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Vi sono
personaggi storici che sembrano essere avulsi dal contesto in
cui sono vissuti, a causa della loro modernità, del loro
spessore. E in un epoca splendida e terribile come il XII Secolo,
in cui si assistette a scene crudeli come le Crociate mentre
al tempo stesso nascevano le moderne strutture economico-sociali,
sovrintese dai dettami dell'Ordine dei Templari, la monaca visionaria
Hildegard costituisce l'esempio stesso delle contraddizioni
di questa epoca.
Infatti questa donna è innanzitutto una delle figure
più eminenti in assoluto della Chiesa Cattolica, venerata
anche da quella protestante come santa benché il processo
di canonizzazione, iniziato nel 1324, non si sia mai concluso.
Ma in questi casi la Chiesa agisce senza formalismi, lasciando
che sia la volontà popolare e la stima che accompagna
questa badessa a parlare al posto di codicilli e testi. Questo
perché è riduttivo definire Hildegard come una
semplice santa: e santa in verità non lo era, non in
senso ortodosso, sia per le cose che affermava e predicava sia
per gli accadimenti che diceva di essere protagonista. Tutto
iniziò pochi anni dopo la nascita, avvenuta nel 1098
a Bermersheim vor der Höhe, vicino ad Alzey, nell'Assia-Renana.
Ultima di dieci fratelli, come spesso accade in questi casi
la figlia più piccola manifesta poteri paranormali, che
si traducevano in visioni e immagini a distanza. I genitori,
i nobili Ildeberto e Matilda di Vendersheim, decisero che quel
potere era troppo pericoloso per una bimba di quel genere, in
grado di scatenare l'accusa di eresia e il susseguente rogo
sulla figlia e di gettare discredito su tutta la famiglia. Perciò
decisero di affidare Hildegard a un convento per così
dire "specializzato" in Misticismo, quello di Disibodenberg,
guidato da una badessa eccezionale: Jutta di Sponheim. |
| (Sopra)
La statua di Hildegard von Bingen mostra come attributi il pastorale,
simbolo dell' attività della donna nella sua vita. |
Fu proprio la coltissima Jutta a prendere in cura Hildegard
e a insegnarle tutto il sapere medievale, quello lecito e quello vietato
dai canoni ecclesiastici. Così, la bimba visionaria divenne
esperta in medicina, erboristeria, cristalloterapia; imparò
il Platonismo direttamente dai testi greci e lo Stoicismo dagli scritti
vietatissimi di Seneca, che il convento custodiva in una biblioteca
segreta. E nel frattempo imparava l'arte di gestire in modo manageriale
un istituto di quel genere. Infatti prima del XIII Secolo i conventi
erano centri omnicomprensivi in cui accanto alla produzione del vitto
di sostentamento si svolgevano molte attività sussidiare di
tipo manifatturiero e imprenditoriale. In un periodo di totale decadenza
delle città, che ripresedro vigore solo con l'epoca dei comuni,
la popolazione dell'Europa era una massa di contadini semi-schiavi
alle dirette dipendenze di questi monasteri. E mancando un potere
centralizzato forte (anzi, oseremmo dire nell'assenza pressoché
totale di esso) i conventi fungevano da ospedali, armerie, persino
zecche per monete. Le proprietà degli ordini monastici erano
immense e fu proprio grazie alla benevolenza e ai soldi dei Cistercensi
se ad esempio i Templari poterono nascere e svilupparsi.
