Nel 1993, in piena Era Grunge, i Soundgarden
di Seattle erano tra i beniamini del genere: oltre che nella
musica, decisero di esprimere il disagio generazionale attraverso
un video tra il grottesco e il delirante. Lo sfacelo della
società moderna visto attraverso un enorme buco nero che inghiotte
il cielo porta l'umanità che vive in un tipico sobborgo dell'alta
borghesia americana a comportamenti assurdi e folli. La critica
sociale al perbenismo tocca il suo apice: i visi si deformano,
distrutti dalla forza gravitazionale del buco nero, mentre
il mondo (e gli oggetti consumistici che lo compongono) letteralmente
viene inghiottito dalla forza cosmica... Chris Cornell, il
cantante dei Soundgarden oggi in forza agli Audioslave, scrisse
la canzone in soli 15 minuti, utilizzando un testo essenziale,
asciutto, immediato, eppure fortemente poetico. Da sottolineare
come dopo l'11 settembre "Black Hole Sun" fu considerata una
canzone "inappropriata" e censurata su alcune radio americane.
Per noi appassionati di mistero, soltanto mostra cị che mostra:
gli effetti di un portale dimensionale imminente, in grado
di distruggere le nostre sicurezze, la nostra vita borghese
fatta di oggetti inutili, di status symbol e quindi un invito
ad apprezzare maggiormente la nostra (divina) anima interiore...