina
delle superiori giapponesi che si trasforma in una superoina
"vestita alla marinara". |
(Sopra,
a sinistra) Usagi Tsukino è una comunissima ragazza delle medie
giapponesi, pigra e svogliata... (A destra) Ma attraverso il
Cristallo d'Argento diventa Sailor Moon, la combattente che
veste alla marinara! |
Un tormentone della serie, questo:
una guerriera un po' ridicola forse, tra minigonne inguinali e una
divisa copiata dalla vera uniforme usata dalle alunne giapponesi.
Però questa serie, nata nel 1991 dall'immaginazione di una
mangaka giapponese, Naoko Takeuchi, trovò immediatamente un
pubblico attento e affezionato, che le consentì in Giappone
di avere un grande successo editoriale grazie alle pubblicazioni della
casa editrice Kodansha e, quando fu trasformata in serie animata dalla
Toei Animation, di ottenere uno share televisivo il sabato sera in
prima serata costantemente attorno al 12%. Il risultato finale furono
cinque serie prodotte, innumerevoli film di animazione e una produzione
incredibile di musical, speciali, perfino un telefilm reale! Sailor
Moon guadagnò, tra il 1992 e il 1995, un milardo e mezzo di
dollari. La serie finì nel 1997, ma come detto le edizioni
speciali e le ripubblicazioni di finali alternativi continuarono fino
al 2005, senza contare le versioni per il mercato straniero. Ma attualmente
la serie, sia per la tv che per i fumetti, è bloccata in seguito
ad un'azione legale dell'autrice. La Takeuchi, infatti, stufa delle
innumerevoli censure subite nelle versioni estere, inclusa quella
italiana, che subirono a causa delle scelte censorie dei vari paesi
vere e proprie riscritture, ha deciso di fermare la sua opera fino
a che un tribunale stabilisca definitivamente quale sia il limite
di tali interventi. Ma proprio questa peculiarità fa di Sailor
Moon un anime così amato e controverso: una storiella per bambine
che nasconde al suo interno contenuti fortemente esoterici se non
gnostico-rivoluzionari (se di gnosticismo si può parlare di
una serie orientale). La Takeuchi infatti fin dal primo albo a fumetti
ha dimostrato una profonda ed erudita conoscenza dell'esoterismo occidentale,
che ha innestato sulle tradizioni religiose shintoiste tipiche del
Giappone. Il risultato è stato esplosivo e fin dall'inizio
i lettori e gli spettatori televisivi sono stati proiettati nelle
vicende di Usagi (detta Banny nell'edizione italiana e Serena in quella
americana), reincarnazione della principessa della Luna Serenity.
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| (Sopra, a sinistra)
Sailor Moon è la reincarnazione della Principessa Serenity,
vissuta sulla Luna 10mila anni fa. (Al centro) Copertina del
manga di Sailor Moon, realizzato dall'autrice Naoko Takeuchi.
