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Barcellona: la Moreneta di Montserrat,
simulacro di Iside
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Una statua
di una Madonna Nera associabile alla dea egizia è venerata da milioni
di persone ogni anno in un luogo misterioso e inacessibile, tra
luci non identificate e anomalie magnetiche
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| Manresa,
in Catalogna, regione autonoma della Spagna, è un paesello senza
molte attrattive. Eppure è conosciutissima sede di uno dei luoghi
più santi della penisola iberica: il santuario mariano di Montserrat.
Chiunque giunga a Montserrat, in mezzo a pullman di pellegrini
- che da ogni parte del Vecchio Continente, Italia compresa,
giungono qui - ci si stupisce di quanto sia incredibile questa
montagna. Picchi di arenaria alti un chilometro che emergono
dalla pianura sottostante come vi fossero stati conficcati…
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| (Sopra)
La montagna di Montserrat fuoriesce dal terreno dell'interno
della Catalogna a 60 km circa da Barcellona. |
Un alone di mistero
e di impossibile estremamente simile alla zona delle Meteore, in
Grecia, anche quello santuario ortodosso fortemente venerato. Ma
qui della spiritualità originaria non vi pare essere traccia: è
un immenso luna-park cattolico in cui anche i sentieri nel bosco,
che si inerpicano attraverso panorami mozzafiato, sono griffati
da decine di statue di santi. Eppure sono centinaia gli avvistamenti
di luci nel cielo, forse fulmini globulari,
che sfrecciano tra i picchi ad altissima velocità. Nel 1345 una
sfera ardente penetrò addirittura all'interno della chiesa e vi
rimase sospesa per qualche minuto, davanti agli occhi esterrefatti
dei monaci. Nel 1977 vi fu un celebre caso di avvistamento Ufo ad
opera del contattista Luis Josè Grifol e si dice che tuttora, ogni
11 del mese, di notte, nel cielo appaiano strane luci… Ma
oltre agli Ufo, altri fenomeni strani accaddero negli anni antecedenti
la Seconda Guerra Mondiale e anche ben prima.
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Montserrat
(il cui nome significa "monte seghettato" ma anche "monte
chiuso" o "sacro") entrò nella storia umana intorno all'880
CE., quando, ispirati da due luci che orbitavano attorno a
una grotta, due pastorelli trovarono quella che venne subito
definita "l'effige della Madonna". Una statua di legno di
pioppo alta 95 cm che raffigurava una donna nera con la veste
dorata, seduta e benedicente, e sulle sue ginocchia un bambino
degli stessi colori, pure benedicente. Nelle mani le statuette
tenevano una sfera sormontata da una croce (la donna) e una
pigna di pino (il bimbo). La fattura appare agli occhi moderni
di epoca tardo-romana o bizantina, essendo com'è la statua
dotata di un volto molto grecizzato. La posa e i colori, però,
non lasciano adito a dubbi: la Moreneta, come venne subito
battezzata quella statua con la pelle nera, è raffigurata
allo stesso modo della dea Iside secondo l'iconografia romana.
La storia della dea Iside risale ai primi millenni della storia
egizia e si confonde con leggende risalenti alla notte dei
tempi: assai noto è il fatto che all'epoca di Cesare e Cleopatra
i legionari romani furono conquistati dalle caratteristiche
del culto isiaco al punto da portarlo a Roma e diffonderlo
nell'Impero. Il problema fu che l'adorazione di Iside, dapprima
poco tollerata e poi consentita dalle autorità romane, ebbe
una grande influenza tra gli strati bassi della popolazione,
per essere poi completamente sradicata dal Cristianesimo in
quanto la figura della "Neter" egizia troppo simile era alla
Madonna madre di Gesù. In effetti il parallelismo è notevole,
in quanto in un certo senso anche Iside è la Madre del Salvatore:
Horus, il vendicatore del padre Osiride e colui che ristabilisce
la pace e l'ordine sulla Terra devastata dal malvagio Set.
