Orizzonte Editrice
Barcellona: Gaudì e il santuario di Osiride
Nel XIX Secolo la metropoli catalana vide un fiorire di costruzioni ricche di significati magico-alchemici. Fra questi spicca la Sagrada Familia, ultima effige dell'antica religione egizia

Carrer de la Marina, all'altezza del numero 253; Carrer de Provença, al numero 450; Carrer de Mallorca, al 403; e Carrer de Sardenya, tra il 314 e il 320. Siamo a Barcellona, in Spagna, nella regione autonoma della Catalogna. Queste quattro importanti strade segnano i confini di uno dei luoghi più misteriosi e magici del pianeta: Plaça de la Sagrada Familia.

La Sagrada Familia è uno dei monumenti più enigmatici d'Europa, la sola cattedrale ancora in costruzione e probabilmente anche l'edificio più carico di simboli dell'intero pianeta. Se si legge tra le righe delle biografie di Antoni Gaudì e si associa con quanto abbiamo anticipato nel numeno scorso di Sator.ws, ci rendiamo conto come la Sagrada possa considerarsi la vera, ultima erede delle piramidi d'Egitto, dei templi greci e delle grandi cattedrali gotiche. Il punto di arrivo di una religione universale trascendente al Cristianesimo, anzi di cui forse il Cristianesimo rappresenta soltanto una raffigurazione distorta e perversa. Ma facciamo un passo indietro, al nostro articolo precedente, consultabile nella pagina del Dossier nella tabella qui a sinistra. Lì abbiamo visto come le origini uffciali della città di Barcellona si addentrino tra le pieghe del tempo. Quella che a tutti gli effetti è una città di derivazione cartaginese potrebbe avere una genesi ben più antica, forse risalente a due millenni prima di Cristo: un terreno sacro agli Egizi, in cui uno Scarabeo sacro disegna la pianta degli edifici della città vecchia. Un riferimento all'antico culto dei Neteru, gli Dei egizi, che non si ferma qui.

