| Seconda
Guerra Mondiale. Febbraio 1945. Mentre il conflitto si avvia
alla sua devastante fine, con la vittoria delle truppe alleate
sull'Asse nazi-fascista, l'attività bellica prosegue
incessante sui mari, nei territoi occupati, in aria. Gli Alleati
controllano una buon parte dell'Italia centro meridionale, ma
il settentrione è tutto nelle mani dei soldati di Hitler
e di quelli, fantoccio, della Repubblica Sociale. La Royal Air
Force inglese e le U.S. Army Air Forces americane bombardano
continuamente bersagli strategici e tattici nell'Italia occupata,
mentre una rete difensiva di caccia notturni pattuglia i cieli
nemici. La superiorità aerea degli Alleati è ormai
schiacciante in termini numerici, ma l'introduzione di ottimi
aerei, anche a reazione, da parte dei Tedeschi rende le misure
di precauzione quasi indispensabili. Ed è a questo compito
a cui è adibito il 416° Night Fighter Squadron da
caccia notturna americano: con i suoi velocissimi bimotori Mosquito
NF Mk XXX da intercettazione, biposto dotati di radar e di costruzione
inglese, pattuglia l'area appenninica a cavallo tra Liguria,
Emilia e Toscana: in particolar modo interessa la città
di La Spezia e la sua grande base navale, all'epoca sotto il
controllo tedesco. La squadriglia, costituita nel 1943, fa parte
della 12th Air Force dell'Usaaf ed ha base a Pisa. Dall'ottobre
1944 stanno controllando la scarsa attività notturna
sui cieli italiani, la Luftwaffe infatti, pur dotata di mezzi
modernissimi, ha il suo daffare a contrastare i bombardieri
in patria. Ma non per questo l'attività aerea sull'Appennino
è del tutto cessata. Il 10 febbraio 1945 vengono notate,
da un equipaggio di Mosquito della missione 537, due luci bianche
muoversi a 30 miglia nord-est di Firenze. Le luci ricompaiono
una settimana dopo, il 17 febbraio, e stavolta i piloti della
missione 557 decidono di investigare, in quanto pensano che
si tratti degli scarichi infuocati di un caccia notturno, come
il bimotore Me-262. Le luci si trovano in direzione di La Spezia
e distano una decina di miglia dal Mosquito: il pilota spinge
i motori al massimo e dopo sei minuti di inseguimento riesce
a portarsi a un solo miglio dalle luci. Improvvisamente queste
accelerano e spariscono tra le nubi, perdendo il contatto visivo.
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| (Sopra) Un Mosquito
americano da ricognizione, simile ai caccia notturni che inseguirono
i Foo Fighters su La Spezia nel 1945. (Sotto) La Spezia è
un importantissimo porto militare, sede dell'arsenale della
Marina Militare italiana. |
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Il pilota valutò la velocità delle luci
in 3800 miglia orarie, corrispondenti a oltre 6100 km/h. Il Mosquito,
al momento della perdita del contatto, volava al suo massimo, ovvero
458 miglia orarie, pari a 735 km/h. (Il Mosquito, pur essendo nato
come bombardiere, era un aereo molto leggero e veloce, il più
veloce mezzo a disposizione degli Alleati.) Il pilota disse anche
di aver visto, successivamente, a quota 11mila piedi, una quarantina
di "flares", di bengala di illuminazione, lanciati a suo
dire dal velivolo tedesco, nel tentativo di bombardare La Spezia.
Ma l'assenza di qualsiasi registrazione a terra e sul radar dell'aereo
obbligò a segnalare questa intercettazione come un altro caso
di Foo Fighter.
