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Volete sapere qual è un'impresa degna di
Indiana Jones? Scoprire l'età e i dati anagrafici di Maurice
Cotterell. Forse sarà colpa del mio pc non molto potente
e del fatto che ho un collegamento a internet su rete telefonica,
fatto sta che nonostante mille tentativi non sono riuscita a capire
la sua età. Né la quarta di copertina dei suoi libri
né la sua Home Page ci forniscono queste informazioni. Che
Cotterell sia un agente segreto della Cia? O dei Man in Black? In
verità, a nostro avviso Maurice Cotterell appare come un
uomo geniale che ha realizzato scoperte geniali e che oggi, a distanza
di circa vent'anni dai suoi primi lavori, è un apprezzato
scrittore del mistero nonché uno dei maggiori esperti del
mondo Maya. E pensare che in origine si può dire senza troppi
timori di essere smentiti che Cotterell era un astrologo. Per l'esattezza,
un astrologo-genetico, tra i fondatori di quella scienza nuovissima
che è l'Astrogenetica. In pratica, sul finire degli Anni
'80, Cotterell scoprì che gli influssi che tipicamente l'astrologia
assegna ai pianeti e che stabiliscono i periodi positivi e negativi
dei vari segni, altro non sono che dei "condizionamenti"
magnetici emessi direttamente dal Sole. Cotterell, rifacendosi agli
studi della U.S. Navy in Maryland nel 1984, sostenne che variazioni
dei campi magnetici ambientali influenzano la sintesi del Dna delle
cellule. In pratica, il Sole cambia intensità del campo magnetico
che genera nel sistema solare ogni mese, in modo tale che gli organismi
viventi, al momento del concepimento, ne subiscono un forte influsso.
Questo influsso dà origine, per Cotterell, sia all'oroscopo
sia a delle modificazioni in ambito cellulare che poi segneranno
il carattere interiore dell'essere vivente sottoposto alle onde
magnetiche. Che per un essere umano significa comportarsi in un
modo particolare assai affine a quello dei nati nello stesso periodo,
quasi che le modifiche al Dna siano simili per tutti. Ecco spiegati
i segni zodiacali: con la significativa differenza che tale influsso
avviene appunto al momento del concepimento, quando il patrimonio
genetico è esposto e non protetto dalla membrana cellulare,
e non alla nascita come sostengono tutti gli astrologi. Nel suo
libro "Astrogenetics", Cotterell espose le sue teorie:
studiando l'alternarsi delle posizioni dei campi polari ed equatoriali
del Sole, che completano un ciclo reciproco ogni 87,4545 giorni,
lo scienziato irlandese elaborò un algoritmo che fornì
l'alternarsi dei quattro cicli solari annuali. Quattro come le stagioni,
quattro come gli elementi - Aria, Acqua, Terra e Fuoco - a cui appartengono
i dodici segni zodiacali divisi a gruppi di tre (ad esempio, Toro,
Vergine e Capricorno sono segni di Terra). Ne derivava una specie
di immenso battito cardiaco, un battito del cuore del Sole che attraverso
le particelle magnetiche del vento solare arrivava sulla Terra sfondando
la barriera naturale delle Fasce di Van Allen e colpendo, pur in
modo attenuato, ogni creatura della Terra.
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(Sopra) Maurice Cotterel in una rara foto: l'autore (forse di origine
irlandese) non ama in alcun modo la pubblicità.
(Sotto) il testo che rese celebre Cotterel, "Le profezie dei
Maya", scritto con Adrian Gilbert: uno dei libri fondamentali
per gli appassionati di mistero.
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Anche se in piccola parte, il Sole e in una certa misura
per via riflessa i pianeti e la Luna, diventavano i diretti influenzatori
di tanti aspetti della vita terrestre: per noi umani, Cotterell scoprì
ad esempio che il ciclo ormonale di 28 giorni alla base della produzione
degli ovuli nella donna era direttamente comandato dalla nostra stella,
per la precisione dal ciclo delle macchie solari che si estende per 187
anni. Una cifra che per esattezza ammonta a 68.302 giorni... Una cifra importante,
in quanto da questo "anno delle macchie solari", attraverso calcoli
complessi relativi alla "curvatura dello strato neutro" (termini
da fisici solari che, perdonateci, non spieghiamo per semplicità)
Cotterell ricavò un super-numero: 1.366.040 giorni, corrispondenti
al periodo di inversione della polarità del campo magnetico solare.