Abbiamo visto come nelle quattro chiese principali medievali della metropoli catalana, ossia Santa Maria del Pi, San Just i Pastor, Santa Maria del Mar e la Cattedrale di Santa Eulalia mostrino al loro interno delle raffigurazioni della Moreneta, la Madonna Nera di Montserrat. Madonna Nera raffigurata assieme al "Black Child", il bimbo nero... Quello che nella banale religione cattolica è soltanto il volto di Maria con il Bambin Gesù anneriti dal fumo delle candele diventa, agli occhi illuminati dalla luce della Ragione, il culto dell'egizia Dea Iside che porta sulle ginocchia il figlio Horus. Un simbolo potentissimo di rinascita, di evoluzione spirituale prima ancora che di reincarnazione: la Madonna Nera è la Madre Primordiale che fa nascere un nuovo essere umano, più evoluto, divino. Un divino che è possibile percepire attraverso le correnti telluriche contrassegnate dal simbolo della Triplice Cinta e che la bussola che cambia le sue indicazione ben testimonia. Un divino che attraverso l'energia magnetica della Terra rapisce benevolmente l'anima umana intrappolata in questa dimensione e attraverso la "Porta Coeli" la proietta nel Duat, là dove sta Osiride, lo sposo di Iside, il padre di Horus...
E dunque ecco che ci si accorge che come per magia le quattro basiliche medievali sono state edificate secondo la caratteristica forma delle stelle della Cintura di Orione, come accade analogamente alle piramidi di Giza! Orione, che per gli Egizi raffigurava il corpo di Osiride asceso nel cielo, appunto nel Duat... Le cattedrali catalane come le piramidi e la Sfinge. Un mistero così stupefacente che a scoprirlo ci è venuto da piangere. Noi, noi umani, siamo i potenziali Horus: a Barcellona le correnti magnetiche della Madre Terra possono far accrescere l'elevazione spirituale della nostra anima, così da farci ascendere in cielo, nel Duat, accanto a colui che non c'è in corpo (Osiride ucciso da Seth), ma c'è in spirito, vegliato dalla Black Madonna, da Iside... Un significato spirituale altissimo, un luogo sacro tanto quanto sacra era la Piana di Giza e i luoghi delle cattedrali gotiche... Infatti non a caso a Chartres, a Saint Germain de Prés a Parigi, nel santuario di Loreto, a Chevstokova e in un centinaio di altri luoghi il culto della Madonna Nera, alias Iside, si associa al concetto di evoluzione dell'uomo, da "essere inferiore" a "Cristo in terra"...
(Sopra) Osiride seduto in trono nel Duat assistito alle sue spalle da Iside e Nefti (in secondo piano) e davanti da Horus e Thot.
Una Iside ampiamente conosciuta nel mondo romano, al punto da essere uno dei principali culti dell'Impero prima di venire soppiantata quasi improvvisamente dalla religione cristiana. Cristianesimo che non si fece scrupoli a inglobare dentro di sé tutte le caratteristiche sacre dei culti precedenti... E dunque ecco che le corna bovine e il disco solare di Iside che allatta il bimbo Horus divengono la corona sul capo della Vergine Maria col Bambin Gesù... Il colore nero, giustificato dal fumo delle candele (ma perché poi tale fumo dovrebbe annerire solo le mani e il viso della Madonna e non le vesti dorate?) divenne il solo discrimine rispetto alla Maria madre di Gesù autentica, che non ha assolutamente le caratteristiche iconografiche della Iside egizio-ellenistico-romana. Si dice che Iside venne dipinta di nero dai legionari romani che la conobbero ai tempi di Cleopatra: nera perché africana, per distinguerla dal Pantheon greco-romano esistente. Inizialmente pesantemente osteggiata, fu proprio il culto popolare a imporla, al punto che alcuni imperatori romani, sebbene deprecati dalla storiografia cristiana come Nerone e Caligola, divennero suoi ferventi devoti. Chiaro allora che quando "misteriosamente" da religione da sradicare il Cristianesimo divenne la religione ufficiale e unica dell'Impero, fosse difficile eliminare le tracce di questo culto isiaco. Così, magari a malincuore, la Madonna Nera entrò nella "mitologia" cristiana come uno degli attributi di Maria...
(Sopra, da sinistra a destra) Ecco la prova: Iside che allatta Horus confrontata con la Moreneta di Santa Maria del Mar e le Madonne Nere di Chartres e Loreto. E' evidente il colore nero e oro e la corona sulla testa.

(A sinistra) Iside e Osiride ricevono offerte da parte dei fedeli.

(A destra) Horus rappresenta il Salvatore, l'uomo divino destinato a governare con saggezza il mondo.

