Il primo slogan pubblicitario della
Storia
La pubblicità è una presenza
invadente e costante della civiltà moderna. Ma già duemila anni fa i
cittadini dell'Impero Romano avevano a che fare con marchi e slogan
pubblicitari che reclamizzavano prodotti alimentari. Il più antico esempio
di spot in tal senso ce lo fornisce il poeta Marziale, il celebre epigrammista
vissuto nel I Secolo CE. Per descrivere la bontà del formaggio della
Lunigiana, scrisse questa frase: Caesus Etruscae signatus imagine
Lunae praestabit pueris prandia mille tuis, che significa "Il
formaggio firmato dal marchio della etrusca città di Luni farà mangiare
i tuoi bambini mille volte".
Ippopotami blu
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Sempre
in tema di pubblicità, è singolare la somiglianza tra la Dea egizia
del parto e dei bambini, Taueret, raffigurata in forma di ippopotamo
azzurro, e la mascotte di una nota marca di pannolini. Il personaggio
Pippo, divenuto famoso anche come pupazzo e testimonial dei pannolini
Lines nel corso degli Anni '70 e '80, fu ideato dai creativi del
tempo ispirandosi direttamente alla divinità egizia. |
Questa
traeva il suo simbolismo dal fatto che l'ippopotamo è l'unico mammifero
terrestre che partorisce in acqua, avendo quindi un doppio legame con
l'acqua e il femminino. Dea estremamente potente, come lo è del resto
l'animale vero, Taueret veniva invocata per aiutare le donne durante
il parto e per proteggere con la sua forza il nascituro durante i primi
delicatissimi mesi di vita. Il colore azzurro e derivava dal fatto che
le statuine di Taueret venivano ricavate dai lapislazzuli o dal turchese,
pietre dal valore assai elevato e riferibile al colore della volta celeste,
quindi in grado di attrarre energie benefiche e la benevolenza degli
Dei. Comunque sia, è il segno della grande importanza che riveste ancor
oggi, nell'inconscio collettivo, il simbolismo egiziano.
Per qualcuno il capibara è un pesce!
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Il
capibara (Hydrochoeris Hydrochaeris) è il roditore più grande del
mondo: lungo 1,3 metri e pesante 65 kg, è un animale placido e tranquillo,
che abita i fiumi e gli acquittrini del Sud America. Ma è curioso
sapere che fu oggetto di una singolare decisione teologica della
Chiesa cattolica. Quando i missionari cristiani videro per la prima
volta i capibara nel Nuovo Mondo, si rivolsero al Vaticano in merito
a quello strano topo gigante: trascorrendo nei fiumi gran parte
del suo tempo ed essendo dotato di zampe palmate, i missionari chiesero
ai loro vertici se avessero dovuto classificarlo come un pesce.
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La questione aveva senso
in quanto vigeva l'obbligo religioso che proibiva di mangiare carne,
tranne quella di pesce, durante la Quaresima. In assenza di un sistema
scientifico di classificazione e senza poter valutare l'animale se non
dalle descrizioni sommarie dei missionari, un concilio decretò che il
capibara era un esponente della fauna ittica, consentendone il consumo
durante i mesi di penitenza. E poiché nel Cattolicesimo le decisioni
di un concilio hanno efficacia vincolante per i fedeli, ancor oggi per
tutti i Cristiani di questa corrente incredibilmente il capibara è un
pesce!
Lenti ottiche in Egitto
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L'Egitto è una
terra fantastica, piena di miti favolosi e leggende cariche di
simbolismo. Ma anche sotto il profilo tecnologico non aveva molto
da invidiare al mondo attuale. Tra le capacità tecniche più impressionanti,
c'era la molatura dei durissimi cristalli di quarzo impiegati
nella rappresentazione degli occhi nelle statue. Una statua lignea
in buone condizioni mostra ancor oggi la prefetta levigatezza
dei cristalli di Quarzo Ialino, che rendevano alla perfezione
la trasparenza translucida degli occhi umani. Una simile capacità
rendeva possibile la realizzazione di lenti da vista, di microscopi
e telescopi e fu forse questo il segreto della grande conoscenza
dell'Astronomia da parte degli abitanti della Terra dei Faraoni.
Una tecnologia dimenticata dall'Occidente per oltre 2500 anni
e che fu riscoperta solo durante il Rinascimento.
