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Quando uscì
"2001", moltissimi spettatori rimasero affascinati
dai messaggi contenuti nel film. In tanti, critici e appassionati,
chiesero direttamente al regista, Stanley Kubrick, il senso
della pellicola e il significato delle scene. E lui, con nonchalance,
rispose: "Non ho la più pallida idea di cosa voglia
dire questo film, è venuto così!" La realtà
non è questa, Kubrick sapeva perfettamente cosa stava
girando e certamente il suo messaggio, nel 1968, era rivoluzionario
quanto gli ideali che spingevano i giovani nelle strade a manifestare.
L'ansia di un mondo nuovo, di un rinnovamento culturale e mentale
oggi fa sorridere, perché di quello che speravano i nostri
padri quasi nulla si è realizzato. Anzi, il potere di
quelle forze che i sessantottini contestavano - religione, stato,
capitalismo - ha moltiplicato i suoi profitti e la sua rete
di controllo. Non siamo una dittatura, a dispetto di quanto
dicono i cospirazionisti, se siamo qui a scrivere liberamente
pensieri di questo tipo dimostra inequivocabilmente che questo
potere non ha interesse nel distruggerci e piuttosto ha necessità
della nostra attività culturale: tuttavia è chiaro
che ciò che quella generazione chiedeva si è rivelato
un'utopia fallace, non sostenuta da idee concrete, non supportata
da simboli chiari e appoggiata da politici rivelatisi corrotti
e ipocriti. |
Ma qualcosa, di quel periodo, è rimasto: e risplende
come una stella nel cielo, indicandoci una rotta da seguire. Canzoni
e film sono ciò che si è salvato della Contestazione
e fortunatamente possiamo oggi recepire quel messaggio e farlo nostro...
Nel caso di "2001: Odissea nello Spazio", le conoscenze
astrofisiche da un lato ed esoteriche dall'altro ci consentono di
capire il messaggio di Kubrick (anzi, per l'esattezza di Arthur C.
Clarke, il grande scrittore inglese che ideò il romanzo) e
inserirlo nell'attualità. Il futuro che il regista immaginava
era da un lato il trionfo del positivismo: figlio dei sogni kennediani
di inizio Anni '60, si immaginava un mondo molto più tecnologico
del nostro, con stazioni orbitanti a forma di disco e grandi installazioni
permanenti sulla Luna. Sebbene pensato con indubbio realismo (utilizzando
progetti veri della Nasa, mai realizzati), nel 2001 kubrickiano l'Uomo
si può permettere viaggi spaziali non dissimili dai voli di
linea. Conosce telecomunicazioni in videofonia più evolute
delle nostre, tecniche di ibernazione e dispone anche di computer
dotati di intelligenza simile alla umana (il celebre Hal 9000). Il
leit-motiv del film è questo monolite nero, perfettamente levigato
e squadrato, che compare nelle scene iniziali del film ambientate
all'inizio della storia umana, 7-8 milioni di anni fa. In quell'epoca
fu proprio l'apparizione "divina" di questo monolite a dare
il via alla scintilla dell'evoluzione, trasformando poveri esseri
scimmieschi predati da tutti in potenti dominatori.
| La
chiave di volta sta nella famosa scena dell'osso usato come
utensile: in quel femore di bovino l'ominide primitivo vede
uno strumento di caccia, di difesa dalle fiere, di offesa contro
i suoi simili. Inizia lì, secondo Kubrick, il peccato originale:
la conquista della manualità e di conseguenza della materialità
rende l'Uomo feroce, cattivo, spietato. La scena, lo sappiamo,
si sposta verso il 2000, quando lo stesso monolite viene ritrovato
dagli scienziati sulla Luna nel cratere Tycho: la storia vede
come protagonista degli accadimenti il professor Heywood Floyd,
che viene chiamato a comprendere la reale consistenza del monolite,
tuttavia, mentre gli studiosi in tuta spaziale stanno per toccare
l'oggetto, un suono assordante li colpisce... Si tratta questo
di un fatto saliente, ma la scena è in seguito divenuta famosa
per un mistero davvero sconcertante. Nel film si vede chiaramente
che al professor Floyd viene consegnata una mappa del cratere
intitolato al grande astronomo Tycho Brahe. In essa è segnato
il punto del ritrovamento del monolite, latitudine 45° sud longitudine
10° est, riferito alle coordinate lunari, unito a tre strani
punti allineati, estremamente simili all'allineamento delle
stelle della Cintura di Orione.
