La Stele dell'Inventario
| Nel 1857
l'archeologo francese Auguste Mariette recuperò, in uno scavo a est
delle Piramidi di Giza in Egitto, una stele datata 1500 BCE copiata,
secondo l'egittologo Gaston Maspero, da un originale della IV Dinastia.
La stele affermava che il faraone Cheope (Khufu) per onorare la Dea
Iside, definita la "Signora delle Piramidi" e la "Dea della Montagna
Occidentale", aveva deciso di restaurare il suo tempio di pietra;
inoltre, poiché la Sfinge era stata danneggiata gravemente dai fulmini
sulla testa, si impegnò per riparare il danno al monumento. Tutto
ciò presume che al tempo di Cheope, se è esistito veramente come invece
certi recenti studi sembrano mettere in dubbio, esistessero sia la
"sua" piramide che la Sfinge. La stele termina affermando che in segno
di onore per la moglie Henuseh, Cheope fece costruire tre piccole
piramidi ai piedi della "Montagna Occidentale"! |
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La stele è conservata al
Museo Egizio del Cairo, non è mai stata fotografata chiaramente (per il
suo contenuto esplosivo?) e viene liquidata dai moderni egittologi come
un falso della XVIII Dinastia. Peccato che oggettivamente sia molto più
concreta dei geroglifici scarabocchiati con pittura rossa nella Camera
del Re della Grande Piramide trovati da Robert Vyse e che costituiscono
l'unica prova accettata dell'attribuzione a Khufu del colossale monumento.
L'inversione dei Poli magnetici e l'enigma
dei vasi etruschi
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Il magnetismo
fossile è quel particolare fenomeno mediante il quale è possibile
ricostruire, studiando rocce, lave, persino terrecotte, il campo magnetico
terrestre nel passato più remoto. Tra i pionieri di questi studi ci
fu il trentino Giuseppe Folgereiter (1856-1913), che nel 1895 effettuò
alcune analisi su parecchi vasi etruschi datati tra l'VIII e il V
Secolo BCE La terracotta è sempre un po' magnetizzata perché l'argilla
contiene particelle di ferro e durante la cottura queste si dispongono
secondo l'asse polare presente in quel momento. Oggi l'asse è nord-sud:
Folgereiter scoprì che le terrecotte etrusche presentavano una polarità
sud-nord, il che faceva presagire che i Poli magnetici fossero invertiti.
La Scienza ufficiale invece sostiene che tale fenomeno non sia accaduto
se non in tempi remoti. L'inversione di Brunhes-Matuyama, occorsa
approssimativamente 780mila anni fa, costituì infatti l'ultimo evento
di questo tipo conosciuto... Ma allora, i vasi etruschi furono plasmati
a sud dell'Equatore? O sono molto più antichi di quel che si pensa? |
Gli ultimi Mammuth
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Tra la fauna
del Pleistocene che scomparve 12mila anni fa alla fine della Glaciazione
(che per molti studiosi coincide con i mitico Diluvio Universale)
il Mammuth ricopre un posto di rilievo. Alto cinque metri, coperto
di una folta pelliccia bruno-rossiccia, questi elefanti giganti diedero
fino da torcere ai nostri antenati. Si è creduto per lungo tempo che
tali animali, presenti nelle leggende più antiche, fossero un'invenzione;
poi, dal secolo scorso, il ritrovamento di carcasse congelate nella
Tundra siberiana ha consentito di conoscere particolari eccezionali.
