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Stonehenge,
Ollantaytambo, Palenque, Isola di Pasqua: noi di Sator ws abbiamo
spesso parlato di antiche strutture megalitiche nel mondo. Posti
misteriosi come le pietre ciclopiche delle piramidi di Giza
in Egitto, le mura gigantesche in Francia, Giappone, Perù,
Messico e così via. Strutture peraltro architettonicamente
tutte simili, anche se distanti tra loro migliaia di km…
Molto probabilmente questi enormi monumenti furono eretti da
un'unica razza che abitò sulla Terra in epoche remotissime,
prima ancora che i popoli antichi da noi conosciuti vi abitassero.
Ma quale poteva essere questa razza così avanzata tecnologicamente
e in grado di edificare monumenti colossali strutturati da blocchi
di pietra dal peso di centinaia di tonnellate? Ci viene subito
in mente l'ipotesi dei Giganti di cui tutte le antiche culture
del mondo parlano; sono presenti anche nella Bibbia e conosciuti
con il nome di Nefilim. Questi erano descritti come creature
gigantesche cadute dal cielo e accoppiatesi con le donne di
Palestina dando origine ad una razza ibrida. |
| (Sopra) Il colossale
tempio di Venere a Baalbek, nemmeno il più grande del complesso:
i romani costruirono su un preesistente sito megalitico di proporzioni
colossali. |
Tra i templi colossali
più stupefacenti del mondo c'è quello di Heliopolis a Baalbek in
Libano. Ciò che colpisce subito di questo enorme e antico complesso
sono le dimensioni. Guardando il tempio principale di Giove ci si
rende conto che è al di fuori della portata umana, soprattutto per
quanto riguarda il basamento dell'edificio dove si possono vedere
i massi più grossi, ognuno dei quali misura oltre 21 m di lunghezza
per quasi 5 di larghezza e con un peso di circa 1000 tonnellate.
Secondo l'archeologia ufficiale il sito attribuito ai Cananei risale
all'età del bronzo, intorno al 2900-2300 BCE ed è dedicato alla
triade Adad-Ishtar-Shamash. Anche il famoso ricercatore russo Zecharia
Sitchin ne parla, secondo la sua opinione il sito è stato costruito
da una razza aliena, gli Anunnaki provenienti dal pianeta Nibiru
nel 10.500 BCE come affermano gli antichi testi sumeri; questi sono
gli stessi giganti Nefilim descritti dalla Bibbia. Durante il dominio
greco dei Tolomei la città fu ribattezzata Heliopolis, dedicata
al dio del sole greco Helios e a quello egizio Ra. Successivamente,
durante il domino romano, la triade divina fu trasformata in quella
di Giove-Venere-Mercurio, poi nell'epoca Neroniana, furono costruiti
il tempio di Giove nel 60 CE, mentre allo stesso tempo fu costruito
l'altare a torre d'avanti all'edificio. Nelle epoche successive,
sotto i vari imperatori, Traiano, Antonio Pio e Caracalla, furono
edificati il tempio di Bacco e il tempio di Venere. Infine ci fu
Filippo l'Arabo nato a Damasco che costruì il cortile esagonale.
Ma è evidente che i basamenti del colossale sito sono molto più
antichi e non sono né di origine greca nè romana, dato l'uso di
blocchi megalitici che costituiscono i templi, usanza non certo
tipica di queste due grandi culture. Certamente vedendo le dimensioni
dei blocchi la prima cosa che viene in mente sono ancora una volta
le analogie con altri più celebri monumenti del mondo come i massi
della piramide di Cheope, le mura ciclopiche di Cuzco in Perù, i
menhir di Stonehenge o tanti altri monumenti megalitici ritrovati
come abbiamo già accennato nei più svariati luoghi del mondo.
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| (A
sinistra in alto) Il tempio di Giove mostra soltanto poche colonne,
ma le dimensioni sono colossali, superiori ai 40 metri. Però
quel che impressiona è il basamento (a destra): le pietre
che lo compongono sono lunghe decine di metri e spesse altrettanto.
