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Una delle
serie animate più amate e seguite di tutti i tempi (anche
per la sigla ritmata e orecchiabile divenuta un must) è
senza dubbio Jeeg Robot d'Acciaio, cartone di 46 episodi datato
1975 e trasmesso in Italia per la prima volta nel 1979. Chi
scrive ricorda ancora la "prima", andata in onda su
Antenna Nord, l'antenata dell'attuale Italia 1, alle ore 20
in concorrenza con il telegiornale! Si trattava di un anime
particolare, che seguiva l'incredibile successo dei due Mazinga
e di Goldrake, ma che rispetto a questi sembrava vantare una
storia e una "tecnicità" assai maggiore, quasi
ne fosse un'evoluzione. E per molti versi era così: del
resto l'autore dell'anime era quel Go Nagai padre fin dai primi
Anni '70 di tutti i robottoni sopra citati. Un tema, quello
degli automi giganteschi, parte integrante della cultura nipponica
più antica (così come di quella cinese) e questo
richiamo del passato, presente in moltissimi aspetti legati
sia ai personaggi che alla trama, risulta essere una delle chiavi
di volta del successo della serie. Perché Jeeg non è
il semplice robot frutto della scienza umana: il pilota, un
giovane ribelle di nome Hiroshi Sheba, è egli stesso
parte integrante dei meccanismi, in quanto, grazie ai poteri
di una specie di oopart che ha innestato nel petto, la Campana
di Bronzo, può trasformarsi nella testa stessa del gigante
meccanico, che finisce per essere da un punto di vista terminologico
un cyborg, sia pure alto una ventina di metri. |
| (Sopra) Un'immagine
promozionale di Jeeg mostra tutte le fasi della trasformazione
del protagonista Hiroshi Sheba nella testa del robot, mentre
lo shuttle d'appoggio Big Shooter "lancia i componenti"
che andranno a formare il corpo. |
I componenti che lo formano, lanciati da una specie
di Space Shuttle modernissimo, sono, questi sì, frutto del
progresso scientifico: ma l'energia magnetica che li tiene assieme
è la forza stessa del pianeta Terra, in una concezione non
dissimile da quella che probabilmente consentì di erigere i
megaliti preistorici. Questa connessione passato e moderno costituisce
probabilmente l'elemento-chiave per comprendere Jeeg. Infatti i nemici
di turno non sono alieni invasori ma un popolo antichissimo che vive
sottoterra e che è rimasto per millenni ibernato nella roccia.
Il senso di deja-vu nei confronti di Agharti
è molto forte… Il tema della Terra Cava è sempre
presente nei racconti orientali e si
sposa alla perfezione con le correnti esoterico-massoniche occidentali,
il che spiegherebbe l'assoluta ostilità di certe correnti ultraconservatrici
cristiane verso le tematiche degli anime giapponesi. Tuttavia Go Nagai,
che per la sua storia si ispira a fatti reali, non pare troppo assecondare
il popolo aghartiano, che viene dipinto, come sempre in questi casi,
come violento e imperialista, forse metafora neanche troppo velata
degli Stati Uniti e del Mondo Occidentale. Tornando al retroterra
storico, ci accorgiamo come l'antagonista di Jeeg sia la cattivissima
regina Himika, ispirata dal personaggio realmente esistito della regina
Himiko, vissuta in Giappone nel Terzo Secolo CE e sovrana del regno
Yamatai. Non a caso il regno sotterraneo che attacca la Terra si chiama
proprio Yamatai!
