Orizzonte Editrice
Barcellona: la simbologia occulta della Sagrada Familia
Cosa rappresenta il monumento catalano più famoso al mondo? E cosa unisce Antoni Gaudì a Berengère Sauniere, parroco di Rennes-le-Château?
Il progetto di Bocabella di realizzare un tempio per la Cristianità divenne a questo punto (e con questa precisa collocazione) un tassello della religione antica, artefice della fondazione di Barcellona. Che Bocabella ne fosse consapevole, non lo possiamo giurare. Certo però è che fu un massone, Francesc de Paula i Villar, a essere incaricato della realizzazione del progetto, che ebbe inizio nel 1882, il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, con la posa della prima pietra. Ma non solo Villar era responsabile della realizzazione di questo progetto neogotico: Bocabella faceva continuo riferimento a Joan Martorell i Montell, il più famoso architetto catalano del tempo e a capo del Centre Artistíc de Sant Lluc. Martorell era stato alla Escola de Arquitectura de Barcelona il maestro di Antoni Gaudì, nonché suo collega e mentore e quando Villar ne ebbe abbastanza delle interferenze e delle continue critiche subite a riguardo dell'indirizzo artistico dell'opera, fu proprio Martorell a indicare, nel 1884, in Gaudì l'uomo più idoneo a realizzare la futura Sagrada Familia. Gaudì aveva solo 31 anni, si era messo in luce per alcune pregevoli opere a Barcellona e dintorni, era il beniamino di tutti i mecenati innamorati del suo Stile Modernista. Il punto è che Gaudì abbandonò il suo stile di vita da bohèmien per dedicarsi al Tempio Espiatorio, come un maestro d'opera medievale, la figura dell'architetto delle cattedrali gotiche che con la sua squadra di scalpellini trasmetteva un sapere magico-esoterico assai più sacro del Cristianesimo. Fu in questo momento che Barcellona vide un fiorire incredibile di edifici di ordine...come definirli? Massonico-esoterico-cabalistico-alchemico... Grazie ai finanziamenti ottenuti dall'Esposizione Universale del 1888, Gaudì rivoluzionò il progetto della Sagrada Familia e iniziò a lavorare, lentissimamente, alla facciata della Natività, quella posta in teoria ad Oriente. Tuttavia come già era avvenuto per Cattedrale & C., l'orientamento non è quello di tutte le chiese con l'abside ad est bensì segue l'andamento della città e dunque un nord-est assai marcato. Mentre costruiva la Cappella di San Giuseppe e la cripta, Gaudì iniziò a riempire la città dei suoi segni.
La Sagrada Familia, che verrà completata forse nel 2050, si specchia in un laghetto nei giardini antistanti la facciata della Natività. L'opera di Gaudì è profondamente legata all'acqua, a sottolineare l'aspetto della Creazione. In questo modo la Natività di Gesù diviene la nascita stessa della vita sulla Terra che emerge dal Mare Primordiale. Un simbolo presente anche nei Tarocchi e in generale nelle cattedrali gotiche del Medioevo.
Molto fece il mecenate e industriale Eusebi Güell, che gli fece realizzare vari edifici e anche un giardino all'inglese (il celebre Parc Güell), che rappresenta un trattato alchemico messo su pietra e ceramica, con l'ingresso che rappresenta il forno Atanor e le grotte alchemiche. Assai singolare e sconosciuta è la chiesa del Sagrat Cor, tra il centro storico e il nuovo e mirabile quartiere dell'Eixaple, modello di urbanistica residenziale. La chiesa fu progettata da Martorell e da Camil Oliveres tra il 1883 e il 1889, anche se alla costruzione collaborò lo stesso Gaudì. Ebbene, tale chiesa mostra al suo interno uno stile modernistico-neobizantino che fa da cornice alla statua di Sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, e alla teca contenente la sua spada, che consegnò come ex-voto al monastero di Montserrat. La spada, autentica, è esposta qui in questo spazio appositamente progettato: inutile dire che il riferimento a Montserrat fa anche qui apparire una Moreneta, seppure in foggia di piccola statuina. Curiosa sulla facciata è la scritta "MAGD" che seppur celata nei decori fa palesemente riferimento alla Magdalena più famosa del mondo: Maria Maddalena, per alcuni moglie di Gesù. In realtà il Monogramma Mariano MA non è un riferimento alla Maddalena, ma qalla Dea Madre e all'epiteto Meri-Amon utilizzato in Egitto in riferimento a Iside (di questo simbolo parliamo abbondantemente in questo articolo)
(Sotto, a sinistra) La facciata e la cupola della chiesa del Sagrat Cor, capolavoro di Martorell, piena di riferimenti massonici. Oggi è sede dei Gesuiti. (In alto, al centro e a destra) Il monogramma "MAGD" richiama il Monogramma Mariano Meri-Amon: è presente sia sul Sagrat Cor che su un cancello della Sagrada Familia. (Sotto, a destra) Il frontale della chiesa del Sagrat Cor mostra Gesù circondato da sei angeli, con i quattri cavalieri dell'Apocalisse di guardia al Cristo. Da notare le due croci solari, di derivazione templare. La chiesa ospita da reliquia della spada di Sant'Ignazio di Loyola, offerta come ex-voto dopo la conversione del fondatore dei Gesuiti.

