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Francesco Pisano "Satana e Dio nella Tombola napoletana" - Antonio Pisano Editore 2009

Pagine: 70 - Formato 21x15 - Prezzo: 18 €
Per chi non è napoletano è difficile comprendere quanto sia importante, a livello culturale, la Tombola per i partenopei. Sia che si tratti della versione casalinga che si gioca in famiglia oppure quella "statale" legata al Lotto, i numeri che escono dal "panariello", il cesto conico in vimini che contiene le 90 cifre, hanno una sacralità antica fatta di rituali e significati ancestrali. Il senso di questi numeri è stato tradizionalmente spiegato dalla cabala napoletana, o smorfia dir si voglia, ma al di là del folklore le spiegazioni non riescono a svelare il reale messaggio. Francesco Pisano, in questa sua ultima imperdibile opera, ci fornisce la chiave per comprendere il vero significato dei numeri e le sue conclusioni ci portano a vere e proprie sorprese: la battaglia tra Bene e Male, tra Dio e Satana, intesi in senso egizio come lotta tra i principi della vita e della sterilità, si manifesta in numeri positivi e in altri nefasti. Ad esempio, il 17 e il 56 sono numeri legati al Male; e sul 17 il discorso è abbastanza semplice e risale fin al tempo dei Pitagorici, veri esperti di numerologia. La negatività del 17 concerne in fatto che tale numero è indivisibile che per 1 e per se stesso, in termini matematici è un numero primo; ma al tempo stesso spezza l'armonia tra il 16, che è il quadrato di 4, e il 18, che è il doppio del "numero perfetto" 9 e al tempo stesso è legato al calendario lunare. Il 17 quindi assume un ruolo negativo di disarmonia tra due elementi naturali, tra due numeri astronomici e perciò sacri.
Lo stesso discorso si può fare per altri numeri non armonici, come il già ricordato 56, associato nella tombola alla caduta di Lucifero: il 56 in Egitto era associato al Dio del Male Set, simbolo della sterilità della mancanza di vita, che fa da contraltare invece alla fertilità associata al Dio della Vita Osiride, il cui numero chiave è il 72. In questa lotta tra numeri, tra la guerra segreta di principi contrapposti, si manifesta la nostra esistenza, che ha in questi infiniti simboli, come ad esempio l'apparentemente banale maschera di Pulcinella, le sue armi. Pulcinella infatti rappresenta sia Osiride che il figlio Horus, da lui nato e di lui in qualche modo replica vendicatrice, in grado di riportare la fertilità sulla Terra. La cultura napoletana, come abbiamo spesso visto, nasconde nei suoi riti a volte incomprensibili un simbolismo eccezionalmente antico, sacro e che è il diretto erede delle tradizioni esoteriche egizie e mesopotamiche. Del resto tutta l'area partenopea è sempre stata un crecevia di genti e culture e il retaggio di quegli scambi è un sapere che purtroppo il materialismo e la volgarità rischiano di cancellare. Bisogna al contrario continuare a portare avanti questa tradizione e i libri di Pisano, sempre interessantissimi e illuminanti, sono in questo senso un baluardo contro le tenebre dell'ignoranza. Consigliatissimo. (Per ordinare il libro link)
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