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| Ricostruzione dell'avvistamento
di Foo Fighter ad opera dei Mosquito NF XXX del 416th Squadron
dell'Usaaf su La Spezia il 17 febbraio 1945. (Sopra a sinistra)
Il Mosquito della missione 557 avvista due luci bianche che
scompaiono alla velocità di oltre 6000 km/h. (A destra)
Lo stesso velivolo incontra poco dopo, su La Spezia, una quarantina
di "flares" arancioni di piccole dimensioni. |
Abbiamo visto come quello dei Foo Fighter sia un fenomeno
affascinante, indubbiamente reale ma dai contorni ancora confusi.
Abbiamo letto i resoconti dei piloti e dei mitraglieri di tutte le
forze aeree della Seconda Guerra Mondiale che vedevano in queste luci
e sfere volanti un'arma segreta del nemico - tranne scoprire a conflitto
finito che nessuno aveva osato inventare ordigni simili. Con la nascita
dell'Ufologia si teorizzò di astronavi extraterrestri e alieni,
un'ipotesi fantascientifica che in sessant'anni non ha trovato nessun
riscontro. E per quanto bello sia pensare all'esistenza di esseri
intelligenti di altri mondi, occorre essere realisti e valutare il
fenomeno Foo Fighters-Ufo per quello che è: un probabile fatto
naturale. Ma come ogni evento realizzato dalla Madre Terra, è
possibile che segua schemi prestabiliti e che risponda a qualche forma
di legge fisica? E se sì, è possibile prevedere la comparsa
di tali luci in un dato tempo e dato luogo?
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| (Sopra, a sinistra) Sempre
il 17 febbraio 1945 un secondo Mosquito del 416th NFS, quello
numero 560, avvista a ovest della città di Massa una
luce rossa all'altitudine di 2mila metri. (A destra) Il Mosquito
della missione 562 quella stessa notte è protagonista
di cinque incontri ravvicinati con un Foo Fighter bianco-rossastro
lampeggiante che pare giocare al gatto col topo con il caccia
notturno americano. |
Torniamo al 1945 e continuiamo a volare con i Mosquito
del 416th NFS. La stessa notte dell'avvistamento del Foo Fighter che
andava a 6000 km/h un altro equipaggio, quello della missione 560,
vide una luce rossa a ovest della città di Massa (e quindi
presumibilmente sul mare) muoversi seguendo una traiettoria curva
ad un'altitudine di 2000 metri circa. La luce non emetteva fiamme
o gas di scarico e il Mosquito perse il contatto nella zona a sud
di Massa, in Versilia. Incredibilmente, un terzo Mosquito, quello
della missione numero 562, in volo sopra La Spezia, vide una luce
lampeggiante muoversi per 45 secondi sopra la città, a venti
miglia dalla sua posizione. Poi la luce svanì: erano le 20
e 45. Lo sfortunato equipaggio non si rendeva conto di quello che
stava per capitargli, perché alle 21,30 si materializzò
una luce bianco-rossastra alla distanza di 6-8 miglia che volava a
450 km/h sopra La Spezia, all'altezza di 3mila metri. Dopo undici
minuti e mezzo di inseguimento, la luce iniziò a volare in
modo erratico e svanì, per ricomparire dieci minuti dopo a
10 miglia dal porto della città. Anche in questo caso la luce
svanì. A questo punto il Mosquito si portò nei pressi
di La Spezia, temendo un attacco aereo. Alle 21,55 il quarto contatto
visivo: si vide il Foo Fighter sorvolare la città da sud a
nord, a circa 480 km/h. Non ci fu nessun bombardamento, ovviamente,
e i piloti tirarono un sospiro di sollievo. Ma alle 22,50 vi fu il
quinto e ultimo contatto: l'aereo era basato a Pisa e in volo dalle
20,10, aveva quasi finito il carburante, per cui si apprestava ad
atterrare (lo avrebbe fatto alle 23,10). A 5 miglia a sud di Pisa,
mentre il Mosquito si apprestava ad effettuare il circuito di atterraggio,
apparve ancora la stessa luce vista su la Spezia, a circa 10 miglia
dal velivolo. I piloti, che la inseguirono per circa due minuti e
mezzo, la descrissero come cangiante tra il luminoso e lo spento,
come una lucciola. Il Foo Fighter riprese la sua rotta verso nord
e sparì tra i monti.
