Sator ws
 

Katherine Howe "Le figlie del libro perduto" - Salani Editore 2009

Pagg.: 415 - Prezzo: 18,60 € - Traduzione di Valentina Daniele

Katerine Howe, la scrittrice di questo romanzo, è una discendente di due donne che a Salem subirono il famoso processo alle streghe alla fine del diciassettesino secolo: Elizabeth Howe ed Elizabeth Proctor. Partendo da questo particolare, la Howe ha ricostruito la storia delle sue antenate, elaborando un'interessante trama che unisce temi fantasy, storici, mitologici. Le streghe non sono malefiche alleate del Demonio, come criminalmente affermato dall'Inquisizione, ma giustamente sono descritte come donne coraggiose e forti, che sapevano curare malanni con erbe, cristalli e preghiere alla Dea Madre. Sono persone benefiche, che aiutavano la società in un periodo storico in cui la mortalità era altissima e le uniche medicine possibili erano le piante: da questo background diparte la storia, che narra di un libro segreto tramandato da queste streghe antiche e che giunge nelle mani della protagonista. Per lei inizia quindi un viaggio nel tempo metaforico, tra malocchi e incantesimi che le fanno combattere una guerra astrale e arcana verso un nemico invisibile, che già in passato aveva combattuto le sue progenitrici... Si tratta di un ottimo libro, narrato in modo avvincente e interessante, sebbene non manchino alcuni luoghi comuni. Ma tant'è, per gli addetti ai lavori può sembrare qualcosa di già visto, ma per il pubblico è sicuramente una bella novità, qualcosa di appassionante da leggere, che va oltre i soliti cospirazionismi alla Dan Brown, che sinceramente, tra sottane vaticane e fini del mondo più o meno improbabili, hanno ampiamente stancato. Un libro quindi da leggere assolutamente.
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