Sono presenti da sinistra Sailor Jupiter, Sailor Mercury, Sailor
Moon, Sailor Venus e Sailor Mars. (A destra) l'inequivocabile
simbolo delle guerriere Sailor, la falce di Luna Bianca identico
al simbolismo lunare delle corna di Iside. |
La prima serie di Sailor Moon è incentrata sulla
scoperta delle proprie facoltà da parte della protagonista,
una pigra studentessa di liceo giapponese, e della sua storia ancestrale:
un tempo la Luna era un eden verde, con mari, laghi e alberi, abitata
da esseri umani, in un regno di pace e prosperità governato
dalla regina Selene. Ma quando sulla Terra ci fu il Diluvio, gli uomini
terrestri invasero questo regno meraviglioso e lo distrussero, trasformandolo
in un deserto di polvere senza aria e senza vita. Malgrado la resistenza
delle soldatesse che difendevano la Luna, le Guerriere Sailor, alla
fine la morente Selene trasferì le anime delle quattro guardiane
e della figlia in una capsula di salvataggio, diretta verso la Terra…
Le guerriere Sailor sono il leit-motiv del cartone: chiamate in giapponese
inner senshi, in un mix tra inglese e lingua nipponica, rappresentano
i pianeti interni e sono chiamate Sailor Mercury (nome originale Amy),
Sailor Mars (Rei), Sailor Venus (Minako) e Sailor Jupiter (Makoto)
e rappresentano i numi tutelati dei pianeti più interni del
Sistema Solare. Accompagnano e spesso salvano la vita a Sailor Moon,
che ovviamente rappresenta il nume tutelare della Luna. Il concetto
chiave è che attraverso la collaborazione, l'aiuto e la solidarietà
è possibile sconfiggere qualunque nemico, sopperendo ai deficit
che ciascuna persona normalmente ha: un messaggio che i maschi umani,
abituati a lavorare in team, ben conoscono, ma che le donne, assai
più individualiste, faticano a recepire… Quindi, la serie
mostra uno scopo pedagogico-educativo, oltre a quello normale ricreativo:
e questo è il secondo messaggio nascosto dall'autrice. Ma in
questa prima serie, che vede Sailor Moon combattere contro la regina
Metallia, versione dell'Antinea di Atlantide,
compare anche un personaggio eccezionale, legato alla mitologia classica:
il principe Endymion, ambasciatore del Regno delle Fate sulla Luna,
che nel presente diventa Mamoru (in italiano Marzio), il futuro fidanzato
di Sailor Moon. Il curioso è che effettivamente nei miti greci
si narra di questo pastore, Endymion, di cui si innamora perdutamente
la dea Luna… Un mito dal carattere assai misterico, e che affronteremo
prossimamente. Quel che stupisce è come la Takeuchi nella sua
opera abbia voluto inserire elementi non giapponesi su tradizioni
patrie, creando un sincretismo di saghe e miti estremamente complesso
e profondo, pur mantenendo uno stile di comunicazione semplice e avvincente.
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Ma
se la prima serie, con il suo finale tragico e devastante (finiva
con un'esplosione che sconvolgeva il continente Antartico!)
e pieno di riferimenti criptici tuttavia non entrava in profondità
nei misteri più sconcertanti della cultura occidentale, la seconda
serie, incentrata sul personaggio di Sailor Chibiusa, chiariva
alcuni aspetti. Ambientato tra il presente e il 3000 CE, il
filo narrativo racconta del viaggio a ritroso nel tempo della
figlia di Sailor Moon ed Endymion, Chibiusa, una ragazzina insopportabile
e pestifera che assomiglia come una goccia d'acqua alla madre,
ad eccezione dei capelli color rosa. Si comprende come Chibiusa
rappresenti il pianeta Terra, figlio della Luna: un concetto
perfettamente conosciuto dai popoli preistorici e trogloditi,
ma anche dai moderni Aborigeni. Il mito
della Terra figlia della Luna è presente anche nell'Antico Egitto
e in un certo senso va contro le moderne teorie scientifiche,
che affermano il contrario: la Luna letteralmente "partorita"
dal nostro pianeta a seguito di una collisione cosmica con un
planetoide. Tuttavia, per quanto valida, la tesi non convince
del tutto e a nostro avviso varrebbe la pena studiare a fondo
i miti antichi e comprendere perché si veda la Luna come madre.
Tuttavia il riferimento è interessante per gli sviluppi che
le forze del male portano avanti: provenienti da Nemesis, una
Luna Nera che assomiglia tanto al sumerico Nibiru, il dodicesimo
pianeta caro a Sitchin, i malvagi seducono la piccola Chibiusa,
trasformandola in una donna fatale che si innamora nientemeno
del del proprio padre Endymion! In un vero trattato freudiano
a cartoni animati, Sailor Moon deve lottare per sconfiggere
i seguaci della Luna Nera e salvare la figlia (e marito). A
parte i risvolti psicanalitici, la serie brilla per una bella
animazione e una storia decisamente sconvolgente (al punto che
non è stata mai più ritrasmessa in Italia, per non turbare le
menti "innocenti" dei bambini, evidentemente non preparate ad
affrontare il Complesso di Edipo, ma più avvezze invece a sangue
e ammazzamenti sessualmente neutri). |
| (Sopra) Chibiusa, la figlia di Sailor
Moon ed Endymion, diventa nella seconda serie la Black Lady
di Nemesis, il pianeta della Luna Nera, assai simile al Niburu
delle leggende sumere. |
Ma il clou si raggiunse
un anno dopo, nel 1994, in Italia nel 1996: la terza serie includeva
uno dei temi più affascinanti della Storia umana, il Santo
Graal. Intitolata in Italia "Sailor Moon e il Cristallo del
Cuore", la serie verteva sulla ricerca dapprima del Santo Graal,
contenuto all'interno di una persona dal cuore "più puro di tutti",
e poi della sua difesa da parte delle forze occulte, decise ad aprire
sulla Terra un portale dimensionale (una "Porta
Coeli"?) per far giungere in questo universo un distruttore
apocalittico, il Faraone 90. Queste puntate sono assolutamente esaltanti
e qualsiasi ricercatore che si definisca esperto di Graal non può
non annoverarle tra la letteratura che narra della Sacra Coppa.
