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Kilkenny è un nome notissimo
ai giovani e in genere agli amanti della birra. La rossa che
prende il nome dalla cittadina irlandese è infatti
apprezzata più o meno uninamemente, al contrario della
"rivale" Guinness, che invece o la si ama o la si
odia. Forse perché il gusto di questa birra color rubino
è particolare, deciso ma morbido, un po' ambiguo. Ambigo
come il carattere degli Irlandesi di provincia, gente semplice
e schietta, cristianissima nella sua religiosità ma
anche ambiguamente pagana nei suoi riti celtici legati alla
fertilità e alle stagioni. Inutile provare a convincere
un irlandese della sua sostanziale ereticità, non ci
riuscirete. E la sua fede in Dio è solo un aspetto
di una spiritualità multiforme che si estrinseca nei
modi più insospettabili… Kilkenny, oltre che per
la birra, è tuttavia famosa per un celebre caso di
stregoneria, un processo che fu tra i primi in assoluto a
svolgersi in Europa. Il caso di Alice Kyteler e il suo incredibile
epilogo sono un esempio di come a volte la realtà possa
avere un lieto fine, ma costituisce anche un terribile presagio
per quanto sarebbe accaduto nei secoli a venire. Tutto cominciò
nel 1280, quando vene alla luce Alice Kyteler, primogenita
di un ricco mercante anglo-normanno che commerciava con l'Oriente
e che aveva assidui contatti con l'Ordine del Tempio. Questo
particolare è importante e può vantare alcuni
significativi indizi per i motivi che vedremo in seguito.
Quel che importa ora sottolineare è come la famiglia
assai facoltosa di Alice le consentì da un lato di
beneficiare di studi adeguati al censo, cosa che le risultò
utile quando, nel 1298, alla morte del padre, la donna si
ritrovò ad ereditare il patrimonio di famiglia. Per
uno scherzo del destino infatti sia la madre che i fratelli
morirono prima di lei e questo iniziò a gettare una
sinistra macchia di apportatrice di sfortuna sulla giovane
Alice. In un'epoca in cui la superstizione religiosa regnava
sovrana, anche queste piccole cose potevano segnare il destino
di una persona. Comunque sia, Alice Kyteler (che d'ora in
poi sarà sempre chiamata con il titolo di Dame, Signora)
si ritrovò ad amministrare l'immenso patrimonio paterno
e lo fece continuando gli affari precedenti. Quindi entrò
in contatto sicuramente con i depositari del potere finanziario
della fine del XIII Secolo.
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| (Sopra)
L'incredibile emblema della famiglia Kyteler, a Kilkenny, mostra
traccia di una simbologia templare legata all'Antica Religione.
Letta in questa chiave, l'intera vicenda di Alice Kyteler, la
prima strega d'Irlanda, assume connotati ben diversi da quelli
raccontati dall'Inquisizione. |
Da sette anni, dopo la sconfitta di San Giovanni d'Acri
del 1291, i Templari avevano
lasciato la Terrasanta e si erano rifugiati nell'isola di Cipro. Da
qui continuavano i commerci con gli amici-nemici musulmani e ovviamente
a beneficiarne erano tutti i mercanti d'Europa. La stirpe anglo-normanna
lega senza dubbio la famiglia di Dame Alice tanto al regno normanno
del meridione italiano quanto alle Crociate ed è presumibile
che i prodotti che i Kyteler esportavano fossero lana e prodotti derivati.
Proprio in un'ottica di consolidare il "core-business" rientra
il progetto di matrimonio di Alice con William Outlawe, potente banchiere
di Kilkenny e socio in affari del padre, di vent'anni più vecchi
di lei. Outlawe potrebbe essersi offerto di convolare a nozze con
la ragazza in prospettiva di affidare a lei e a un erede il suo ingentissimo
patrimonio. Infatti Alice e Outlawe si sposarono nel 1299 e dopo pochi
mesi rimase incinta. Il bimbo che nacque fu chiamato William Junior
ed ebbe come padrino nientemeno il Cancelliere d'Irlanda, Roger Outlawe,
fratello di William. Insomma, Alice Kyteler non era certo una donna
da poco, imparentata com'era con l'elite politica irlandese: con il
suo patrimonio decise di trasformare la casa di famiglia, la Kyteler's
House, in un ostello (la cosiddetta Inn inglese) aperto ai derelitti,
visibile ancora oggi nell'attuale St. Kieran Street di Kilkenny. Ma
il fine benefico in realtà nascondeva probabilmente la pratica
di culti ancestrali, basati sui riti esoterici templari che si ricollegavano
con l'Antica Religione.