Oggi si ritiene che gli ultimi esemplari di Mammuth non si siano estinti
12mila anni fa ma esemplari nani siano sopravvissuti, sull'Isola di
Wrangler nell'Oceano Artico, fino al 1700 BCE Il danese Bengt Sjögren
ritiene che siano presenti ancor oggi, nascosti nelle valli più remote
nella tundra di Siberia e Alaska. |
L'Astronauta di Salamanca
| Sulla facciata
della Cattedrale di Salamanca, in Spagna, uno strano decoro sconcerta
da tempo i ricercatori di Mistero. Un astronauta vero e proprio, con
tanto di casco, tuta e respiratore, fa capolino tra i marmi e le volute
del tempio cristiano... Un Oopart clamoroso o, più probabilmente,
la raffigurazione recente di un cosmonauta moderno? In attesa di trovare
lo scultore autore di questa opera, rimaniamo nel dubbio... |
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I laghi di Band-i-Amir
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Una delle
meraviglie del nostro pianeta è situata nell'area forse più turbolenta
del globo. In Afghanistan, nella centrale regione di Bamyian contesa
tra le forze talebane e quelle della Nato, esiste un'area costellata
da una serie di incredibili laghi a forma di piscina. In pratica questi
specchi d'acqua color turchese sono sollevati dalla roccia, come fossero
un'immensa fontana naturale... |
I laghi di Band-i-Amir
(che nella lingua locale significa "I gioielli del Re") secondo la leggenda
sono stati creati con la sua spada magica dal monaco-guerriero Hazrat
Ali e possono curare la pazzia ed esorcizzare i posseduti. I pochi occidentali
che hanno visitato la zona hanno descritto le acque come effettivamente
curative e rinvigorenti per il fisico e la salute.
Il Meteor Crater
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Uno
dei crateri da impatto meglio conservati sulla Terra si trova in Arizona,
55 km a est di Flagstaff. Il Barringer Crater, meglio conosciuto come
Meteor Crater, fu provocato 50mila anni fa da un grosso meteorite
in ferro e nickel di 45 metri di diametro, che precipitò a circa 25mila
km/h in un'area ai tempi completamente ricoperta di praterie e foreste.
Il meteorite pesava oltre 300mila t e si vaporizzò per metà nell'atmosfera
terrestre; esplose con una potenza di 2,5 Megaton (150 volte la Bomba
di Hiroshima) causando la disintegrazione di 175 milioni di t di roccia
viva, provocando un terremoto 5,5 della scala Richter, uragani e trombe
d'aria, spargendo detriti per un raggio di 260 kmq intorno al luogo
dell'impatto. |
Il risultato è oggi un
cratere profondo oltre duecento metri e del diametro di 1,2 km. Si ritiene
che corpi del genere colpiscano la Terra con la frequenza di uno ogni
10-12mila anni.
L'origine del termine "Magia"
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Magia è
un termine di derivazione greca, dalle parole Magos e Mageia, traslitterazioni
dei vocaboli Mog, Megh e Magh di provenienza persiana. Il significato
di queste parole è "sacerdote", "saggio", "eccelente" e in effetti
è lo stesso attributo che l'Occidente regala ai Re Magi che vennero
a rendere omaggio al Gesù Bambino nel giorno dell'Epifania. Tuttavia
la Magia ha una sua derivazione più antica: i Sumeri dicevano Maghdim,
"Suprema Saggezza" e i Magi presso questo popolo mesopotamico erano
i depositari del potere di parlare con gli Dei. Anche Platone considera
la saggezza il dialogo con gli Dei, mentre Plutarco afferma che il
Mago è il sacerdote della Sapienza Segreta. I druidi celti, poi, erano
depositari del potere di emanare leggi e di risolvere le controversie
giudiziali, al pari degli sciamani nativi amricani... Quindi la Magia,
anticamente, designava un complesso di valori divini che le persone
che la praticavano arrivavano a possedere dopo un lungo apprendistato
che poteva durare decine di anni. Una Sapienza Segreta che è pervenuta
a noi attraverso i molteplici messaggi lasciati occultamente dai seguaci
dell'Antica Religione. |
A Linate l'asse terrestre si è spostato
?
