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Lo spostamento dei Poli e il
Diluvio
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Secondo alcune
nuove teorie il Diluvio Universale sarebbe la consequenza dello
spostamento geografico e magnetico dei Poli. Se ciò e già
accaduto in passato, si tratta forse di naturale ciclo evolutivo?
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Del Diluvio Universale sappiamo
ormai che tutte le culture antiche ne parlano. Non solo è
scritto nella Bibbia, ma è anche presente nelle culture
latinoamericane tra cui Maya, Incas, Aztechi, Olmechi, i nativi
nordamericani, in Europa nella cultura greca, poi in Asia e
Africa tra i popoli dell'antico Egitto, i Dogon, i Sumeri in
Mesopotamia, gli antichi abitanti dell'India e in molte culture
del Pacifico. Tutti questi popoli parlano di una catastrofe
a livello planetario che inondò l'intero pianeta fino
ad inabissare continenti e distruggerne la loro civiltà.
Da questo capiamo le tante caratteristiche che hanno in comune
tutte queste popolazioni. Erano probabilmente tutte superstiti
di una cultura unica, successivamente divisa da un'immane catastrofe.
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Si tratta dei celebri
continenti perduti di Atlantide, Mu e Lemuria. Sebbene la Geologia
non avvalori scientificamente queste ipotesi, ammettiamo per un
istante la veridicità dei miti e delle tradizioni su questi continenti.
Per quanto riguarda Mu, questo era situato nell'Oceano Pacifico.
Di questo continente perduto ci arrivano informazioni da un po'
tutte le culture dell'estremo oriente e oggettivamente si possono
rintracciare ancora oggi le rovine un po' ovunque nelle isole della
Polinesia. Si tratta di antichissime rovine megalitiche formate
da enormi blocchi incastrati tra loro che ricordano molto quelle
inca dall'altra parte dell'oceano. Sono costruzioni molto antiche
che l'archeologia ufficiale attribuisce alle popolazioni indigene
autoctone, ma come abbiamo detto prima tra le varie culture dell'Asia
si racconta che queste genti discendono da una cultura molto evoluta
che abitò un grande continente situato proprio nell'Oceano Pacifico
(anche se ci sono miti che lo collocano in
un altro luogo) e oggi scomparso a causa di un'immensa alluvione
che distrusse tutto migliaia di anni fa. Le isole che conosciamo
oggi che fanno parte dell'Oceania sono ciò che rimane di quella
terra meravigliosa su cui prosperò la civiltà di Mu; questi sarebbero
le sommità delle vette montane dell'antico continente. Lemuria subì
probabilmente lo stesso destino: questo continente, meno noto degli
altri, era situato nell'Oceano Indiano e si estendeva da vicino
al Madagascar fino all'India. Di Atlantide invece, il più noto tra
i continenti perduti, si è parlato tanto nella storia e ancora oggi
fa parlare di sé. Ma a differenza di Mu, non è mai sta ta trovata
nessuna traccia, ed è forse per questo motivo che la scienza ufficiale
fa fatica a credere alla sua esistenza.
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Ricordiamo,
fra tutti quelli che ci hanno fornirono più notizie su Atlantide,
il grande filosofo greco Platone. Secondo il filosofo Atlantide
era collocato "al di là delle Colonne d'Ercole", cioè nell'Oceano
Atlantico, al di là dell'odierno Stretto di Gibilterra. Raccontava
di una terra meravigliosa e di un popolo tecnologicamente molto
avanzato che possedeva ragguardevoli cognizioni di ingegneria.
Anche i loro palazzi e monumenti della capitale di forma circolare
ad anelli concentrici e attraversata da canali d'acqua erano
meravigliosi. Platone lo descriveva come un'isola più grande
della Libia e dell'Asia messe assieme. Il loro regno dominava
anche le altre isole vicine, la stessa Libia, Egitto e altre
regioni d'Europa. Per anni gli archeologi hanno cercato il "Mitico
Continente" ma senza mai avere prove o tracce che testimoniano
la sua esistenza. Forse è per questo che negano che sia mai
esistito, ma certamente non possiamo ignorare tutto ciò che
ci viene scritto e raccontato dagli antichi studiosi, anche
perché avevano in mano loro documenti originali che dimostravano
la sua esistenza. Ma purtroppo i documenti andarono tutti distrutti
nell'incendio della biblioteca di Alessandria e con loro tutto
il sapere dell'antichità. Negli ultimi anni si è ipotizzato
che Atlantide in realtà fosse l'isola greca di Santorini (l'odierna
Thera) distrutta intorno al 1650 BCE da un'eruzione vulcanica,
la stessa che si suppone abbia messo fine alla civiltà minoica.
