Maurice Cotterell e il mistero del 2012 dei Maya
Come faceva il popolo mesoamericano a conoscere l'esatto andamento dei cicli solari? E perché previde la fine del mondo per il 2012 d.C.?

Volete sapere qual è un'impresa degna di Indiana Jones? Scoprire l'età e i dati anagrafici di Maurice Cotterell. Forse sarà colpa del mio pc non molto potente e del fatto che ho un collegamento a internet su rete telefonica, fatto sta che nonostante mille tentativi non sono riuscita a capire la sua età. Né la quarta di copertina dei suoi libri né la sua Home Page ci forniscono queste informazioni. Che Cotterell sia un agente segreto della Cia? O dei Man in Black? In verità, a nostro avviso Maurice Cotterell appare come un uomo geniale che ha realizzato scoperte geniali e che oggi, a distanza di circa vent'anni dai suoi primi lavori, è un apprezzato scrittore del mistero nonché uno dei maggiori esperti del mondo Maya. E pensare che in origine si può dire senza troppi timori di essere smentiti che Cotterell era un astrologo. Per l'esattezza, un astrologo-genetico, tra i fondatori di quella scienza nuovissima che è l'Astrogenetica. In pratica, sul finire degli Anni '80, Cotterell scoprì che gli influssi che tipicamente l'astrologia assegna ai pianeti e che stabiliscono i periodi positivi e negativi dei vari segni, altro non sono che dei "condizionamenti" magnetici emessi direttamente dal Sole. Cotterell, rifacendosi agli studi della U.S. Navy in Maryland nel 1984, sostenne che variazioni dei campi magnetici ambientali influenzano la sintesi del Dna delle cellule. In pratica, il Sole cambia intensità del campo magnetico che genera nel sistema solare ogni mese, in modo tale che gli organismi viventi, al momento del concepimento, ne subiscono un forte influsso. Questo influsso dà origine, per Cotterell, sia all'oroscopo sia a delle modificazioni in ambito cellulare che poi segneranno il carattere interiore dell'essere vivente sottoposto alle onde magnetiche. Che per un essere umano significa comportarsi in un modo particolare assai affine a quello dei nati nello stesso periodo, quasi che le modifiche al Dna siano simili per tutti. Ecco spiegati i segni zodiacali: con la significativa differenza che tale influsso avviene appunto al momento del concepimento, quando il patrimonio genetico è esposto e non protetto dalla membrana cellulare, e non alla nascita come sostengono tutti gli astrologi. Nel suo libro "Astrogenetics", Cotterell espose le sue teorie: studiando l'alternarsi delle posizioni dei campi polari ed equatoriali del Sole, che completano un ciclo reciproco ogni 87,4545 giorni, lo scienziato irlandese elaborò un algoritmo che fornì l'alternarsi dei quattro cicli solari annuali. Quattro come le stagioni, quattro come gli elementi - Aria, Acqua, Terra e Fuoco - a cui appartengono i dodici segni zodiacali divisi a gruppi di tre (ad esempio, Toro, Vergine e Capricorno sono segni di Terra). Ne derivava una specie di immenso battito cardiaco, un battito del cuore del Sole che attraverso le particelle magnetiche del vento solare arrivava sulla Terra sfondando la barriera naturale delle Fasce di Van Allen e colpendo, pur in modo attenuato, ogni creatura della Terra.

(Sopra) Maurice Cotterel in una rara foto: l'autore (forse di origine irlandese) non ama in alcun modo la pubblicità.

(Sotto) il testo che rese celebre Cotterel, "Le profezie dei Maya", scritto con Adrian Gilbert: uno dei libri fondamentali per gli appassionati di mistero.