| Secondo
l'enciclopedia internet Wikipedia, la Terra sta subendo pesanti mutamenti
dell'inclinazione dell'asse terrestre. Secondo l'autore della scheda
sull'Aeroporto di Linate, a metà del 2007, a causa dei mutamenti dell'asse
terrestre e quindi delle variazioni magnetiche, le piste hanno cambiato
i nomi: la 36R è diventata la 36 e di conseguenza la 18L è diventata
18. La 36L è cambiata in 35 e la 18R in 17. Secondo gli addetti ai
lavori, si tratterebbe di una normale procedura ammistrativa volta
a migliorare la sicurezza... Ma se avesse ragione il redattore di
Wikipedia, cosa dovremmo aspettarci nei prossimi anni? |
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Il Brusio di Taos
Ascolta
il suono originale - Ascolta
il suono amplificato
 |
Il Brusio
di Taos ("Taos Hum") è un suono inquietante che prende il nome da
una località nel Nuovo Messico, negli Stati Uniti. Si tratta di un
suono a bassa frequenza che si ode, oltre che negli Usa, anche in
varie regioni del mondo, come Gran Bretagna e Nord Europa. Il Brusio
è una specie di onda di frequenza compresa tra i 30 e gli 80 Hz, e
viene descritto come il borbottio di un motore diesel ascoltato a
una certa distanza. Il problema è che se non tutti riescono a udire
questo suono perché il suo volume è estremamente basso, circa il 2%
della popolazione delle zone in cui il fenomeno si presenta riesce
a percepirlo in maniera tale da sviluppare un senso di fastidio, sia
fisico che mentale. Si tratta cioé di un suono onnipresente che danneggia
la concentrazione: nel 1993 appunto i cittadini di Taos fecero ricorso
in tribunale per il danno subito. In un primo momento si pensò, da
parte degli scienziati, che si trattava delle onde elettromagnetiche
emesse dagli impianti radar e radio (VLF) per la comunicazione con
i sottomarini. |
Ma un indagine promossa
dal Congresso degli Stati Uniti nel 1997 smentì questa ipotesi.
A tutt'oggi il Brusio di Taos è un mistero che anche la scienza
non sa spiegare: i ricercatori pensano che si tratti di una specie
di comunicazione subliminale attraverso le onde ELF, oppure del
"respiro", del "battito cardiaco" del pianeta: l'aumento della Frequenza
Schumann ha portato vicino alla soglia di udibilità questo brusio.
Noi di Sator ws abbiamo analizzato il suono, lo abbiamo amplificato
e ricampionato, eliminando i disturbi. Potrete così ascoltare l'inquietante
messaggio...
(N.B.: si consiglia un ascolto tramite le
cuffie o casse amplificate). |
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| (Sopra) Un
golfista gioca serafico in quel di Taos, ignaro della pericolosità
delle onde elettromagnetiche emesse dal terreno... |
Phobos e Deimos
| Marte,
il quarto pianeta del Sistema Solare, ha due piccoli satelliti: Phobos
e Deimos, battezzati così in onore di Omero che aveva chiamato così
i due scudieri del dio della guerra nell'Iliade. Phobos (spavento)
e Deimos (terrore) orbitano a 5500 e 21mila km dal Pianeta Rosso,
molto vicini alla superficie: tuttavia le dimensioni minime rispettivamente
di 16 e 8 km rendono queste lune praticamente insignificanti per l'economia
astronomica di Marte. Eppure i misteri intorno a questi sassi spaziali
fioccano! Innanzitutto la perdita della sonda russa Phobos 2 nel 1989,
distrutta nei pressi del satellite omonimo da un raggio di energia
di origine sconosciuta scaturito da un oggetto non identificato di
forma cilindrica: mistero rimasto inspiegato che ha lasciato attoniti
e senza parole i tecnici russi (e impietrito quelli americani della
Nasa). Poi l'incredibile storia della scoperta delle due lune: si
ebbe dopo lunghe ricerche nel 1877 ad opera dell'astronomo americano
Asaph Hall, ma già nel 1726 il romanziere Jonathan Swift, il celebre
autore de "I Viaggi di Gulliver", nel suo romanzo scrisse che gli
astronomi del favoloso regno di Laputa avevano scoperto questi due
satelliti, indovinandone tanto la distanza orbitale quanto il periodo
di rivoluzione. Il fatto fu tanto clamoroso che ispirò generazioni
di scienziati, al punto che anche Voltaire citò questo particolare
come la prova che Marte avesse due lune. |
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(Sopra) Phobos.
(Sotto) Deimos. |
| Altri in
seguito dichiararono di aver scoperto i satelliti, ma nessun avvistamento
fu degno di fede fino a quando si decise, a livello accademico, di
scoprire se Swift aveva tirato a indovinare oppure no. Dato che "I
Viaggi di Gulliver" è un'opera ricchissima di riferimenti esoterici,
occorre capire dove Swift prese le informazioni corrette sui satelliti
marziani: qualcuno ipotizza da viaggiatori inglesi provenienti dalla
Cina o dall'India, altri da testi medievali di provenienza araba,
altri ancora pensano che i due satelliti siano frutto di conoscenze
antichissime risalenti al tempo di Atlantide, sopravvissute prima
negli archivi egizi ad Alessandria e poi nella tradizione templare-massonica.