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(A
lato) La statua del Faraone Auibra Hor, trovata a Dashur e
risalente circa al 1340 BCE, mostra sulla testa il corpo astrale
Ka: gli occhi sono lenti molate di durissimo quarzo, un vero
e proprio Oopart perché dalla Scienza ufficiale non vengono
attribuite agli Egizi simili conoscenze tecniche (che invece,
evidentemente, avevano). |
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L'Imperatore Gigante
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Gaio Giulio
Vero Massimino, meglio noto come Massimino Trace, fu un imperatore
romano che regnò dal 235 al 238 CE. Nativo della Tracia, fu il primo
soldato barbaro ad essere nominato imperatore dalle sue truppe,
dopo aver detronizzato Alessandro Severo. La sua vicenda non avrebbe
niente di singolare, tranne il fatto che dopo di lui si succedettero
ben sei imperatori in meno di un anno. Quel che colpisce di Massimino
Trace è la sua altezza: alla sua morte lo scheletro misurava otto
piedi e mezzo, pari a 2,59 metri. Si trattava di un vero colosso,
che superava di oltre un metro i soldati contemporanei e descritto
dagli storici come fortissimo nel fisico e robusto come un toro,
capace di trainare da solo un carro, abbattere con un pugno un cavallo
e spaccare massi a mani nude. Per alcuni studiosi era un discendente
degli umani che vissero nelle epoche pleistoceniche caratterizzate
dalla Megafauna, nei cui geni era dunque ricomparso il Dna dei Giganti
presenti in tutte le mitologie. Per altri la sua statura è dovuta
alla sua ascendenza alana: gli Alani erano un popolo alto e forte,
di stirpe sarmata, che viveva nell'area del Mar Caspio. La loro
parentela con gli Sciti e i Tocari rendeva possibili dimensioni
fisiche con questi valori. |
Antichi maremoti apocalittici
| Il
lago Tanganica è un bacino lungo e stretto che si estende nell'Africa
centrale per circa 680 km in direzione nord-sud. Di origini tettoniche,
ha una larghezza massima di 72 km e una profondità massima di 1436
m che lo rende il secondo lago al mondo per profondità dopo l'asiatico
Bajkal. Ma la sua peculiarità è costituita dalla fauna: pur essendo
il Tanganica un lago non salato, presenta caratteristiche tipiche
delle specie marine. Com'è possibile trovare pesci di mare in un
lago di acqua dolce? La prima teoria parlava di una passata connessione
del Tanganica con l'Oceano Indiano, ipotesi però scartata in quanto
indagini geologiche hanno escluso che il lago fosse direttamente
collegato al mare. Il mistero è rimasto tale fino ad uno studio
di Tony Wilson dell'Università di Zurigo, che ipotizza la presenza
della fauna oceanica come conseguenza di un inimmaginabile maremoto
avvenuto nell'Africa orientale tra Eocene ed Oligocene. Wilson e
i suoi colleghi svizzeri hanno sequenziato il Dna di un'aringa del
Tanganica e la storia dei geni di quel pesce indica la sua comparsa
nel lago fra i 50 e i 25 milioni di anni fa, contemporaneamente
a un'immensa massa d'acqua che avrebbe inondato gran parte dell'Africa
orientale. Causa di questa inondazione non potrebbe che essere un
maremoto globale, in grado di squassare l'intero pianeta. Ma cosa
causò questo cataclisma? |
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Escludendo un impatto
meteorico, impossibile da avvenire in quanto statisticamente troppo
vicino alla presunta estinzione dei Dinosauri, potrebbe essere stato
un terremoto di inimmaginabile potenza a colpire con uno tsunami l'Africa
per migliaia di km al suo interno. Se è così, qual è la vera potenza
tellurica del nostro pianeta?
I nove corpi sottili dell'Uomo
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La Religione Egiziana era una vera scienza della
trasformazione spirituale e descriveva nel dettaglio tutti i corpi
spirituali che nelle sue concezioni appartengono all'Uomo. Per
gli Egiziani questi elementi erano ben distinti, ognuno con le
sue caratteristiche e proprietà, mentre il Cristianesimo generalizza
questi concetti con il termine di Anima. In realtà, analizzandoli
nel dettaglio ci si accorge come gli Egizi fossero assai vicini
alle concezioni psicologiche moderne. Essi sono:
Ba: è la scintilla divina, l'Anima che
appartiene a tutti gli esseri viventi e senza la quale il corpo
muore. Il Ba è immortale, rappresenta il dio che è in noi e viene
associato al concetto di Reincarnazione, presente nella religione
egizia a dispetto delle considerazioni degli studiosi di Egittologia.