La sorpresa è che il cratere Tycho si trova a 34° di latitudine
sud, quindi si tratta di un errore. Ma non è così se si sovrappone
la mappa lunare a una mappa marziana dell'emistero nord: i punti
segnati corrispondenti alle stelle indicano luoghi misteriosi
come la regione di Cydonia,
quella celebre per le piramidi e la Sfinge marziana! Coincidenze? |
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| (Sopra) Scene iniziali da "2001":
qui i primi ominidi difendono una pozza d'acqua... (Sotto) L'invenzione
degli utensili cambiò gli ominidi in Uomini, seppur con
la "scoperta" della violenza. |
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Nel 1965, quando
le riprese ebbero inizio, le missioni delle sonde spaziali su Marte
erano ancora in fase di progettazione, così come nel 1968, quindi
o la mappa di Tycho è un Oopart, oppure si tratta di un caso davvero
che sfida le leggi della probabilità. Ma torniamo al film. La scena
si sposta nuovamente, siamo ora a bordo di una nave spaziale, la
Discovery, in cui un computer onniscente, Hal 9000, sta pilotando
verso la destinazione della missione: l'orbita del pianeta Giove.
La missione è segreta e l'equipaggio, ibernato, è all'oscuro di
tutto. Non sa che si stanno dirigendo verso un terzo monolite che
orbita attorno al pianeta più grande del Sistema Solare... Ma qualcosa
va storto, Hal decide di uccidere tutto l'equipaggio, i due uomini
di guardia non si accorgono del piano dell'intelligenza artificiale
e ci vuole un po' prima che riescano a stabilire una strategia.
In una lotta archetipica tra l'uomo e la macchina, alla fine l'astronauta
David Bowman, unico superstite, riuscirà a "lobotomizzare" il computer
e a fargli rivelare lo scopo della missione: prendere contatto con
quel monolite misterioso... E qui inizia il viaggio allucinante
di Bowman, l'Odissea dello Spazio, tra pura psichedelia e immagini
di paesaggi con i colori alterati... Quasi che la materia non esista
più. Dopo questa specie di tunnel spaziale, Bowman atterra con la
sua navetta all'interno di una casa vittoriana. Vede se stesso estremamente
vecchio: prima a tavola, in un ambiente assolutamente atecnologico,
e poi a letto, nel letto di morte. Nei suoi occhi, prima di spirare,
scorge un oggetto familiare... Il monolite appare per la quarta
volta, ai piedi del letto, sentinella della vita. Poco dopo Bowman
rinascerà, feto, tra le stelle... Il film finisce qui e anche se
ha dato origine a dei seguiti, tuttavia rimane unico per la mitologia
moderna che ne è scaturita. Innanzitutto, il monolite: facile vederci
Dio, tutti i credenti di tutte le confessioni hanno dato questa
interpretazione. Eppure il monolite non è che appunto un monolite,
un parallelepipedo nero di materiale sconosciuto, non fa nulla,
non interagisce. Sta solo fermo, testimone delle tappe della vita,
ma non pare avere altro che la sua muta presenza... Quindi le interpretazioni
divine e messianiche vanno respinte. La questione non verte tanto
su Dio, ma sulla sorte del genere umano. Un genere umano nato dalle
scimmie, evolutosi con la violenza, capace di conquistare lo spazio
e ciononostante incapace di trovare se stesso... Come Ulisse, Bowman
trova se stesso, muore e rinasce come uomo nuovo, divino. Il monolite
lo osserva, nulla più: è appunto una sentinella, come era nel racconto
originale (del 1948) di Arthur C. Clarke che ha poi ispirato tanto
il libro quanto il film. La realtà è che Kubrick, attraverso la
metafora del viaggio spaziale, ha voluto rappresentare l'evoluzione
dell'Uomo: la nascita dell'Uomo Spaziale, una nuova specie non più
materiale ma incorporea perché spirituale, più vicina al divino.