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suo ostello divenne punto di ritrovo per moltissime donne e
uomini eretici, in un'Irlanda in cui la fede cristiana era fortissima,
ai limiti dell'integralismo. La sua taverna parallelamente divenne
un luogo d'incontro per uomini d'affari di tutta l'Irlanda,
desiderosi di fare trattare con una coppia tanto potente. Ma
l'idillio finì con la tragica morte di William, che fece dire
al popolino che Alice Kyteler portava addosso una maledizione.
E chi è l'artefice delle maledizioni? Il Diavolo ovviamente,
e a Satana si fece ricorso per spiegare gli strani riti esoterici
che si diceva venissero praticati nella Kyteler's House. William
morì sfracellandosi cadendo da una torre e le maldicenze dissero
che a ucciderlo fosse stato un demone chiamato Robin, su commissione
della stessa moglie che lo avesa sorpreso mentre curiosava nei
sotterranei dell'ostello. Strana ricostruzione, se si pensa
che tanto il figlio quanto la famiglia del marito si strinsero
a Dame Alice, aiutandola ulteriormente a livello patrimoniale.
Comunque sia, dopo la morte di William Outlawe, Alice si sposò
presto con un secondo banchiere proveniente dalla cittadina
di Callan, Adam Le Blont, da cui ebbe una figlia chiamata Basilia.
Nel frattempo i Templari furono dichiarati eretici: nel 1307
l'Ordine fu bandido e sciolto, i loro beni incamerati dalla
Chiesa Cattolica. Un notevole numero di cavalieri esuli sbarcò
in Irlanda (così come in Scozia e Portogallo) e Kilkenny fu
uno dei principali approdi: logico pensare che la Inn di Alice
fosse uno dei principali centri di riorganizzazione dell'organizzazione.
In questo contesto nel 1310 morì Adam Le Bont, dopo un'indigestione,
lasciando Alice Kyteler per la seconda volta vedova. Il suo
status di banchiere le portò in dote una notevole eredità e
le voci sulla donna crebbero ulteriormente: ora a Kilkenny si
diceva che lo aveva avvelenato. Nel 1311, fedele alla tradizione
Dame Alice si risposò per la terza volta con Richard de Valle,
un proprietario terriero di origini francesi e (forse) templari.
L'uomo, vecchio e malato, si spense dopo poco tempo per malattia
e così la nostra presunta strega disse basta ai matrimoni. Raccolse
un gruppo di amici e parenti intorno alla Kyteler's House e
costituì, secondo la leggenda popolare, una vera e propria congrega
di pagani dediti all'Antica Religione. |
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| (Sopra)
La Kyteler Inn era situata in questo vicolo di Kilkenny. Ben
poco rimane dell'edificio, forse solo le fondamenta: oggi è
occupato da un ristorante che sfrutta la vicenda per farsi pubblicità. |
In particolare si unirono ai riti che da tempo officiava
il figlio primogenito William Junior, la figlia Basilia, la sua domestica
e la sorella maggiore di questa, Petronilla de Meath. Alice più
realisticamente, divenuta di gran lunga la donna più ricca
di Kilkenny e dell'Irlanda intera, iniziò a fare quel che facevano
i Templari: finanziava l'attività mercantile della nascente
borghesia nonché dei piccoli proprietari terrieri, in modo
tale da avere nelle sue mani il destino di moltissimi uomini influenti
della Terra Verde. Uno dei frequentatori più assidui della
Kyteler's House fu John Le Poer che, innamoratosi perdutamente della
quarantenne Alice, la convinse a sposarlo. Fin da subito però
il matrimonio non andava bene: come i precedenti tre mariti, anche
Le Poer era un vegliardo certamente non con una salute di ferro e
si ammalò ripetutamente. L'uomo, non si sa se consapevolmente
o meno, diede credito alle voci popolari e accusò la moglie
presso i frati francescani della locale abbazia di aver cercato di
ucciderlo con pratiche di stregoneria. Ora, dobbiamo pensare che nel
1320 il papa Giovanni XXII introdusse tra le eresie più pericolose
la stregoneria, precedentemente considerata non passibile di condanna
a morte. Invece, a partire da quella data, i roghi che fino a quel
momento avevano bruciato eretici come i Catari iniziarono a popolarsi
di streghe e di gatti, preludendo alla Peste Nera che avrebbe dimezzato
la popolazione europea un quarto di secolo più tardi.
| Consapevole
di tale possibilità, forse per mettere le mani sull'ingentissimo
patrimonio di Alice, Le Poer iniziò a raccontare ai monaci
della congrega di streghe, accusando senza mezzi termini la
moglie di aver fatto un patto con Satana per uccidere i precedenti
mariti, tra sacrifici umani, orge e accoppiamenti con demoni
che regolarmente, a suo dire, si tenevano nella Kyteler's House.