Infatti il simbolo geroglifico del Ba era un uccello ad ali spiegate,
identificato con un'oca o una cicogna, animali migratori e simbolo
della trasmigrazione animica.
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Ka: tradotto con
il termine di "doppio" e raffigurato con il geroglifico di due braccia
rivolte al cielo, è il Corpo Astrale, l'anima sensibile che percepisce
il mondo: in Psicologia è la Personalità. Diviso in tre parti (Ka animale,
intermedio e divino), è il potere che rende il Ba individuale, "personale".
Anche il Ka non scompare con la morte fisica ma si può scindere nelle
tre parti. Da ricordare che l'Uomo, per raggiungere la perfezione, doveva
unire il suo Ka al suo Ba, cioè la sua essenza individuale alla scintilla
divina.
Khat: questo termine,
che significa "corruttibile", rappresenta il corpo fisico. Gli Egiziani
lo onoravano fortemente, in quanto parte integrante (pur se transitoria)
del divino umano.
Khabit: è l'Ombra,
la parte oscura, il lato nascosto di sé. Psicologicamente rappresenta
l'Inconscio. Per gli Egizi era il Khabit che rimaneva legato a particolari
luoghi dopo la morte dell'individuo ed è assimilabile perciò al concetto
di spettro.
Akhu: uno dei concetti
più belli della religione egizia è quello degli Akhu, o Corpi di Luce.
Assimilabili agli Angeli Custodi, ognuno di noi possiede un Akhu individuale
che rappresenta un'intelligenza cosmica, una sensibilità che dirige
il cuore nel corso della vita. La psicologia lo associa all'istinto.
Materialmente veniva rappresentato come un alone luminoso che racchiudeva
il Ka e il Ba.
Ib: è il cuore, la sede del Ba:
in termini pratici rappresenta la Coscienza.
Sekhem: è il potere
personale, la capacità di realizzare una crescita interiore. Personificazione
della potenza dello spirito, era logico che un Egiziano tendesse a sviluppare
lati positivi e costruttivi della sua personalità piuttosto che lati
distruttivi, in accordo con le leggi di Maat.
Ren: è il nome sacro,
quello mistico, unico e segreto per ciascuno di noi. Conoscere il nome
segreto di una persona significava avere il potere di controllarla.
In termini psicologici rappresenta l'Individualità. Da sottolineare
come il Ren fosse un concetto presente anche in altre culture: presso
le streghe europee, sacerdotesse pagane, c'era l'usanza di usare un
nome mistico durante i riti, fatto che preservava anche da eventuali
delazioni all'Inquisizione.
Sah: è l'involucro
spirituale che racchiude tutti i corpi. In termini comuni va concepita
come l'Aura che secondo molte dottrine, ad esempio il Reiki, circonda
il corpo umano.
Le buffe teorie sul primo Neanderthal
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L'Uomo
di Neanderthal, nostro antenato preistorico,
prende il suo nome dalla grotta di Feldhofer nella valle di Neanderthal,
nei pressi di Düsseldorf, in cui uno scheletro fu riportato alla
luce per la prima volta nel 1856 dal paleontologo Johann Fuhlrott.
Fu il primo ritrovamento storico di ossa umane primitive e nel clima
ambiguo, tra scienza e religione, che contraddistingueva l'Ottocento,
esse furono oggetto di un feroce dibattico "scientifico". Per taluni
studiosi si trattava semplicemente del cranio di un uomo deforme;
il dottor Wagner di Göttingen ipotizzò trattarsi di un "olandese
un po' vecchiotto", mentre il dottor Mayer di Bonn lo attribuì ad
un cosacco (!) che inseguiva l'armata di Napoleone in ritirata.
Il professor Rudolf Virchow, uno dei massimi esperti di Medicina
della sua epoca, mise fine alla controversia e sentenziò che si
trattava di un uomo che aveva sofferto di rachitismo nell'età infantile
nonché di artrite in vecchiaia, e che era infine morto per un brutto
colpo in testa! |
Test di lettura
Provate a decifrare il seguente testo scritto: è
più facile di quanto si pensi!
Sneocdo
uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrgie, non irmptoa cmoe snoo sctrite
le plaroe, ttute le letetre posnsoo esesre al pstoo sbgalaito, è imnptortane
sloo che la prmia e l'umltia letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso
non ctona. Il cerlvelo è comquune semrpe in gdrao di decraifre tttuo
qtueso coas, pcheré non lgege ongi silngoa ltetrea, ma lgege la palroa
nle suo insmiee... vstio? Sneodco te, csoa si funamo a Cmridgabe?