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| (Sopra, a sinistra) Il
Mosquito 562 ad un certo punto è addirittura inseguito
dalla luce misteriosa, che sembra dirigersi verso la città
di La Spezia per un possibile bombardamento. (A destra) Ma il
volo erratico e il comportamento bizzarro porta i piloti alla
conclusione che la sfera luminosa non costituisca un pericolo,
sebbene segua il caccia fino all'atterraggio all'aeroporto di
Pisa. (Tutte le ricostruzioni sono © di Lorena Bianchi) |
Queste testimonianze provengono dai rapporti ufficiali
del 416th NFS, denominati "Daily Operations Reports" e presenti
negli archivi nazionali americani di Washington. Sono stato estratti
dal ricercatore Jeff Lindell e divulgati su internet nel 1997 dall'ufologo
Jan Aldich. Tutti i rapporti sono firmati dal Cap. C. S. Miller e
controfirmati dall'aiutante A. C. (il cognome non è stato reso
pubblico). Chiaramente Miller era il comandante dell'unità.
Cosa accadde quel giorno di febbraio? Gli eventi del 17 si ripeterono
in certa misura il 20-21 febbraio 1945, quando la missione 564 vide
da otto a dieci luci lampeggianti arancioni volare in formazione sopra
La Spezia. Poche ore dopo furono notate due "sfere di fuoco",
rossastre, luminose, enormi, ferme sospese sopra Piacenza, alla quota
di 4-5mila piedi (tra i 1300 e i 1500 metri). L'avvistamento durò
dieci minuti, poi le sfere svanirono. C'è correlazione tra
questi eventi? Gli ufologi più sfacciati direbbero "ci
fu un tentativo di invasione aliena" e in effetti non sembra
un caso che ben tre caccia notturni avvistino vari Foo Fighter distinti,
dalle caratteristiche diverse, a poca distanza temporale e fisica
tra di loro. Ovviamente l'idea degli alieni è completamente
da scartare e vediamo il perché. L'analisi degli avvistamenti
Ufo ci racconta di luoghi specifici in cui, per vari motivi, l'accumulo
di energie elettromagnetiche generate dal campo di energia interno
della Terra portano alla formazione delle cosiddette Earth Light.
Abbiamo analizzato in questo contesto come le Earth Light siano assimilabili
tanto ai fulmini globulari quanto ai Foo Fighters, facendo nascere
l'idea che moltissime apparizioni strane (incluse quelle mariane)
altro non siano che materializzazioni di queste energie.
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Un utile
tassello ce lo fornisce l'archivio degli avvistamenti Ufo dal
1947 ad oggi, fornito su internet dal Cun, il Centro Ufologico
Nazionale. Numerosissime sono le testimonianze di luci volanti
di origine sconosciuta, fin a partire dagli Anni '50. Ma quello
che ci interessa sono gli avvistamenti di oggetti volanti simili
a quelli inseguiti nel 1945 dai Mosquito americani. Dopo svariati
incontri con luci simili a Foo Fighter per tutti i primi Anni
'70, nel 1973 nell'area di La Spezia si verificarono una serie
impressionante di apparizioni di sfere luminose, troppe per
essere frutto di una suggestione. La serie inizia il 26 ottobre
1973, con un oggetto sferico luminoso fermo nel cielo di La
Spezia per sei ore, dalle 13,30 alle 19,30. Il giorno successivo
fu dapprima avvistato un oggetto giallognolo fusiforme che emetteva
una luce intensissima ogni tre secondi sorvolare lento la raffineria
di petrolio locale, poi nel pomeriggio un globo rosso fu visto
sfrecciare nella zona del Monte Parodi (che si innalza alla
periferia della Spezia e domina l'abitato), per poi fermarsi
e planare lentamente scendendo verso il fondovalle. Dopo varie
segnalazioni da parte dei cittadini spezzini, il fenomeno si
sposta nell'entroterra e infatti a Pontremoli, verso mezzanotte,
i ferrovieri della stazione vedono un Foo Fighter rosso del
diametro di trenta cm svolazzare in mezzo ai vagoni e sparire
verso un'area militare. |
| (Sopra) La città
di La Spezia sorge al termine dell'omonimo golfo nel Mar Ligure:
fa parte di un territorio antichissimo e sacro, la Lunigiana,
solcato fin dall'antichità dalle luci Earth Lights e
dai fulmini globulari. |
Due giorni dopo, il 29 ottobre 1973, un oggetto rosso
fu visto da molti testimoni dirigersi dal mare, posto alla Spezia
a sud della città, verso i monti a nord. Nello stesso momento
fu avvistata una sfera metallica bianco-verde andare da est a ovest.
