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Harry Price (1881-1948) nei paesi
anglosassoni è considerato un vero mito: un esploratore
dell'occulto, un indagatore dell'incubo, un cacciatore di fantasmi
come solo in Gran Bretagna ce ne possono essere. Sebbene oggi
molti studiosi ne critichino duramente la figura e le esperienze
per la loro metodologia poco ortodossa, per gli appassionati
di mistero in generale e di fantasmi in particolare Price resta
il prototipo del ricercatore del paranormale che utilizza le
apparecchiature tecnologiche per registrare e fotografare gli
abitatori delle dimensioni invisibili.
In effetti, non è che di risultati in questo mezzo secolo che
ci separa da Price se ne siano raggiunti molti. Il sospetto
di frodi e falsificazioni è alto per l'opera dello studioso
inglese che si muoveva tra Spiritismo e Magia e soltanto con
l'avvento di fotocamere sensibili come le attuali è stato possibile
fotografare oggetti invisibili e curiosi come gli Orbs
e i Rods, senza però riuscire a chiarirne la natura. Eppure
Price mantiene ancora oggi, a dispetto degli accaniti detrattori,
il fascino dell'uomo ottocentesco abituato a usare la logica
più che la certezza scientifica. Un uomo appunto d'altri tempi,
più vicino all'intuito e all'istinto di Sherlock Holmes che
alla fredda razionalità di un medico legale o della polizia
scientifica. E malgrado tutto, il caso più clamoroso affrontato
da Price, quello che coinvolgeva Borley Rectory, la "casa più
infestata d'Inghilterra", rimane una pietra miliare nella storia
dell'occultismo. |
Siamo a Borley, nell'Essex, cento km a nord-est di
Londra. La storia inizia nel 1863, quando il locale reverendo Henry
Dawson Bull decise di costruire per sé e la moglie una canonica
di trentacinque stanze sui resti di un precedente maniero appartenuto
a un altro pastore, in un'area abbandonata non distante dalla chiesa.
Il terreno aveva ospitato una casa di stile georgiano che però,
a detta degli abitanti del posto, era divenuta cadente in poco tempo.
Il reverendo Bull, da buon cristiano, non credeva al soprannaturale
e decise di fare le cose in grande: uno splendido edificio in mattori
rossi avrebbe fatto da cornice alla sua famiglia, che alla fine avrebbe
contato la nascita di ben 14 figli. E non importava che a partire
dal 1885 strane apparizioni iniziarono a infestare i dintorni della
casa. I figli di Bull videro il fantasma nitido di una suora camminare
sulla strada dinanzi all'abitazione, così come l'apparizione
di una carrozza cigolante di origine sconosciuta rischiarava le notti
invernali, piene di nebbia e di brina.
| Nel 1892 il reverendo Bull morì
e la casa fu occupata dal figlio di questi, Harry. I colpi sui
muri, gli scricchiolii e i sussurri incomprensibili divennero
compagni abituali della famiglia Bull, fino a che anche Harry
Bull non morì. Eravamo nel 1928 e fu nominato reverendo
di Borley Eric Guy Smith: il 2 ottobre si trasferì nella
canonica il giovane pastore e il giorno dopo, facendo le pulizie,
la moglie di Smith trovò un pacchetto di carta imbrunita
dal tempo che custodiva all'interno un cranio femminile. L'evento
acuì i fenomeni paranormali, degni di un film horror:
da quel giorno i coniugi Smith videro l'impossibile, dai vetri
delle finestre che si frantumavano per poi ritornare intatte
all'apporto di oggetti vari, mattoni, pietre, utensili. Si udirono
campane a morto al centro della casa e il rumore di passi pesantissimi,
che lasciavano poi il posto a impronte gigantesche… |
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Un giorno la saponetta del bagno schizzò a così
grande velocità da ammaccare un vaso di metallo… Poi la
signora Smith vide chiaramente la ben nota carrozza fantasma e ne
fu impressionata a tal punto che il reverendo Smith disse basta. Usando
un buon senso di tipo moderno, lasciò perdere (a differenza
del successore) i metodi religiosi per informare un quotidiano, il
Daily Mail di Londra, per chiedere se intendessero investigare sugli
strani fenomeni che gli capitavano in casa. Il destino di mise lo
zampino, perché il caso volle che a collaborare in quei giorni
con il Daily Mail ci fosse il più preparato "Ghost Hunter"
d'Inghilterra: Harry Price. Lo scopo di Smith era quello di avviare
un'indagine scientifica e allo scopo chiese l'aiuto della Society
of Psychical Research che però snobbò il caso.