I Quarantadue Comandamenti di Maat
La
Dea Maat, in Egitto, rappresentava una delle divinità più importanti.
Emblema della Giustizia e della Verità, i suoi simboli erano la
bilancia e soprattutto la piuma, che compare sempre sulla sua testa
nelle raffigurazioni. Maat personifica l'Ordine Cosmico contrapposto
al caos sterile e i suoi sacerdoti avevano elaborato una serie di
prescrizioni, di regole da seguire per migliorare la società. Gli
Ebrei più tardi copiarono molte di queste regole, radicalizzandole
con Mosé nei Dieci Comandamenti. In Egitto invece tali norme non
avevano una funzione punitiva, ma erano considerate un modo per
vivere bene e rispettare gli altri. Ecco l'elenco: 1) Non uccidere
e non permettere che nessuno lo faccia. 2) Non tradire la persona
che ami o il tuo coniuge. 3) Non vivere nella collera. 4) Non spargere
terrore nelle persone. 5) Non assalire e non provocare dolore al
prossimo. 6) Non sfruttare il prossimo e non praticare la schiavitù.
7) Non fare danni che possano provocare dolore all'uomo o agli animali.
8) Non causare spargimento di lacrime. 9) Rispetta il prossimo.
10) Non rubare ciò che non ti appartiene. 11) Non mangiare più cibo
di quanto te ne spetti. 12) Non danneggiare la Natura. 13) Non privare
nessuno di quello che ama. 14) Non dire falsa testimonianza. 15)
Non mentire per far del male ad altri. 16) Non imporre le tue idee
agli altri. 17) Non agire per fare del male agli altri. 18) Non
parlare dei fatti altrui. 19) Non ascoltare di nascosto fatti altrui.
20) Non ignorare la Verità e la Giustizia. 21) Non giudicare male
gli altri senza conoscerli. 22) Rispetta tutti i luoghi sacri. 23)
Rispetta e aiuta chi soffre. 24) Non arrabbiarti
senza valide ragioni.
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25) Non ostacolare
mai il flusso dell'acqua. 26) Non sprecare l'acqua per i tuoi bisogni.
27) Non inquinare la terra. 28) Non nominare il nome dei Neteru invano.
29) Non disprezzare le credenze altrui. 30) Non approfittare della
fede altrui per fare del male. 31) Non pregare né troppo né troppo
poco gli Dei. 32) Non approfittare dei beni del vicino. 33) Rispetta
i defunti. 34) Rispetta i giorni sacri anche se non credi. 35) Non
rubare le offerte fatte agli Dei utilizzandole per te stesso. 36)
Non disprezzare i riti sacri anche se non ti aggradano. 37) Non uccidere
gli animali senza una ragione seria. 38) Non agire con insolenza.
39) Non agire con arroganza. 40) Non vantarti del tuo benessere di
fronte ad altri. 41) Rispetta questi principi. 42) Rispetta la legge
se non contrasta con questi principi.
Xolotl, l'Anubi messicano
| Anubi
è un importantissimo Dio egiziano: rappresentato con
la testa di cane nero, aveva la funzione di "psicopompo",
ossia guidava le anime nell'Aldilà e in generale era
amico degli esseri umani, aiutandoli in molte occasioni.
Singolare è il fatto di ritrovare una divinità con le
medesime caratteristiche presso le popolazioni mesoamericane
precolombiane. Presso i Toltechi, i Maya e successivamente
anche presso gli Atzechi, Xolotl rappresentava il Dio
dei Lampi e aiutava i morti nel viaggio nell'Aldilà.
Rappresentato scheletriforme con la testa di cane, era
figlio della Dea della Terra Coatlicue ed era fratello
del Dio-salvatore Quetzacoatl, a sua volta assai affine
all'Horus egiziano. Anche Anubi ed Horus erano fratelli,
sebbene solo da parte di padre (la madre del primo è
la Dea Neftis e la madre del secondo, si sa, è la Dea
Iside). Xolotl era una divinità benevola che protegge
il Sole nel viaggio notturno, come hanno attestato recenti
ritrovamenti che hanno smentito le precedenti teorie
che lo vedevano sanguinario: si tratta come nel caso
di Anubi di un amico dell'umanità ed è associato con
il pianeta Venere al tramonto, il cosiddetto Vespero. |
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Astronauti fantasma
Sono decine e decine gli
astronauti russi (più correttamente definiti "cosmonauti") che vengono
citati nei documenti segreti delle prime missioni spaziali e che non
sono menzionati in seguito nelle carte ufficiali. Non si sa se appartengono
a persone reali morte in tragici incidenti oppure sono "depistaggi"
tesi a fornire materiale confuso, per tacere ad esempio di altri incidenti
e altri fatti segreti... Tuttavia questo è l'elenco, non ufficiale ma
esaustivo, degli "Astronauti Fantasma" dell'Agenzia Spaziale Sovietica.