| Le cronache
cinesi la descrivono perfettamente come una specie di sciamana,
in contatto con gli Dei tramite le arti
magiche, che viveva lontano dal popolo in una residenza
a forma di piramide e che era particolarmente devota alla Dea
del Sole Amaterasu (Himiko in giapponese significa proprio "Figlia
del Sole"). Questa regina "esoterica" sembrerebbe
quindi il perfetto alter-ego della Himika moderna, ottima nel
suo ruolo di sovrana matriarcale contrapposta al patriarcato
"buono" rappresentato da Hiroshi-Jeeg e dai suoi valori
di patria e famiglia. In questo senso la serie appare, come
le altre consorelle, una vistosa bandiera del conservatorismo
e della società maschilista che opprime positivisticamente
in tutte le culture del mondo l'antico Matriarcato e il suo
rapporto di benevolenza con la Madre Terra. I riferimenti storici
di Jeeg continuano con il nome che prendono i mostri contro
cui combatte: i mostri Haniwa traggono origine dalle statuette
omonime Haniwa (che significa letteralmente "cilindro d'argilla")
che sono delle raffigurazioni antropomorfe di guerrieri e servi
che venivano collocate nelle tombe dei nobili e dei regnanti
a partire dal 250 CE, in sostituzione dell'usanza terribile
di seppellire con loro i servi vivi. L'esempio più illustre
di statue Haniwa senza dubbio sono i Guerrieri di Terracotta,
loro equivalente cinese e raffigurati a grandezza naturale.
Invece gli Haniwa giapponesi erano più piccoli e stilizzati:
curiose sono le raffigurazioni dei centauri, esseri sacri anche
in occidente e personificazioni del sapere e della cultura.
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| (Sopra) La Regina
Himika del regno Yamatai è l'antagonista di Jeeg: la
sua figura è ricca di elementi legati alla Religione
Primordiale matriarcale che dominò pacificamente, fin
dal Pleistocene, il continente euroasiatico e che fu madre in
Giappone della Cultura Ainu, avversata dagli invasori nipponici. |
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Questo particolare
e anche il fatto che le statuette Haniwa siano state ritrovate
in tombe a tumulo in tutto simili a quelle kurgan
di Europa e Russia, ci deve far tornare al popolo primordiale
di stirpe Cro-Magnon che colonizzò il continente euroasiatico.
Fu tale popolo a "inventare" il matriarcato e ad adorare la
Madre Terra, nonché a disseminare il pianeta di megaliti sacri.
Un ritorno di fiamma in una terra come il Giappone che fu
per decine di millenni legata al culto della natura attraverso
il popolo degli Ainu di
derivazione Cro-Magnon, poi ferocemente scacciato verso nord
da parte degli invasori patrarcali nipponici provenienti dalla
Corea. Evidentemente durante il periodo di Himiko il regno
Yamatai ebbe un ritorno di fiamma di queste visioni religiose,
un ritorno di fiamma che ha dato il pretesto a Go Nagai per
vedere in questo regno un nemico dell'ordine precostituito
e della stabilità imperiale. Comunque sia Himiko è legata
a un cambiamento importante da un punto di vista religioso.
Fino al suo avvento, era usanza in Giappone costruire campane
in lega di bronzo (come la campana di bronzo che dona i poteri
a Hiroshi) per onorare e pregare gli Dei. Il bronzo era una
lega sacra perché stagno e rame nel paese del Sol Levante
erano metalli molto rari, per cui erano molto pochi gli oggetti
realizzati in questo modo.
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| (Sopra) Ispirata
a una regina realmente esistita, Himika viene accostata a tutto
ciò che è esotericamente legato al Culto della
Dea Madre: qui appare davanti all'Occhio Onniveggente, all'interno
del quale vive l'Imperatore del Drago, simbolo delle forze telluriche
del pianeta Terra. |
Himiko tuttavia abolì l'uso del bronzo e da
quel momento si iniziarono a fare campane in ferro - per la precisione
in un tipo di acciaio, da cui deriva la composizione del corpo robotico
di Jeeg. Questo evento sicuramente ha influenzato Go Nagai e la sua
storia, ma il mistero sul perché dell'abolizione di questa
usanza rimane.
Altro ennesimo riferimento antico è rappresentato dall'astronave-madre
degli Yamatai, una specie di fortezza sormontata a un cilindro discoidale
da cui escono otto teste rettiloidi: nella mitologia shintoista questa
sarebbe la raffigurazione di Orochi, una specie di mostro simile all'idra
greca che in passato si dice devastò la regione di Izumo prima
di venire ucciso dal Dio delle tempeste Susanowo, arcigno fratello
della Dea Madre Amaterasu e suo rivale-persecutore. Un altro riferimento
quindi al culto patriarcale razionale e ordinato e contrapposto a
quello matriarcale, ritenuto selvaggio, brutale, istintivo, com'era
il mostro Orochi.