Ebbene, il nostro scienziato si stupì di trovare un numero simile
(1.366.540) nei testi sacri del popolo mesomaricano dei Maya. Secondo loro,
il ciclo di 1.366.540 giorni iniziò con la nascita del pianeta Venere
(inteso come il dio-serprente piumato Quetzacoatl) nel 3114 A.C. e finirà
esattamente nel 2012 con il tramonto del mondo attualmente conosciuto. Il
millenaristico 2012 tanto famoso in ambienti esoterici e new-age, citato
in film e serial come "X-Files" segnerà il cambio di epoca
e i cataclismi generati dal Sole porterà quella che in Occidente
è chiamata Apocalisse.
| (A
destra) Il sito archeologico di Tikal, in Guatemala, mostra come si
presentano tutt'oggi le rovine Maya: "sommerse" da un oceano di vegetazione.
I Maya vissero infatti a stretto contatto con la natura della giungla
e al momento della loro scomparsa le piante ricolonizzarono il territorio
urbanizzato. Questo rende quasi improbo il ritrovamento di reperti
storici importanti, anche se grazie all'ausilio delle moderne tecnologie
è possibile penetrare lo strato verde per riscoprire piramidi e templi. |
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Possibile che un popolo spiritualmente evoluto ma tecnologicamente
primitivo, che non conosceva la ruota e il ferro, fosse in grado di calcolare
la fine del mondo? E che nesso c'era tra l'inversione della polarità
del campo magnetico del Sole scoperto da Cotterell e il numero dell'Armageddon
scoperto dai Maya e ben descritto nel Codice di Dresda? Accanto a questi
quesiti, assai interessanti (anche se i due numeri non coincidevano per
colpa di 500 giorni), Cotterell si ritrovò in Messico ad effettuare
per caso una delle più straordinarie scoperte degli ultimi anni.
Mentre visitava Palenque, uno dei siti archeologici Maya più straordinari,
una vera città-santuario con piramidi sepolte nella giungla, fece
alcune copie di acetato trasparente (i c.d. lucidi) della Lastra di Palenque,
la celebre pietra che ricopre il sarcofago del Re Pacal nel bellissimo Tempio
delle Iscrizioni. In una delle piramidi più belle del mondo, Cotterell
ricopiò il famoso disegno dell'"astronauta Maya" tanto
caro ai fautori dell'Ipotesi Extraterrestre: poichè sulla lastra
si vedeva una figura umana a cavalcioni di quello che sembrava a prima vista
un vero razzo spaziale, i vari Von Daeniken & C. costruirono teorie
che facevano dei Maya un popolo collegato a doppio filo con intelligenze
extraterrestri. Fu un caso che Cotterell scoprì il vero significato
del disegno: se in molti archeologi avevano già proposto ipotesi
ben più semplici relative al simbolismo legato alle ere celesti rappresentate
dalle figure presenti sull lastra, fu solo quando i lucidi per caso caddero
uno sull'altro che lo scienziato poté rendersi conto che la Pietra
di Palenque era una specie di puzzle mentale in cui le figure potevano sovrapporsi
regalando al fortunato scopritore la possibilità di leggere un autentico
libro figurato vecchio di migliaia di anni. In sostanza Cotterell analizzò
almeno tre livelli di decifrazione, aiutato da alcuno puntini disposti a
X vicino a due angoli stranamente spezzati della pietra: in essi, poté
vedere che le tradizioni Maya sulla fine del mondo non solo erano vere,
ma il popolo mesoamericano descriveva dettagliatamente quel che sarebbe
accaduto.
| (Sopra, a sinistra) Il Tempio delle Iscrizioni, piramide Maya di
Palenque, in Messico. Qui fu trovata la tomba di Re Pacal. (Al centro,
a sinistra) La Lastra di Palenque ricopriva il sarcofago di Pacal
II e per anni fu un'icona dell'archeologia spaziale: sembrava che
rappresentasse il re a cavallo di un razzo. (Al centro, a destra)
Il volto tipicamente Maya di re Pacal II Votan. (A destra) La Lastra
è collocata ancor oggi sul sarcofago del re-dio di Palenque
ma mostra un differente significato da quello attribuitole dai fautori
della teoria extraterrestre. |
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(A sinistra) Infatti è una rappresentazione delle quattro
precedenti distruzioni del mondo, ultima delle quali causata da
un diluvio nel 13mila A.C. dalla dea Chalchuihtlicue, la presunta
"pilota del razzo". La Lastra rappresenta quindi una testimonianza
del passato.