Anche se in piccola parte, il Sole e in una certa misura per via riflessa i pianeti e la Luna, diventavano i diretti influenzatori di tanti aspetti della vita terrestre: per noi umani, Cotterell scoprì ad esempio che il ciclo ormonale di 28 giorni alla base della produzione degli ovuli nella donna era direttamente comandato dalla nostra stella, per la precisione dal ciclo delle macchie solari che si estende per 187 anni. Una cifra che per esattezza ammonta a 68.302 giorni... Una cifra importante, in quanto da questo "anno delle macchie solari", attraverso calcoli complessi relativi alla "curvatura dello strato neutro" (termini da fisici solari che, perdonateci, non spieghiamo per semplicità) Cotterell ricavò un super-numero: 1.366.040 giorni, corrispondenti al periodo di inversione della polarità del campo magnetico solare. Ebbene, il nostro scienziato si stupì di trovare un numero simile (1.366.540) nei testi sacri del popolo mesomaricano dei Maya. Secondo loro, il ciclo di 1.366.540 giorni iniziò con la nascita del pianeta Venere (inteso come il dio-serprente piumato Quetzacoatl) nel 3114 A.C. e finirà esattamente nel 2012 con il tramonto del mondo attualmente conosciuto. Il millenaristico 2012 tanto famoso in ambienti esoterici e new-age, citato in film e serial come "X-Files" segnerà il cambio di epoca e i cataclismi generati dal Sole porterà quella che in Occidente è chiamata Apocalisse.
(A destra) Il sito archeologico di Tikal, in Guatemala, mostra come si presentano tutt'oggi le rovine Maya: "sommerse" da un oceano di vegetazione. I Maya vissero infatti a stretto contatto con la natura della giungla e al momento della loro scomparsa le piante ricolonizzarono il territorio urbanizzato. Questo rende quasi improbo il ritrovamento di reperti storici importanti, anche se grazie all'ausilio delle moderne tecnologie è possibile penetrare lo strato verde per riscoprire piramidi e templi.
Possibile che un popolo spiritualmente evoluto ma tecnologicamente primitivo, che non conosceva la ruota e il ferro, fosse in grado di calcolare la fine del mondo? E che nesso c'era tra l'inversione della polarità del campo magnetico del Sole scoperto da Cotterell e il numero dell'Armageddon scoperto dai Maya e ben descritto nel Codice di Dresda? Accanto a questi quesiti, assai interessanti (anche se i due numeri non coincidevano per colpa di 500 giorni), Cotterell si ritrovò in Messico ad effettuare per caso una delle più straordinarie scoperte degli ultimi anni. Mentre visitava Palenque, uno dei siti archeologici Maya più straordinari, una vera città-santuario con piramidi sepolte nella giungla, fece alcune copie di acetato trasparente (i c.d. lucidi) della Lastra di Palenque, la celebre pietra che ricopre il sarcofago del Re Pacal nel bellissimo Tempio delle Iscrizioni. In una delle piramidi più belle del mondo, Cotterell ricopiò il famoso disegno dell'"astronauta Maya" tanto caro ai fautori dell'Ipotesi Extraterrestre: poichè sulla lastra si vedeva una figura umana a cavalcioni di quello che sembrava a prima vista un vero razzo spaziale, i vari Von Daeniken & C. costruirono teorie che facevano dei Maya un popolo collegato a doppio filo con intelligenze extraterrestri. Fu un caso che Cotterell scoprì il vero significato del disegno: se in molti archeologi avevano già proposto ipotesi ben più semplici relative al simbolismo legato alle ere celesti rappresentate dalle figure presenti sull lastra, fu solo quando i lucidi per caso caddero uno sull'altro che lo scienziato poté rendersi conto che la Pietra di Palenque era una specie di puzzle mentale in cui le figure potevano sovrapporsi regalando al fortunato scopritore la possibilità di leggere un autentico libro figurato vecchio di migliaia di anni. In sostanza Cotterell analizzò almeno tre livelli di decifrazione, aiutato da alcuno puntini disposti a X vicino a due angoli stranamente spezzati della pietra: in essi, poté vedere che le tradizioni Maya sulla fine del mondo non solo erano vere, ma il popolo mesoamericano descriveva dettagliatamente quel che sarebbe accaduto.
(Sopra, a sinistra) Il Tempio delle Iscrizioni, piramide Maya di Palenque, in Messico. Qui fu trovata la tomba di Re Pacal. (Al centro, a sinistra) La Lastra di Palenque ricopriva il sarcofago di Pacal II e per anni fu un'icona dell'archeologia spaziale: sembrava che rappresentasse il re a cavallo di un razzo. (Al centro, a destra) Il volto tipicamente Maya di re Pacal II Votan. (A destra) La Lastra è collocata ancor oggi sul sarcofago del re-dio di Palenque ma mostra un differente significato da quello attribuitole dai fautori della teoria extraterrestre.

