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Il trasporto aereo nel mondo moderno
è divenuto una prassi: delle macchine volanti si apprezza
la velocità e la comodità, anche se le misure
di sicurezza e le interminabili attese sono a volte intollerabili.
Se per molti viaggiare ad alta quota è un'abitudine,
c'è ancora un nutrito gruppo di "aerofobici":
persone che hanno il terrore del volo, che temono che l'aereo
possa precipitare e così via. Del resto gli incidenti
aerei sono sempre molto tragici per l'entità dei morti,
sempre numerosi, e per la dinamica: schianti, esplosioni, ammaraggi
con fusoliere che si spezzano… Eppure l'aereo è
statisticamente il mezzo più sicuro. Sono rarissimi gli
incidenti: i piloti addestrati, il controllo del traffico aereo
e mille e mille dispositivi elettronici rendono il precipitare
un evento quasi improbabile. Infatti le moderne leghe metalliche
e composite sono resistentissime, i motori sono potenti e spesso
l'aereo è in grado di procedere anche se un propulsore
è fuori uso. |
Ma tutto ciò è assolutamente inerme davanti
a un pericolo che inaspettato arriva ad alta quota. Non si tratta
di ghiaccio, non si tratta di guasti: ma di un folletto invisibile
agli occhi umani che si diverte a squarciare e a divorare il metallo
di motori e ali!
Ai più pare una leggenda metropolitana: il solito "amico
dell'amico dell'amico" narra di aver visto un esserino ballare
sull'ala dell'aereo passeggeri e subito dopo il velivolo è
stato costretto ad un atterraggio d'emergenza. Solo lui lo poteva
vedere e i suoi richiamo alle hostess sono andati inascoltati. Una
volta a terra tra il terrore dei passeggeri il nostro amico dell'amico
ha potuto notare enormi squarci nelle lamiere, come se qualcuno le
avesse fatte a pezzi… Fantasie? Sull'argomento ci hanno fatto
ben due episodi di "Ai confini della realtà", la
serie cult del mistero-horror che a partire dagli anni '60 ha inaugurato
un genere. Ma se nel 1963 queste sembravano dicerie e se nel 1983,
data del rifacimento cinematografico, sembravano un horror ben riuscito,
è buffo pensare che ancora oggi, nel 2007, episodi del genere
avvengano e pure con una certa frequenza. Ormai basta parlare in confidenza
con qualsiasi pilota per sentirsi raccontare di incontri con Ufo e
gremlin che popolano i cieli… Quasi che queste presenze siano
divenute abituali. I piloti nostrani dicono soltanto che quando si
vede qualcosa di strano danzare sul parabrezza, basta scendere di
quota e il fenomeno cessa. Gli scienziati a tal proposito parlano
di allucinazioni, di "fuochi di Sant'Elmo" originati dall'elettricità
statica, ma i danni che queste scariche energetiche provocano non
sono poi così fantasiose. Basta chiederlo ai piloti della Raf,
la Royal Air Force inglese, che per prima, nel 1940, si imbatté
nel fenomeno. Nei cieli d'Inghilterra impazzava l'attacco della Luftwaffe
tedesca, che con i suoi bombardieri He-111 scortati dai celebri Bf-109
colpiva obiettivi strategici contrastata dai caccia Spitfire e Hurricane.
Se l'Hurricane era un velivolo ancora di legno, lo Spitfire era completamente
metallico, veloce, manovrabile e raggiungeva quote elevate: e proprio
ad alta quota i piloti registravano guasti improvvisi, motori che
saltavano in aria, pezzi di fusoliera e di ala che sembravano essere
strappati via da una forza sconosciuta. Si credette a un difetto di
fabbricazione dell'aereo ma non era così: quando in servizio
entrò il caccia-bombardiere Mosquito, un altro aereo eccezionale,
i problemi relativi alla quota proseguirono. Sembrava che oltre i
6500 metri in particolari regioni della Gran Bretagna i velivoli venissero
assaliti da "spiriti", "fate", "folletti"…
I militari di origine irlandese subito in essi riconobbero i gremlin,
mostriciattoli aggressivi della tradizione del Piccolo Popolo così
diffusa nell'Isola Verde. Per gli irlandesi era comune che in determinati
periodi questi folletti maligni attaccassero tutti gli oggetti meccanici,
quasi che distruggessero ciò che poteva disturbare l'elezione
di una nuova regina delle fate. Dunque, in quel momento e in quel
posto chi si fosse trovato a transitare da quelle parti con un oggetto
artificiale avrebbe subito l'ira dei gremlin!
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(All'estrema sinistra) Lo Spitfire in versione
da ricognizione fu perseguitato da misteriose avarie attribuite
ai Gremlins. (Qui a fianco) Anche il Mosquito da bombardamento
subì misteriosi danni. |
La storiella fece il giro delle basi della Raf, ma
fu smentita subito dal Ministero dell'Aria inglese: si pensava a difetti
di fabbricazione del motore Merlin che equipaggiava tanto lo Spitfire
che il Mosquito. Ben presto però si capì che anche altri
velivoli erano colpiti da questa "maledizione": i piloti
di bombardieri Lancaster (per inciso anch'esso dotato degli identici
motori Merlin) narravano di aver subito le stesse vicissitudini. Un
folletto alto una quarantina di centimetri si divertiva a saltellare
sull'ala rovinando cavi, alettoni, serbatoi del carburante… I
mitraglieri di bordo avevano provato a sparargli ma sembrava indenne
dal fuoco delle armi convenzionali. Non tutti riuscivano a vederlo,
ma chi lo scorgeva era concorde nel ritenerlo simile a un drago in
miniatura. Il fenomeno divenne una vera e propria piaga che affliggeva
in particolare i piloti delle unità da ricognizione dotate
di Spitfire e Mosquito: con gli aerei verniciati di azzurro o rosa,
i guasti ai propulsori crebbero ancor di più. Le aree interessate
erano quelle delle basi di Benson, Sant-Eval e Wick e i piloti, vistosamente
preoccupati, scrissero addirittura canzoni e filastrocche pubblicate
anche sui giornali. Così, il fenomeno venne trattato per come
si poneva (folletti invisibili che si cibavano di pezzi di aerei)
perfino sul Royal Air Force Journal, in un articolo epocale a firma
di un ufficiale, Hubert Griffith, il 18 aprile 1942. Intanto anche
gli Stati Uniti erano entrati in guerra e anche i piloti yankee avevano
incontrato i loro fantasmi nel cielo: i Foo Fighter, antesignati degli
attuali dischi volanti. Pure i tedeschi non ridevano… Insomma,
durante la Seconda Guerra Mondiale il cielo era decisamente sovraffollato!
