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Nel corso
dei secoli la Cattedrale di Barcellona è stata dedicata
dapprima alla Santa Croce e poi a questa bambina, Sant'Eulalia,
morta martire intorno all'anno 300, sotto il regno dell'imperatore
Diocleziano. Le sue ossa riposano in un sarcofago di marmo sorretto
da otto colonne di foggia differente posto all'interno della
cripta, situata ai piedi dell'altare. Una specie di fossa a
cui si accede da una scalinata… Strane architetture, audaci
e peculiari: questo è il gotico catalano e se la facciata
della chiesa è assai simile a Notre Dame de Paris (anche
se attualmente è coperta dalle impalcature) l'interno
è assolutamente unico. Le stranezze cominciano dal coro,
situato centralmente all'interno della navata principale, secondo
uno schema presente anche nelle cattedrali di Valencia e Toledo.
Poi le centinaia di croci patenti,
sul modello di quella simbolo dei Templari, o ancora le quaranta
cappelle dedicate ad ogni aspetto della chiesa cattolica: da
tutti i tipi di Madonne fino alla Maddalena, San Nicola e ovviamente
alla Moreneta di Montserrat… Quaranta culti differenti,
verrebbe da pensare "scegliete il tipo di religione che
più vi aggrada". La cattedrale, lunga 93 metri e
larga 40, vanta anche una cappella dedicata al Cristo di Lepanto,
il crocifisso di legno che fu a bordo della nave ammiraglia
della flotta cristiana nell'omonima battaglia e che fu protagonista
di un miracolo (attualmente è in restauro), e un chiostro
quadrato largo 25 metri con una fontana che rappresenta il giardino
dell'Eden. |
La Cattedrale vista dalla piazza antistante.
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In questo chiostro,
costellato da altre misteriose cappelle al pari delle navate interne,
ci sono alberi altissimi di palma e magnolia e tredici oche, che
simboleggiano gli anni di Santa Eulalia. Il pavimento è costellato
di lapidi tombali con teschi e tibie incrociate… Sembra di
essere in presenza di un cimitero di cavalieri templari, se non
fosse per le date, dal XIV al XVIII secolo. I turisti di ogni nazionalità
ci passano sopra, sorridono, alcuni fotografano questa specie di
"memento mori"… Ma il senso del mistero
è presente. C'è qualcosa in questa cattedrale… Eppure, per
scoprirlo basta passare per l'ingresso principale. "Vere Dominus
est in loco iste - Domus Dei et Porta Coeli". La frase si
traduce così. "In questo luogo c'è veramente il Signore - è la casa
di Dio e la Porta del Cielo" e a queste parole riemergono inquietanti
parallelismi… La frase celebre di
Giacobbe, "Terribilis est locus iste - Domus dei et Porta
Coeli" che tanti fiumi di inchiostro ha fatto scrivere e
che troneggia sul portale di tante chiese misteriose, a cominciare
da quella di Rennes-le-Château. Sarà un caso che la cattedrale non
punta a ovest come ingresso ma a nord-nord-ovest? Sarà un caso,
che come è possibile appurare visitando le volte sul tetto, la chiesa
sia allineata al monumento a Cristoforo Colombo sul porto e con
la cattedrale in costruzione della Sagrada Familia? Le connessioni
si sprecano, ma il fulcro di tutto è la "Porta Coeli"… Il
posto "terribile" altro non è che la cripta di Santa Eulalia, in
cui si avvertono chiaramente i segni delle correnti magnetiche terrestri…
Capogiri, cefalee, emicranie e sensazioni di mancamento accolgono
i turisti che fotografano la cripta senza nemmeno notare che anche
qui, come nel Museo Marès,
l'ago della bussola impazzisce…
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(Sopra) Il sarcofago di Santa Eulalia al centro della "Porta
Coeli", nella cripta della Cattedrale. (Al centro) Il retro del sarcofago con le scene della fondazione
mitologica di Barcellona da parte di Ercole. (sopra a destra)La Colonna di Colombo, sul porto, indica
il Santo Graal che è custodito nella Cattedrale di
Valencia. (A lato) La chiara ed inequivocabile scritta "Domus
Dei et Porta Coeli" all'ingresso della Cattedrale.