Altro mistero: alla fine degli Anni '50 un matematico e astrofisico
sovietico, tale I. S. Sklovski, affermò alla Pravda che Phobos e Deimos
possedevano caratteristiche orbitali e densita non naturali, nel senso
che si trovavano in quelle posizioni per cause artificiali. La traiettoria
dei due satelliti sarebbe come quella dei veicoli spaziali terrestri,
destinati a precipitare presto o tardi sulla Terra. Phobos così sarebbe
destinato, di qui a 15 milioni di anni, a cadere sul Pianeta Rosso... |
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La tesi delle "stazioni
spaziali marziane" suscitò scalpore fino alle missioni americane di fine
Anni '70 e se alcuni ridicolizzarono immediatamente le affermazioni dello
scienziato russo, altri diedero ampio credito, come l'Accademia delle
Scienze di Mosca. Oggi si tende a considerare le teorie di Sklovski come
errate perché basate su dati insufficienti. Però se riconsideriamo i nostri
articoli su Marte e le prove della sua atmosfera
azzurra, delle misteriose strutture
archeologiche e delle tracce di
vita intorno a laghi e fiumi sotto forma di giganteschi alberi, chissà
che la teoria sull'origine artificiale di Phobos e Deimos non trovi nuove
conferme.
I Fiori di Bach
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La fitoterapia
è quella forma di cura che si basa sull'uso di essenze tratte da fiori
e la più famosa forma di questa arte è certamente la terapia dei Fiori
di Bach. Edward Bach era un medico gallese vissuto alla fine dell'800
che, attraverso lo studio delle tradizioni popolari che utilizzavano
fiori ed erbe per curare malanni, ritenne che la causa delle malattie
fisiche fosse da riscontrarsi in disturbi di carattere psicologico,
curabili da essenze di fiori particolari in grado di riportare la
persona ammalata in uno stato di quiete mentale. Pensiamo alla rabbia
e alla sua necessità di essere scaricata: da questa constatazione,
Bach pensò che moltissime malattie fossero in realtà disturbi psicosomatici
che corrispondono a 38 tipi comportamentali, curabili attraverso 38
tipi di essenze. In realtà i fiori usati sono 37, a cui si aggiunge
l'acqua di fonte. |
La loro energia è quella
di equilibrare in modo chimico le necessità dell'organismo, agendo a livello
nervoso e quindi a livello fisico. I primi fiori scoperti da Bach furono
12, integrati dai successivi 26. La Scienza non riconosce validità al
metodo perché Bach si basava per la sua teoria su una qualità controversa
dell'acqua: la capacità del liquido di "memorizzare" le caratteristiche
fisiche e chimiche del composto con cui viene in contatto. In verità molte
scoperte scientifiche attribuiscono all'H2O la qualità di solvente universale
in grado di assorbire la forma molecolare della sostanza con cui viene
in contatto e a studi in merito fu conferito anche il Nobel. Tuttavia
l'argomento è ancora controverso e "per convenienza" si preferisce non
dare ai Fiori di Bach credibilità scientifica. Fatto sta che "i fiori
queste cose non le sanno" e continuano a funzionare, da oltre cent'anni,
per curare ansia, fobie, sensi di colpa, dolori misteriosi ecc. L'elenco
dei 38 fiori è questo: Agrinomia, Pioppo, Faggio, Centaurea minore, Piombaggine,
Mirabolano, gemma di Ippocastano, Cicoria, Vitalba, Melo selvatico, Olmo
inglese, Genzianella, Ginestra, Erica, Agrifoglio, Caprifoglio, Carpino,
Non mi Toccare, Larice, Mimolo, Senape, Quercia Farnia, Olivo, Pino, Castagno
rosso, Scleranto - Fior Secco, Castagno dolce, Stella di Betlemme, Verbena,
Vite, Noce, Acqua di Roccia, Rosa Canina, Violetta d'acqua, Castagno bianco,
Forasacco, Salice giallo, Eliantemo. Per conoscere le funzioni di ognuno
e le modalità d'uso, consultare un erborista.