(A sinistra) Infatti è una rappresentazione delle quattro precedenti distruzioni del mondo, ultima delle quali causata da un diluvio nel 13mila A.C. dalla dea Chalchuihtlicue, la presunta "pilota del razzo". La Lastra rappresenta quindi una testimonianza del passato.

 

(A lato, a destra) Cotterel scoprì che la Lastra nasconde ulteriori disegni, profetici riguardo all'imminente quinta distruzione del mondo prevista per il 2012.

Forse che i Maya avevano una memoria storica dell'inversione della polarità del campo magnetico solare? Forse che i Maya erano consapevoli che la fine del ciclo solare coincideva in maniera devastante con l'azzeramento del campo magnetico terrestre? E che ne sarebbe stato degli esseri umani, così sensibili alle radiazioni solari, se con la morte del campo magnetico terrestre (fenomeno già in atto da molti secoli) le Fasce di Van Allen fossero "evaporate" come prefiguravano i Maya? Tutto sta nella differenza tra i due super-numeri di Cotterell e dell'anno venusiano previsto dai Maya. C'è da fare ora alcune precisazioni sui Maya. Si tratta di un popolo fantasma, in quanto effettivamente ora non esiste più: comparsi sulla scena americana intorno al 1000 A.C., i Maya occuparono tutta la zona sud-messicana a cavallo della penisola dello Yucatan, in un territorio che oggi fa parte degli stati del Belize, del Guatemala e dell'Honduras, oltre che appunto il Messico (il celebre Chiapas della rivolta zapatista). Orbene, i Maya raggiunsero il loro culmine circa nel 250 d.C. quando 20 milioni di persone costruivano città, templi e piramidi in tutta l'area. Pur facendo parte di una federazione di città-stato e non di un impero come invece avvenne per i successivi Atzechi, i Maya furono un popolo praticamente invincibile nel continente: una fortissima spiritualità sopperiva alle carenze tecnologiche, una scienza agricola eccezionale permetteva di coltivare la giungla secondo metodi opposti a quelli moderni che invece la vanno distruggendo (vedasi l'esempio della Foresta Amazzonica). In pratica i Maya vivevano in simbiosi con l'ambiente, consci del loro ruolo di "guardiani" del Sole e tutta la loro vita era rivolta verso il rispetto delle entità celesti, dal cui volere il mondo dipendeva. In sostanza, secondo anche quanto tramandato più direttamente agli Atzechi conquistati dagli Spagnoli nel 1500, il Sole era un dio della fecondità assai bizzoso, in grado di distruggere il mondo e per nutrirlo e fargli compiere il suo ruolo era necessario sacrificare vite umane. Il cuore delle vittime sarebbe diventato il cibo del disco solare che avrebbe continuato a distribuire energia positiva e non morte. Ma qualcosa già in epoca Maya deve essere andato storto. Se in Occidente si punta sui fattori sociali come quelli innescanti la caduta dell'Impero Romano, il declino della civiltà Maya invece non fu certo causato da un'invasione di barbari. E' chiaro che qualcosa di tremendo accadde dal 450 d.C. in poi, qualcosa che è rimasto segnato negli annali Maya e di cui sapremmo di più se questi non fossero stati bruciati come testi satanici dal vescovo Diego della Landa nel XVI Secolo.
Eppure è proprio a questa controversa figura di inquisitore che dobbiamo la conoscenza della lingua e delle tradizioni del "Popolo del Serpente", come si definivano i nostri. E il serpente in questione era il Crotalus Durissus Durissus, una specie di serpente a sonagli dalla caratteristica pelle a squame disposte a rombo che è un po' il leit-motiv delle decorazioni Maya. Questo serpente è autoctono dello Yucatan e ha la caratteristica di mutare pelle una volta all'anno, in luglio, esattamente quando il Sole raggiunge lo Zenit. E il periodo di espulsione dello strato magnetico della nostra stella avviene per l'appunto in luglio... Come se anche il Sole cambiasse pelle, si