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Questa è la porta del cielo? La scala per le
stelle vista in sogno da Giacobbe, vicino alla città di Betel?
Il luogo in cui sarebbe sorto il futuro Tempio di Gerusalemme? Santa
Eulalia in qualche modo sembra che sigilli con il peso del sarcofago
di marmo, realizzato da un anonimo scultore italiano nel XIV secolo,
lo "stargate"…
E' qui che conduce il misterioso corridoio degli inquisitori che si
diparte dalla Triplice Cinta del contiguo museo? Non lo sappiamo ma
piccole porticine situate sui lati sembrano dimostrarlo. E forse non
è nemmeno da dire che il sarcofago riporta in bassorilievo
il mitico approdo di Ercole nella città di Barcellona…
Singolare è l'allineamento della cattedrale
con la "nuova" Sagrada Familia e con la colonna, realizzata
nel 1888, che supporta il monumento a Cristoforo Colombo. Il genovese
partì da Barcellona per il suo celebre viaggio verso le Americhe:
qui si incontrò con Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona
per i preparativi, qui ritornò trionfante con le due caravelle
superstiti nel 1493. Il monumento, realizzato per l'esposizione universale
del 1888 appunto, vede Colombo in posa con il braccio e il dito indice
protesi ad indicare le Americhe. Tuttavia non indica assolutamente
l'ovest, come verrebbe da pensare, bensì il sud-ovest: proseguendo
lungo questa linea, si giunge a Valencia. E come forse qualcuno sa,
nella cattedrale di Valencia è custodita una coppa che la tradizione
cristiana considera essere il vero Santo Graal… Coincidenze?
A seguire il mappamondo, oltre l'Europa verso sud-ovest si incontra
il Brasile e di certo non si può dire che questa nazione sia
stata una colonia spagnola. Perché allora far indicare a Colombo
questa direzione? I misteriosi costruttori del monumento, a cosa volevano
alludere? Sarà ancora un caso, ma anche qui la bussola impazzisce:
a due passi dal porto, allo "sbocco" delle celebri Ramblas
barcellonesi che raccolgono tutta la vita notturna e non della città
(e che secoli fa erano un fiume), la "Colonna di Cristobal Colon"
allineata alla Cattedrale e alla Sagrada Familia costituisce un altro
mistero. Come la Cattedrale, anche la Sagrada Familia e le altre tre
grandi chiese non seguono alcun orientamento univoco, ognuna ha l'abside
che punta dove gli pare ed è assai singolare questo fatto.
La stessa basilica visigotica originaria, quella distrutta dall'incursione
araba del 986, aveva un'orientamento differente addirittura dal resto
della città. Ma in definitiva, a cosa puntavano queste chiese?
Se si da per scontato che l'abside rappresenti la parte più
importante della chiesa, allora la basilica di Santa Maria del Pi
punta la sua a e-s-e, la centrale e antichissima basilica
di San Just i Pastor a o-s-o, la Cattedrale s-s-e
e Santa Maria del Mar n-n-e. Come si vede una eterogeneità
assoluta! Se è pur vero che non tutte le chiese cristiane sorgono
sull'asse est-ovest per motivi a volte geografici, è pur vero
che queste chiese sono state costruite in pianura, senza impedimenti
geologici. Questo è vero specialmente per Santa Maria del Mar,
costruita nel 1329 extra muram, al di fuori delle mura della
città e dunque in un territorio libero da case… Se ritorniamo
al satellite, notiamo che le tre chiese sono equidistanti e quasi
allineate. Diciamo che l'allineamento ricorda un posto assai famoso,
forse il luogo più misterioso del pianeta, la piana di Giza!
