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La mappa altimetrica in falsi colori di
Marte. In azzurro e verde le pianure, in giallo e rosso i
rilievi.
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Che Marte nasconda innumerevoli misteri è un
fatto risaputo. Ma delle varie anomalie, quelle che destano maggior
scalpore sono le misteriose e incredibili strutture artificiali sulla
superficie del Pianeta Rosso. Già dalla prima missione del
20 agosto del 1975, la sonda Viking 1 giunse a destinazione e dopo
alcune orbite atterrò il 15 giugno del '76 nella regione chiamata
Cryse Planitia. Il 9 settembre del '75 partì anche la sonda
Viking 2 e arrivò il 7 agosto del '76. Il 25 luglio del '76,
prima che giungesse la seconda sonda, nel riprendere la superficie
di Marte per identificare un luogo idoneo all'atterraggio la Viking
1 fotografò una strana "collina" che aveva le sembianze
di un volto quasi umano di un diametro di 1,5 km circa nella zona
denominata Cydonia Mensae, nei pressi della depressione di Acidalia
Planitia. A pochi kilometri di distanza da quella che subito venne
ribattezzata "la Sfinge" vennero fotografate anche alcune
strane strutture regolari a forma di piramidi, ognuna delle quali
differiva dalle altre per il numero di lati. La Nasa decise di far
atterrare il Viking 2 il 3 settembre nella zona di Utopia Planitia,
dal lato opposto del pianeta. Il primo mistero inizia qui: non si
spiega per quale motivo, dopo aver individuato tali strutture, invece
che far atterrare la sonda per studiare il mistero si decise di mandarla
altrove. Quando le foto furono notate dal ricercatore americano Richard
Hoagland, non ebbe dubbi ad affermare che il volto e le piramidi avessero
un origine artificiale. La Nasa dall'inizio smentì subito dicendo
che si trattava in realtà di colline naturali erose dagli agenti
atmosferici del pianeta, mentre per quanto riguarda la faccia e le
piramidi, si trattava solo di un effetto ottico creato da giochi di
luce. Dopo un'assenza da Marte durata quasi vent'anni, il 7 novembre
del 1996 partì la sonda Mars Global Surveyor e arrivò
nell'orbita di Marte il 12 settembre 1997. Il 5 aprile del '97 la
sonda fotografò la faccia, questa volta con una fotocamera
ad alta risoluzione, le immagini mostravano nient'altro che una collina
erosa dall'acqua e dal vento. Il 14 dello stesso mese la Mars Orbit
Camera, montata sulla MGS riprese anche le piramidi che si trovavano
non lontano dalla "sfinge". Naturalmente anche queste a
detta degli scienziati erano delle strutture naturali, delle colline
i cui lati erano stati perfettamente sagomati dall'erosione del vento!
Ma se si osserva attentamente la piramide triangolare, si può
notare che la punta è crollata e che all'interno è vuota;
cosa alquanto evidente dalle foto. Alcune di esse hanno tre lati,
altre quattro o addirittura alcune sono a forma pentagonale. Ma come
si spiega che il vento abbia levigato queste colline facendole apparire
come piramidi geometricamente perfette, mentre per quanto riguarda
la sfinge l'ha erosa in tal modo da darle le sembianze di un volto
quasi perfetto anche nei contorni? Tutto ciò perché
le spiegazioni si basano su strutture piramidali trovate in Antartide
chiamate "Dreikanter", in tedesco triedrio, che sono molto
simili a quelle marziane ma alte solo qualche metro. I geologi sostengono
che anch'esse hanno subito un processo di erosione da parte dei venti
antartici, soltanto su scala ridotta. Ma per quale motivo su Marte
non dovrebbero esistere monumenti e magari non vi si sia potuta sviluppare
una civiltà avanzata?