rinnovasse, anche se da un punto di vista magnetico. E' in quel momento che la Terra subisce il maggior influsso di radiazioni e il popolo eletto, identificandosi col serpente al punto da limare i denti a punta e fasciare il cranio ai neonati per allungarlo e assomigliare così ai rettili, ne divenne l'esecutore della volontà nel mondo terreno. Questa caratteristica però all'arrivo degli Spagnoli era persa da secoli, i Maya si erano "estinti" come civiltà organizzata e al loro posto gli europei trovarono solo una massa di indios contadini che avevano solo un vago ricordo della religione e delle tradizioni più antiche. Un'involuzione che ha fatto scrivere fiumi d'inchiostro da chi diceva che erano stati portati via dagli alieni e da chi invece sosteneva che erano passati di dimensione e così via. Il problema è che i Maya appaiono scomparsi nel nulla, sono spariti dalla scena umana lasciando un terribile presagio sulla nostra fine del mondo. Certo, se la relazione dettagliatissima che il vescono Diego della Landa fece sulla religione Maya prima di bruciarne i testi sacri fosse ritrovata nei meandri degli archivi vaticani in cui è finita, sapremmo molte più cose. Quel che sappiamo è invece soltanto quanto ci mostrano i geroglifici scolpiti sui palazzi e sui templi, oltreché sulla lastra di Palenque e in altri strani bassorilievi ancora da decifrare. Qualcosa di inquietante...
(A sinistra) Ricostruita nelle sue linee, la città Maya di Tikal spaventa per l'arditezza dell'architettura, quasi che si tratti di una cultura extraterrestre. Come facevano i Maya a possedere tali nozioni scientifiche, se vivevano in un mondo dominato dalle leggi della Natura, senza ruota e acciaio? Invece costruirono templi e piramidi eccezionali per qualità e significato. Che fossero i discendenti di Atlantide oppure avessero contatti con il Vecchio Continente o la Cina, poco importa: il fatto è che abbiamo oggi la straordinaria possibilità di studiare le tradizioni del popolo misterioso per definizione.
Analizzeremo in prossimi articoli il contenuto di queste vere profezie. Al momento riflettiamo su questi dettagli. Come faceva un popolo fermo alla produzione agricola elaborare concetti tanto complessi e una conoscenza dei meccanismi di funzionamento del Sole che solo alla fine del XX Secolo, con i più potenti strumenti e le sonde spaziali, siamo riusciti a comprendere?
Come abbiamo chiesto anche in precedenza, avevano forse memoria storica di quanto accadrà nel 2012? Se la nascita di Quetzacoatl-Venere nel 3114 A.C. avvenne nella quarta era (detta Tzontlilac), la prima era Maya fu la Matlactili che ebbe inizio nell'11.205 A.C., guarda caso coincidente con lo Zep Tepi (Prima Era) del popolo egizio. I Maya sostengono inoltre che questa era finì a causa di un diluvio causato dalla moglie del dio della pioggia Tlaloc, che si chiama Chalchiuhtlicue e che è la famosa figura centrale ("l'astronauta") della Pietra di Palenque! Ma come? Un diluvio come quello universale, coincidente con lo scioglimento dei ghiacci dell'ultima glaciazione? Sono troppi, troppi riferimenti per essere solo coincidenze. Se nell'articolo sulle mappe dell'Antartide abbiamo analizzato la teoria dello spostamento della crosta terrestre, il cui ultimo "scivolamento" dovrebbe essere accaduto proprio intorno a quella data, ci viene facile pensare che i Maya fossero i depositari di una civilizzazione che si rifà integralmente al concetto della mitica Atlantide. E se il 2012 non fosse che il "bis" di quanto accadde 13mila anni fa?
(A destra) Tikal avvolta dalle nebbie del mattino nell'umidissima giungla tropicale. Le piramidi svettano sopra la foschia, come in un mondo alieno... Allo stesso modo sono nascoste le conoscenze dei Maya.

Lorena Bianchi

 

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