L'origine della Bibbia
| Se
pensiamo alla Bibbia, ci viene in mente il testo sacro a ebrei e cristiani
e redatto su ispirazione divina a partire dal 1200 BCE La Bibbia per
i cristiani equivale al Vecchio Testamento, ma in realtà questo differisce
in parte dal testo ebraico. La versione originale della Bibbia, chiamata
Tanach, consta di 39 libri redatti in ebraico e in aramaico: il primo
vero "redattore" storicamente accertato fu il profeta Ezra nel 539
BCE, al ritorno dall'esilio babilonese del popolo ebraico. Il testo
autentico biblico risale certamente al II millennio BCE, ma andò perduto
nell'incendio del Tempio di Salomone a Gerusalemme da parte dei soldati
di re Nabucodonor. Tuttavia la versione di Ezra non pare differire
alquanto da quella distrutta dall'esercito babilonese: tra i celebri
Rotoli del Mar Morto, che contenevano il sapere della comunità essena
scampato alle distruzioni di tutti gli invasori, si è ritrovata una
copia del Libro di Isaia identico alla versione "ricordata" da Ezra. |
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| (Sopra)
Una pagina miniata di Bibbia masoretica dell'XI Secolo. |
La Bibbia fu comunque rielaborata
in chiave definitiva intorno al II secolo BCE, la famosa versione masoretica,
che fu diffusa in tutte le comunità ebraiche e che fu bruciata durante
le persecuzioni a più riprese, al punto che la più antica copia masoretica
risale al 1008 della nostra era (il Codice Leningradensis). I primi cinque
libri della Bibbia, il Pentateuco per i cristiani e la Torah ("Verità")
per l'ebraismo, furono redatti appunto secondo la tradizione da Mosé durante
la fuga dall'Egitto intorno al 1200 BCE: da ricordare come nella storia
(o leggenda) originale Mosé avesse ricevuto direttamente da Dio le Tavole
della Legge, che lo stesso Mosé spezzò in segno di rabbia quando vide
il popolo ebraico accampato ai piedi del Monte Sinai adorare un vitello
d'oro. Per tale motivo Mosé redasse delle regole più primitive e grossolane per la sua stirpe di pastori, lasciando ai suoi successori
il compito di chiedere a Dio nuove leggi divine: le Tavole finirono, spezzate
e illeggibili, nell'Arca dell'Alleanza, e gli ebrei si tennero i loro
famigerati Dieci Comandamenti, con le incongruenze, la rozzezza e la violenza
tipica di leggi di 3mila anni fa. La questione è che dunque la Bibbia,
e il Pentateuco in particolare, è un testo provvisorio e che avrebbe dovuto
essere integrato nel corso dei secoli. Nessuno si permise di chiedere
tanto e ancor oggi, di fatto, la Bibbia rimane in sospeso...
Neith, la luna di Venere
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Nel 1672
l'astronomo italiano Giovanni Cassini (omonimo del Cassini che nel
1800 studiò Marte e Saturno) si mise ad osservare al telescopio il
pianeta Venere e fece una clamorosa scoperta: un piccolo oggetto orbitava
vicinissimo alla Stella del Mattino. L'astronomo non diede peso alla
scopera finché nel 1686 non vide nuovamente il satellite (grande un
quarto il diametro del pianeta) e decise di dare pubblico annuncio
della sua scoperta. Si trattava di un piccolo puntino luminoso che
a intervalli regolari appariva intorno a Venere, appunto una luna
come quell terrestre e le grandi lune medicee di Giove scoperte da
Galileo. Passarono gli anni e altri astronomi videro al telescopio
il piccolo satellite: l'inglese James Short nel 1740, il tedesco Andreas
Mayer nel 1759 e il celebre Joseph Louis Lagrange nel 1761, che vide
la luna assieme a Venere transitare davanti al Sole. |