Ordunque, se Martorell osava tanto (e ancor di più, se si pensa che sua è pure la cupola della medievale Chiesa della Mercé, che a sua volta custodisce una Madonna Nera dipinta su legno) è chiaro che l'allievo doveva essere enormemente più smaliziato. La missione di costruire la Sagrada Familia coinvolse via via sempre di più Gaudì al punto che, nel 1914, decise di rinunciare alle altre opere e di dedicarsi esclusivamente a essa. Eppure anche con lui presente, i lavori non procedevano certo alacremente: Gaudì voleva analizzare ogni dettaglio, seguendo i dettami di quella che oggi si chiama "architettura organica", insegnando agli operai i segreti degli scalpellini medievali di cui lui forse fu custode ultimo dei segreti. Questo lo cambiò per sempre, divenne un uomo ascetico, in odor di santità, al punto che ai nostri giorni per lui sono state avviate le pratiche di beatificazione in Vaticano, su richiesta di migliaia di catalani. "...La creazione continua incessantemente attraverso la mediazione degli uomini ; l'uomo non crea: scopre e parte da questa scoperta. Chi cerca le leggi della natura per conformare ad esse opere nuove collabora con il Creatore. Chi copia non collabora. Per questo motivo, l'originalità consiste nel tornare alle origini..." ebbe a dire Gaudì, il quale era anche consapevole della mole infinita di lavoro che sarebbe occorso per "completare Orione". Fino alla sua morte la Fabbrica della Sagrada completò soltanto tre quarti della facciata est, punto di partenza dei lavori: e anche solo tre delle quattro torri previste dal progetto originale furono realizzate, e con loro parte del transetto, oltre alle cripte.

(Sopra) Quando si iniziò la costruzione della Sagrada Familia, nell'area individuata non c'erano case né quartieri, ma solo campi e prati. Le foto d'epoca ci mostrano quella che si potrebbe definire "cattedrale nel deserto". Perché fare proprio in questo punto così poco popolato una chiesa tanto importante? (Qui a sinistra) Una croce templare e le chiavi di San Pietro sovrastano l'iscrizione con la data di fondazione della Sagrada, il 1882. (A destra) Particolari della facciata orientale: la nascita di Cristo, di una bellezza struggente. (Sotto) Joan Martorell fu un bravo architetto, maestro e mentore di Gaudì.