Il problema dei Gremlins, ufficialmente indicato come una turbolenza,
fu risolto invitando i piloti a non sorvolare precise aree oppure
ad abbassarsi di quota, in quanto ufficiosamente sembrava che la risonanza
dei pistoni dei motori a certe altitudini attirasse questi folletti.
La loro natura non fu spiegata: del resto era difficile capire come
una turbonenza poteva mangiare un pezzo di elica o un alettone…
La storia comunque sarebbe rimasta confinata nelle cerchie militari
se uno scrittore in seguito divenuto assai famoso non ne fosse venuto
a conoscenza durante il suo servizio militare. Roald Dahl, uno dei
più bravi e famosi scrittori di letteratura per bambini, nel
1942 prestava servizio a bordo dei bombardieri B-25 Mitchell nelle
file dell'80° Squadron della Raf. Dopo un atterraggio di emergenza
causato dall'attacco di un gremlin, si interessò dell'argomento
e in breve divenne un esperto del fenomeno. Aveva intenzione di scrivere
un romanzo sul tema ma gli fu impedito dal segreto militare; fortunatamente
fu riassegnato a un incarico oltreoceano, a Washington, e qui ebbe
modo di scrivere il suo romanzo intitolato "The Gremlins".
Il romanzo piacque al capo dei servizi segreti britannici Sidney Bernstein
che lo fece notare a un suo caro amico, Walt Disney: da qui il grande
fumettista creatore di Topolino ebbe l'idea di trarne un film per
sfruttare anche l'onda emotiva dei piloti inglesi, ma le difficoltà
tecniche erano molte e inoltre i suoi "cartonist" erano
impegnati nei disegni del film "Bambi", uno dei capolavori
del regista americano. E così l'idea passò alla rivale
Warner Bros che inserì l'idea del gremlin distruttore di aerei
in un lungometraggio di Bugs Bunny. Il personaggio, minuscolo e terribile,
piacque e si fece un altro film in cui il mostriciattolo attentava
alla vita addirittura di Adolf Hitler!
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| (Sopra
a sinistra) La copertina del romanzo di Roald Dahl che narra
della leggenda dei Gremlins: divenne negli Anni '40 un best-seller.
(Sopra) Bugs Bunny alle prese con un folletto in un cartone
animato della Warner Bros che parimenti riscosse grande successo.
(Qui a sinistra) Lo Spitfire azzurro scuro delle Photografic
Reconnaissance Unit della Royal Air Force. |
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Nel frattempo la guerra finiva ma gli attacchi agli
aerei non cessavano. Anche la Raaf australiana ne era colpita; cambiavano
i motori, arrivavano i jet e tutto procedeva come prima, certe aree
erano "off-limits" per i velivoli. Con il boom del trasporto
commerciale iniziarono ad essere colpiti gli aerei passeggeri, con
le conseguenze del caso: una vera fobia colpì a cavallo tra
gli anni '60 e '70 i passeggeri in volo sopra l'Irlanda. I meccanici
a terra non sapevano spiegarsi il perché di quegli squarci
enormi sulle turbine, le gondole dei motori dei 747 sembravano fatte
a pezzi da una forza sconosciuta… Si incolpò il terrorismo
internazionale e quei passeggeri che vedevano, come l'amico dell'amico
dell'amico di cui sopra, un gremlin sradicale un alettone o un ipersostentatore
passavano per pazzi schizofrenici. Nel 1984 si concretizzò
il progetto del film sui Gremlin pensato da Walt Disney. L'anno prima
il film di "Ai confini della realtà" aveva sdoganato
completamente la figura di questo mostro, rendendola simpatica nella
sua metodica distruttività: il film seguente dimenticò
l'origine aviatoria del fenomeno e lo portò sulla terra. Il
film fu uno dei più visti di quell'anno ed ebbe un sequel,
Gremlins 2, nel 1990. Ormai la figura è entrata nell'immaginario
collettivo, non fa più paura e anzi è spiritosamente
associata a qualsiasi guasto inaspettato di un mezzo meccanico. Ma
i gremlin, quelli veri, se ne stanno ancora lassù a 6500 metri
ad aspettare che aerei incauti attraversino la loro area. E se viaggerete
su un aereo di linea date un'occhiata all'ala, chissà che non
siate tra i fortunati che sono in grado di scorgerli…
Lorena Bianchi
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(A sinistra) Il fotogramma tratto dall'episodio
di "Ai confini della realtà" degli Anni '60
e un moderno liner, un A-340 dell'Airbus. Oggi i gremlins colpiscono
gli aerei moderni, e come nel telefilm ogni tanto qualche passeggero
ne vede uno, pur venendo scambiato per pazzo... |
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