Alcuni anni fa scavi archeologici hanno riportato alla luce
resti antichissimi su ciò che rimane dell'isoletta centrale
di Santorini. Altri vogliono Atlantide in Sardegna anche per
l'esistenza delle misteriose Nuraghe, enormi monumenti costruiti
in grossi blocchi di pietra incastrati tra loro, ma questa ci
sembra un'ipotesi azzardata. Una delle ultime ipotesi e che
Atlantide non si sia inabissato, ma che questo sia "scivolato"
a sud del mondo; questo sarebbe il continente Antartide oggi
interamente ricoperto dai ghiacci. Questa è una delle teorie
più accreditate degli ultimi anni. Di questo parlò già negli
Anni '50 lo studioso americano Charles Hapgood, teoria tra l'altro
sostenuta anche da Albert Einstein. |
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(Sopra) Come doveva apparire la capitale di Atlantide secondo
il racconto di Platone. Una città ad anelli concentrici
attraversata da canali d'acqua.
(Sotto) Una mappa che mostra
i continenti di Lemuria (nell'oceano Indiano) e Mu (nel Pacifico).
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Hapgood chiamò la sua teoria "dislocamento
della crosta terrestre"; sosteneva che il peso sempre più
maggiore delle calotte polari nel tempo abbia spinto con immensa energia
la crosta terrestre in blocco improvvisamente provocando lo spostamento
di interi continenti e della scomparsa di alcuni, a causa dell'immane
massa d'acqua spostatasi durante questo cataclisma. Questa teoria
viene oggi scartata da due ricercatori canadesi, due coniugi di nome
Rand e Rose Flem-Ath, i quali hanno elaborato una nuova e assai più
credibile teoria anche da noi condivisa. I Flem-Ath dopo una ricerca
di circa vent'anni trovarono conferma alla loro teoria studiando alcune
carte geografiche manoscritti e racconti mitologici conservati al
museo di Vancouver in Canada. La loro conclusione è che il
continente di Atlantide è l'Antartide, come affermava anche
Hapgood, rimasto sepolto dai ghiacci 10mila anni fa. Ma a differenza
di Hapgood i due coniugi fanno risalire la causa dell'improvvisa glaciazione
del continente e dell'alluvione al rapido spostamento dei poli geografici
e magnetici della Terra. Il pianeta Terra, si sarebbe in breve tempo"capovolto"
a causa del peso dei ghiacci e quindi alcune terre che si trovavano
in latitudini diverse e con un clima più mite si ritrovarono
improvvisamente con il clima totalmente cambiato, mentre altre furono
sommerse dalle acque spostatesi dalla velocità dello spostamento
dell'asse terrestre. Su questo tema molti testi antichi danno conferma,
tra tutti citiamo appunto Platone che scriveva sul Timeo: ... "le
stelle sembrarono ruotare impazzite nella volta celeste e il Sole
sorgere da un'angolazione mai vista"... Erodoto nel secondo libro
delle sue "Storie", cita il primo re d'Egitto, che chiama
Mene, esistito 341 generazioni prima, ovvero 11340 anni prima della
sua visita presso i sacerdoti di Tebe. Erodoto dice che in quel periodo
di tempo "il Sole si sviò quattro volte dall'usato suo
corso: due volte sarebbe spuntato di la dove ora tramonta; e dove
ora sorge, due volte sarebbe tramontato. Nulla in Egitto, per tutto
questo tempo, ebbe a subire mutamenti". A dare credito alla loro
teoria e il fatto che circa 10mila anni fa, nei punti più alti
della Terra come gli altipiani delle Ande, Thailandia, Etiopia si
sviluppò spontaneamente l'agricoltura; la stessa data cui risale
la distruzione di Atlantide narrata da Platone. L'Epopea di Gilgamesh,
un testo sumero trai più antichi al mondo, narra: "muggiva
il vento del sud, muggivano le acque, le acque raggiungevano già
le montagne, le acque cadevano su tutte le genti". Nei celebri
papiri egizi di Harris, Ermitage e Ipuwer descrivono: "il sud
divenne nord… e la Terra si rigirò". Lo spostamento
dei poli può essere provato anche dal ritrovamento di alcuni
vasi di terracotta etruschi. All'interno di questi artefatti,
le particelle di ferro presenti avevano un magnetismo che puntava
verso sud. Quindi, o i vasi furono costruiti nell'emisfero australe
e portati in quello settentrionale, oppure l'asse magnetico terrestre
era capovolto.