I frati informarono il vescovo della diocesi di Ossory, Richard
de Ledrede, che colse la palla al balzo. Informato dai frati
che la donna aveva abiurato la religione cristiana, affermando
che Gesù non era affatto morto sulla croce (al pari di
quanto affermavano i settori più esoterici dei Templari),
il prelato si impegnò personalmente nella lotta contro
Alice Kyteler e la sua corte, cercando di farla arrestare. In
un processo inquisitorio, il
primo in Irlanda e uno dei primi in assoluto in Europa contro
una congrega di presunte streghe, Richard de Ledrede sostenne
davanti ai giudici religiosi le accuse di magia nera, eresia
e di aver sacrificato ai demoni (gli antichi Dei pagani) a carico
di Alice e altre undici persone tutte risiedenti nella Kyteler's
House. Le prove furono raccolte tutte per via indiziaria, attraverso
testimonianze di vicini e abitanti vari di Kilkenny. Per tutta
risposta, dimostrando un'indipendenza che purtroppo non si sarebbe
più vista per i secoli successivi, il Cancelliere Roger
Outlawe, cognato di Alice, fece arrestare clamorosamente il
vescovo, imprigionandolo nella prigione di Kilkenny con l'accusa
di aver falsificato le prove. Addirittura il vescovo fu tenuto
a pane e acqua per diciassette giorni, tra lo sbigottimento
generale. Alice era davvero potente, o almeno questo era quanto
si pensava. Ma John Darcy, presidente della Corte di Giustizia,
ritenne il processo inquisitorio corretto nella forma e diede
ordine di far scarcerare Richard de Ledrede, il quale, in possesso
di un titolo giuridico valido, riuscì legalmente a far
arrestare Alice e gli altri imputati. La condanna era il rogo:
inappellabile, pur in assenza di un vero dibattimento. A quei
tempi il processo ecclesiastico era ancora rozzo, non aveva
ancora raggiunto l'ipocrita perfezione formale che avrebbe messo
al rogo milioni di streghe nei secoli successivi, inculcando
nell'opinione pubblica concetti inesistenti come quello di strega
satanica dedita al male. Ma le streghe, se è lecito chiamarle
così, non invocavano mai Satana bensì un Dio cornuto
celeste, benefico e vitale, che di volta in volta si chiamava
Penn, Pan, Kernunnos, Belenos… Un paganesimo che appunto
è derivazione di quell'Antica religione basata sulla
Dea Madre che esiste da duecentomila
anni. Ma questo agli inquisitori irlandesi non interessava,
ovviamente. Al vescovo de Ledrede e probabilmente anche al presidente
della Corte di Giustizia interessava eliminare un sistema di
potere di derivazione templare che affidava alla borghesia nascente
poteri al di là di quanto venivano accordati da clero
e nobiltà. Dame Alice Kyteler in realtà gestiva
una banca oggi diremmo di derivazione massonica, in cui i clienti
erano al tempo stesso adepti fiduciari e che le consenivano
di avere in mano le redini di una nascente economia mercantile
basata sul liero scambio: in poche parole, un proto-capitalismo.
Giusto o sbagliato che sia, la condanna a morte di Alice fu
un fatto estremamente grave perché non basato su prove
circostanziate ma avallato da dicerie contadine popolane che
nulla di verosimile possono avere. E forse fu per questo che
pochi giorni dopo l'arresto Alice Kyteler e altri dieci componenti
della "congrega" furono fatti evadere dai sotterranei
del Castello di Kilkenny. Abbattute le guardie, un "commando"
evidentemente inviato dal Cancelliere fece scappare in Inghilterra
quasi tutti i membri di questo gruppo di eretici: tutti, tranne
una donna che si attardò e fu catturata dalle guardie.