Eppure proprio la morte di Gaudì in qualche modo interruppe questo idillio magico della nuova Barcellona con l'antica religione. Il 7 giugno 1926, mentre usciva dalla chiesa di San Filippo Neri, venne investito da un tram sulla Gran Via delle Corti Catalane, l'immensa strada che taglia in due la città. Si dice che Gaudì fu spinto da un uomo sconosciuto che si dileguò tra la folla. Il grande architetto fu trascinato sul selciato per molti metri, rimanendo sfigurato. Vestito modestamente, non venne riconosciuto e i tassisti presenti si rifiutarono di portare all'ospedale quell'uomo anziano, simile a un barbone. Solo alcuni passanti lo soccorsero e dopo tre giorni di agonia, il 10 giugno, morì all'ospedale (di stile neotemplare) di San Pau. Due giorni dopo un corteo funebre lungo quasi un chilometro rese giustizia al più grande architetto catalano, ma con lui la gente era consapevole che era morta anche un pezzo della futura cattedrale. Infatti, Gaudì aveva lasciato pochissimi progetti e alcuni modelli in scala della Sagrada, che peraltro furono distrutti (eccetto uno, oggi esposto all'interno della stessa) durante la Guerra Civile Spagnola, nel 1936. Furono anni difficili per Barcellona, quelli. Il Franchismo fascistoide negò nuovamente la lingua catalana e un'evangelizzazione forzosa e odiosa cancellò quell'ondata di Modernismo che tanto bella aveva reso la capitale della Catalogna. L'antica Barcino fu soffocata dal cemento dei quartieri popolari e soltanto oggi, dopo le Olimpiadi del 1992, la città ha ricominciato a essere la splendida metropoli sacra ad Iside. Ma la Sagrada è andata avanti "un po' così": è stata realizzata una facciata a Ovest alquanto controversa, tra soldati romani che assomigliano a quelli di Guerre Stellari e una passione di Gesù che sembra un'opera astratta e post-moderna. Oggi sono otto le guglie completate, ma secondo il progetto dovrebbero essere 17. Se si seguiranno i (blandi) ritmi attuali, la Sagrada sarà completata nel 2040-2050. "La Sagrada Familia di Gaudì deve rappresentare i momenti salienti della vita di Cristo-Sole, dalla nascita alla morte, fino al suo trionfo sulla stessa. Sarà la cupola centrale a coronare il progetto, dando l'idea di stare all'interno di una città celeste (Gerusalemme Celeste), di compiere un cammino di Ricerca che deve portare all'armonica unione con il divino" c'è scritto nella pagina web del Tempio Espiatorio. Sarà, ma il riferimento alla Gerusalemme Celeste è un chiaro accenno alla "Porta Coeli", alla strada celeste vista da Giacobbe a Betel che conduceva appunto alla Città Celeste di Dio. Il riferimento alla Triplice Cinta è anche al Tempio di Salomone appunto nella Gerusalemme terrena, che in pianta aveva la tipica forma a quadrati concentrici. Siamo tornati al punto di partenza: correnti telluriche, Iside e Osiride, l'uomo divino novello Horus e novello Cristo, Orione e Betelgeuse e infine la Porta del Cielo che conduce alla Gerusalemme Celeste... Un altro "Terribilis est locus iste - Domus Dei et Porta Coeli" è dipinto sull'architrave della chiesa pirenaica di Rennes-le-Château, dedicata a Maria Maddalena e associata ai più assurdi misteri. Il celebre abate di questa chiesa, Berengère Sauniere, fu conoscente accertato di Gaudì attraverso la cantante lirica francesce Emma Calvé, amica intima di entrambi. Si dice anche che lo stesso Sauniere consegnò a Gaudì un pacchetto contenente un oggetto trovato tra le fondamenta della chiesa francese affinché lo stesso la inglobasse nella cripta in costruzione della Sagrada... Cosa conteneva quella scatola? E perché geograficamente la Cattedrale di Santa Eulalia e la Sagrada Familia, unite da una linea anche al monumento a Colombo posto sul porto di Barcellona, indicano PRECISAMENTE Rennes-le-Château? Quali sono i piani che a distanza di millenni legano così tenacemente questi due luoghi? Forse il culto isiaco è ben lungi dal tramontare...

(CONTINUA)

Lorena Bianchi & Antonella Verdolino

(A sinistra) La casa Batllò di Gaudì rappresenta un drago, con il tetto a simulare la cresta e la facciata le ossa del corpo. (Al centro) La Pedrera è un altro capolavoro di Gaudì e ha uno stile "cavernicolo" inconfondibile. In ogni edificio il grande architetto catalano inseriva fortissimi elementi magico-simbolici, dimostrando di essere un profondo conoscitore del linguaggio massonico dei simboli. Tuttavia il suo ascetismo e la sua fede lo hanno anche portato, grazie all'iniziativa di alcuni ferventi barcellonesi, sulla soglia della beatificazione da parte del Vaticano. (Sotto) La spada di Sant'Ignazio di Loyola contenuta in una teca della chiesa del Sagrat Cor. Da notare sopra la teca l'immaginetta della Moreneta di Montserrat, onnipresente nei templi barcellonesi.

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