(A lato, a destra) Cotterel scoprì che la Lastra nasconde
ulteriori disegni, profetici riguardo all'imminente quinta distruzione
del mondo prevista per il 2012.
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Forse che i Maya avevano
una memoria storica dell'inversione della polarità del campo magnetico
solare? Forse che i Maya erano consapevoli che la fine del ciclo solare
coincideva in maniera devastante con l'azzeramento del campo magnetico
terrestre? E che ne sarebbe stato degli esseri umani, così sensibili alle
radiazioni solari, se con la morte del campo magnetico terrestre (fenomeno
già in atto da molti secoli) le Fasce di Van Allen fossero "evaporate"
come prefiguravano i Maya? Tutto sta nella differenza
tra i due super-numeri di Cotterell e dell'anno venusiano previsto dai
Maya. C'è da fare ora alcune precisazioni sui Maya. Si tratta di un popolo
fantasma, in quanto effettivamente ora non esiste più: comparsi sulla
scena americana intorno al 1000 A.C., i Maya occuparono tutta la zona
sud-messicana a cavallo della penisola dello Yucatan, in un territorio
che oggi fa parte degli stati del Belize, del Guatemala e dell'Honduras,
oltre che appunto il Messico (il celebre Chiapas della rivolta zapatista).
Orbene, i Maya raggiunsero il loro culmine circa nel 250 d.C. quando 20
milioni di persone costruivano città, templi e piramidi in tutta l'area.
Pur facendo parte di una federazione di città-stato e non di un impero
come invece avvenne per i successivi Atzechi, i Maya furono un popolo
praticamente invincibile nel continente: una fortissima spiritualità sopperiva
alle carenze tecnologiche, una scienza agricola eccezionale permetteva
di coltivare la giungla secondo metodi opposti a quelli moderni che invece
la vanno distruggendo (vedasi l'esempio della Foresta Amazzonica). In
pratica i Maya vivevano in simbiosi con l'ambiente, consci del loro ruolo
di "guardiani" del Sole e tutta la loro vita era rivolta verso il rispetto
delle entità celesti, dal cui volere il mondo dipendeva. In sostanza,
secondo anche quanto tramandato più direttamente agli Atzechi conquistati
dagli Spagnoli nel 1500, il Sole era un dio della fecondità assai bizzoso,
in grado di distruggere il mondo e per nutrirlo e fargli compiere il suo
ruolo era necessario sacrificare vite umane. Il cuore delle vittime sarebbe
diventato il cibo del disco solare che avrebbe continuato a distribuire
energia positiva e non morte. Ma qualcosa già in epoca Maya deve essere
andato storto. Se in Occidente si punta sui fattori sociali come quelli
innescanti la caduta dell'Impero Romano, il declino della civiltà Maya
invece non fu certo causato da un'invasione di barbari. E' chiaro che
qualcosa di tremendo accadde dal 450 d.C. in poi, qualcosa che è rimasto
segnato negli annali Maya e di cui sapremmo di più se questi non fossero
stati bruciati come testi satanici dal vescovo Diego della Landa nel XVI
Secolo.