Sailor Moon in un escalation di colpi di scena si vede coinvolta
nella ricerca del Calice mentre i mostri evocati da una potente
strega le impediscono il cammino.
| Ma tra
gli antagonisti si distinguono due nuove guerriere Sailor, Sailor
Uranus e Sailor Neptune, definite outer senshi, che presentano
fin dall'inizio singolari caratteristiche: sono assai più
adulte delle adolescenti amiche di Banny e inoltre sono una
coppia, sono due ragazze lesbiche che vivono assieme e si amano!
La novità fu assoluta e sconvolgente. Mai nessuno in
Occidente aveva osato tanto e l'omosessualità fece irruzione,
malgrado le quasi totali e vergognose censure in Italia, Stati
Uniti e altri paesi, nel mondo degli anime. Le
due ragazze, chiamate in italiano Ellis e Milena, invece rappresentano
due figure eccezionali: potenti, coraggiose, intelligenti, sono
la chiave di volta del cartoon e divennero subito le beniamine
del pubblico. Ellis, Urano, è una lesbica "butch",
più mascolina e decisa; Milena, Nettuno, è invece
estremamente femminile, ma come la compagna è una donna
forte e decisa. Nella terza serie danno innumerevoli lezioni
di vita e di combattimento alle Guerriere Sailor, lasciando
senza fiato Sailor Moon in più di un'occasione (la ragazza
si prenderà anche una cotta per Ellis, così come
Sailor Jupiter!). Ma il dovere incombe: mentre nella serie fa
la sua comparsa Sailor Pluto, la guerriera del Tempo (che era
già apparsa brevemente nella seconda serie), il Graal
appare in una cattedrale che ha tutto l'aspetto della Sagrada
Familia di Barcellona. Qui, tra trappole magiche e furiosi
combattimenti, Sailor Moon riuscirà ad afferrare il Calice
materializzatosi dall'unione di altre tre oggetti sacri: una
spada, uno specchio e un cristallo, custoditi dalle Sailor Uranus,
Neptune e Pluto. Il Graal è in mano del Bene, ma non
è sufficiente: la serie cambia punto di vista e si sposta
in un grattacielo di Tokyo, occupato dalla scuola privata denominata
Istituto Mugen che in realtà maschera un'organizzazione
dedita al male il cui scopo è riportare nella nostra
dimensione un essere mostruoso chiamato Faraone 90. |
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| (Sopra) Le due potenti, meravigliose
nonché lesbiche Sailor Uranus e Sailor Neptune, coppia
formidabile di eroine che si uniscono a Sailor Moon a partire
dalla terza serie. Alle loro spalle Sailor Pluto, altro esempio
di donna coraggiosa. |
A tal scopo il direttore dell'Istituto Mugen, il dottor
Tomoe, si serve della figlia Hotaru (in italiano Ottavia), di qualche
anno più piccola di Sailor Moon, in cui ha impiantato il demone
denominato Despota 9. La ragazza diviene amica di Chibiusa e delle
ragazze, ma è chiaro che un nuovo nemico trama alle spalle
del mondo… E così, in un finale tesissimo, la Despota
9 strappa il cristallo del cuore di Chibiusa e si trasforma in un'entità
potentissima, mentre l'istituto Mugen diventa il portale dimensionale
che farà giungere sulla Terra il misterioso Faraone. Ultimo
baluardo del Bene è il Graal, ma Sailor Moon lo consegna a
dispetto di tutti per salvare la vita di Ottavia, alias Despota 9…
E' convinta che la sua vita sia preziosa e decide di sacrificare il
Graal, consegnandolo al dottor Tomoe, piuttosto che uccidere la ragazza.