Il 30 fu avvistata un'altra luce andare in direzione del Monte Parodi;
il 1° Novembre un globo luminoso giallo-rosso fu visto da una
famiglia compiere strane evoluzioni intorno alle ciminiere della raffineria.
L'ondata del 1973 fu replicata da altri incontri con Foo Fighter,
alcuni dei quali clamorosi. Tutti gli anni fino al 1980 ebbero svariati
avvistamenti, come quello dei sette oggetti volanti arancioni furono
visti sorvolare il golfo di La Spezia nel 1978, assai simili a quelli
visti nel 1945. Una testimonianza eclatante, nel 1990, quando una
casalinga vide un fulmine globulare rosso-arancio cangiante volare
attorno alla sua casa rimbalzando più volte sul terreno, come
un pallone di gomma. I casi di Oggetti Volanti Non Identificati studiati
dall'Aeronautica Militare Italiana attraverso il suo Reparto Generale
Sicurezza ci raccontano in tempi recentissimi di quattro avvistamenti
nell'area di La Spezia-Massa Carrara, ufficialmente dichiarati non
spiegabili secondo fenomeni naturali o artificiali conosciuti, avvenuti
nel 2001 e nel 2003. In particolare l'ultimo caso si è verificato
sulla verticale del Golfo della Spezia alle ore 11 del 18 marzo 2003,
quando una luce bianca di un metro di diametro effettuò a 2200
piedi di altezza (circa 700 metri) una serie di circuiti rettangolari
della durata di quattro o cinque minuti l'uno, per sparire alla fine
oltre il Monte Parodi a ovest del golfo. Come si vede le similitudini
con i Foo Fighters che impegnarono tanto i Mosquito americani sono
evidenti.
Ma nel 1986 si verificò un avvistamento davvero angosciante
perché portò alla mobilitazione della flotta navale
della NATO. La testimonianza è quella di un nucleo familiare
in villeggiatura a Marina di Massa, a pochi km da La Spezia. Era la
fine di agosto del 1986 e la famiglia si apprestava a portare a termine
la sua vacanza. Una delle ultime sere del mese, alle 21 in punto,
dal pontile della cittadina, posizionato verso il mare a ovest, videro
due luci rosse, due puntini molto luminosi, muoversi sull'orizzonte.
La natura delle manovre, che alternavano salite e discese, hovering
in quota e picchiate ad altissima velocità, sembravano appartenere
più ad oggetti non umani che ad aerei. Il fenomeno, assolutamente
stupefacente, rientrava nella casistica ufologica e durò un'ora
esatta, terminando quindi alle 22, con il crepuscolo che aveva lasciato
il posto al buio notturno.