Tutto ciò che si trova scritto in qualsiasi testo di New Age e in
tanti siti internet: una nuova consapevolezza, una nuova speranza,
un futuro luminoso di esseri divini decaduti (noi), in attesa di
ritornare nel loro legittimo luogo d'origine, le stelle. In effetti
il discorso di Kubrick quadra, ma non è che sia così sensazionale,
tanti altri anche prima di lui ne avevano parlato. Piuttosto occorre
guardare la genesi del film: Kubrick era un regista giovane e molto
talentuoso e cercava una storia di Fantascienza che divenisse un
mezzo per trasmettere anche una serie di messaggi psicanalitici
(paura della tecnologia, ricerca di se stessi, morte del sé prima
della rinascita spirituale, ecc). Ciò che Kubrick non immaginava
è il fatto che la pellicola divenne un cult, ancor oggi venerata
come profetica e rivoluzionaria. Da qui nacque la moda della psichedelia
e di tutti i colori sgargianti che hanno reso così variopinti gli
abiti Anni '70! Infine, occorre parlare della teoria, avanzata da
Bill Kaysing, secondo cui il film sarebbe stato il prototipo per
effetti speciali e trucchi da impiegare l'anno dopo, nel 1969, durante
il falso sbarco sulla Luna. Come abbiamo
visto, la missione dell'Apollo 11 e le successive mostrano numerose
anomalie fotografiche, in parte ammesse dalla stessa Nasa: molte
foto sarebbero state realizzate in laboratorio e in studi fotografici
speciali perché le originali, a dire della Nasa, si sarebbero rovinate.
La questione è seria, perché mette in dubbio la stessa effettuazione
delle missioni lunari: se alcune foto sono false, come si fa a sapere
quali sono quelle vere? Che ne è stato dei negativi originali? Perché
la Nasa non svela i fatti (e le colpe)? Se per ragion di stato l'ente
spaziale americano tace, il dubbio rimane e non è da poco (perchè,
ad esempio, sulla Luna non ci siamo più tornati? Perché si è persa
l'occasione di utilizzare i moduli lunari come parti iniziali di
basi permanenti più grandi?). Se così fosse, "2001" sarebbe stato
solo un gioco, un film per testare tecnologie da usare nella montatura
delle missioni lunari. Forse allora è per questo che Kubrick ha
inserito l'errore del cratere Tycho? Il grande cineasta è morto,
qualcuno dice ucciso a causa dei segreti rivelati nel suo ultimo
film "Eyes Wide Shut"... Un alone di esoterismo e occultismo aleggia
intorno alla sua figura, in maniera inquietante. Per il momento
godiamoci l'ennesima proiezione dell'Odissea nello Spazio, cercando
dettagli nascosti sfuggiti alla ricerca...
L.B.
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| (sopra
da sinistra) Il monolite trovato sulla Luna nel cratere Tycho
e (al centro) la mappa consegnata al personaggio del professor
Floyd, che segna coordinate corrispondenti, su Marte, alla piana
di Cydonia. (A destra) Scene finali del film: il letto di morte
del protagonista, l'astronauta Bowman, con il monolite che gli
appare dinnanzi... |
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autori - L'utilizzo nel testo ha solo fini divulgativi.)
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