La decisione fa infuriare Sailor Uranus e Neptune, che vedono i loro
sforzi svanire. Mentre nel mondo mostri spaventosi devastano le città,
il portale si apre e l'entità misteriosa sta per entrare nell'atmosfera…
In quel mentre la Despota 9 improvvisamente si dissolve, si sgretola
come pietra. Da lei scaturisce l'ultima Sailor, la guerriera della
distruzione: Sailor Saturn diventa la chiave di volta dell'annientamento
del Faraone 90. E mentre una battaglia al di là della comprensione
umana si svolge sopra una Tokyo completamente devastata, Sailor Moon
pur senza Graal riesce a vincere il campo di forza del Faraone 90
ed entra nella dimensione sconosciuta: uscirà, alla fine di
tutto, portando in braccio un fagotto, dentro al quale sta Ottavia,
ritornata neonata…
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(Sopra, a sinistra) Il Castello del Graal secondo Sailor
Moon: una cattedrale estremamente simile (ci sono anche le
gru) alla Sagrada Familia di
Barcellona. Riferimento esoterico eccezionale, la Sagrada
è stata inserita spesso in anime giapponesi (come in
Lupin III). (Al centro) Il Graal, chiamato nell'edizione italiana
"Coppa Lunare", appare dall'unione di tre oggetti
presenti nel cuore di Sailor Uranus, Neptune e Pluto: una
spada, uno specchio e la pietra di uno scettro, simili ai
doni portati dai Tuatha di Danaan (che divennero in seguito,
assieme alle coppe, i semi dei tarocchi e delle carte da gioco).
(A destra) Sailor Moon mentre precede la nemica: notare le
ali del Graal, riferimento ai cherubini dell'Arca
dell'Alleanza.
(Sotto, a sinistra) Sailor Moon alla fine della serie consegna
il Graal alle forze del Male: qui si vede la Despota 9, alias
Hotaru Tomoe, mentre tiene la Sacra Coppa, poco prima di distruggerla.
(Al centro) La battaglia finale tra il Faraone 90 e Sailor
Saturn, anch'ella presente all'interno del corpo di Hotaru:
si svolge all'interno di una dimensione non terrena e non
mostrata dai registi agli spettatori. (A destra) Sailor Moon,
pur senza Graal, riesce a trasformarsi e ad entrare nella
dimensione extraspaziale: recupera così il corpo di
Hotaru, divenuto neonato. Il Cristallo del Cuore di Banny
è ben visibile sul petto, davanti al fiocco.
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Una serie apocalittica,
ben poco femminil-sentimentale, che trasmette alcuni insegnamenti
fondamentali: rispetto della vita al di sopra di tutto, rispetto
degli ideali, rispetto dell'istinto e delle proprie sensazioni.
Una serie "massonica" a tutti gli effetti, o forse sarebbe meglio
dire "templare": la Guerriera che veste alla marinara diventa una
novella Perceval e come il cavaliere vergine è pura di cuore, cioè
la sua anima si dimostra dedita al bene, al di là anche della logica
e della razionalità. E' questa la lezione più preziosa che ci viene
fornita dai romanzi del Ciclo del Graal scritti nel Medioevo: quando
Perceval giunge al Castello del Graal, non riesce a vederlo, eppure
è lì, davanti a lui. Una fanciulla giunge sulla scena e invita il
cavaliere arturiano ad entrare, sebbene lui non veda nulla. E' lì,
a un passo da lui, con le mura e le torri, il ponte levatoio abbassato:
eppure Perceval, vincolato dai sensi umani, dalla razionalità, dalla
sua mascolinità che lo allontana dal divino, non lo percepisce.