Fatto sta che nel corso dei secoli questo culto segreto proseguì. Il messaggio centrale dell'ideologia religiosa egizia dell'evoluzione dell'uomo in uomo-dio in grado di ascendere al Duat forse entrò a far parte del credo dei Templari, ampiamente eretici d'altronde anche per via del loro rifiuto del Crocifisso a favore della Croce Patente a bracci identici. Non a caso la Croce Patente è un simbolo solare antichissimo che adorna sempre l'aureola di Gesù in tutte (ma proprio TUTTE) le raffigurazioni della divinità... Ma allora, perchè è un attributo anche delle Madonne Nere? Il simbolo solare, ossia il disco di Ra che anche Iside portava sul capo, assieme alle corna taurine e al serpente ureo. Chiaro dunque che all'interno dell'assolutistico e totalizzante Cristianesimo e in mezzo a tutte le sue forme, eretiche e non, continuava a vivere e a prosperare il culto isiaco dell'uomo-dio in potenza, che attraverso le cure e l'abbraccio della Dea avrebbe potuto rinascere come divinità in un'altra dimensione. Non siamo distanti dalle profezie sull'imminente 2012, in cui si parla di un salto dimensionale dell'anima umana... In pratica siamo arrivati in un momento cruciale della storia umana, in cui tutti noi componenti della specie Homo Sapiens Sapiens siamo chiamati a evolverci spiritualmente e mentalmente. Un momento descritto sotto varie forme da millenni di profezie dei popoli più disparati... E forse forse adesso ci rendiamo conto che la possibilità di lasciarci evolvere verso quella nuova dimensione trascendentale l'avevamo sempre avuta a portata di mano attraverso le "Portae Coeli" e le correnti telluriche in grado di indurre un'illuminazione mistica... La stessa che ha baciato tanti e tanti santi... Sorge però una domanda. Ammesso che tutto ciò sia vero, che ne è stato del culto isiaco a Barcellona? E' chiaro che se è esistito in passato, oggi appare del tutto scomparso... Del resto i Templari sono finiti (quasi) tutti sul rogo nel 1307-1314, eliminati da Filippo il Bello re di Francia e dal suo compiacente papa che li fece bollare come eretici e adoratori del diavolo; dunque, chi portò avanti le istanze di quella vera, antichissima religione? Massoni e Rosacroce perseguirono fini di tipo sociale e/o alchemico e dunque non ci pare che il culto di Iside, Osiride e Horus possa essere rappresentato oggi da queste forze. Del resto dall'epoca della Crociata contro i Catari, nel XIII Secolo, la Chiesa acuì la distruzione di tutte le eresie potenzialmente pericolose per la sua sopravvivenza... Se nell'Alto Medioevo i papi tolleravano i culti veteropagani, dal '200 in poi non lo fecero più. E ancor meno con la riforma luterana e la successiva Controriforma. Per Barcellona il 1600, il Secolo d'Oro, l'apogeo degli Spagnoli dei re cattolicissimi, fu un'epoca di morte e decadenza, di devastazione anche culturale. La lingua locale, il catalano, fu abolita pena la morte. La Spagna riunificata e cristiana divenne uno stato terrificante dal punto di vista delle minoranze religiose ed etniche. Un colpo da cui la città seppe riprendersi solo nel XIX Secolo. In una Barcellona in pieno sviluppo industriale, con una ricchezza crescente della borghesia e una cultura, anche catalana in riaffermazione, ecco che spunta dal nulla la figura di un uomo criptico fino all'inverosimile.

Ci stiamo riferendo a uno dei più grandi architetti della storia dell'umanità: Antoni Gaudì. Il più grande genio della Catalogna (il cui nome per esteso era Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet) nacque il 25 giugno 1852 a Reus, vicino Tarragona, da una famiglia di umili origini. Fin da bambino Gaudì dimostrò un'abilità nel disegno e una passione per le forme assai rara, al punto che appena ebbe le possibilità economiche si iscrisse all'"Escola Provincial d'Arquitectura" di Barcellona. Fu proprio durante questi anni che per guadagnare i soldi necessari per mantenersi gli studi collaborava presso lo studio dell'architetto Francesc de Paula de Villar, noto per una certa frequentazione agli ambienti massonici e nazionalisti catalani. In pratica Gaudì si trovò al posto giusto al momento giusto: la rivoluzione del settembre 1868 detronizzò la totalitaria Isabella II e le nuove leggi liberali favorirono la borghesia industriale e da questa anche le idee massoniche. Oltre che per Villar, Gaudì avrebbe anche lavorato con profitto per José ed Eduardo Fontseré, massoni dichiarati. Del resto è comprensibile: nel XIX Secolo l'architettura europea agognava di oltrepassare il classicismo troppo rigido e grazie alla libertà del Romanticismo guardava ai secoli passati come non mai. Da qui la rivalutazione del Medioevo, con il suo bagaglio di stile gotico: un concetto che assolutamente non poteva non interessare ai Massoni, propugnatori del recupero delle tradizioni antichissime. Da un lato il giovane Gaudì entrò in contatto con queste influenze, dall'altro le origini popolari lo portarono ad interessarsi ai movimenti anarchici e proletari antesignani del Comunismo. In tutto questo, farcito da uno stile di vita bohèmien tipico degli intellettuali ottocenteschi, Gaudì maturava il progetto del completamento di Orione. Lasciamo un attimo Gaudì e andiamo in un altro quartiere di Barcellona. Josep Maria Bocabella i Verdaguer era un piccolo editore e un libraio assai noto nel mondo intellettuale per la sua attiviltà a favore della cultura. Ma prima di tutto, era un fervente uomo di fede, devoto a tal punto da effettuare frequenti pellegrinaggi nei vari santuari europei in momento critico per la religione cattolica. Per questo motivo nel 1866 aveva fondato l'Associazione Spirituale del Devoti di San Giovanni, che si proponeva di diffondere il Cattolicesimo in un'epoca in cui la spiritualità tradizionale era messa alla prova dalle nuove idee che la Rivoluzione Industriale e il mutamento sociale susseguente stavano portando avanti. Senza dubbio l'intento si potrebbe definire lodevole, per quanto tacciato (forse a ragione) di integralismo... Fu comunque in seno a questa associazione che nacque l'idea di una nuova immensa cattedrale per Barcellona.

