|
Michael
Jackson - Earth Song
|
|
|
|

(Cliccare sulla foto per vedere il video)
|
La più bella canzone di Michael Jackson è un inno alla vita,
al nostro pianeta, alla sua sopravvivenza. Earth Song è un pugno
in pancia a tutto il sistema occidentale e alla sua logica di
sfruttamento, un atto d'accusa verso un tipo di vita che sta
condannando irrimediabilmente il pianeta Terra e i suoi abitanti,
anche umani, all'estinzione. In vista di una data critica come
questo fatidico 2012, se non vi sarà la fine del mondo comunque
vi saranno importanti cambiamenti a livello di coscienza mondiale
che tradotto in termini comprensibili, significherà che i governanti
e i popoli dovranno prendere provvedimenti urgenti e drastici
contro l'inquinamento e il depauperamento delle risorse, imponendosi
un nuovo modo ecosostenibile di concepire l'economia. Il videoclip
di Michael in questo senso rappresenta quello che è stato, quel
che dovremo fare e quello che invece potrebbe fare il pianeta
stesso. Mostrando scene terribili di elefanti africani uccisi
per depredarne le zanne di avorio, di deforestazione selvaggia
in Amazzonia che lascia il posto a un inferno di cenere e sabbia,
sotto lo sguardo dei saggi indigeni discendenti dei primi umani,
il Re del Pop ci narra del periodo in cui viviamo. |
Ciò che emoziona e colpisce all'inizio del video
è la disperazione di queste popolazioni, africani, indios amazzonici,
che vengono considerate primitive da noi arroganti assassini, ma che
in realtà sono i legittimi, veri abitanti di questo mondo,
che amano e da cui vengono amati. Nelle loro lacrime dinnanzi ai cadaveri
di animali maestosi morti, davanti alla devastazione di migliaia di
alberi abbattuti per far posto a pascoli per bestiame che verrà
macellato e trasformato in hamburger che sfamerà lo stomaco
di umani in tutto e per tutto idioti ci sono anche le proteste e i
lamenti di chi non si rende conto di come sia possibile essere tanto
malvagi, di come sia possibile che per denaro si possa uccidere la
propria stessa specie. E infatti di lì
a poco appaiono nuovi cadaveri, un po' diversi da prima. La canzone
uscì nel 1995, quando imperversava la guerra nella ex-Jugoslavia,
e infatti dopo le scene di morte per flora e fauna la camera si sposta
nella follia balcanica in cui, per nazionalismi inesistenti e infami,
gente che viveva in pace iniziò a massacrarsi senza pietà,
dando sfogo a una ferocia che si credeva estinta alle soglie del XXI
Secolo. Secondo la teoria di Gaia, il pianeta non è un astro
freddo di roccia, ma un insieme vivo, in cui animali e piante coesistono
in simbiosi reciproca e infatti a questo scempio il pianeta reagisce.
In un urlo liberatorio, mentre un vento micidiale sferza tutto il
pianeta, la Natura in versione Sekhmet si riprende ciò che
le è stato tolto. Gli alberi tagliati ricrescono, gli elefanti
a cui sono state strappate le zanne risorgono e camminano, al pari
di tutta la fauna massacrata. I fumi delle fabbriche inquinanti tornano
nelle ciminiere e i morti della ex-Jugoslavia aprono gli occhi e si
alzano in piedi. Il mondo rigenera se stesso, dando pieno significato
all'espressione alchimistica del "Solve et Coagula", "dissolvi
e rigenera". La vita è ciclica, sembra dirci il compianto
Michael, e mentre ditruggiamo gli ecosistemi mondiali non ci rendiamo
conto di essere solo un piccolo, insignificante momento nella storia
del pianeta Terra antica di 5 miliardi di anni. E momenti apocalittici
come la Catastrofe di Toba, 75mila anni fa,
dovrebbero insegnarci che anche noi, "invincibili" esseri
umani, ci possiamo estinguere... |
(Tutte le immagini e i video sono copyright © dei rispettivi autori -
L'utilizzo nel testo ha solo fini divulgativi.)
|