Su Jeeg ci sono ancora mille voci e leggende, aneddoti e considerazioni
social-economiche che sono state fatte in altre sedi, senza contare
oggettivamente la bellezza di alcuni episodi veramente leggendari
in cui sembra scorgere perfino una vena di lirismo. Ma la cultura
giapponese è questa, che alterna a meraviglie ultramoderne
un senso dell'antico veramente piacevole: è forse il maggior
pregio di quella cultura ricca di contrasti e Jeeg ne è un
valido rappresentante. Sicuramente si tratta di un prodotto imperdibile,
da un certo punto di vista semplicistico e naïf come tutte le
storie di robot Anni '70, ma anche avvincente ed esaltante, con un
ottimo background culturale e ricco di spunti e riflessioni, che è
divertente vedere anche a distanza di anni. E' solo un peccato che
Himika debba essere la nemica, visti gli ideali altissimi di cui la
sua cultura originaria era portatrice: perdonateci dunque se abbiamo
sempre fatto il tifo per lei e i suoi mostri…
| (Sopra) La
regina Himika viene ritratta con i simboli tipici della religione
matriarcale: a sinistra si può vedere la sua testa da Gorgone
e il segno dell'Ariete posto
sul viso, elementi legati alla fecondità e alla vita. Al centro,
la reggia a forma di piramide di Himika si trova sottoterra,
nell'isola giapponese di Kyushu, particolare che collega il
Regno Yamatai ad Agharti e al concetto
della Terra Cava. A destra, si vede la clamorosa ascia bipenne
di Himika, legata assolutamente al popolo delle Amazzoni
di derivazione indoeuropea; si possono percepire le dimensioni
gigantesche sia della regina che del suo ministro Mimashi,
reminescenza della statura notevole dei Cro-Magnon
che abitarono l'Eurasia. Mimashi è dotato di corna,
anche questo un simbolo pagano legato alla fertilità. Anche
Himika porta alla cintura lo stesso simbolo, che è l'emblema
anche dei mostri Haiwa. La regina inoltre utilizza una sfera
di cristallo per vedere cosa accade nel mondo in superficie,
come una strega, e invoca la
"sorella Luna" per dare potere alle sue creature. |
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| (Sopra) Altri
elementi storicamente validi presenti in Jeeg sono rappresentati
dalla Campana di Bronzo (a sinistra) che Hiroshi porta nel petto
miniaturizzata, legata al potere degli Dei e al concetto di
invincibilità. Le campane di bronzo sono esistite realmente
e avevano un valore sacro altissimo. (Al centro) Nella puntata
19 Himika risveglia un antico guerriero Yamatai, Takeru, rappresentato
esattamente come un indoeuropeo di stirpe Kushan.
Notare la Mitra in testa, copricapo usato dalle popolazioni
Cro-Magnon, l'acconciatura con i capelli raccolti e il volto
allungato tipico di queste genti. (A destra) L'astronave
di Himika è una rappresentazione del mostro Orochi, un drago
volante a otto teste presente nella mitologia shintoista. Tutti
questi elementi ci fanno affermare come Jeeg sia un anime estremamente
conservatore e legato alle tradizioni nipponiche che vedevano
nel popolo Ainu di origine indoeuropea
matriarcale un nemico da sterminare. Al pari del Regno Yamatai
del cartone, anche gli Ainu erano i primi e legittimi abitatori
del Giappone e furono scacciati con violenze e stermini fin
all'estremo nord del paese, ove vivono ancor oggi in condizioni
di oppressione culturale. Una delle tante vergogne dei popoli
patriarcali, che hanno nello sfruttamento delle risorse della
Madre Terra e nella sopraffazione del più debole la loro prerogativa. |
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