Come era possibile muovere con le tecnologie dell'antichità
massi del peso di oltre mille tonnellate? (A sinistra in basso)
Un monolito è incastrato nel terreno a pochi passi dai
templi pesa 1150 tonnellate, è una delle pietre più
pesanti mai scolpite dell'uomo. Solo esseri umani di proporzioni
gigantesche avrebbero potuto pensare a costruzioni di simili
dimensioni. |
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Da anni ormai si fanno molteplici ipotesi su come sono
stati edificati questi monumenti di dimensione ciclopiche. La nostra
teoria è che si tratti proprio di esseri letteralmente giganti,
gli stessi che in un'epoca remotissima antidiluviana popolavano la
Terra. Si trattava molto probabilmente di un'unica cultura mondiale
che edificò il monumento sottostante i templi romani di Baalbek,
le piramidi di Giza, le fortezze del Perù e i Moai dell'isola
di Pasqua, e così via. Questi Nefilim, o come li chiamavano
i sumeri Anunnaki, secondo anche la teoria di Zecharia Sitchin che
ha tradotto le tavolette sumere, arrivarono dal pianeta Nibiru per
estrarre l'oro dalle cave terrestri, crearono da un esperimento genetico
l'essere umano allo scopo di usarlo come schiavo per i lavori in miniera.
L'antica triade di divinità era composta da Adad (o Sin), antichissimo
re divino figlio di Enlil dio sumerico del vento e della pioggia,
Ishtar dea dell'amore e Shamash, divinità solare raffigurato
su un disco alato, forse il comandante di questi remoti astronauti.
Presumibilmente questi antichissimi monumenti archeologici servivano
da basi di lancio e di atterraggio delle loro navi. Che sia vero o
no, forse l'unica spiegazione è proprio che siano stati esseri
di dimensioni davvero gigantesche ad aver edificato tali colossi,
dopodichè, quando tutto poi fu spazzato via dal Diluvio, le
civiltà si insediarono in questi luoghi e trovarono già
lì i monumenti lasciati dai loro predecessori. Ancora oggi
si fanno tante ipotesi su come ad esempio fu costruita la grande piramide
di Cheope; sicuramente non gli Egizi contadini o schiavi con attrezzi
di rame, tantomeno apparteneva al faraone Cheope, semmai sia esistito.
E sicuramente coloro che si stanziarono successivamente, cioè
gli stessi Egizi, trovarono, proprio lì, le tre piramidi e
la Sfinge e rimodellarono i tratti dell'immensa statua. Ma probabilmente
questi giganti qui che costruirono le piramidi erano invece i cosiddetti
Shemsu-Hor, cioè, esseri divini seguaci del dio Horus che regnarono
in Egitto prima ancora dei Faraoni umani. La stessa cosa accadde anche
in Perù, dove si può vedere chiaranente a Machu Picchu
come i massi ciclopici siano incastrati tra loro perfettamente senza
cemento, mentre in un secondo momento le costruzioni degli Incas arrivati
dopo sono state poste al di sopra di esse. Questi sono fatti di mattoni
molto più piccoli e con tetti di paglia, tipiche costruzioni
di popoli contadini che non hanno niente a che vedere con le tecnologie
dell'epoca precedente ormai distrutta dall'immane cataclisma. In poche
parole il mondo ricominciò da capo.
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(Sopra a sinistra) Architettura megalitica del Tempio di
Valle presso la Sfinge, a Giza in Egitto. (Al centro) Lo stesso
tempio mostra massi levigati e incastrati come nell'architettura
peruviana. Notare le dimensioni dei blocchi. (A destra) La
Grande Piramide è costruita con blocchi di calcare
del peso che va dai 50 alle 200 tonnellate, con massi megalitici
nella Camera del Re che raggiungono i 500. (Sotto a sinistra)
Un altro oggetto impossibile: l'obelisco di Luxor, alto 40
m e pesante 1100 tonnellate, rimasto nella sua cava. (Al centro)
La Sfinge di Giza con davanti il Tempio di Valle megalitico.
(A destra) La nostra inviata Antonella a Sacsayhuaman, in
Perù, davanti a un monolite intagliato a varie facce
alto 5 metri e pesante 400 tonnellate.
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Oltre alle storie sui Nefilim o Anunnaki altre culture
e tradizioni antiche narrano di Giganti; tra queste ci sono l'Edda,
un poema epico della tradizione vichinga. Nel testo è scritto
che all'inizio esistevano solo due regni: a nord Niflheim desertico
e ghiacciato, mentre a sud Muspellheim, un regno infuocato abitato
da demoni con a capo un gigante di nome Sutr il Nero. Dall'unione
dei due regni, dal ghiaccio liquefatto dal fuoco, diedero vita ad
un essere gigantesco di nome Ymir. Lo stesso personaggio è
associato a Yama nella mitologia indiana. Essi descrivevano questi
giganti come esseri dotati di un enorme forza fisica e di grande conoscenza.
