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un futuro non troppo lontano il pianeta Terra è soffocato da
inquinamento e spazzatura. Una nuova era glaciale sta invadendo
le terre un tempo coltivabili e anche le città con i loro altissimi
grattacieli sono assediate dai ghiacci. In un ambiente naturale
scomparso l'ultima speranza è una navetta spaziale che vede
come piloti i tre componenti dei Muse: Matthew Bellamy, Dominic
Howard e Chris Walstenholme. La missione di questi astronauti
è quella di raggiungere un nuovo pianeta ed esplorarlo, per
fornire a un'umanità disperata un nuovo pianeta su cui ricominciare.
Il razzo parte e la navetta entra in orbita, tra pubblicità
volanti e un'incredibile quantità di rifiuti spaziali. Collegatasi
a un modulo di supporto, la navetta si tuffa nell'iperspazio
attraverso un Worm-hole per uscire nei pressi di un pianeta
rosso, che assomiglia a Marte. Un inatteso campo si asteroidi
si profila sulla rotta e nonostante le manovre disperate, i
tre astronauti non riescono ad evitare una collisione. La navetta
si stacca dal modulo di supporto e precipita sul pianeta rosso,
effettuando un rovinoso atterraggio di fortuna. |
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I nostri protagonisti
escono dalla navetta per i primi passi sul suolo arido e desertico
ma ciò che vedono è un panorama desolante: la città di Londra, distrutta
ed erosa, è lì davanti a loro, con tanto di Big Ben. Perché si ritrovano
in quella situazione? C'è stato un salto temporale? Si tratta di
Marte o di un altro pianeta? E se invece, come nel Pianeta delle
Scimmie, fosse il futuro della Terra? Al solito i Muse si dimostrano
una band mai banale e accanto a musiche eccelse e a testi significativi
inseriscono videoclip misteriosi ed interessanti. In questa "Sing
for Absolution" del 2004, che fin dalle prime note appare malinconica
e angosciata sembra che l'Umanità debba commettere sempre gli stessi
errori e senza una memoria storica del suo vero passato sia destinata
alla distruzione. Un video fantascientifico per un messaggio moderno
e realistico, che lo è tantopiù in questo nostro tempo.
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