E così, Dame Alice faceva vela verso l'Inghilterra, potendo
contare su sicuri appoggi dei parenti anglo-normanni assieme
alla figlia, alla domestica e alle altre persone. |
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| (Sopra)
La cattedrale di Kilkenny ancor oggi mostra le sepolture sfarzose
di cavalieri e dame che vissero nel XIV Secolo e che conobbero
Lady Alice Kyteler. (Sotto) La natura rigogliosa dell'Irlanda
ha sempre indotto un grande sentimento di comunanza con gli
elementi che portò la gente fin dall'epoca celtica a praticare
riti di fertilità e di propiziazione, che in epoca cristiana
divennero fortemente avversati. |
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Il figlio William Junior, abbastanza
protetto dalla sua parentela con Roger Outlawe, pagava il suo debito
con la Chiesa Cattolica promettendo di rifare a sue spese il tetto
della Cattedrale e di assistere tre volte al giorno per un anno alla
messa, la povera Petronilla de Meath rimase intrappolata tra le grinfie
dell'Inquisizione che, furente per la fuga, stavolta cercò
di strappare la prova definitiva che Alice Kyteler era una pericolosa
strega dedida a pratiche sataniche. Sottoposta
a sei diversi tipi di torture, alla fine crollò e testimoniò
contro la sua amica, ammettendo che aveva abiurato Cristo. Petronilla
fu comunque bruciata davanti a una folla inferocita, si dice (ma siamo
nella leggenda) che abbia urlato il nome di Alice sperando che in
ultimo fosse tornata a salvarla. La leggenda ci narra infine di come
la nostra protagonista si sia ritirata in un castello nei pressi di
Londra e abbia vissuto, nell'ombra, fino a tarda età.
Leggendo le varie cronache sui siti web, sia italiani che stranieri,
non si può non notare la faziosità di quasi tutte le
descrizioni, che dipingono Alice come una donna dissoluta, malvagia,
assassina e in ultimo pure traditrice (dell'amica sul rogo). Sembra
incredibile, ma a distanza di 700 anni le parole diffamanti e le accuse
senza senso del vescovo di Ossory sembrano ancora trovare terreno
fertile in chi scrive articoli senza aver alcun senso storico. A nostro
avviso se si può accusare Alice Kyteler di qualcosa è
la sua imprudenza nel mostrarsi adepta del paganesimo in un momento
storico come quello che vide la distruzione dell'Ordine dei Templari.
Le accuse del vescovo in un certo senso erano vere: probabilmente
aveva rinnegato Cristo, così come lo avevano fatto i Templari.
Si dice addirittura che fu trovato nella Kyteler's House un "orribile
coppa ricavata dal teschio di un condannato a morte" e l'immagine
non può che far pensare alla testa di San Giovanni Battista
adorata dai Templari, ritenuto il vero Messia e presente in forma
di simulacro in ogni sede locale dell'Ordine. Ma tutto ciò
non fa che confermare la nostra analisi e la motivazione politica
del suo processo. Anche le accuse di aver ucciso i mariti non hanno
senso: tutti e tre i morti erano anziani e inoltre la donna non era
così povera da ambire al loro patrimonio. Si può accusare
Alice di essersi sposata per interesse e non per amore, ma di questo
"crimine" quante donne si sono macchiate? Come si nota nello
stemma di famiglia dei Kyteler, l'emblema della croce
patente templare si fonde con il fiore del giglio, associato al
femminino sacro della Dea Madre. La losanga disegnata all'interno
della croce patente è parimenti un potente simbolo della Dea,
risalente alla più remota preistoria… Ecco la prova definitiva
di quanto affermiamo: lungi dall'essere (solo) una strega, Dame Alice
Kyteler era in realtà una Templare, per l'esattezza una post-Templare
che tanto fece per la realizzazione di una società borghese-capitalistica.
E forse questa fu la sua vera colpa.
Lorena Bianchi
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(A
sinistra) La Kyteler Inn mostra ancor oggi il simbolo del gatto
nero in ricordo della stregoneria che per l'Inquisizione lì
si praticava. In realtà per gli Egizi ed altri popoli antichi
il gatto era un animale sacro, tramite tra il mondo materiale
e quello spirituale. Il gatto veniva onorato e curato: il suo
sterminio a metà del '300 portò giustamente all'epidemia di
Peste Nera. (A destra) L'Irlanda, verde e meravigliosa quanto
al tempo stesso fredda e piovosa, è una terra di contrasti,
in cui a una fede cattolica integerrima fanno riscontro tradizioni
magiche e legami con il regno delle fate. |
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