Anche nella mitologia greca si parla di esseri giganti nati dall'unione
di cielo e terra, ad esempio i Ciclopi o anche i Titani. Queste storie
però non sembrano essere solo mitologia; molti sono finora
le testimonianze archeologiche ritrovate un po' ovunque nel mondo
di esseri giganti.
Nel 1936, durante l'epoca fascista, si leggeva nel "Notiziario"
(giornale del regime) del ritrovamento nello Stato di Chihuahua in
Messico di scheletri giganti alti dai 3 ai 3,60 m di altezza. Gli
archeologi dell'epoca affermarono che si trattava sicuramente di una
razza sconosciuta e vissuta in epoca antidiluviana; resti di un popolo
scomparso a causa di in cataclisma che inabissò il loro continente.
E' evidente che questi si riferissero al mitico continente di Atlantide.
Tra le altre scoperte ci sono gli scheletri di uomini alti 3,60 m
dentro una caverna sempre in Messico con accanto oggetti di vario
genere. Ma il più sconcertante tra i ritrovamenti fu sicuramente
quello di Hernan Cortes, che durante la conquista del Messico si impossessò
di ossa umane di dimensioni enormi, tra cui un femore di 180 cm. Gli
indigeni che le possedevano dissero appartenere ad un'antica razza
estinta: è esposto oggi al Mt. Blanco Fossil Museum negli Stati
Uniti.
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Un
altro femore strabiliante, alto come un uomo, fu trovato nell'800
in Mesopotamia, l'odierno Iraq; nel 1577 a Weillisau in Svizzera
fu trovato uno scheletro umano alto 5,80 m, oggi esposto in
una ricostruzione al museo locale. Poi ancora nel 1870 gli indiani
Omaha trovarono una sepoltura di otto giganti i cui teschi misuravano
60 cm. Gli Omaha conoscevano la loro origine attraverso le tradizioni
e li chiamavano Mu-A-Luska, dicendo anche che venivano dall'Oceano
Pacifico; probabilmente erano proprio originari del continente
perduto di Mu che si trovava in
quell'oceano. Nel 1925 a Glozel in Francia furono rinvenute
ossa giganti risalenti a1 7000 BCE, accompagnati da oggetti
artigianali anch'essi giganti. Nel 1924 in Texas furono addirittura
trovate pitture rupestri che raffiguravano un tirannosauro,
mentre nello stesso stato c'erano perfino orme di giganti umani
assieme a quelle di dinosauri;
queste furono ritenute attendibili dagli studiosi. Nel 1943
nelle isole Aleutine alcuni militari trovarono ossa di giganti
veramente enormi, di circa 7 m. Perfino in Italia si possono
osservare ossa umane gigantesche conservate in necropoli nuragiche
in Sardegna e ancora molti altri
sono ancora sparsi per il mondo. Secondo uno scienziato di nome
Horbiger, in passato la Terra avrebbe avuto più lune influenzando
il campo magnetico terrestre e facendo crescere a dismisura
gli esseri viventi. Poi successivamente una di queste lune entrò
in collisione con il nostro pianeta provocando un enorme cataclisma
che stravolse e inabissò terre e continenti, e con essi questi
esseri. Forse alcuni di essi vivono ancora oggi, magari rifugiatisi,
come testimoniarono alcuni indios dell'Amazzonia all'inizio
del XX secolo, nel leggendario Regno sotterraneo di Agharti.
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| (Sopra) Femore gigantesco
esposto al Mount Blanco Fossil Museum degli Stati Uniti. |
Questi indigeni affermarono
di essere entrati in queste grotte ed essere venuti a contatto con
i loro abitanti alti dai tre ai cinque metri, come abbiamo già parlato
nell'articolo della Terra Cava. Come sia
andata a finire realmente ancora non si sa, ma una cosa è certa:
l'esistenza di questi Giganti è una realtà e forse oggi, grazie
a questi ritrovamenti ci è un po' più chiara la storia e l'origine
dei nostri monumenti megalitici.
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Tracce
di Giganti. Da qui a sinistra in senso orario: lo scheletro
di un uomo alto 3,6 m trovato nelle Mammouth Cave del Kentucky;
un uomo ha trovato nel suo giardino un femore di 1,5 m; gli
antichi Patagoni (qui raffigurati in una stampa d'epoca) erano
alti oltre 3 m; teschio umano a confronto con quello di un gigantopiteco;
foto di un uomo peruviano di una razza andina trovata originariamente
da Pizarro; foto ottocentesca del ritrovamento di uno scheletro
di Gigante. |
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I Giganti e il Mistero delle
Origini - Louis Charpentier Ordina
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