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| (Sopra
a sinistra) L'Antartide come appare oggi ricoperto dai ghiacci:
ma non è sempre stato così, come dimostra lo studio sullo spostamento
dell'asse negli ultimi 75mila anni (al centro). Eppure, gli
antichi sembravano essere a conoscenza di questo particolare:
notare la cartina cinquecentesca
che riproduce la "Terra Australe" (a destra). |
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(A
sinistra) Secondo la teoria dei Flem-Ath 10mila anni fa l'Antartide
era libero dai ghiacci e anche nell'emisfero settentrionale,
al punto che a ovest vi era il Sud Africa e il Madagascar e
a est la Patagonia. Le carte antiche, come quella di Athanasius
Kircher che mostra Atlantide (a destra), sono disegnate con
il Polo Sud in alto e con l'Africa a sinistra e l'America a
destra. |
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Questo spostamento
fu anche la causa della fine delle grandi glaciazioni. Nel poema
epico indiano Mahabharata si parla di "sette grandi isole del Mare
di occidente" distrutte da un immenso cataclisma e della fine di
una grande terra molto potente. Mentre in un manoscritto antecedente
la cultura Maya racconta anch'esso la fine di Mu: "…dopo essersi
due volte sollevata, scomparve durante la notte, mentre la terra
era continuamente scossa. Il suolo sprofondò e riemerse più volte…".
Molti studiosi del mistero ritengono che a causare il diluvio e
il capovolgimento dei poli sia stata la caduta sulla Terra di un
asteroide proprio nella zona dell'Oceano Atlantico dove si credeva
fosse collocata Atlantide e come diceva Platone. Anche in oriente,
precisamente a Lhasa capitale del Tibet, si racconta della distruzione
di Mu. Qui, su una tavoletta probabilmente vecchia di 12mila anni
trovata (a quanto si dice) dall'esploratore inglese James Churchward,
ci sarebbe un'incisione che dice:"quando la stella Bal cadde là
dove oggi non c'è che mare, le sette città tremarono… Nacque
una grande vampata e le strade si riempirono di fumo…" Molto
probabilmente la caduta di un planetoide è avvenuta in passato,
ma forse non è proprio questa la causa della scomparsa di Atlantide,
altrimenti non spiegherebbe perché l'inabissamento di Mu situata
nel Pacifico e di Lemuria che era invece nell'Oceano Indiano; basti
pensare che questi continenti erano separati da altri come l'America
e l'Asia che altrimenti avrebbero dovuto subire la stessa sorte.
Ad avvalorare l'ipotesi che l'Antartide era probabilmente il continente
perduto sono i vari fossili di foreste ritrovati su questa terra,
a dimostrare che un tempo il clima era molto diverso da quello di
oggi. Una di queste zone si trova nell'isola di Ross, dove ancora
oggi è attivo il vulcano Erebus nella terra antartica appartenente
alla Nuova Zelanda. Tra le altre prove c'è quella della famosa carta
nautica dell'ammiraglio turco Piri Re'is di cui abbiamo citato nell'articolo
"Le mappe impossibili". Questa
antica mappa del 1513 mostra molto chiaramente il profilo delle
coste del Sud America e una parte del continente antartico sgombro
dai ghiacci. Il mistero è che ufficialmente questo territorio è
stato scoperto solo nel 1820. La cartina era stata copiata dall'ammiraglio
turco da una originale appartenuta a Cristoforo Colombo e donatagli
dopo la scoperta dell'America. Con tutta probabilità a donare a
Colombo la cartina furono alcuni suoi parenti vassalli di famiglie
nobili un tempo associate ai Cavalieri Templari, che probabilmente
ebbero il prezioso documento proveniente direttamente da ciò che
restava della Biblioteca di Alessandria. Ciò dimostra che la mappa
era molto antica ed era stata disegnata da qualcuno che conosceva
bene quelle zone; magari questo qualcuno proveniva proprio da lì.
Ma l'oscillazione del globo che causa anche lo spostamento dei poli
magnetici può essere attribuita anche ad un normale ciclo evolutivo
del pianeta. Questo ci fa ricordare alla profezia della fine del
mondo, prevista per il 21 dicembre 2012 dai Maya oltre mille anni
fa. Oggi si parla tanto di questa profezia e molti si aspettano
in questa data un altro Diluvio Universale. A cinque anni esatti
dal 2012, ci si chiede se il diluvio sia stato un evento casuale
o se questo spostamento dell'asse sia un naturale ciclo evolutivo
del pianeta che torna ogni volta con precisione. Forse è proprio
per questo che i Maya fecero una inequivocabile previsione.
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| (Sopra
a sinistra) Stampa indiana medievale che illustra il Diluvio
Universale. Notare le città sommerse. (Al centro) La struttura
sommersa artificiale di Yonaguni è situata nel Mar Giallo, non
distante da Okinawa. Si trova in un'area che 10mila anni fa
era terra emersa. Chi costruì questa ciclopica opera? (A destra)
Il monte Erebus in Antartide, sull'isola di Ross, dove sono
trovati alberi fossilizzati risalenti all'ultima glaciazione.
Il monte è in realtà un vulcano ancora attivo: è questo il monte
Atlante che sovrastava Atlantide, come descriveva Platone? |
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