Infatti le tre chiese sono disposte esattamente secondo le stelle
della cintura di Orione. Alnitak, Alnilam
e Mintaka infatti sono equidistanti ma non perfettamente
allineate, come appare evidente in qualsiasi foto della costellazione
e come si evince chiaramente dalla disposizione delle tre piramidi,
attribuite dalla scienza ufficiale a Cheope, Chefren e Micerino. Micerino,
al pari di Santa Maria del Mar, appare un po' scostata verso nord
rispetto alle altre due "stelle". La similitudine è
tanto evidente che basta semplicemente sovrapporre un'immagine di
Orione nella giusta scala per notare come si sovrapponga alle tre
chiese di San Just, Santa Maria del Pi e quella del Mar. O per trovare
ulteriori conferme, basta sovrapporre (ma stavolta "girate")
le piramidi di Giza per scoprire la perfetta collimazione… E
se non bastasse, la sovrapposizione della Cattedrale, rimasta finora
esclusa da questa consonanza, alla posizione della Sfinge!
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Barcellona come
Orione, ecco la prova: in alto, la Sagrada Familia (6) indica
Betelgeuse, mentre le tre stelle della cintura di Orione, Alnitak,
Alnilam e Mintaka sono riprodotte dalle tre chiese di Santa
Maria del Pi (1), Sant Just i Pastor (2) e Santa Maria del Mar
(3). In basso nella foto di Orione si nota la "Spada", prodotta
dalla nebulosa rossastra, che a Barcellona è riprodotta dal
Monastero di Sant Pau (5), anch'esso di epoca templare. |
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Barcellona come
Giza, ecco la prova: le tre chiese perfettamente riproducenti
la piramide di Cheope (1), di Chefren (2) e di Micerino (3).
In più, nella posizione della Sfinge (4), c'è la Cattedrale
di Santa Eulalia... |
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Santa Maria del Mar... |
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...Sant Just i Pastor... |
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...Santa Maria del Pi... |
...e Giza. |
Santa Maria del Pi, costruita su resti di una chiesa
del V secolo, è stata iniziata nel 1319. Santa Maria del Mar
invece dieci anni più tardi, nel 1329. Entrambe furono completate
sul finire del secolo, hanno una struttura semplice a contrafforti
pur mantenendo una evidente impronta gotica in ogni loro aspetto.
Santa Maria del Pi è famosa per possedere il rosone più
grande del mondo, ben 10 metri di diametro; Santa Maria del Mar è
invece imponente, con misure di 120x60 metri. Entrambe mostrano sulle
navate laterali copie della Moreneta, la Madonna Nera di Montserrat.
San Just i Pastor è invece assai più antica, di facciata
romanica e interno gotico. Risale forse al X-XI secolo anche se fu
terminata alla fine del '200. Al suo interno spicca un "Volto
Santo" di Gesù, sormontato da un'altra "Porta Coeli":
come nella cattedrale anche qui il portale rivela la scritta "Domus
Dei et Porta Coeli", e non a caso qui, sopra l'altare e il dipinto
del volto di Gesù, spicca tra mille fiori la figura della Moreneta
che porta sulle ginocchia il figlioletto.
Iside e Horus? Il dubbio quasi non sussiste, perché basta osservare
la scritta sulla facciata: sotto un'ennesima Moreneta in pietra, con
a fianco San Giacomo e San Giorgio, si legge evidente "Una
es cum pueris justo et pastore beatis / Virgo nigra et pulchra nostra
patrona pia" e la frase non sembra lasciare spazio alle
congetture.
