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Katerine Howe,
la scrittrice di questo romanzo, è una discendente
di due donne che a Salem subirono il famoso processo alle
streghe alla fine del diciassettesino secolo: Elizabeth
Howe ed Elizabeth Proctor. Partendo da questo particolare,
la Howe ha ricostruito la storia delle sue antenate, elaborando
un'interessante trama che unisce temi fantasy, storici,
mitologici. Le streghe non sono malefiche alleate del
Demonio, come criminalmente affermato dall'Inquisizione,
ma giustamente sono descritte come donne coraggiose e
forti, che sapevano curare malanni con erbe, cristalli
e preghiere alla Dea Madre. Sono persone benefiche, che
aiutavano la società in un periodo storico in cui
la mortalità era altissima e le uniche medicine
possibili erano le piante: da questo background diparte
la storia, che narra di un libro segreto tramandato da
queste streghe antiche e che giunge nelle mani della protagonista.
Per lei inizia quindi un viaggio nel tempo metaforico,
tra malocchi e incantesimi che le fanno combattere una
guerra astrale e arcana verso un nemico invisibile, che
già in passato aveva combattuto le sue progenitrici...
Si tratta di un ottimo libro, narrato in modo avvincente
e interessante, sebbene non manchino alcuni luoghi comuni.
Ma tant'è, per gli addetti ai lavori può
sembrare qualcosa di già visto, ma per il pubblico
è sicuramente una bella novità, qualcosa
di appassionante da leggere, che va oltre i soliti cospirazionismi
alla Dan Brown, che sinceramente, tra sottane vaticane
e fini del mondo più o meno improbabili, hanno
ampiamente stancato. Un libro quindi da leggere assolutamente. |
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