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Novembre 1957
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Aleksei Ledovskiy,
morto nel primo tentativo di volo suborbitale |
| Febbraio 1958 |
Serenti Shiborin, morto in un volo
suborbitale |
| Gennaio 1959 |
Andrei Mitkov, morto nel primo tentativo
di volo orbitale |
| 1959 |
Mirya Gromova, morta in un test di
uno vettore Icbm/spazioplano La-350 Burya, tipo "Space Shuttle" |
| 1960/1961 |
V. Zavadovskiy, morto durante un
volo orbitale |
| 27 Settembre 1960 |
Ivan Kachur, morto durante un volo
orbitale |
| 11 Ottobre 1960 |
Piotr Dolgov, morto durante un volo
orbitale |
| 28 Novembre 1960 |
Alexis Graciov, morto (presumibilmente)
in un volo in cui la capsula, per una velocità di fuga eccessiva,
uscì dall'orbita terrestre. Il suo Sos fu captato dai fratelli
Judica Cordiglia |
| 4 Febbraio 1961 |
Gennady Mikhailov, morto a bordo
della capsula Sputnik 7, alias un prototipo della Vostok 1. Il
suo rantolo fu captato dai fratelli Judica Cordiglia |
| 7 Aprile 1961 |
Vladimir Sergeyevich Ilyushin, presunto
primo cosmonauta a bordo della capsula "Rossiya". Sarebbe precipitato
in Cina ma sopravvisse, pur se orrendamente sfigurato |
| metà 1961 |
Ivan Ivanovich, nome di copertura
creato dal KGB, volò due volte |
| 23 Maggio 1961 |
Ludmila, pilota donna di una capsula
triposto che precipiterà nell'Oceano Pacifico. Le sue comunicazioni
furono captate dai fratelli Judica Cordiglia che rivelarono la
morte dei due compagni della cosmonauta |
| 1961 |
Grachev, forse lo stesso Graciov
morto nel novembre 1960 |
| 1961 |
Valentin Bondarenko, morto durante
un volo addestrativo |
| 15 Maggio 1962 |
Alexis Belokonyov, morto durante
un volo orbitale |
| circa 1962? |
N.K. Nikitin, morto durante un volo
addestrativo |
| circa 1963 |
Anatoly Tokov, morto durante un volo
addestrativo |
| 1963? |
Valentin Filatyev, espulso dall'esercito
e poi "scomparso" |
| 1965? |
Ivan Anikeyev, espulso dall'esercito per indisciplina
e poi "scomparso". Altri casi simili: Mars Rofikov, Valentin
Varlamov, Anatoly Kartashov, Dmitry Zaikin
|
| 1966 |
Grigory Grigoryevich Nelyubov, ufficialmente
"suicidatosi" dopo l'espulsione dall'esercito a causa di una rissa.
Faceva parte del gruppo di Juri Gagarin |
| 25 Ottobre 1968 |
Ivan Istochnikov, morto sulla Soyuz
2 |
| 1969 |
Andrei Mikoyan, morto assieme a un
altro cosmonauta nel tentativo di raggiungere la Luna prima degli
statunitensi |
| 21 luglio 1969 |
Boris, alias "la scimmia 504", morto
sulla superficie lunare a bordo della capsula Luna 15, sopravvivendo
per un certo periodo dopo l'atterraggio: forse uno scimpanzé |
| 1969 |
Profiri Yebenov, morto in un volo
extraorbitale verso la Luna; qualcuno ha ipotizzato che abbia
assistito gli astronauti dell'Apollo 11 nel riparare il Modulo
Lunare Eagle sulla superficie lunare il 21 luglio 1969 |
| 1970 |
FM-2, un manichino robot
ideato per test fisici, volò due volte nello Spazio sulla capsula
Zond 7 e sulla Cosmos 368: qualcuno lo ritiene in realtà copertura
di un vero umano morto in missione |
| 1973 |
Un nano addestrato dal KGB che
si vocifera sia morto in una missione sulla superficie lunare
a bordo della sonda Luna 21: pilotava il rover lunare Lunokhod
2
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La Nebulosa di Gum fu la causa dello
scioglimento dei ghiacci 12mila anni fa?