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| (Sopra) I picchi
di arenaria di Montserrat mostrano spesso luci incredibili:
per alcuni Ufo, secondo altri fulmini globulari. (Sotto) Nell'ingrandimento
vediamo come si tratti di un oggetto allungato, forse una
sorgente luminosa puntiforme in movimento. |
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Set come Satana,
Horus come Gesù, nato per "salvare l'umanità dal Male". Troppo
simile il credo isiaco per la religione cristiana, che a partire
dal 380 CE e per una precisa vololtà dei poteri occulti che governano
segretamente il pianeta, divenne confessione ufficiale e assoluta
dell'Impero Romano. Una bella schifezza, verrebbe da dire da parte
di ogni persona tollerante e insofferente al fanatismo e alle
violenze tipiche di certi cristiani: non più perseguitato e martirizzato,
il Cristianesimo divenne una liturgia assolutistica e repressiva
all'inverosimile, distruggendo e devastando impunemente, allo
stesso modo di quando era perseguitata, ogni traccia delle antiche
religioni. Con la scusa del sincretismo, il Cristianesimo
cannibalizzò ogni aspetto delle religioni pagane così avversate:
la nascita di Cristo avvenne da una vergine come nel Mitraismo,
Natale fu spostato al 25 dicembre per celebrare i Saturnali e
dunque le feste legate all'arrivo dell'inverno e della rinascita
del Sole; la Pasqua divenne associata alle feste celtiche relative
alla Primavera, i santi e i vari arcangeli presero il posto di
semidei ed eroi greci, etruschi, romani, punici. A proposito dei
Fenici, il loro dio principale, il semitico Baal divenne Belzebù,
come detto Set divenne Satana e così via. Se
già l'Ebraismo aveva saccheggiato a piene mani da Egizi e Sumeri-Babilonesi,
il Cristianesimo non si fece scrupolo di depredare ogni aspetto
sacro pagano che non rientrava nei canoni ecclesiastici. Un credo
per definizione dogmatico, assai più - oso dire - del tanto vituperato
Islamismo! Il quale non metteva sul rogo eretici o chiunque cercasse
di dire la sua (e anche il suo fanatismo attuale è a nostro parere
una montatura realizzata da coloro che combattono la c.d. "Guerra
di Civiltà"). Il Cristianesimo nella sua cieca corsa al sincretismo
non si fermava davanti a nulla: una fonte sacra alle Muse o a
qualche dio celtico o germanico diventava un Battistero; il bosco
sacro alle ninfe vedeva l'erezione di una cappella o un piccolo
santuario; addirittura, per i popoli che già adoravano la Dea
col Bambino, frequente anche in ambiti celtici ed orientali, i
bravi teologi cristiani escogitarono il geniale stratagemma della
"Prefigurazione della Vergine"! In pratica, le popolazioni che
adoravano questa Iside con Horus nei suoi vari aspetti non erano
pagani ma già cristiani secoli prima di Cristo, adorando una figura
che non esisteva ma che sarebbe esistita - dunque non occorreva
nemmeno convertirli. Così il Cristianesimo fece breccia per esempio
in Irlanda… In questo contesto, ogni persona dotata di una
sana razionalità non può "credere" in queste false rappresentazioni.
La Moreneta di Montserrat, non ce ne vogliano i catalani di cui
è santa patrona, non è in alcun modo la Maria di Betlemme madre
di Gesù: è la Iside del tempio di File, madre del salvatore Horus!