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Eppure è
proprio a questa controversa figura di inquisitore che dobbiamo la
conoscenza della lingua e delle tradizioni del "Popolo del Serpente",
come si definivano i nostri. E il serpente in questione era il Crotalus
Durissus Durissus, una specie di serpente a sonagli dalla caratteristica
pelle a squame disposte a rombo che è un po' il leit-motiv
delle decorazioni Maya. Questo serpente è autoctono dello Yucatan
e ha la caratteristica di mutare pelle una volta all'anno, in luglio,
esattamente quando il Sole raggiunge lo Zenit. E il periodo di espulsione
dello strato magnetico della nostra stella avviene per l'appunto in
luglio... Come se anche il Sole cambiasse pelle, si rinnovasse, anche
se da un punto di vista magnetico. E' in quel momento che la Terra
subisce il maggior influsso di radiazioni e il popolo eletto, identificandosi
col serpente al punto da limare i denti a punta e fasciare il cranio
ai neonati per allungarlo e assomigliare così ai rettili, ne
divenne l'esecutore della volontà nel mondo terreno. Questa
caratteristica però all'arrivo degli Spagnoli era persa da
secoli, i Maya si erano "estinti" come civiltà organizzata
e al loro posto gli europei trovarono solo una massa di indios contadini
che avevano solo un vago ricordo della religione e delle tradizioni
più antiche. Un'involuzione che ha fatto scrivere fiumi d'inchiostro
da chi diceva che erano stati portati via dagli alieni e da chi invece
sosteneva che erano passati di dimensione e così via. Il problema
è che i Maya appaiono scomparsi nel nulla, sono spariti dalla
scena umana lasciando un terribile presagio sulla nostra fine del
mondo. Certo, se la relazione dettagliatissima che il vescono Diego
della Landa fece sulla religione Maya prima di bruciarne i testi sacri
fosse ritrovata nei meandri degli archivi vaticani in cui è
finita, sapremmo molte più cose. Quel che sappiamo è
invece soltanto quanto ci mostrano i geroglifici scolpiti sui palazzi
e sui templi, oltreché sulla lastra di Palenque e in altri
strani bassorilievi ancora da decifrare. Qualcosa di inquietante... |
| (A
sinistra) Ricostruita nelle sue linee, la città Maya di Tikal spaventa
per l'arditezza dell'architettura, quasi che si tratti di una cultura
extraterrestre. Come facevano i Maya a possedere tali nozioni scientifiche,
se vivevano in un mondo dominato dalle leggi della Natura, senza ruota
e acciaio? Invece costruirono templi e piramidi eccezionali per qualità
e significato. Che fossero i discendenti di Atlantide oppure avessero
contatti con il Vecchio Continente o la Cina, poco importa: il fatto
è che abbiamo oggi la straordinaria possibilità di studiare le tradizioni
del popolo misterioso per definizione. |
Analizzeremo in prossimi articoli il contenuto di queste
vere profezie. Al momento riflettiamo su questi dettagli. Come faceva un
popolo fermo alla produzione agricola elaborare concetti tanto complessi
e una conoscenza dei meccanismi di funzionamento del Sole che solo alla
fine del XX Secolo, con i più potenti strumenti e le sonde spaziali,
siamo riusciti a comprendere?
Come abbiamo chiesto
anche in precedenza, avevano forse memoria storica di quanto accadrà
nel 2012? Se la nascita di Quetzacoatl-Venere nel 3114 A.C. avvenne
nella quarta era (detta Tzontlilac), la prima era Maya fu la Matlactili
che ebbe inizio nell'11.205 A.C., guarda caso coincidente con lo
Zep Tepi (Prima Era) del popolo egizio. I Maya sostengono inoltre
che questa era finì a causa di un diluvio causato dalla moglie del
dio della pioggia Tlaloc, che si chiama Chalchiuhtlicue e che è
la famosa figura centrale ("l'astronauta") della Pietra di Palenque!
Ma come? Un diluvio come quello universale,
coincidente con lo scioglimento dei ghiacci dell'ultima glaciazione?
Sono troppi, troppi riferimenti per essere solo coincidenze. Se
nell'articolo sulle mappe dell'Antartide
abbiamo analizzato la teoria dello spostamento
della crosta terrestre, il cui ultimo "scivolamento" dovrebbe essere
accaduto proprio intorno a quella data, ci viene facile pensare
che i Maya fossero i depositari di una civilizzazione che si rifà
integralmente al concetto della mitica Atlantide. E se il 2012 non
fosse che il "bis" di quanto accadde 13mila anni fa?
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| (A destra) Tikal avvolta dalle nebbie del
mattino nell'umidissima giungla tropicale. Le piramidi svettano sopra
la foschia, come in un mondo alieno... Allo stesso modo sono nascoste
le conoscenze dei Maya. |
Lorena Bianchi
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