| Di questa
rete produttiva Hildegard divenne perfettamente consapevole,
al punto che quando a 37 anni fu nominata epigono della defunda
badessa Jutte con la totale approvazione delle consorelle, questa
iniziò un'opera di riforma oseremmo dire "capitalistica"
dei monasteri tedeschi. Innanzitutto pretese di avere un segretario
personale, e di questo compito fu incaricato il monaco Volmar
che, all'abilità diplomatica e alla cultura, univa un'adorazione
(che i maldicenti potrebbero ritenere addirittura sospetta)
e una comunanza d'intenti totale con Hildegard. Questa dal canto
suo non sembrava considerare il suo ruolo di badessa come esclusivamente
spirituale, anzi: muovendosi a cavallo, controllava, amministrava,
si arricchiva. Vestendo abiti da nobildonna, trattando alla
pari con re, principi e perfino l'imperatore Federico Barbarossa,
divenne una donna estremamente influente, la più influente
donna del suo tempo. Ma come ci ricorda la vicenda di Matilde
di Canossa, evidentemente quel periodo bellicoso che rendeva
altissima la mortalità masschile a causa di guerre e
stermini, donava alle donne un potere gestionale superiore a
quello che si avrebbe avuto anche solo un secolo dopo. |
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| (Sopra)
Il monastero di Eibingen fu fondato da Hildegard e mostra attorno
a sé un'incredibile quantità di campi contivati, solo una parte
degli immensi possedimenti che questi conventi avevano in epoca
medievale. |
Ecco dunque Hildegard curare gli ammalati con erbe
e decotti non proprio cristiani, come una qualsiasi strega erbaria;
eccola muoversi tra le montagne alla ricerca di particolari cristalli
curativi; eccola alle prese ancora con le visioni, in cui "Dio
le parlava", mostrandole mondi lontani, volti di altri universi,
l'infinita varietà della creazione. Ovviamente non era il Dio
cristiano a parlarle, perché come ci testimonia la storia esso
non parla mai se non attraverso estasi mistiche che confinano nella
paranoia mentale. Invece Hildegard no, era una donna lucida, sveglia,
perfettamente cosciente. Come spiegare - e spiegarsi? - un simile
atteggiamento? Escludendo a priori di rivolgersi al papa, Hildegard,
all'età di quarant'anni, si confidò con l'uomo più
sensibile del tempo, quel Bernardo di Chiaravalle che tanta importanza
aveva avuto nella creazione dell'Ordine dei Templari. A lui, con lettere
a tratti commoventi, si rivolse Hildegard, temendo per la sua vita,
per la sua sanità mentale. Lui, pragmaticamente, le disse di
non preoccuparsi e di rivelare il contenuto delle visioni. Anzi, all'opposto,
la incoraggiò a far disegnare dagli amanuensi le sue immagini,
di descriverle e perseguire l'armonia in esse insita. E questo nuovo
impulso ebbe effetti prodigiosi. Sotto la tacita ala protettiva di
Bernardo, con la promessa che non sarebbe stata considerata eretica
o peggio strega, Hildegard sviluppò al massimo le sue proiezioni.
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| (Sopra,
a sinistra) San Bernardo di Chiaravalle fu amico e ispiratore
delle visioni di Hildegard. (Al centro) La colomba, simbolo
tipico della Dea Madre, fa da tramite tra il Padre Celeste e
Hildegard: un'immagine molto pagana e assai poco ortodossa che
mostra come la badessa visualizzava le visioni. (A lato) Un
incredibile Vesica Piscis
mostra l'Universo come veniva visto da Hildegard: notare la
falce di luna e il sole a otto punte. (A destra) Enigmatica
visione di Cristo con gli attributi dell'Arcangelo Michele e
la testa di San Giovanni Battista sopra la propria: se nei suoi
scritti Hildegard era fedele al dogma, nelle miniature si assiste
al libero sfogo della fantasia. |
Iniziò con il mettere per iscritto i suoi libri
profetici giovanili: ce ne sono pervenuti tre, lo Scivias (Conosci
le vie), il Liber Vitae Meritorum (il Libro dei meriti della vita)
e il Liber Divinorum Operum (il Libro delle opere divine). Poi passò
a trattare di scienze naturali, di biologia, di medicina con due libri,
"Physica", con il sottotitolo "Storia naturale o Libro
delle medicine semplici" e "Causae et curae" ("Libro
delle cause e dei rimedi o Libro delle medicine composte").