Il concetto è semplice nella sua grandiosità. "Come
in cielo, così in terra", sta scritto nel Padrenostro
(ed era anche l'insegnamento di Ermete Trismegisto): e infatti gli
antichi catalani hanno riprodotto sulla terra l'immagine celeste di
Orione, di Osiride per gli antichi Egizi. Osiride non c'è,
è morto ucciso dal fratellastro Seth, immagine del male, e
Iside, sua sposa, lo va a recuperare nell'oltretomba, riassemblando
il corpo straziato e facendolo rinascere il tempo necessario per concepire
un figlio. Horus è figlio di questa unione, Horus è
il vendicatore di Osiride, colui che sconfiggerà Seth…
Iside è qui, è presente nei suoi vari aspetti. In San
Just Iside è l'iniziata, la donna eletta, la regina del mondo
capace di utilizzare la negromanzia; in Santa Maria del Mar è
l'amante fedele, la donna che ama il suo sposo e come Orfeo lo va
a recuperare negli inferi; in Santa Maria del Pi invece è la
Giustizia, colei che ricerca la vendetta e il trionfo del bene sul
male. Su tutto, il simbolo dello Scarabeo sacro che fa rinascere Osiride,
simbolo dei poteri negromantici di Iside stessa...
Se è chiaro che i medievali continuassero ad adorare Iside
sotto queste forme, secondo l'aspetto di Madonna Nera datole dai legionari
romani nel I secolo d.C., è assai stupefacente che la terribile
Inquisizione spagnola non abbia cancellato tutti questi riferimenti
eretici se non blasfemi. La Moreneta della montagna di Montserrat
in effetti è semplicemente una statua di legno di un metro
di altezza, di fattura bizantina o tardo-romana che si dice sia stata
ritrovata in una grotta di questo luogo nell'880. Un monastero benedettino
sorse pochi secoli dopo (ma questo è orientato secondo l'asse
est-ovest) e anche se al suo apparire subito nacquero leggende e dicerie
sulla Moreneta che indicava la presenza del Santo Graal, la tradizione
ufficiale rimase che la statua era stata scolpita da San Luca evangelista
e portata fin lì da San Pietro, che prima di depositarla nella
grotta la portò anche a Valencia. Il colore nero fu "giustificato"
dalla Chiesa (e dalle guide che stoltamente lo affermano ancor oggi)
come effetto delle candele che per secoli hanno bruciato davanti alla
statua, annerendone il volto e le mani… La Moreneta dunque sarebbe
stata "bianca" e solo incidentamente nera, un effetto della
scarsa propensione alla pulizia dei monaci… o forse c'è
di più? La realtà è che il viso e le mani della
"Black Madonna" e del "Black Child" non sono anneriti,
ma dipinti. Il volto appare assai antico e non come le solite scarsamente
attendibili guide dicono, risalente al XII secolo. Che sia di epoca
romana o di poco successiva, questa Moreneta, è fuor di dubbio:
il culto di Iside, forse una statua di età tardoimperiale destinata
alla venerazione della dea egizia, nascosta per sottrarla alla furia
della religione cristiana divenuta, dal 380, culto dell'Impero…
Il sincretismo cristiano trasformò in cattoliche le più
disparate immagini pagane e anche qui, a Montserrat, in questo luogo
incantato, probabilmente avvenne la stessa cosa.
Forse che i seguaci di Iside abbiano per secoli continuato a celebrare
occultamente i loro riti? Forse che Barcellona è in realtà
un immenso santuario egizio a forma di scarabeo, in cui i simboli
solari (ossia la croce patente templare) permeano la città?
E che cosa si deve pensare, quando sovrapponendo sulla cartina satellitare
della città la mappa di Orione, si nota che la Sagrada
Familia corrisponde perfettamente alla stella Betelgeuse?
Dopo il XVI secolo, la città visse due secoli di declino. La
lingua catalana fu abolita, la cultura finì sotto il giogo
dell'Inquisizione e della Controriforma. Barcellona dovette attendere
la fine dell'800 per scoprirsi metropoli viva e vitale, alchemica
ed esoterica…Fu Antoni Gaudì, e con lui
gli architetti modernisti, a darle il volto attuale. E chissà,
forse a portare avanti quel culto di Iside che ancor oggi sembra sopravvivere…
Fu forse ancora un caso che Antoni Gaudì visitò Rennes-le-Château,
che si incontrò con il parroco Berenger Saunière e ottenne
da lui un oggetto trovato nelle fondamenta della chiesa della Maddalena,
che Gaudì fece seppellire nella cripta della Sagrada Familia?