Si trattava veramente di
un compagno del pianeta Venere? Lagrange calcolò che la luna aveva un'orbita
esattamente perpendicolare al piano dell'eclittica. Anche Christian Horrebow
vide il satellitino nel 1768, così come il grande William Herschel, lo
scopritore di Urano. Nel 1777 J.H. Lambert calcolò persino il periodo
orbitale della luna di Venere, pari a 11 giorni e 3 ore. Ma qualcuno dubitava
di questi dati. Già nel 1766 il direttore dell'osservatorio astronomico
di Vienna asseriva che il satellite era solo un riflesso spurio degli
oculari dei telescopi; un secolo dopo M. Hozeau, direttore dell'osservatorio
astronomico di Bruxelles, sostenne che si trattava di un asteroide o un
pianeta sconosciuto che orbitava intorno al Sole in 283 giorni e che la
vicinanza con Venere lo faceva apparire come un satellite. Tale congiunzione
avveniva ogni 1080 giorni: Hozeau battezzò Neith il satellite-pianeta,
dal nome dell'antica dea egizia patrona della tessitura. L'ultima volta
che Neith fu vista fu nel 1887: da allora è scomparsa dagli oculari dei
telescopi, dando adito alle più svariate ipotesi. C'è chi dice che l'asteroide
sia precipitato su Venere in tempi recentissimi, c'è chi pensa che si
trattasse in realtà di stelle particolarmente brillanti scambiate per
un satellite, altri ancora pensano a un asteroide Near-Earth che incrocia
l'orbita terrestre (e ovviamente quella venusiana). Ma a noi piace pensare
che sia veramente una piccola luna, al pari di Phobos e Deimos su Marte,
che accompagni il viaggio intorno al Sole della Stella del Mattino. E
chissà che prima o poi qualche sonda, come l'europea Venus Express dell'Esa,
non si imbatta in Neith rediviva!
L'uovo di Castel dell'Ovo
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Prima che
San Gennaro divenisse il patrono salvatore di Napoli, i cittadini
partenopei guardavano a Virgilio,
il sommo poeta latino, come al mago protettore dalla città. Dal momento
in cui Pompei fu distrutta, l'antica Neapolis crebbe d'importanza
fino a divenire, con il crollo dell'Impero Romano, il nuovo centro
dei traffici commerciali ai danni della vicina Pozzuoli. |
Ed è in questo periodo
che i puteolani persero il loro patrono Virgilio che passò, come un antico
calciatore, agli odiati vicini: il poeta mantovano, cantore della saga
di Enea e del vicino Ingresso agli Inferi situato nel Lago d'Averno, divenne
così un alchimista che con le sue arti magiche aveva scelto di proteggere
magicamente proprio Napoli. La leggenda dice che seduto dall'alto della
collina di Posillipo Virgilio si fosse innamorato della capitale campana,
al punto da decidere di elaborare uno speciale strumento che la salvaguardasse
dalle calamità: un uovo magico collocato in un'anfora protetta da una
grata metallica e appesa a una trave di una piccola stanza segreta sotto
il castello costruito sull'isolotto di Megaris: l'attuale Castel dell'Ovo,
nel borgo di Santa Lucia. Questo castello resistette per secoli finché
un maremoto, nel XIII Secolo, spezzò il ponte che univa gli scogli dell'isolotto
facendo rovinare in mare il castello di epoca romana. Fu grande la costernazione
dei napoletani ma la sovrana del tempo, Giovanna I d'Angiò, disse che
aveva fatto prelevare l'uovo in tempo e che aveva provveduto a nasconderlo
in un posto più sicuro nel sottosuolo, al riparo dai terremoti. Verità
o fantasia, se così fosse l'uovo virgiliano potrebbe trovarsi ovunque,
nella Napoli Sotterranea...
Una stranissima croce a Milano...