| Questi
libri furono il compendio delle conoscenze erboristiche del
tempo e pur senza una concreta scientificità costituiscono
un passo importante per la cura delle malattie. Poi parlò
di cosmo, di astronomia, ipotizzando che le stelle non fossero
altro che Soli distanti moltissimo da noi, anticipando Giordano
Bruno. E poi ginecologia, sessuologia! Oltre agli aspetti naturalistici,
divenne una compositrice eccellente. Vera Mozart ante-litteram
e in gonnella, scriveva sia musica che testi a carattere sacro,
di cui ci è arrivata la "Symphonia harmoniae celestium
revelationum", divisa in due parti, i "Carmina",
inni e canti in stile gregoriano, e l'opera drammatica "Ordo
Virtutum", ancor oggi musicata e messa in scena. Niente
male, per una donna del XII Secolo! Ma la sua figura così
anticonformista sia pure per quel secolo "femminista"
non poteva non sollevare malcontenti e sicuramente il suo monastero
di Rupertsberg, autonomamente fondato e fatto prosperare a spese
di quelli confinanti, esasperò non poco gli animi tra
gli abati. |
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| (Sopra)
Una pagina tratta da un codice miniato che mostra il pentagramma
e le note musicate da Hildegard. |
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Il punto
era la visione femminile che aveva Hildegard in merito alla
spiritualità. Lei che considerava Dio un'entità
androgina, e arrivò al punto di chiamarlo "Dio-Madre"…
Certo, "Dea" Madre sarebbe stato troppo
anche per lei, ma il concetto è lo stesso! Quello che
preme osservare è che comunque la badessa aveva concepito
che la divinità non può essere un essere sessuato
come un qualsiasi essere vivente, percependo la dualità
Dio Padre-Dea Madre allo stesso modo dell'unione degli opposti
rappresentata dal Tao e quindi basata non su un sesso umanoide
ma su un concetto energetico affine alla polarità delle
batterie e dei campi magnetici. Certo, comprendiamo come tali
discorsi possano risultare difficili per persone che non conoscevano
l'elettricità. Per questo la capiamo quando utilizzò
il modello archetipico del Dio egizio Amon-Ra a modello del
Dio cristiano. Tuttavia discorsi di questo tipo sono estremamente
pericolosi per una religione che si basa sulla distruzione del
femminino e sull'imposizione del Patriarcato e in Germania ci
fu una specie di rivolta degli abati contro di lei. Hildegard,
davvero donna determinata e senza più peli sullo stomaco,
scrisse un trattato di fuoco in cui si scagliava pesantemente
contro l'omosessualità maschile ampiamente praticata
nei conventi, ed esaltava all'opposto l'amicizia femminile fatta
di carezze, tenerezze, amore proprio per questo casto perché
senza penetrazione. Ormai Hildegard era anziana, poteva permettersi
di osare… E il risultato fu la creazione di un nuovo monastero
di Eibingen sulla sponda opposta del Reno. La fine della sua
vita fu un trionfo di successi, in cui riuscì a ottenere
quello che non aveva ottenuto in gioventù. Sfidò
i vescovi tedeschi attaccandoli direttamente sul piano della
corruzione e dell'avidità, colpendo allo stesso tempo
anche l'eresia dei Catari di derivazione fortemente gnostica.
Arrivò al punto di praticare esorcismi, fatto mai più
verificatosi in seguito a opera di una donna. |
| (Sopra)
Miniatura estrapolata dal Libro delle Ore del Duca du Berry
a Chantilly e tratto dalle teorie e dalla cosmogonia di Hildegard. |
In ciò l'accompagnava la facoltà di vedere
a distanza posti, mondi, persone: di questi viaggi sappiamo ancora
poco perché alla fine della sua vita Hildegard scrisse inventando
un alfabeto segreto e quella che lei chiamava "Lingua Ignota",
un vero esempio di lingua artificiale realizzata mescolando il tedesco
e il latino. Si dice che insegnò a molte streghe e maghi adepti
dell'antica religione questo alfabeto e dopo la sua morte a queste
persone fu donato un manoscritto redatto in questo linguaggio speciale
anti-inquisitori. Sinceramente non si può giurare sulla veridicità
di queste affermazioni, anche perché dalle profezie che ci
sono giunte Hildegard appare decisamente ortodossa. Infatti queste
non sono altro che - oseremmo dire - banali rivisitazioni dell'Apocalisse
giovannea e non aggiungono nulla di nuovo a quanto non si sapeva già.
Niente a che vedere con lo spaventoso "Ragno Nero", il monaco
tedesco che profetizzò gran parte dei disastri attuali!
Tuttavia queste poche previsioni, sicuramente non originali e interpolate
come fa da millenni mamma Chiesa, non inficiano le caratteristiche
di questa donna modernissima, verrebbe da dire rinascimentale. E se
si osserva il suo Cristo Pantocratore al centro dell'Universo in stile
così leonardesco, non dissimilmente dall'antico Mitra, si comprende
come la prospettiva di Hildegard von Bingen potrebbe essere già
proiettata, attraverso i suoi poteri paranormali, a quattro secoli
dopo…
Lorena Bianchi
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| (Sopra,
a sinistra) Il Cristo Pantocratore di Hildegard anticipa di
quattro secoli l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Notare
(al centro) interessantissime connessioni simboliche: un pentacolo
perfetto inscritto in un enneagramma, una stella a sette punte.
(A destra) Nel 2009 la cineasta tedesca Margaret Von Trotta
ha girato un film su Hildegard molto interessante, dal titolo
"Vision": tuttavia, in nome della battaglia teologale tra lei
e i dottori della Chiesa, la Von Trotta commette alcuni errori
grossolani, tra cui l'abito monacale (non presente al tempo
di Hildegard) e il mancato accenno a Bernardo e all'esoterismo
che permea tutta l'opera della von Bingen. |
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