(CONTINUA)
Lorena Bianchi & Antonella
Verdolino
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(Qui a lato) Il pavimento di Santa Maria del Pi, che peraltro
vanta il rosone più grande del mondo, mostra inequivocabilmente
segni di sepolture massoniche, in teoria vietate. (A sinistra) La cripta di Santa Eulalia nella Cattedrale,
un'altra potentissima Porta Coeli. Nonostante la grata che
sbarra l'accesso ai fedeli, il potere della corrente tellurica
è avvertibile chiaramente anche nei pressi del recinto
con cefalee, capogiri, malesseri vari. Da notare come nel
piano superiore, quello ordinario della chiesa, sia posizionato
l'altare che poggia su due colonne visigotiche dell'originaria
basilica post-romana.
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(A sinistra) Le altissime navate della chiesa di Santa Maria
del Mar, costruita tra il 1329 e il 1384. Rappresenta la stella
Mintaka della Cintura di Orione. E' stata celebrata nel recente
romanzo "La Catedral del Mar" uscito nel 2006.
(A lato) All'ingresso di Sant
Just i Pastor c'è la celebre scritta "Domus
Dei et Porta Coeli", a significare la magicità del luogo.
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(A sinistra) Nei pressi della Avinguda del Paral.lel, ai
margini del centrale quartiere Raval, sorge l'antichissimo
monastero di San Pau. Anche se di origine precedente, ospita
numerosi riferimenti ai Cavalieri Templari, come bassorilievi
e affreschi. E guarda caso, nonostante le ridotte dimensioni,
"fa parte" della Costellazione di Orione, in quanto
occupa il posto della "Spada". (A lato) Una terza Porta Coeli è situata in Carrer
Ataulf, nei pressi della Casa dei Templari. Questo edificio
religioso ospitò la delegazione templare fino al 1307
e mostra chiaramente sul portale la ormai consona scritta
"Domus Dei et Porta Coeli". Purtroppo non è
visitabile, anche se qualcuno afferma che si tratti di una
cappella il cui abside è di forma ottagonale.
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(A sinistra) La splendida dea Iside mostra in testa il simbolo
del disco solare, il serpente ureo e le corna di toro: esemplificazione
del potere celeste (il sole), tellurico (il cobra) e materiale
(il toro). Tutti e tre gli elementi si riscontrano a Barcellona:
il campo magnetico del sottosuolo, la costellazione di Orione
unita alla raffigurazione dello scarabeo della rinascita e
le Porte Coeli. Il senso è dunque questo: Iside, attraverso
il potere vivificante della terra, assembla con il suo amore
il corpo straziato e smembrato di Osiride, lo fa rinascere
e lo fa ascendere al cielo, il Duat egizio, dove si trova
tuttora. (A lato) La facciata originaria del Tempio Espiatorio della
Sagrada Familia, dedicato appunto alla Sacra Famiglia, fu
progettato direttamente da Antoni Gaudì, che ne curò
dal 1882 fino alla morte (avvenuta nel 1926, e dunque per
quarant'anni) la costruzione. Le incredibili figure rappresentate
e l'arditezza delle linee la fecero definire "di stile
gotico-spaziale" ma in effetti non c'è monumento
al mondo che le rassomigli. La Sagrada Famiglia costituisce
l'ultimo anello della catena che collega le quattro chiese
principali di Barcellona: questa sarebbe la stella Betelgeuse,
Alfa Orions, la principale del gruppo. Un progetto portato
a compimento cinquecento anni dopo l'epoca dei Templari? Il
Tempio non è completo, anzi i lavori languono alquanto
e se ne prevede il completamento per il 2026, ma tra i barcellonesi
c'è chi pensa il 2050... Chi boicotta il culto di Osiride?
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