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In Via Sant'Agnese,
nel parchetto retrostante la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, vi
è una misteriosa stele raffigurante una croce medievale. Sebbene raffiguri
una crocifissione, il disegno dei motivi artistici è decisamente celtico:
in più, vi si leggono lettere di un alfabeto stranissimo... Ma il
mistero si chiarisce dando un'occhiata alla dedica posta sotto la
stele: si tratta di un calco dell'importante croce armena di Sardarabad,
un reperto altomedievale con reminiscenze tanto zoroastriane quanto
mitraistiche, sacro alla Chiesa Armena. I decori celtici sono dovuti
al fatto che i Galli popolarono anche quella regione e l'alfabeto
sconosciuto è l'armeno, estremamente complicato. La copia fu donata
negli Anni '80 dalla comunità armena di Milano alla città in memoria
delle centinaia di migliaia di cittadini armeni sterminati dall'esercito
ottomano durante la Prima Guerra Mondiale. |
Una stella con la coda
Quando si sente parlare di
stelle con la coda, non si può pensare che alle comete: in realtà non
sono stelle vere ma asteroidi di ghiaccio e polveri che avvicinandosi
al Sole si sciolgono letteralmente (anzi, per l'esatteza sublimano) ed
emettono sotto forma di gas parti della loro crosta. Invece si è scoperta
una stella "vera" che mostra una coda di rilevanti dimensioni: si tratta
di Mira Ceti, famosa perché studiata da quattro secoli e che si credeva
avesse svelato tutti i segreti. Si tratta infatti di una variabile, che
muta luminosità in un breve arco di tempo. Solo ai nostri tempi però,
con gli strumenti moderni, la scienza ha consentito di svelare il suo
più grande mistero. Mira sta nella costellazione della Balena e dista
350 anni-luce dalla Terra. E' una stella gigante, forse prossima alla
morte, e le orbita intorno una piccola compagna, Mira B: gli astronomi
hanno anche scoperto che possiede pure una coda lunga ben 13 anni-luce
di gas e materiale plasmatico. In pratica Mira Ceti sta "seminando" il
cosmo di metalli, gas, elementi per la costruzione di nuovi pianeti e
sistemi stellari... Ma cosa (o chi) causa questo fenomeno? E che succederà
quando esploderà come una supernova?
Il vero ritratto di Leonardo
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Tra i fiorentini
circola voce che il ritratto celebre di Leonardo da Vinci, quello
raffigurato con una lunga barba bianca, non sia in realtà una raffigurazione
del genio rinascimentale ma un disegno di un filosofo, forse Socrate
o Platone. In realtà, Leonardo non portava la barba e per i fiorentini
il vero e unico ritratto leonardesco esistente è una specie di graffito
situato sul muro meridionale, dal lato degli Uffizi, del Palazzo della
Signoria della loro bellissima città. Si dice che a tracciare nel
cemento fresco dell'intonaco con un bastoncino il profilo un po' sgraziato
dello scienziato-artista sia stato Michelangelo Buonarroti, amico-nemico
di Leonardo che non perdeva mai l'occasione per sbeffeggiarlo. |
Così, durante una pausa
dei lavori dell'affresco della Battaglia di Anghiari a cui collaboravano
entrambi, Michelangelo con un bastoncino di legno tracciò quello che potete
vedere qui sopra... Vera o falsa, questa diceria? A voi la scelta...
Il robot di Sant'Alberto Magno
Albert von Bollstädt, detto
Alberto Magno, (1193-1280), filosofo e santo originario della Svevia,
fu uno dei più grandi pensatori cristiani del Medioevo. Fisico, astronomo,
botanico, geologo, geografo, astrologo e alchimista, Alberto Magno fu
il traduttore in Occidente dei testi di filosofi musulmani come Averroé
e Avicenna e divenne nel corso della sua vita anche il maestro e il mentore
di Tommaso D'Aquino, altra grande figura del pensiero cristiano del '200.
Pochi sanno però che le sue nozioni alchemiche (sicuramente in odore di
eresia) lo portarono a costruire un uomo artificiale, un vero automa-robot
di foggia umana dotato di caratteristiche eccezionali, anticipatrici di
quelle degli esseri cibernetici più moderni. Il suo automa infatti apriva
la porta ai visitatori, chiedeva loro il nome, li faceva accomodare ed
annunciava la visita al suo padrone, conversando amabilmente nell'attesa.
Tale automa sarebbe stato distrutto proprio dal suo allievo Tommaso D'Aquino,
non solo perché lo considerava opera del demonio, ma anche perché il suo
chiacchericcio continuo disturbava i suoi studi.
Il boomerang più antico del mondo
Il più antico boomerang del mondo risale a 23000 anni
fa: è stato scoperto nel 1987 nella cava di roccia di Oblazowa, presso
il fiume Bialka tra i monti Pieniny nella Polonia meridionale. E' in
osso e ha un'apertura di circa 70cm, forse fu usato a scopo cultuale...