 |
La storia
della Nebulosa di Gum (e le sue caratteristiche) hanno qualcosa
dell'incredibile, anzi, tutto in questa vicenda ha dell'incredibile,
per le implicazioni che ne derivano. La più estesa nebulosa del
cielo fu scoperta nel 1939, ma solo nel 1955 si comprese la sua
natura: l'astronomo australiano Colin Gum capì, attraverso analisi
all'infrarosso, che una polvere diffusa e quasi invisibile copriva
una porzione immensa di cielo nell'emisfero meridionale, tra la
costellazione delle Vele e quella della Poppa. Si trattava di una
scoperta eccezionale perché sottintendeva l'esistenza di una fonte
di quelle polveri di inimaginabile potenza. Gum non poté finire
gli studi perché morì in un incidente di sci nel 1960, ma i suoi
dati furono analizzati da altri studiosi che scoprirono l'estensione
della nebulosa, pari a 2400 anni-luce, e anche la sorgente di tanta
materia (che era equivalente a duecento volte la massa del Sole):
una Pulsar, per la precisione la Pulsar Vela X, ultimi resti di
una supernova esplosa 12mila anni fa. |
Si trattò di un evento
apocalittico, perché nei cieli terrestri brillò per settimane una stella
grande come la Luna piena, che era visibile in pieno giorno e che forse
portò sulla terra una tale quantità di energia da sciogliere le calotte
polari. Se il pianeta ai tempi aveva una diversa posizione dell'asse
terrestre (che appariva capovolto rispetto ad oggi) e se i ghiacci polari
si sciolsero improvvisamente, è possibile che la Terra girò su se stessa,
provocando maremoti e sconvolgimenti oggi noti come il Diluvio
Universale. Esistendo già città e comunità umane sviluppate, il
ricordo di questo evento potrebbe essere sepolto nei miti e nelle leggende
dei popoli che vivevano nell'emisfero meridionale… ASCOLTA
IL SUONO DELLA PULSAR VELA X
Fata Morgana
| Morgana
notoriamente è il nome della strega antagonista di Re Artù nelle Cronache
del Graal di redazione medievale. Ma scientificamente è anche il nome
di un fenomeno ottico assolutamente stupefacente. "Fata Morgana" è
il nome esatto di questa specie di miraggio e si rifà alle apparizioni
della strega che avvenivano a una certa altezza dal suolo, come spesso
accade per i fantasmi. Così, durante i fenomeni di Fata Morgana è
possibile vedere spuntare dal nulla costruzioni incredibili, fantastiche.
Questo perché l'indice di rifrazione, diversamente dai miraggi normali,
muta la forma delle immagini, storcendole e deformandole.Quindi si
possono vedere strutture incredibili, torri inesistenti, pinnacoli,
obelischi e piramidi in realtà inesistenti. La peculiarità è che Fata
Morgana si può sperimentare anche su ghiacciai e posti freddi, come
in Antartide; in Italia è visibile frequentemente sullo Stretto di
Messina. |
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Quante sono le Piramidi in Egitto?
| L'Egitto
pare essere la terra delle Piramidi, non vi sono dubbi. Tuttavia quante
sono? Il loro numero è enorme, per cui un calcolo non è molto semplice:
perciò analizziamole una per una, partendo dalle località che le ospitano. |
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Abu Roash: 1 piramide, alta originariamente 104 metri.
Abu Sir: 4 piramidi.
Dashur: 5 piramidi, due delle quali, la Piramide Rossa e quella Inclinata,
sono attribuite al faraone Snefru. Le altre tre sono cumuli di rovine.
El Kurru (Nubia): 6 piramidi.
El Lalun: 1 piramide.
Giza: 3 piramidi, attribuite erroneamente
ai faraoni Cheope, Chefren e Micerino. (Accanto a queste vi sono 6 costruzioni
infinitamente più piccole, dette "piramidi satellite").
Hawara: 1 piramide con labirinto (in realtà tempio funerario).
Lisht: 2 piramidi, di cui una con 9 piccole piramidi satelliti.
Mazghuna: 2 piramidi.
Meidum: 1 piramide molto antica.
Meroe (Nubia) 41 piramidi e 112 piramidi satellite.
Napata (Nubia): 23 piramidi.
