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“La Via degli Immortali”, dal significativo sottotitolo “Come ritrovare la chiave per l'immortalità”, è il secondo libro della trilogia scritta da Devana. La scrittrice milanese continua la ricerca del Graal-Gradal e delle torri-zed e della consapevolezza che i nostri antenati non invecchiavano perché vivevano su un diverso, più alto livello di coscienza. Attraverso l'ispirazione della Sequenza di Fibonacci, Devana dapprima va in Cambogia a studiare i templi di Angkor Vat e poi torna in Perù alla ricerca delle piramidi pre-incaiche, che secondo gli sciamani sono uno dei veicoli per la propagazione dell'energia che provocherà in noi il risveglio spirituale. Un risveglio di tutta l'Umanità evoluta interirmente... Poi in Bretagna, in Europa sulla scia delle Madonne Nere, attraverso le considerazioni di Hildegard von Bingen e le suggestioni mistiche della spada nella roccia di San Galgano: Devana affronta temi e luoghi in maniera entusiasmante e sembra di seguirla nelle sue scoperte in giro per il mondo, in viaggi mai facili, sempre ricchi di avversità e imprevisti ma sempre rivelatori ogni volta di un frammento di verità. Una verità che in questo libro si conclude con la Cabala, con l'Albero delle Sephirot e il loro legame con il nostro DNA... Un libro assolutamente imperdibile nella parte in cui Devana analizza la Dea Madre e la Madonna Nera. Unico appunto, come già detto nel caso del testo precedente, è il fatto che la scrittrice si sia troppo affidata come punto di partenza per le sue teorie a una tesi criticata e criticabile come quella di Nibiru. |
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