Strana comunque la collocazione europea di questo strumento, usato oggi
solo dagli aborigeni autraliani.
Il Mostro di Bam, falso clamoroso
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Nel 2004
uno spaventoso terremoto rase al suolo la città di Arg-i-Bam, nella
provincia omonima di Bam, in Iran. Il sommovimento parve riportare
alla luce lo scheletro di una creatura spaventosa, subito ribattezzata
"Mostro di Jebal-Barez" (dal villaggio del ritrovamento) dallo scienziato
Charles Schilling che per primo lo scoprì. Quelli che sembravano i
resti fossili di un animale lungo 60 metri e chiaramente carnivoro
divenne una colossale burla quando la Sony rivelò essere una copia
in pietra di uno dei mostri contenuti nel videogioco per la Playstation
"The Shadow of the Colossus". Pochi sanno però che la descrizione
di creature simili era diffusa nell'antichità e che anche lo scrittore
dell'orrore H.P. Lovecraft ne parlò parecchio nei suoi romanzi di
inizio '900. Che forse la burla non apparirà in futuro come tale? |
Le oche di Santa Eulalia
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Si trovano
all'interno del chiostro della cattedrale di Santa Eulalia a Barcellona.
Sono 13 oche bianche che stanno a rappresentare l'età della Santa
alla sua morte. Infatti all'età di tredici anni questa ragazzina di
nome Eulalia osò ribellarsi al massacro dei cristiani da parte dei
romani, e per questo martirizzata facendola rotolare per le strade
della città in un barile pieno di chiodi e infine crocifissa agonizzante
sulla piazza principale alla stregua di Sant'Andrea, cioè a "X". Le
sue spoglie riposano oggi nel sarcofago sotto la cripta dell'omonima
cattedrale. |
Una "Statua della Libertà" sul Duomo
di Milano
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Lo scultore
francese autore della Statua della Libertà, Frèdèric-Auguste Bartholdi,
per realizzare la sua opera si sarebbe ispirato a quella della Legge
Nuova, una statua creata dallo scultore italiano Camillo Pacetti nel
1810 e collocata sulla facciata del Duomo di Milano. Bartholdi realizzò
due statue in formato ridotto per la città di Parigi e collocate in
due punti differenti della Ville Lumière, anche se la datazione a
fine '800 pone inequivocabilmente come modello la statua pacettiana.
La Legge Nuova è visibile immediatamente sopra il portale centrale
del Duomo, sulla sinistra della sfinestratura gotica. |
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Nodi di Hartmann
Negli anni 50 lo studioso
Ernest Hartmann dopo una serie di studi formulò varie teorie: una di queste
sostiene che la Terra è ricoperta da una griglia di linee in senso verticale
"da nord a sud", ed in senso orizzontale "da est a ovest". Su queste linee
passano delle correnti elettriche. Il punto in cui si incrociano queste
due linee è chiamato Nodo di Hartmann o nodo radiante, presente ogni due
metri l'uno dall'altro.E' stato riscontrato dalla Geobiologia, scienza
fondata dallo stesso Hartmann, che il sostare su questi nodi può portare
all'essere umano vari effetti, tra cui stanchezza cronica, mal di testa
e disturbi nel dormire. Anche le piante crescono poco e si ammalano; gli
animali non vi sostano ad eccezione dei gatti. Quindi è bene far verificare
(da un lama tibetano, da chi fa Reiki) soprattutto il luogo in cui posizioniamo
il letto per evitare questi disturbi.

Il geroglifico egizio "niut"
che rappresentava la parola "città" o "centrocittà" era raffigurato da
un cerchio con due linee che si incrociano ortogonalmente. Questo segno
è alquanto strano, dato che le piante delle città egiziane non assomigliavano
a questo simbolo con le due arterie che si intersecano a croce. Secondo
gli egittologi questa figura era solo un modo simbolico o sacro per rappresentare
l'agglomerato urbano. È interessante invece notare come il simbolo ricordi
molto la pianta della città di Atlantide, costituita infatti da cinte
murarie circolari con due arterie principali che si incrociano ad angolo
retto proprio nel centro.

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