| (Sotto a sinistra)
La foto originale della sonda Viking della piana di Cydonia,
con la sfinge, la cittadella e le piramidi. Nell'elaborazione
3D (al centro) si notano i rilievi regolari. (A destra) le nuove
foto della sonda europea Mars Express non aggiungono nulla di
nuovo, anzi... |
| (Sopra, riga
centrale) A sinistra si può notare la Sfinge fotografata nel
2002 dalla sonda americana Mars Odissey. (A destra) Le riprese
controverse della sonda Mars Global Surveyor del 2001 analizzate
dallo scienziato Mark Carlotto. (Qui sopra) A sinistra la "Faccia
con Corona"; al centro la "Seconda Sfinge" nella zona di Elysium
e a destra il "Busto di Nefertiti", veramente molto simile al
ritratto originale della regina egizia. |
La temperatura del
Pianeta Rosso non è così diversa da quelle terrestri e anche per
quanto riguarda l'atmosfera, se davvero non è adatta alla sopravvivenza
di esseri umani, non dimentichiamo che esistono sulla Terra forme
di vita che vivono perfettamente nelle profondità oceaniche con
totale assenza di luce respirando acido solforico. Quindi in altre
condizioni, più estreme, la vita ha dimostrato che può esistere
comunque. In tempi recenti, per avvalorare l'ipotesi che la faccia
era in realtà una collina o - come si è poi affermato perfino in
seguito - che addirittura non esiste, nel 1998 la Mars Global Surveyor
scattò sul Pianeta Rosso foto in cui il volto risulta totalmente
appiattito, mentre in qualche altra foto non esiste nemmeno. Tutto
il mistero potrebbe in parte essere risolto se si facesse atterrare
in questa zona un robot come i famosi Mars Rover che da anni setacciano
il deserto agli antipodi di Cydonia… Una zona traboccante
ormai di vero interesse archeologico, per studiare una volta per
tutte l'enigma. Un enigma volutamente dimenticato? Infatti anche
quando sfogliamo le pagine di alcuni libri che parlano di Marte,
ci si rende conto che non c'è una parola o una foto che parli della
piana di Cydonia; anche le mappature del pianeta non la riportano.
Oltre le piramidi e il volto molte altre sono le stranezze fotografate
dalle nuove sonde, ad esempio strutture che ricordano molto la pianta
di un'antica città simili a quelle che si trovano sulla Terra, non
a caso una di queste è stata battezzata "Inca City", data la somiglianza
con una delle antiche città inca del Perù. Questa si trova in prossimità
del polo sud del pianeta ed è stata fotografata per la prima volta
nel 1973, poi nell'89, ancora nel 2001 e in ultimo nel 2003 e ogni
immagine conferma la presenza di questo immenso complesso grande
centinaia di km. Un'altra struttura analoga ma più piccola è stata
trovata nelle vicinanze del Mons Olympus, nell'emisfero opposto.
Per quanto riguarda i volti, ce ne sono altri tre molto particolari
che magari saranno anche naturali o effetti di luci e ombre, ma
ugualmente affascinanti come la cosiddetta "crowned face", (volto
con corona), che somiglia tanto ad una faccia di una divinità con
una corona sulla testa: si trova nella regione di Lybia Montes,
è stata fotografata per la prima volta nel 2000 ed è stata scoperta
dallo studioso Tom Van Flandern. Una seconda"sfinge" si trova nella
regione Utopia Planitia, vicino al vulcano Hecates Tholus e anche
lei mostra lo stesso "copricapo" della sfinge di Cydonia. Inoltre
nella regione di Phoenicis Lacus si può vedere quello che sembra
il busto della regina egizia Nefertiti!
L'incredibile disegno è apparso in due immagini differenti con una
risoluzione altissima di 5 metri per pixel e mostra una figura femminile
lunga 2,89 km di cui la faccia ha una lunghezza di 780 m, anche
qui con tanto di corona ( di 1,3 km). E' visibile perfino l'occhio,
lungo 130 m. Queste foto sono state scattate dalla Mars Global Surveyor
nel 2000 e nel novembre del 2006 poco prima di sparire misteriosamente.
Tra le più stupefacenti strutture fotografate ci sono le "Sunbathers"
o saponette, chiamate anche Uova, dal loro aspetto ovale: sono situate
nella regione di Lunae Planum, tra Tharsis e Cydonia. Probabilmente
lunghe ognuna 180 m circa, sono tutte una uguale all'altra e sembrano
tutte somiglianti a dei monoliti inclinati sullo stesso lato. Anch'esse
potrebbero sembrare di origine artificiale e dal modo in cui sono
disposte ricordano tanto delle postazioni missilistiche. Altrettanto
enigmatiche sono quelli che sembrano a prima vista dei funghi, mentre
visti su altre foto ci rendiamo conto che sono molto simili alle
Moqui Marbles ritrovate nel deserto dell'Arizona e molto probabilmente
sono la stessa cosa. Queste sono chiamate "Martian Berries" per
la loro somiglianza con i mirtilli. Si trovano nella zona di Meridiani
Planum e sono state fotografate dal rover Opportunity; ne sono state
individuate a migliaia e si può notare che sembrano fatte di metallo,
forse di ghisa. Ritornando alle piramidi, la più evidente è la D&M
(così chiamata in onore di due ex astronomi della Nasa, Vincent
Di Pietro e Gregory Molenar che la studiarono a lungo) di forma
pentagonale, una delle più grosse della piana di Cydonia. Dalle
foto satellitari se ne contano almeno nove, con la D&M posta
più a sud. Questa è molto particolare perché ha una pianta pentagonale
con tre angoli a 60° e gli altri due a 36° , il che la rende nelle
proporzioni legata al numero aureo (al punto che riprende perfettamente
il famoso Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci!). Si tratta di una
piramide incredibile con lati di oltre un km e un'altezza di 850
m. Un architetto americano, Robert Fiertek, ha ricostruito quello
che secondo lui poteva essere l'intero complesso architettonico
evidenziando le piramidi centrali la cui disposizione è pentagonale.