Sebbene il Mail uscisse con un ampio articolo già pochi giorni
dopo la segnalazione, presto i danni alla casa furono tanti e tali
che i coniugi Smith furono costretti ad abbandonare Borley Rectory,
lasciando la città senza parroco. Non fu facile trovare il
sostituto, anche per via della nomea di casa infestata che si era
fatta la canonica. Alla fine gli abitanti del paese trovarono in un
cugino dei figli del reverendo Bull il nuovo inquilino della casa
maledetta: il 51enne Lionel Foyster e sua moglie, la bellissima (e
trent'anni più giovane) Marianne. Mai scelta fu più
peggiore! E' stato calcolato in base a stime scientifiche che oltre
duemila incidenti paranormali hanno coinvolto la coppia, in un campionario
della fenomenologia poltergeist da far invidia a un dizionario di
occultismo… Come la moglie di Smith vedeva esseri strani, allo
stesso modo Marianne Foyster vide figure umanoidi impossibili. Le
campane a morto che ancora rintoccavano al centro della casa; pietre,
mattoni, bottiglie che volavano come fossero in assenza di gravità;
graffiti sulle pareti con messaggi inquietanti; due volte Marianne
fu colpita da oggetti "apportati", un martello e un coltello,
che la ferirono anche se non seriamente. Una volta la donna fu scaraventata
fuori dal suo letto e quasi soffocata dal materasso che le premeva
contro… Quando la coppia, forse per portare serenità nella
casa, decise di adottare una bambina, Adelaide, le entità sconosciute
rivolsero le loro attenzioni alla piccola. Nonostante il costante
interessamento di un ricercatore come Price che scrupolosamente annotava
tutto quanto avveniva, il reverendo Foyster decise di intentare l'esorcismo
per liberare la casa dai demoni… Due volte Foyster cercò
di scacciare il Maligno, ma evidentemente costui non c'entrava in
quel caso: la prima volta fu colpito violentemente alla spalla da
una pietra grande come un pugno, la seconda la casa iniziò
a trasudare sangue dai muri! Marianne in cucina fu due volte toccata
sulla spalla da un'entità scura e tangibile che voleva comunicare,
mentre le immagini di esseri "impossibili", come quella
di un uomo senza testa e di una specie di cane coperto di peli neri,
dagli occhi fiammeggianti e dal fetore insopportabile continuavano
a tormentare Adelaide. Lo stesso Price rischiò la vita nel
Rectory quando una figura lo afferrò per la gola e, fingendo
di soffocarlo, stava per farlo cadere da una finestra…
| (Sopra,
da sinistra) Il Reverendo Henry Bull, che fece costruire Borley
Rectory sui resti di una precedente canonica diroccata nel 1863;
il fantasma della suora, visto ripetutamente dai figli di Bull
(foto tratta dal sito ghost-misteries.com); il ritratto di Marianne
Foyster, moglie del quarto inquilino della canonica, che fu
vittima di ripetuti attacchi da parte di forze poltergeist.