Nuri (Nubia): 19 piramidi e 53 piramidi satellite.
Saqqara: la Piramide a Gradoni attribuita a Zoser
vede accanto a sé altre 4 piramidi e nei dintorni altre 6, per un totale
di 11.
Seddenga (Nubia): 6 piramidi a cui se ne aggiungono oltre 200 di piccole
dimensioni.
Soleb (Nubia): 10 piramidi satellite.
Zawiyet El Ariyan: 1 piramide di 83 metri di lato, 1 in rovina, e un'altra
in costruzione mai ultimata.
Altre piramidi di piccole dimensioni sono situate a Zawiyet el Maytin,
Silah, EI Amra, Ombos, EI Kula, Edfu ed Elefantina.
In tutto sono 125 piramidi (di cui 30 in Egitto e 95 in Nubia) e quasi
400 piramidi satellite.
L'Uomo Falena
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Un umanoide
con ali di farfalla notturna e occhi rossi luminosi e inquietanti:
questo è il ritratto del Mothman, l'Uomo Falena divenuto con gli anni
un classico di Ufologia e Fantascienza. Associato di volta in volta
con i Chupacabras e con gli
extraterrestri, questo misterioso essere vanta innumerevoli testimoni,
svariate migliaia in tutto il mondo. Il nome Mothman nasce intorno
al 1966, quando alcuni testimoni videro a più riprese un essere con
le ali ripiegate sul dorso e gli occhi rossi aggirarsi in una particolare
zona dell'Ohio, Point Pleasant. La vicenda in poco tempo divenne così
estesa che la stampa locale battezzò lo strano essere appunto Mothman,
copiandolo da quello del supereroe Batman. La faccenda iniziò ad avere
connotati inquietanti quando nel dicembre 1967 il ponte di Point Pleasant
crollò improvvisamente, causando la morte di 46 persone. Il fatto
destò scalpore perché sembrò che il Mothman avesse un intento positivo
di avvertire la popolazione dell'imminente pericolo. |
Il fenomeno fu studiato
accuratamente da due ufologi, A. Colvin e John Keel, e quest'ultimo ne
trasse nel 1976 un libro-inchiesta, "The Mothman Prophecies" in cui associava
l'essere ad altri avvistamenti quali Ufo e Bigfoot. Nel 2002 dal libro
fu tratto un film dal titolo omonimo con Richard Gere. La questione dell'Uomo
Falena è ancora aperta, perché gli avvistamenti si succedono nel mondo
incessantemente. Si tratta veramente di un'entità soprannaturale positiva
che ha lo scopo di avvertire gli umani? E' un essere dimensionale, come
forse lo è il Chupacabras? Secondo la scienza, il Mothman è solo l'immagine
deformata dalla suggestione del Gufo Reale, che di notte assume aspetti
inquietanti. Ma la presenza nei miti antichi di esseri simili, farebbero
escludere tale ipotesi semplicistica. Più probabilmente, si tratta di
un ennesimo caso di criptozoologia: lo studioso Mark Hall sostiene si
tratti di un uccello gigante preistorico avvistato anche di giorno in
molte aree della Terra.
Sacrifici umani in Grecia e a Roma
| La storiografia
è piena di errori. Sebbene molti pensino che i Galli sacrificassero
uomini e bambini (diceria rivelata da Giulio Cesare nel De Bello Gallico,
un'opera non certo imparziale), è stato appurato che presso quel popolo
non vi era abitudine di uccidere esseri umani per scopi rituali. Anche
presso i Cartaginesi, demonizzati come infanticidi, i sacrifici umani
non esistevano. Per tacere degli Spartani: l'insinuazione che gettassero
i neonati deformi dalla Rupe Tarpea del monte Taigeto è assolutamente
inventata, forse da quegli stessi Ateniesi loro acerrimi nemici. Invece
si omette il fatto che proprio ad Atene esistesse la pratica del sacrificio
umano: ogni anno un uomo, appositamente cresciuto per questo scopo,
veniva immolato per placare le discussioni e le lotte interne alla
città. La sua morte serviva da catarsi della violenza intestina e
metteva fine ai contrasti tra le varie fazioni. |
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Anche nei momenti di crisi
internazionale, come narra Pausania, si richiedevano sacrifici umani:
la morte di un prescelto mutava il corso degli eventi. A Roma invece non
esisteva un abitudine al sacrificio: a parte miti di sacerdoti e anziani
gettati nel Tevere ritualmente, peraltro caduti in disuso in età classica,
vi si ricorreva in caso di gravi minacce alla città. Ad esempio durante
la guerra coi Sanniti; oppure durante la campagna italiana di Annibale,
dopo la rovinosa (e potenzialmente catastrofica) disfatta di Canne, quando
i Cartaginesi sconfissero i Romani a tal punto da poter conquistare l'Urbe.