| (Sotto) A sinistra
la fotografia della Viking della "cittadella" di Cydonia del
1977, paragonata a quella del 2006 realizzata dalla sonda Mars
Express dell'Esa. (A destra) l'interpretazione dell'architetto
Robert Fiertek mostra chiaramente la cavità della piramide triangolare
in alto a destra. |
| (Sopra, in
alto) La "T" di Marte, una enorme struttura regolare situata
nella regione di Tharsis. (Al centro) La celebre "Inca City",
anch'essa estremamente regolare, vicino al Polo Sud. (A destra)
La piramide di Elysium perfettamente regolare. (In basso) La
Piramide pentagonale D&M ricalca le proporzioni dell'Uomo
Vitruviano di Leonardo da Vinci. (A destra) Il lato della piramide
D&M fotografato dalla Odissey. |
Come dimostrato dal disegno, anche lo studioso mette
in risalto la cavità all'interno della piramide triangolare,
questo dimostra la dubbia origine naturale del complesso. Le fotografie
inviate dalla sonda Mars Express del 2006 mostrano delle immagini
che dovrebbero avere una maggior risoluzione, ma si nota subito
che questa è stata ritoccata; la cavità della piramide
triangolare sparisce, la sfinge appare del tutto sfigurata e appiattita
, mentre le vecchie foto del Viking 1, che dovrebbero avere una
scarsa risoluzione e al contrario sono molto dettagliate, mettono
invece in evidenza il rilievo del monumento, al punto da poter stabilire
con esattezza le dimensioni: lunghezza 2414 m, larghezza 1931 m
e altezza 482 m. Sono tante le immagini del volto riprese dalle
varie sonde e dalle diverse angolazioni che dimostrano i suoi lineamenti
umanoidi, su alcune addirittura sembra che la metà del volto
orientata ad est sia di aspetto leonino. Un'altra tra le piramidi
più belle è quella situata nella regione di Elysium,
a quattro lati perfetti e molto simile a quelle della piana di Giza
in Egitto. Questa piramide ha una serie di peculiarità: fu
la prima scoperta dall'uomo nel 1972 dalle foto della sonda Mariner
9, è alta un km e larga 3, ed è circondata da altre
decine di piramidi più piccole, come dimostrarono le missioni
successive. L'astronomo Carl Sagan si convinse dell'esistenza della
civiltà marziana proprio da questa piramide (mentre non credeva
all'artificialità di Cydonia). Tra le ultime sconcertanti
scoperte marziane c'è l'enorme buco nella crosta trovato
nella regione di Tharsis vicino al Mons Arsia, di cui noi di Sator
ws abbiamo dato notizia lo scorso giugno. Questo "pozzo"
è forse di origine artificiale perché è estremamente
regolare e non c'è niente nelle sue vicinanze che potrebbe
spiegare la sua formazione: gli scienziati escludono categoricamente
l'origine meteorica. Marte non finisce mai di stupire… Ultimissimi
misteri sono due foto scattate dal rover marziano Spirit: la prima
mostra un "sasso" dalla forma impossibile, forse non è
un sasso ma uno strano oggetto o chissà, per alcuni un inquietante
teschio umanoide! La seconda ha fatto il giro del mondo e raffigura,
persa nella vastità di un'immagine panoramica, una figura
assolutamente di foggia umana, con tanto di testa, braccia, tronco
e perfino quello che sembra un seno... Una statua o un essere vivente?
A voi il giudizio…
(CONTINUA: Tracce
di vita)
Antonella Verdolino
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| (Da sinistra)
Le stranissime "Sunbathers", simili a uova e lunghe 180 m ciascuna.
I "Martian Berries" delle dimensioni di alcuni centimetri, assomigliano
in maniera soprendente alle Moqui Marbles terrestri (di cui
anche noi abbiamo dato notizia qui)
(A fianco) Due riprese del "Pozzo", un misterioso buco nella
superficie del pianeta largo 100 m. (Sopra) Alcuni astronomi
hanno scoperto un sorprendente allineamento tra le Piramidi
di Giza e i vulcani marziani della regione di Tharsis... |
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(Su questa riga a sinistra)
Un tumulo marziano in tutto simile a quelli terrestri, come
Silbury Hill in Gran Bretagna. (A destra) Il recente e spaventoso
"teschio marziano" scoperto dai rover tra i sassi di Marte:
a voi le interpretazioni.
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