Ma fa un gesto di fede, crede alla ragazza, crede al suo cuore,
alla speranza, alla vita. Sì, il Castello è lì, perché deve essere
lì, perché siamo noi, in fondo, esseri divini un po' decaduti, ad
avere il potere di creare e manipolare la realtà… Un po' come
ci insegnava "Il mondo di Sophia" di Jostein Gaardner, oppure anche
il film "Matrix" col suo detto "il cucchiaio non esiste"! Sailor
Moon sacrifica il Graal, per quanto potente, per quanto prezioso,
perché sa che quella ragazza così malvagia al suo interno nasconde
un cuore buono, un'anima pura… E questo gesto salvifico di
fiducia estrema, fiducia nell'essere umano anche contro ogni briciolo
di razionalità, salverà il pianeta dalla distruzione più assoluta!
A nostro avviso la terza serie di Sailor Moon rappresenta un punto
di svolta di tutto l'esoterismo mondiale, un momento in cui si afferma
chiaramente il principio della divinità dell'essere umano. Poco
prima di recuperare Sailor Saturn dal cuore della battaglia, Sailor
Moon cerca di trasformarsi nella guerriera con i poteri che il Graal
le aveva dato, ma invano. Sotto lo sguardo accusatore di Sailor
Uranus e Neptune, Banny cerca disperatamente di trasformarsi, ma
non vi riesce. La coppa è perduta e con essa le sue facoltà superiori…
Ma qui accade un fatto straordinario: sebbene nella serie si dica
chiaramente che il Graal contenga il "cuore più puro di tutti" (un
riferimento a Gesù Cristo?), Banny riesce ad andare oltre: il suo
cristallo interiore si manifesta esteriormente, sul suo petto, e
la ragazza completa la sua trasformazione. Chiarissimo il riferimento
al Cristo interiore e alla metafora, già nota in tempi antichi,
che il nome di Cristo sia associato alla parola Cristallo. In pratica
la nostra anima è un cristallo di quarzo, capace di contenere energia
e potere ma soltanto se caricati di energia. Il Cristo interiore
è equivalente dell'Horus interiore che abbiamo già visto qui:
un sole, una luce di energia pura che rappresenta la nostra essenza
e che se ne abbiamo consapevolezza è in grado di farci evolvere
verso la nostra naturale forma energetica superiore. Sailor Moon
sviluppa questa energia pura e con il suo scudo entra nel terribile
campo di battaglia in cui si stanno battendo Sailor Saturn e il
Faraone 90. Quel che accade non si sa: l'anime non lo mostra, è
come se fosse al di fuori della nostra dimensione (e comprensione).
Ma si sa come finisce: la nebulosa maligna che circondava il Faraone
90 si dissolve e il Bene ha vinto. Nella piccola Ottavia in fasce
che neonata torna alla vita si vede tutta la speranza di una rinascita
dell'umanità, di un'evoluzione interiore, di un feto che si trasforma
in un uomo nuovo, che poi è l'immagine finale di "2001:
Odissea nello Spazio". Insomma un messaggio rivoluzionario,
oltre-cristiano e oltre-religioso, che fa propri gli intenti evolutivi
di tante filosofie e tante sette, insegnando in modo semplice ai
bambini di credere nella vita, nell'uomo, nel bene e di sperare
sempre in un futuro migliore. Un finale che fece venire i brividi
a milioni di persone, in tutto il mondo… [CONTINUA]
Lorena Bianchi
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(A sinistra) Una serie bella, ricca e graficamente curata,
con alcune puntate chiaramente infantili e altre che sembrano
uscite da un manuale di esoterismo: una serie stupenda, coraggiosa
e che non ebbe paura, negli Anni '90, di affrontare certi
temi come l'omosessualità. Sailor Moon rappresenta
una pietra miliare della storia dei Cartoni Animati.
(A lato) Sailor Saturn, alias Hotaru Tomoe, è la chiave
di volta della terza serie. Per salvare lei Sailor Moon non
esita a distrugere il Graal, la fonte del suo potere. Un gesto
simbolico di amore per la vita ad ogni costo, che può
insegnare tanto a ciascun essere umano.
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