| Nessun
altro sul pontile vide il fenomeno, però esso fu notato senz'altro
dai militari. La vicina base navale della Spezia, frequentata
dalle navi della NATO e dunque da militari statunitensi, inglesi,
francesi, ecc., era affiancata dalla base aerea di Luni, che
ospitava numerosi elicotteri: e fu da qui che poco dopo le 23
si alzarono in volo numerosi velivoli, che si misero a sorvolare
a bassa quota tutta l'area posta tra la Lunigiana e la provincia
di Massa-Carrara. Al mattino, le navi da guerra con la bandiera
a stelle e strisce facevano bella mostra di sé davanti alle
spiagge della zona, per la gioia dei bagnanti. Cosa successe
quella notte? Alcune foto in nostro possesso, che ritraggono
due possibili Earth Lights nella loro forma energetica, forniscono
elementi utili. Una foto, realizzata dalla famiglia testimone,
è stata scattata sulla spiaggia di Marina di Massa poche ore
prima dell'avvistamento, intorno alle 18 e 30, e inquadra il
cielo in direzione sud: mostra sullo sfondo due globi nerissimi
sfocati, decisamente grandi, che sembrano essere prodotti dalle
due luci rosse. Al momento dell'avvistamento notturno infatti
le luci erano posizionate nella stessa maniera dei due globi,
una più in alto e una seconda in basso, radente all'orizzonte.
La similitudine della foto è sospetta, perché sembra che le
due luci, che si dirigono in questo senso da sud a nord analogamente
ai Foo Fighters della Seconda Guerra Mondiale, abbiano in qualche
modo deviato la loro luminosità. La pellicola sarebbe stata
impressionata in maniera "sbagliata" e in corrispondenza delle
luci l'emulsione avrebbe lasciato il posto al "nero". Il negativo
fotografico, analizzato da fotografi professionisti e da scienziati
del Cnr, è stato dichiarato autentico, privo di contraffazione
e con "macchie" non dovute a processi di sviluppo. Ma nemmeno
gli scienziati hanno saputo spiegare come quelle macchie nere
si siano materializzate nella foto. A nostro giudizio un processo
di deviazione della luce è possibile solo attraverso un potente
campo magnetico. Se alcuni ufologi hanno ipotizzato un dispositivo
"stealth" di mascheramento visivo da parte di un velivolo tecnologicamente
avanzato di origine aliena, in quanto al momento della foto
a detta dei testimoni non vi era alcuna luce del cielo, a nostro
avviso invece occorre guardare alla natura e alle potenzialità
delle Earth Lights e dei loro parenti stretti Fulmini Globulari.
Abbiamo già detto che un fulmine globulare racchiude in sé potenze
terribili, ma si presenta come una sfera di plasma placida,
che si muove serafica levitando nell'aria. Ma in termini energetici
non vi è differenza tra un lampo di un temporale, capace di
causare gravi danni e di uccidere un essere umano, e un fulmine
globulare. Quindi non è impossibile che quelle sfere rossastre
che danzavano sull'orizzonte potessero essere Earth Lights altamente
energetiche, impegnate in movimenti dettati dal campo magnetico
terrestre. |
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| (Sopra) I globi
"in negativo" di due enormi Earth Lights apparse nel cielo
di Marina di Massa nel 1986: si tratta di una foto autentica. |
Gli avvistamenti di Foo Fighters su La Spezia, in questo
senso, rientrano in questo discorso perché da millenni l'area
compresa tra la Lunigiana e la Liguria è sacra e presenta caratteri
peculiari.
Abitata fin dal Pleistocene
da una tribù di Liguri, i Sengauni, la Lunigiana prende il
nome da una città-simbolo, Luni, fondata alla foce del fiume
Magra. In effetti oggi la Lunigiana è solo la regione posizionata
attorno al Magra, che nasce nell'Appennino parmense e sfocia nel Mar
Tirreno seguendo il solco di una fossa tettonica. Ma in passato era
una macro-area che comprendeva l'attuale provincia di Lucca, la Versilia,
l'area di La Spezia fino ai territori dell'attuale provincia di Parma.