Infine, a destra, la foto celebre del mattone levitante fotografato
da Harry Price nel 1939, pochi giorni dopo l'incendio che distrusse
la casa infestata. |
La misura era colma, i Foyster abbandonarono la casa
che fu presa in affitto per un anno dallo stesso Price. Allo scopo
di analizzarla, Price organizzò un gruppo di studio formato
da volontari addestrati all'uso di macchine fotografiche, cineprese
e registratori a disco per catturare ogni indizio… Reclutati
con un'inserzione sul giornale "The Times", furono 48 i
ricercatori non professionisti che passarono a turno le loro notti
a Borley Rectory… Tutti affermarono come quell'esperienza fosse
terrificante. Nel 1938 Price decise di sottoporre il caso a una famosa
medium londinese, Helen Glanville, che durante una seduta spiritica
ricostruì la vicenda attraverso l'aiuto di due spiriti. Con
l'aiuto di una tavola Ouija, la Glanville riuscì a farsi narrare
la vicenda di Marrie Lairre, una suora francese cattolica innamorata
del conte Waldengrave, signore di Borley. Il loro amore finì
male e la donna fu murata viva nelle celle del convento… La sua
anima in pena vagava ancora, dopo quattrocento anni. La vicenda si
era svolta nel '600 e ad essa erano legati gli apporti e le materializzazioni.
Inoltre, Price fu informato dalla Glanville che un altro spirito,
autonominatosi "Sunnex Amures", le confermava la storia
e le aveva preannunciato che entro breve Borley Rectory sarebbe stato
distrutto da un incendio. Questo accadde nel 1939, per un fatto fortuito:
nei resti della canonica gravemente danneggiata, Price effettuò
degli scavi che portarono alla scoperta di una mandibola e dell'osso
parietale di una donna. Nonostante l'inchiesta giudiziale sul rogo
fatta aprire dalla compagnia assicurativa, non furono trovate tracce
di frode e l'edificio fu completamente demolito nel 1944.
La storia di Borley Recory non finisce qui di certo. La summenzionata
Society for Psychical Research effettuò, pochi anni dopo la
morte di Price, un'approfondita analisi sul caso e attribuendo il
tutto ad un'invenzione clamorosa del Ghost Hunter. In pratica l'intera
faccenda sarebbe stata una colossale montatura atta a rendere famoso
lo stesso Price a spese degli sfortunati inquilini. Tutti gli elementi
soprannaturali non erano tali ma spiegabili con la presenza di ratti,
rane e anche all'architettura dell'edificio che forniva una particolare
acustica. Le visioni di mostri e spettri erano dovute in sostanza
ad allucinazioni e suggestioni, mentre le presenze oscure erano in
realtà i vari amanti della signora Foyster… Insomma non
siamo distanti dalle posizioni infamanti e scettiche tout-court tipiche
di organizzazioni nostrane, come il Cicap. Ma era davvero così?
Price aveva inventato tutta la faccenda?
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(Sopra, a sinistra) Foto di fenomeni poltergeist: si notano
come gli oggetti siano scaraventati in aria da una forza sconosciuta.
(Al centro) Marianne Foyster fu perseguitata da questi esempi
di scrittura eterica, realizzata cioé da fantasmi.
Su questo foglio si può leggere anche la risposta di
Marianne, "Non riesco a capire, ripeti" e la replica
incomprensibile. (A destra) Harry Price perlustrò la
canonica in ogni centimetro quadrato e scoprì passaggi
segreti di origine medievale, come questo tunnel segreto.
(Sotto, da sinistra) La figura mostruosa che toccò
la spalla di Marianne, terrorizzandola e inferiormente il
camino, da cui uscivano fumo e fiamme anche senza legna (foto
tratta dal sito foxearth.org.uk). (Al centro) Angoli di Borley
Rectory: porte e scale... (A destra) Il libro di Ivan Banks
che mette sotto nuova luce i fatti degli Anni '30.
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Successivamente, altre indagini giunsero a risultati
opposti. Nel 1973 due autori, Peter Underwood e Paul Tabori analizzarono
nel loro libro "I fantasmi di Borley" tutta la vicenda e
scagionarono Harry Price dalle infamanti accuse. Il ricercatore dell'occulto
non avrebbe tratto alcun guadagno dalla vicenda, che anzi gli diede
parecchie spese impreviste. Altre indagini assai più recenti
sono quelle effettuate nel 1992 da Robert Wood nel suo "La vedova
di Borley" e nel 1996 da Ivan Banks con il libro "L'enigma
di Borley Rectory". Certo oggi la vicenda ci appare assai chiara,
anche se la spiegazione definitiva è ovviamente assente. Secondo
le teorie più accreditate e accettate anche dal mondo spiritista,
la faccenda del convento e della suora francese murata viva dovrebbe
essere una fandonia, forse una diceria inventata dai figli del reverendo
Bull che vivevano in un periodo ancora pregno di Romanticismo. Secondo
Wood la chiave di volta dei fenomeni era la figura femminile di riferimento.