I Romani sacrificarono membri di entrambi i sessi di popoli italici culturalmente
difformi, come cittadini della Magna Grecia e Galli del settentrione.
In questo gesto dal sapore razzista c'era il disprezzo per il diverso,
l'uccisione e l'eliminazione dello scomodo, del fastidioso: in tal modo
si esorcizzava il timore della conquista esterna e si dava coraggio al
senso della stirpe. In un accezione moderna, nella schiavitù e nella servitù
coatta di tanti popoli conquistati vi era, da parte dei Romani, la precognizione
del razzismo (nazifascista ma anche nazionalista e regionalista) moderno.
Uno stranissimo cerchio nel grano
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Nessuno
sa come si formino i cerchi nel grano: chi pensa a simpatici vecchietti
in vena di scherzi, chi a gruppi organizzati di artisti, chi ad angeli
o ad alieni, chi ancora tira in ballo il Dio cristiano. Di certo sappiamo
che a realizzare queste incredibili formazioni sono delle sfere di
luce, le Earth Lights associate ai fulmini globulari, che piegano
le spighe di grano dei campi attraverso dei fasci di microonde, esattamente
come un forno da cucina. Un fenomeno naturale? Forse, anche se non
si comprende dove tragga la sua mirabile intelligenza. Perché ci vuole
intelligenza (e coscienza) per realizzare un glifo come quello apparso
il 22 luglio 1991 a Gransdorf, in Germania: Una formazione peculiare,
fatta di cerchi, mezzelune, linee incrociate… Il
fatto sorprendente è che i ricercatori che si sono messi ad analizzare
segni di radioattività o altro con il metal detector hanno scoperto
nel terreno del campo di grano una moneta di bronzo, forse un sigillo
o un medaglione, di fattura celtica, che portava disegnati in piccolo
gli stessi segni apparsi nel campo in una scala infinitamente più
grande! Come spiegare questo fatto? Il ritrovamento nel terreno, a
parecchi metri di profondità, della moneta esclude l'intervento umano,
perché sarebbe stato impossibile per dei falsari conoscere in anticipo
il disegno. |
Meteoriti venusiani
| Ricordate
il ritrovamento, in Antartide, di alcune meteoriti di origine marziana
che analizzate al microscopio recavano i segni di batteri fossili?
La scoperta, sensazionale senza dubbio, è stata fatta cadere nel dimenticatoio
dai "soliti" scienziati, troppo timorosi di veder cadere le loro teorie
polverose e tranquillizzanti ad opera di ritrovamenti troppo pericolose
per il loro potere accademico (qualcuno più bravo potrebbe prendere
il loro posto e i loro privilegi!). Ma i fatti restano e per quanto
accantonate, le meteoriti marziane spiegano in un certo senso alcune
anomalie, come le incredibili foto di foreste
e laghi nell'area dei poli del Pianeta Rosso, per tacere delle
strutture di probabile origine
artificiale, effettuate dalle sonde spaziali negli ultimi anni.
Ora la stessa cosa pare avvenire con Venere. |
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Nel 2006 sono state ritrovate
in una regione antartica due meteoriti dalla composizione unica. Denominati
GRA 06128 e GRA06129, i due sassi cosmici forse provengono da Venere,
perché hanno una composizione diversa dalle normali condriti spaziali
e anche dalle rocce lunari recuperate, secondo la Nasa, durante le missioni
Apollo. L'aspetto delle due meteore è quanto di più sconcertante: di colore
grigio e contenenti particelle di ossidiana, mostrano sulla superficie
una specie di ruggine e all'olfatto puzzano terribilmente di uova marce!
La composizione assomiglia a quella del suolo venusiano, così come l'odore
sarebbe spiegabile dall'immensa quantità di zolfo presente nell'atmosfera
(che renderebbe Venere il pianeta più puzzolente del Sistema Solare).
Ma i dubbi nascono dal fatto che le rocce sono molto più antiche di quanto
ipotizzato e questo dovrebbe rivedere le stime sull'età del Pianeta dell'Amore.
In attesa che anche questa scoperta venga chiusa in un magazzino e dimenticata,
c'è da riflettere…

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