(Sopra) Antoni Gaudì in una foto del 1920, sei anni prima della morte.

(Sotto) Audaci architetture moderniste e colori sgargianti: questo era il biglietto da visita di Gaudì. Qui si può ammirare il tetto della casa Batllò.

Un Tempio Espiatorio, chissà, come per emendare i peccati pagani della città? Nel 1872 Bocabella si recò a Roma dal papa, sebbene per il Vaticano le vicende politiche non fossero positive (la Breccia di Porta Pia che aveva messo fine al suo potere temporale risaliva a un paio di anni prima). Il catalano propose al pontefice, in un udienza privata, la realizzazione di questa cattedrale immensa, da dedicare alla Chiesa nella sua totalità e in grado di far risollevare lo spirito cristiano decaduto. Al Santo Padre donò un modello in argento della futura cattedrale e Pio IX ne rimase incantato, autorizzando personalmente la realizzazione. Bocabella al ritorno da Roma visitò il Santuario della Madonna Nera di Loreto e chissà perché, forse ispirato dalla Virgo Nigra Lauretana assai simile alle Morenete delle quattro chiese barcellonesi e a quella di Montserrat, decise che la sua chiesa avrebbe avuto un'architettura simile a quella del campanile costruito nel '700 da Luigi van Wittel, detto Vanvitelli, artefice tra l'altro anche della Reggia di Caserta. Che sia culto isiaco segreto o pura casualità, non lo sapremo mai. Fatto sta che tornato in Catalogna Bocabella si mise attivamente a realizzare questo sogno. Raccolti i fondi, a partire dal 1876 iniziò a cercare il terreno adatto alla costruzione, ma anche nella periferia di Barcellona i costi erano eccessivi e i fondi a bilancio non sufficienti. Dato che Roma latitava quanto a finanziamenti (e la morte di Pio IX nel 1878 non contribuì a migliorare la situazione), si dovette attendere il 1881 per trovare un terreno sufficientemente economico per l'edificazione del Tempio. Ora, se fu casualità o piano preordinato, come detto, non si saprà forse mai. Fatto certo è che lo spazio di 12.800 mq e costato l'equivalente odierno di 1.034 euro tra le vie Marina, Provença, Mallorca e Sardinya rappresenta senza ombra di dubbio la stella Betelgeuse della costellazione di Orione, se sovrapponiamo le tre stelle della cintura Alnitak, Alnilam e Mintaka alle tre chiese "isiache" di Santa Maria del Pi, San Just i Pastor e Santa Maria del Mar! Come abbiamo dimostrato nel nostro diagramma di confronto tra la pianta di Barcellona e la mappa stellare di Orione, ci appare chiaro come inequivocabilmente questo terreno corrisponda alla stella più importante della costellazione che gli Egizi associavano a Osiride. Ormai dunque il quadro è ben definito nei suoi contorni: le Madonne Nere associate a Iside, lo Scarabeo sacro nella pianta della città antica, l'allineamento delle tre chiese medievali e della cattedrale con le piramidi di Giza... E ora quella che dovrà essere in futuro il più grande tempio della Cristianità, una chiesa colossale con guglie alte centinaia di metri dedicata alla "Sacra Famiglia"... Ovviamente, Iside-Osiride-Horus...

(CONTINUA)

Lorena Bianchi & Antonella Verdolino

(A sinistra) Il campanile del Santuario di Loreto realizzato nel 1750 da Luigi Vantitelli è stato preso a modello da Bocabella per le torri della Sagrada Familia.

(A destra) Sebbene di derivazione barocca, la pulizia delle linee della chiesa di Loreto, nelle Marche, fu il modello dei primi progetti della Sagrada, che però sarebbe stata realizzata secondo uno stile "gotico-organico".

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