Una regione omogenea, consacrata alla Dea Madre come testimonia il
nome, Luni, derivante da un termine protoindoeuropeo
ligure, Lun, che significa acqua, lago, ma anche Luna. Per alcuni
lingusti un chiaro riferimento alla foce paludosa del Magra, per altri
un legame con la Dea Lunare per eccellenza, la Triplice Dea adorata
anche in tempi più recenti. Il senso di omogeneità deriva
dalle tradizioni liguri, di chiarissima derivazione protoindoeuropea:
la Lunigiana, così come l'area attorno a La Spezia, tra cui
le celebri Cinque Terre, sono disseminate di dolmen, menhir, triliti
e quadriliti, siti megalitici e centri sacri allineati astronomicamente.
Fu questa cultura megalitica a modellare il tipo di monumento più
celebre ed enigmatico dell'area, le Statue-Stele: stele umanoidi di
guerrieri, con la testa modellata a forma di mezzaluna. Un legame
tra la terra e le sue energie più profonde rappresentate dalle
faglie tettoniche e la sua manifestazione celeste, simboleggiata dalla
Luna e dall'energia delle maree che tanto influsso ha sul ciclo femminile.
La realtà è che le statue stele (il cui primo esemplare,
con l'indecifrata iscrizione in lingua leponzia "mezun emusus",
venne rinvenuto a Zignago, in Val di Vara, nel 1827) sono solo 67
e nessuno ha finora compreso il loro significato.
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| (Sopra, a sinistra) Sassalbo
è un piccolo paesino frazione di Fivizzano, un comune
della Lunigiana. Questo borgo arroccato in mezzo alle montagne
è celebre per l'avvistamento di luci e oggetti volanti
dall'aspetto incorporeo che sembrano scaturire dalle viscere
delle rocce e volare nel cielo. Non è stata trovata alcuna
spiegazione scientifica al fenomeno, che rientra peraltro nel
caso delle cosiddette Earth Lights e che costituisce una manifestazione
delle energie telluriche del nostro pianeta. I Foo Fighters
di La Spezia potrebbero rientrare nella fenomenologia di queste
luci misteriose ma assolutamente reali, come testimoniano gli
abitanti del paese. (Al centro e a destra) La Lunigiana è
una terra antichissima, popolata fin da 20mila anni fa da popolazioni
liguri devote alla Madre Terra. Una peculiarità di questa
zona sono le Statue-Stele, incredibili raffigurazioni umane
con la testa a forma di mezzaluna che trovano similitudini in
analoghe stele della Siberia. Il retaggio comune dei popoli
di stirpe Cro-Magnon o un linguaggio simbolico sacro comune
a tutte le culture? |
Sono solo uno dei tasselli di una terra enigmatica
e ancora tutta da studiare, tra città perdute (Venelia e Agnudano,
quest'ultima sprofondata nel sottosuolo assieme al lago che la bagnava),
fantasmi, streghe e un luogo in cui pullulano misteriose sfere di
luce che sembrano uscire dal sottosuolo: Sassalbo, una fazione di
Fivizzano, nell'Alta Lunigiana, è il regno delle Earth Light.
Come la più celebre località di Hessdalen in Norvegia,
la cittadina toscana è conosciuta e studiata, ma onestamente
senza troppi risultati, da numerosi gruppi di ricerca, ufologici e
non. Ma è questa la chiave di volta: e se le luci viste su
La Spezia, se le luci di Massa che tanto allarmarono le forze militari
della Nato, se i vari avvistamenti periodici che sembrano susseguirsi
ogni 23-28 anni non fossero che causati da un particolare punto energetico
situato sotto Sassalbo? In una zona in cui esiste una fossa tettonica,
in cui l'Appennino e le Alpi Apuane emergono irti sotto la spinta
della zolla africana, non è impensabile che si manifestino
le energie della Terra. Energie sacre, che gli antichi utilizzavano
concretamente per guarire, nutrirsi, per raggiungere con l'anima le
stelle.
Lorena Bianchi
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