Devana "Eko-nomia" - Melkisedek Editore 2008
Pagine: 140 - Formato: 20,5x14,5 - Prezzo: 15 €
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“Eko-nomia”, ovvero un'Economia ecologica e sostenibile: un titolo provocatorio ma efficace che descrive alla perfezione la nuova visione della società immaginata dall'autrice. Devana è una scrittrice prolifica e al suo attivo ha una bella “trilogia dell'Immortalità” iniziata nel 2004 con il suo libro “Gra(d)al” e continuata recentemente con altri due titoli. “Eko-nomia” in qualche modo si innesta sui principi esposti dagli altri tre e ne costituisce una base filosofica, un'utopia a cui tendere. Perché è questo quanto propugna Devana: partendo dalle società egualitarie seicentesce impotizzate da Thomas More, Tommaso Campanella, Francis Bacone persino lo scrittore russo Lev Tolstoij è possibile ipotizzare un nuovo tipo di società, non più capitalista o materialista ma “eco-compatibile” in cui vivere nel rispetto della Natura ma soprattutto delle esigente biofisiche dell'Uomo. Infatti la società in cui viviamo è fortemente inumana: non lascia spazio alle aspirazioni del singolo, che è sostanzialmente un servo della gleba modernizzato, triste perché consapevole del suo destino. Aggiungiamo noi, il desiderio di viaggiare e di evadere tipico dei lavoratori moderni è una conseguenza di questa vita innaturale, sbagliata in ogni suo attimo, che ci imprigiona in case sigillare, carceri a più piani, che ci impone beni da consumare e piaceri forzati... E' logico poi che il corpo si ammali e la mente impazzisca. Devana pare consapevole dei limiti oggettivi di una società consumistica, sia bene allo stesso tempo non ne esalta una di tipo collettivistico perché governi di questo tipo rinunciano per necessità politiche alla spiritualità, rendendo in tal modo l'essere umano ancora più infelice e insoddisfatto. La società che propugna Devana è assai simile a quella dei nostri antenati, in cui tutti si mettevano al servizio della comunità in cambio di altri servizi. Un mondo senza denaro, in cui la sola merce di scambio è la propria arte: le abilità di ciascuno vengono messe al servizio di tutti. |
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Chi cucina, chi fabbrica oggetti, chi coltiva, chi tesse... Anche gli artisti in un tipo di società come questa verrebbero valorizzati, e non si assisterebbero più a fenomeni come quelli di personaggi famosi solo per meriti sessuali. Non significherebbe rinunciare alle nostre cose: semplicemente, condividere quello che abbiamo con gli altri, non accumulare denaro e spenderlo in oggetti inutili, ma lavorare per il benessere generalizzato della comunità. Un ritorno quindi al baratto, un regresso apparente che costituisce un'evoluzione, una maggiore consapevolezza e dunque un passo verso il Divino. Su molti aspetti di “Eko-nomia” si può concordare, altri rimangono fortemente utopistici, altri andrebbero chiariti con maggior precisione: tuttavia l'opera di Devana è assolutamente apprezzabile e interessante. Certo non sarà facile raggiungere gli obiettivi proposti nel libro, ma è importante parlarne e quantomeno in Italia ben vengano i testi coraggiosi come questo. |
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