Ai tempi dei Bull, erano di certo le figlie adolescenti in fase prebuberale
a innescare i fenomeni poltergeist che, come è noto, secondo
i parapsicologi attuali sono frutto dell'energia di persone vive in
età particolari, come appunto l'adolescenza. Nel caso dei coniugi
Smith, fu la moglie con il ritrovamente del teschio che avrebbe sviluppato
un'emozione tanto intensa da energizzare le forze sovrannaturali presenti
da tempo il loco. Con l'arrivo di Marianne Foyster la situazione psichica
peggiorò ulteriormente. Già, ma da dove proverebbero
queste energie sovrannaturali? Ivan Banks ci dà la risposta:
secondo gli annali di Borley, la canonica era stata edificata sui
resti di un cimitero seicentesco, occupato in gran parte dai morti
della peste del 1630 (quella del Manzoni citata nei Promessi Sposi,
che evidentemente aveva colpito anche il resto d'Europa). Come ci
hanno insegnato i film dell'orrore, mai costruire una casa su un cimitero!
A nostro avviso la realtà è che come è probabile
i morti (spiriti, spettri, fantasmi) non sono in grado di interagire
autonomamente con questa dimensione. Colpi, apporti, letti che si
spostano, finestre che si rompono: sono tutte manifestazioni intriganti
ma che in realtà esistono perché siamo noi vivi a percepirle
come tali. Il che significa che, di per sé, il sasso che colpisce
alla testa il testimone oculare non esiste: esiste nel momento stesso
in cui lo si percepisce. Harry Price fu quasi strangolato da questo
assassino invisibile che volle trascinarlo verso il vuoto. Si salvò
per miracolo e sebbene mostrasse sulla pelle del collo i segni evidentissimi
delle dita che lo volevano strozzare, era ovvio che non esisteva alcuna
persona che aveva cercato di ucciderlo. Era stata la sua convinzione
di essere strangolato da un fantasma a portarlo a sviluppare le ecchimosi;
e la sua stessa paura della morte lo stava portando verso una finestra
aperta e il baratro. Fu solo la sua convinzione di trovarsi di fronte
a un fatto "impossibile" a salvarlo… Se il reverendo
Foyster avesse ritenuto impossibile che una pietra si materializzasse
davanti a lui e lo colpisse alla spalla, sicuramente questa non lo
avrebbe ferito. Quello che noi di Sator ws riteniamo imparare da questa
vicenda è che sì, i fenomeni paranormali possono esistere
e si possono verificare situazioni anche di pericolo, durante i cosiddetti
poltergeist. Ma siamo noi a consentirlo, siamo noi (con le nostre
ansie, le fobie, le frustrazioni) a dare il passaporto mentale allo
sviluppo di queste manifestazioni impossibili. E se consideriamo vera
la vicenda di Borley Rectory e non una truffa, se prendiamo per buone
le registrazioni di Harry Price e non una sua mistificazione, allora
possiamo trarne un insegnamento per la vita e riusciremo, se vorremo,
a scorgere un frammento di Verità.
Lorena Bianchi
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(A
sinistra) Borley Rectory venne distrutta da un incendio nel
1939 e demolita alcuni anni dopo, senza aver chiarito definitivamente
la natura dei fatti. A nostro avviso si è persa una grandissima
occasione per studiare scientificamente la vicenda, al di là
delle stupide dichiarazioni di forma che negavano, da parte
della Scienza, i reali accadimenti. Tuttavia c'è ancora una
speranza per i cacciatori di fantasmi: si dice che oggi i fenomeni
poltergeist si siano trasferiti nella limitrofa chiesa di Borley
(a lato)... |
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