L'intera Barcellona pullula di questi riferimenti. L'immagine
della Madonna Nera nelle quattro chiese principali e i riferimenti
spaventosamente esoterici del "nuovo" Tempio Espiatorio della
Sagrada Familia realizzato dal santo-massone Antoni Gaudì non
possono che far ipotizzare l'esistenza di un culto segreto della
Moreneta che le attribuisce il vero ruolo di madre del salvatore:
che nel caso Barcellonese non è solo l'Horus dio, ma è l'essere
umano illuminato. Un uomo che giunge nel santuario isiaco e attraverso
il latte della dea Hathor (aspetto di Iside, simboleggiante le
energie telluriche del campo magnetico terrestre che a Barcellona
scorrono vicino alla superficie) può crescere e diventare a sua
volta un dio, al pari del faraone egizio nell'antichità. Il faraone
stesso era un iniziato, un re-sacerdote che non appare così differenziato
dalla figura del Gesù che ad esempio ci trasmettono i Vangeli
Apocrifi. Un re-sacerdote sposato con Maria Maddalena e che aveva
il compito di condurre il suo popolo alla liberazione spirituale
e alla rinascita come esseri illuminati. Non a caso Iside è la
dea della luce, Iside di Faro: la luce emessa dal faro di Alessandria
che guida i naviganti verso la sapienza e la conoscenza della
Biblioteca, verso la scelta di una nuova vita. Si dice che la
città di Parigi debba il nome proprio da questo (Parigi=Phar-Isis,
Iside di Pharos, l'isoletta antistante Alessandria d'Egitto su
cui sorgeva il faro omonimo e da cui tutti i fari odierni prendono
il nome). La stessa Statua della Libertà americana si basava inizialmente
sullo stesso concetto: un mondo nuovo di persone illuminate che
sconfiggono interiormente il Male, combattono e vincono Set nella
loro anima!
Alla luce di tutto
ciò, dato che uno dei più grandi propugnatori di Iside fu Napoleone
(che aggiunse la stella Sirio, simboleggiante Iside, allo stemma
di Parigi a sottolinearne l'origine), si comprende come l'Empereur
al tempo della conquista della Spagna avesse fatto cannoneggiare
il santuario di Montserrat. La Moreneta, Iside, prigioniera della
religione usurpatrice, andava liberata. Il bombardamento non ebbe
troppi esiti, del resto l'abbazia benedettina resiste lì dal 1025
e in tanti secoli si è costantemente ampliata. Oggi, grazie alla
strada asfaltata, ci vanno pullman di turisti ma anche bulldozer
e ruspe… Un posto incantato e deturpato al tempo stesso.
Peccato che i
pellegrini non riescano a notare le tante stranezze: dall'incredibile
spostamento dell'ago della bussola (all'interno della chiesa stessa,
sulla navata sinistra all'altezza della cappella dedicata al Cristo
con le croci templari) fino alle grotte che inaspettatamente si
aprono un po' ovunque nel terreno. Si dice che siano popolate
fin dalle Invasioni Barbariche di comunità di eremiti che non
vogliono essere disturbati; e si dice anche che sia presente un
enorme lago sotterraneo nelle viscere della montagna raggiungibile
da gallerie e tunnel estremamente ben occultati. Altre leggende
riguardano gli elettricisti: quando si fulmina qualche relé, i
poveri operai vengono fatti scendere bendati nelle profondità
scavate nella roccia di arenaria e lì fatti lavorare guardati
a vista dai monaci benedettini. Perché tali precauzioni? Cosa
nasconde quel posto? Se diamo per scontato che le luci degli Ufo
che appaiono nel cielo attorno ai picchi siano "solo" fulmini
globulari attirati dai campi magnetici altalenanti della zona,
se diamo per scontato ch la Moreneta sia "solo" una statua di
Iside sfuggita alla distruzione cristiana e poi "recuperata" come
immagine della Virgen Negra, non possiamo comunque dimenticare
che Montserrat vide lo svolgersi di un evento assolutamente degno
di una Spy Story.
(CONTINUA)
Lorena Bianchi & Antonella
Verdolino
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(Sopra a sinistra): Iside
che allatta in una scultura di epoca romana; (al centro)
la "Madonna del Trono di Saggezza" sul portale della cattedrale
di Chartres, che custodisce un'altra Madonna Nera;
(a destra) Lla Moreneta identica nella posa a quella di
Chartres posta sul frontale della chiesa di San Just i
Pastor a Barcellona.
(A sinistra) La celebre
statua della Libertà di New York, identica (sotto) alla
statua della Liberté di Parigi posta sul ponte de Grenelle,
non distante dalla Tour Eiffel. (Parigi ne possiede un'ulteriore
copia nei Giardini di Luxembourg).
(A lato) La statua della
"Legge Nuova" posta sopra il portale principale del Duomo
di Milano: evidente il paragone fra le tre statue, intese
come "Iside che porta la luce"
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